Recensione ''Zona d'ombra'' (Libro di Jeanne Marie Laskas) - 4.6 out of 5 based on 5 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Zona d’ombra''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Zona d’ombra”.
  • Titolo originale: "Concussion".
  • Autore: Jeanne Marie Laskas;
  • Nazionalità Autore: Statunitense;
  • Data di Pubblicazione: 12 Aprile 2016;
  • Editore: Piemme (collana True);
  • Genere: Narrativa straniera/Medicina;
  • Pagine: 287 p., rilegato;
  • Voto del Pubblico (IBS): 3,75 su 5.

 

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Recensione del Libro “Zona d’ombra” di Jeanne Marie Laskas del 2016, genere narrativa straniera/medicina/biografie. Evidenzieremo il riassunto del libro “Zona d’ombra”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Zona d’ombra” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''ZONA D’OMBRA'':

Jeanne Marie Laskas è l’autrice del best-seller “Zona d’ombra” (Piemme, 2016) tratto dall’articolo “Game Brain” pubblicato su GQ nel 2009 e che ha ispirato l’omonimo film Golden Globe con Will Smith e Alec Baldwin.

Lei è l’autrice di altri sei libri che includono il premiato “Hidden America” e una trilogia di memorie: Fifty Acres and Poodle, The Exact Same Moon e Growing Girls.

Un tempo era un redattore di Esquire, e scriveva la rubrica settimanale “Significant Others” presso il Washington Post Magazine. Ha scritto per riviste nazionali per 20 anni, appare infatti nel “The New Yorker”, “The New York Times Magazine”, “Smithsonian Magazine”, “O: The Oprah Magazine”, “Allure”, “Ladies Home Journal” e molti altri.

Il suo lavoro è apparso in numerose antologie, tra cui “Best American Magazine Writing” nel 2008 e “Best American sportswriting” per cinque volte tra il 2000 e il 2012.

Ha vinto più di una dozzina di premi e il suo pezzo sull’estrazione del carbone, “Underworld”, è stato finalista per il premio di miglior scrittura per il National Magazine Awards 2007.

Jeanne Marie Laskas scrive regolarmente per il “New Yorker”, “The New York Times Magazine” e “GQ”, dove è corrispondente.

Lei è una professoressa presso l'Università di Pittsburgh, dove dirige il programma di scrittura, ed è la fondatrice e direttrice del Centro per la Creatività.

Vive in un maneggio con il marito e due figlie.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''ZONA D’OMBRA'': Indice dell'Analisi del Libro ''Zona d’ombra''

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Ispirandosi all’articolo Game Brain, scritto da Jeanne Marie Laskas e pubblicato nel 2009 dalla rivista GQ, Zona d’ombra racconta la storia del dottor Bennet Omalu, un neuropatologo nigeriano che mostra una particolare dedizione per il suo lavoro e rappresenta tutto quello che l’American Dream ha potuto generare sugli immigrati.

Mike “Iron” Webster è stato uno dei più grandi giocatori di football di sempre, una leggenda da Hall of Fame. E ora, a soli 50 anni, si trova sul tavolo delle autopsie del giovane patologo forense Bennet Omalu, un medico coraggioso e fuori dagli schemi, che parla coi pazienti delle sue autopsie perché lo aiutino a scoprire la verità.

In seguito alla morte di alcuni ex atleti di footbal, Omalu arriva a una conclusione shoccante: i ripetuti colpi alla testa che i giocatori di footbal subiscono durante la loro carriera possono causare gravi danni cerebrali che possono sfociare nella CTE (encefalopatia cronica traumatica), una vera malattia degenerativa al cervello che conduce alla morte autoindotta.

Quella di Omalu si trasforma ben presto in una vera e propria battaglia contro la NFL, accusata di prestare poca cura per la salute dei giocatori, la cui vita veniva consapevolmente messa a repentaglio per interessi economici e politici.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''ZONA D’OMBRA'': Indice dell'Analisi del Libro ''Zona d’ombra''

I personaggi di “Zona d’ombra” apparentemente sono molti ma quelli importanti e che vengono caratterizzati dall’autrice sono pochissimi.

- Il personaggio principale è Bennet Omalu, la storia ruota intorno alla sua vita.

Lo conosciamo fin da bambino, quando ancora viveva in Nigeria e stava nel villaggio con la sua famiglia; l’autrice ci racconta tutta la sua infaniza e il modo in cui è arrivato ad essere il medico che ha scoperto la causa dei suicidi di moltissimi giocatori di footbal.

Essendo un immigrato, quindi con il peso dell’integrazione sulle spalle, è pronto ad imbracciare con tenacia d’intenti la giusta causa ed è un uomo estremamente legato al suo lavoro.

Forse per le sue origini o il modo in cui è stato cresciuto ma è diventato un uomo così puro e buono che si fa un po’ fatica a crederci. È anche estremamente religioso.

Non c’è assolutamente niente di male in queste caratteristiche, quello che intendo è solo che forse l’autrice avrebbe anche potuto inserire qualche difetto di quest’uomo nella sua caratterizzazione. L’unico aspetto che lo rende un po’ più “umano” è il fatto che combatta costantemente con la depressione.

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- Mike “Iron” Webster è un giocatore di footbal molto famoso, morto a soli cinquant’anni, apparentemente per un attacco cardiaco.

