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La “poesia” è forse la più grande tra le “arti introspettive”, quelle che analizzano ed esprimono il proprio “Io interiore”.
In questo saggio, il poeta toscano Emmanuel Gallo vuole discutere ed evidenziare la decostruzione della Ragione, vista come risultante conseguenza dell'Essere in espansione.
Il tutto sempre visto in chiave filosofico-poetico come abbiamo già visto fare nel saggio intitolato "La Metafisica del Sentimento: ovvero, il rapporto tra l'Uomo e l'Universo nella Poesia". 

Essere o non essere. Questo è il problema. William Shakespeare

 

Gli organismi sani sono organismi in espansione; gli organismi che si chiudono in sé stessi si indeboliscono. 

(Friedrich Nietzsche)

 

Essere o non essere. Questo è il problema.

(William Shakespeare, "Amleto", 1600-1602)

 

Il movimento dell'universo è rivolto all'espansione: questo significa che l'essere tende all'espansione.

Espansione che non è intesa come armonia ma come aumento di grandezza.

Non è quindi una proprietà qualitativa, e cioè un miglioramento, una direzione ed un fine, ma quantitativa in quanto l'universo, pur rimanendo com'è, si ingrossa creando nuove realtà, nuovi mondi, i quali rientrano tuttavia nella sua logica, nel sistema in cui l'essere opera.

E come opera l'essere?

Eraclito affermava che la natura dell'esistente è conflittuale: gli opposti anche se perennemente in conflitto coincidono ed hanno una unità in quanto l'uno confluisce nell'altro e viceversa.

La guerra è madre di tutte le cose”: quindi, secondo Eraclito, è dalla guerra che nasce l'espansione.

Questo costante conflitto tra i diversi elementi dell'esistente genera nuove forme, plasma le cose e le fa mutare.

Al contrario, per Parmenide l'essere è perfetto, unito e tenuto insieme; “L'essere è e non può non essere”.

Egli annulla la presenza del vuoto, del negativo: non c'è nascita né morte e quindi non c'è espansione la quale passa necessariamente da questi due movimenti.

Tutto è compiuto ed immutabile.

È come qualcosa di cristallizzato, di regolato da sempre e che rimane e perdura lo stesso nel corso del tempo (è famoso l'esempio di Parmenide dell'essere paragonato ad una sfera).

L'espansione è mutamento e non ci può essere mutamento senza la presenza nell'essere del negativo: una forma nuova e diversa si rapporta ad un'esistenza precedente, dalla quale deriva, in un processo in cui si mescolano morte e vita.

Persino il nostro essere con tutte le nostre emozioni, i nostri pensieri e la nostra corporeità cambia e si modifica di attimo in attimo.

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Un istante dopo, infatti, non siamo più gli stessi che eravamo un istante prima perché la natura dell'essere è il movimento, la dinamicità; nel divenire si esprime e si regola l'intera esistenza.

La materia è qualcosa di liquido e cangiante che subisce continuamente delle mutazioni.

L'essere allora ha bisogno di entrambi gli opposti per formarsi e trasformarsi: bene e male, perfezione ed imperfezione, vita e morte costituiscono l'essere anche se sono categorie razionali con le quali cerchiamo di spiegarci i suoi movimenti.

Si arriva alla conclusione che l'essere semplicemente è e che l'essere incorpora il non essere.

Infatti, con la fusione degli opposti, non c'è più bisogno di dare un'attribuzione parziale e frammentaria dell'essere perché l'Essere racchiude Tutto e qualsiasi linguaggio critico che tende a registrarne il flusso risulta imperfetto ed impotente.

Si approda ad una decostruzione della ragione che consiste nell'abbattimento di categorie razionali che spesso servono a darci sicurezza, ad avere una qualche forma di controllo razionale, anche se illusorio, sul mistero dell'essere.

Il pensiero critico, spesso, diventa una gabbia che non ci permette di interagire con il mondo facendoci chiudere nell'ombra delle nostre inutili certezze.

Diventa necessario svincolarsi dalle arroganti insidie di una ragione insufficiente a restituire alla realtà il suo vero volto, sgombro da schemi e razionalizzazioni.

Ci troveremo di fronte ad uno spettacolo terribile ed affascinante di un caos fecondo ed inspiegabile, irriducibile a qualsiasi principio rassicurante, al quale spetta a noi dare un senso.

 

Aggiunta dell'Editore

In merito a questo discorso sull'Essere, posso citare almeno due poesie omonime: una di Emmanuel Gallo stesso ed una di Antonio Azzerlini.

Pur avendo come titolo “Essere”, il saggio e le poesie possono risultare distanti, ma le cito nella volontà di offrire un possibile pensiero e/o una emozione ai nostri lettori.

Il soprastante saggio, infatti, parla di mutamento, di morte e di vita, di smembramento delle sovrastrutture con cui la ragione cerca di ingabbiare la realtà la quale resta, nonostante tutti i tentativi della scienza, un mistero insondabile.

La poesia “Essere” di Emmanuel Gallo, invece, parla dell'espansione della propria soggettività nel flusso naturale dell'Esistente attraverso la morte dell'identità storico-sociale.

Ho il cuore sgombro
ripulito dalle acerbe insidie del vivere

oriento le ultime forze della giornata
verso uno scintillante raggio di luna
come un lupo ululo alla morte
che non mi troverà fra le sue braccia
quando lo spettacolo inizierà domani
alla prima battuta di sole

raccolgo la carcassa dei miei sogni
per non lasciare alcuna traccia
del mio bagno di freschezza

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seppellisco Emmanuel sotto casa mia
senza bara né lapide
lo immergo nelle silenziose acque della terra
che l'hanno tenuto in grembo

ascolto il mattino che suona
fa vibrare la sua prima corda luminosa
si tinge di gocce di luce festosa

raggiungo la vetta della mia anima
per salire sopra le incrinature del mio corpo
nel limpido segreto di me
rimbomba una parola scolpita nelle cose
Essere.

 

Infine, la poesia “Essere” del poeta Antonio Azzerlini tratta dalla sua prima raccolta poetica intitolata “Solitudine”, il risveglio della coscienza che desidera una nuova vita:

Odi il vento che sibila.
Ascolta il lamento degli alberi
che cercano di resistere alla sua furia.
Perditi senza timore nel fumo dei ricordi
che ti assalgono: non sono tuoi nemici.
Essi portano l’amore che un tempo rifiutasti,
il piacere che ignorasti.
Odi il sussurro della tua coscienza
che ti chiama a nuova vita.

 

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Tags: Anno di Uscita: Dal 2011 al 2020,2015
Autori: Emmanuel Gallo
Editore: We-News Editore
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Avatar di teatroitinerante
teatroitinerante ha risposto alla discussione #185 5 Anni 2 Mesi fa
un pensiero interessante e stimolante, che tenta di spiegare come le categorie opposte (bene/male, ecc.) siano necessarie al mutamento delle cose. Inoltre, lancia un messaggio chiaro: l'uomo, per poter crescere, dovrà avere il coraggio di superare le sue certezze e fare il salto nell'incertezza, approdare nel dubbio.
Avatar di emmanuelgallo86
emmanuelgallo86 ha risposto alla discussione #186 5 Anni 2 Mesi fa
Hai colto il senso di queste riflessioni: le sofisticate strutture e sovrastrutture che la ragione civilizzata si è creata hanno portato l'uomo a credere, arrogantemente e illusoriamente, di essere il padrone del mondo. Il mio tentativo è di minare le certezze della ragione moderna mostrando la debolezza e l'inconsistenza dei suoi piani architettonici e delle sue decadenti impalcature cercando di riportare l'uomo ad un pensiero che sia diretta espressione di una ragione naturale. I presocratici costituiscono un esempio in questo profondo impiego del pensiero perché si interrogavano su ciò che li circondava, sull'Essere e sulla Natura, attraverso geniali intuizioni che permettevano loro di avvicinarsi all'essenza delle cose. La ragione era libera, era allo stato naturale.
Avatar di Antonio Azzerlini
Antonio Azzerlini ha risposto alla discussione #187 5 Anni 2 Mesi fa
Il saggio di Emmanuel rivela una profonda preparazione filosofica e, direi, anche una spiritualità innata. La sua può essere definita una critica nei confronti della filosofia illuminista, con la concezione della ragione che tutto può, e del positivismo, con la sua teoria della fiducia incontrastata nel progresso e nelle possibilità dell'uomo. L'uomo non è misura di tutte le cose, egli non è il padrone della natura, ma solo un essere come tanti che ha avuto il privilegio da Dio di essere l'amministratore del creato. Emmanuel ha colto il conflitto esistente tra ragione e natura, un conflitto creato apposta dalla ragione stessa nel momento in cui ha deciso di farsi tiranna della natura stessa. Le teorie progressiste invece di migliorare l'uomo, lo hanno peggiorato dal punto di vista morale, mascherando questo risultato con il conseguimento del progresso tecnologico, che da strumento è diventato il padrone della nostra vita. Il riferimento ai presocratici è una ulteriore dimostrazione delle capacità di analisi di Emmanuel e della sua preparazione filosofica, in quanto il poeta ha colto la perfetta armonia esistente tra quei pensatori e il mondo in cui vivevano. A quell'epoca non esisteva una netta differenza tra tra natura e scienza, tra natura e filosofia. ragione, natura, uomo: tutto era collegato in armonia. Lo scopo era di cercare il principio che regolava il mondo, l'universo, la natura, perché questo significava anche cercare quel principio regolatore dell'uomo stesso. L'uomo si considerava un usufruttuario della natura, di cui aveva un profondo rispetto, quello stesso rispetto che sparì nel V secolo a.C. con l'avvento delle teorie che posero l'uomo al di sopra di tutto e tutti: l'uomo misura di tutte le cose. l'uomo e la sua ragione erano diventati il principio a cui tutto doveva essere riferito e tramite il quale tutto poteva essere spiegato. Un atteggiamento del genere ha portato l'uomo a inorgoglirsi e ad allontanarlo dalla fede. La ragione moderna, così competitiva, così arrogante, orgogliosa, così fiduciosa nelle sue conquiste materiali, non ha tenuto conto del fattore principale che regge l'intero universo e lei stessa: Dio.
Avatar di emmanuelgallo86
emmanuelgallo86 ha risposto alla discussione #194 5 Anni 2 Mesi fa
Antonio ti ringrazio per il tuo intervento e per le tue osservazioni. Mi permetto, tuttavia, di obiettare il tuo inserimento, nella mia riflessione, di Dio e della religione cristiano-cattolica. Infatti, paradossalmente, persino la ragione religiosa opera come la ragione moderna in quanto vuole costruire, attraverso apparati teologici, strutture razionalistiche a sostegno delle Verità assoluta racchiusa nella dottrina, dimenticando di interrogare la Natura e di ricercare le leggi che la governano. Per i greci la filosofia era una continua tensione e sperimentazione la quale passa necessariamente dal dubbio e dalla messa in discussione di un pensiero precedente; per la teologia, invece, si tratta di consolidare la Verità delle Sacre Scritture difendendole dagli attacchi di eretici e non credenti. Inoltre la presunzione dell'uomo di essere la creatura privilegiata da Dio ed, in quanto tale, superiore a tutti gli altri esseri, si ritrova anche nella genesi. La religione cristiano-cattolica è profondamente antropocentrica: l'uomo è al vertice del creato.
Avatar di Antonio Azzerlini
Antonio Azzerlini ha risposto alla discussione #195 5 Anni 2 Mesi fa
Concordo con la tua opinione sulla ragione teologica, mai il dio a cui mi riferisco rappresenta per me non il dio cattolico, assoluto e dogmatico, ma proprio quel principio che, secondo i pensatori greci arcaici, ha dato vita all'universo. E' questa entità che ha fornito all'uomo le capacità di analisi e di controllo della natura. La filosofia, o meglio, il pensiero dei presocratici era caratterizzato proprio dal fatto di porre al centro di tutto la ricerca dell'archè e la natura stessa. La ragione moderna, con la sua presunzione, ha dimenticato Dio proprio in questo senso perché ha dimenticato che la vera sapienza è la ricerca stessa del sapere.
emilyroubini ha risposto alla discussione #212 5 Anni 1 Mese fa
Per quanto la poesia sia introspettiva, è sempre legata alla realtà di ciascuno di noi, alle parole che usiamo,alle sensazioni che proviamo. Nella società occidentale, male e bene sono due entità molto chiare e contrapposte, mentre nella cultura orientale, tutto questo viene sublimato nell'eterna mancanza di equilibrio e nell'immortalità delle cose. L'uomo possiede al suo interno già tutto ciò che deve sapere e sta a lui capire come ritrovarlo. Inoltre la mente umana non è sempre in grado di comprendere la totalità delle cose, le simmetrie e la pace che ci può essere nel caos relativo a ciascuno degli esseri che compongono il mondo. Per questo motivo, non è detto che amore porti amore, o odio porti odio e via dicendo....