Non lo conosciamo “personalmente” poichè ci viene “presentato” quando finisce sul tavolo delle autopsie del dottor Bennet. Lo conosciamo però attraverso i racconti che Omalu raccoglie per fare un’anamnesi completa.

Bennet vuole capire cosa ha portato così rapidamente un campione di quel calibro alla demenza, e poi alla morte, la malattia mentale di Webster non è frutto del caso, ma è stata causata dai ripetuti colpi alla testa presi in gioco, equivalenti a 25.000 incidenti in auto.

- La famiglia di Omalu ha un ruolo piuttosto importante nella sua vita, nonostante ad un certo punto siano molto distanti (geograficamente). È una famiglia molto numerosa, sono nove persone in tutto, tra genitori, fratelli e sorelle.

- Un’altra perosna che ha avuto un ruolo fondamentale nella vita di Bennet Omalu è stato Cyril Wecht, il patologo che gli ha insegnao quasi tutto ciò che sa riguardo al sul suo lavoro. “Nel settore delle autopsie, Wecht era una specie di rockstar. All’inizio della carriera, aveva puntato sul fatto che la passione dell’America per gli omicidi misteriosi – specie se reali – poteva tradursi in una miniera d’oro per chi avesse avuto accesso al corpo delle vittime.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''ZONA D’OMBRA'': Indice dell'Analisi del Libro ''Zona d’ombra''

“Zona d’ombra” è ambientato tra il villaggio Enugwu-Ukwu, nella Nigeria meridionale dove è nato e cresiuto Omalu e Pittsburgh.

In questa città il dottor Bennet completa i suoi studi e comincia a lavorare per il patologo Cyril Wetch.

È proprio a Pittsburgh che comincia il libro, infatti nel primo capitolo troviamo Omalu al banco dei testimoni per un processo.

Un altro luogo nel quale ha vissuto il protagonista è la California, dove si è dovuto “ritirare” dopo aver scoperto la CTE.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''ZONA D’OMBRA'': Indice dell'Analisi del Libro ''Zona d’ombra''

“Zona d’ombra” è un libro contemporaneo e racconta la storia vera del dottor Bennet Omalu.

Ripercorriamo quindi tutta la sua vita, cominciando dalla sua nascita, l’infanzia e l’adolescenza per concentrarci poi sugli anni della sua vita da adulto.

In particolare dal 2002, anno della scoperta della CTE, fino al 2012. Ci sono voluti ben 10 anni prima che i risultati evidenziati da Omalu fossero presi sul serio e considerati autentici.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''ZONA D’OMBRA'': Indice dell'Analisi del Libro ''Zona d’ombra''

Lo stile di scrittura di Jeanne Marie Laskas è chiaro e diretto anche se in alcuni casi un po’ troppo tecnico, non di difficile comprensione ma, eccedendo in alcuni passaggi con le spiegazioni scientifiche, rischia di risultare un po’ noioso. Devo comunque dire che queste spiegazioni sono necessarie alla piena comprensione della gravità delle situazioni descritte.

I dialoghi non sono molti ma aiutano a movimentare un po’ il libro.

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Un altro elemento che aiuta a rendere la lettura più scorrevole sono le riflessioni e i commenti di Omalu, riportate in corsivo nel testo (caratteristica che avevo già apprezzato in “La pianista bambina” di Greg Dawson)

 

NARRATORE DEL LIBRO ''ZONA D’OMBRA'': Indice dell'Analisi del Libro ''Zona d’ombra''

La narrazione di “Zona d’ombra” è affidata ad un narratore esterno. Il libro è infatti tratto da un precedente articolo di Jeanne Marie Laskas che ha deciso di approfondire il discorso, concentrandosi sulla vita del Dottor Omalu, primo scopritore della patologia.

Come dicevo poco sopra la narrazione è alternata con alcuni passaggi durante i quali il narratore è uno degli altri personaggi del libro, dei quali vengono riportati riflessioni e opinioni.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''ZONA D’OMBRA'': Indice dell'Analisi del Libro ''Zona d’ombra''

“Zona d’ombra” tratta principalmente la scoperta della CTE (encefalopatia cronica traumatica) e le difficoltà del dottor Bennet a far comprendere e accettare la patologia.

Nelle pieghe della vicenda di Omalu, in realtà, è sottintesa una contraddizione intima alla società americana: l’amore sincero per lo sport nazionale, praticato fin da bambini, e il suo indubbio potere spettacolare contro il tacito accordo a distogliere lo sguardo dai possibili rischi, perfino se documentati.

Da una parte l’America e il sogno (realizzato) del football, dall’altra l’occhio pigro della nazione che non focalizza l’ombra, spalancato all’improvviso da un “estraneo” non americano che riceve in cambio l’oscurantismo.

Il football professionistico è più di uno sport. Più di un business. È una istituzione nazionale. La posta in gioco è enorme – a livello culturale, sociale ed economico. E come ogni enorme business, ci sono forti interessi che spingono perché vada avanti, a ogni costo.

Un aspetto marginale che ho apprezzato è che vengono esaltate tutte le opportunità che l’America dà ai suoi cittadini ma anche a chi cittadino non lo è ancora.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''ZONA D’OMBRA'': Indice dell'Analisi del Libro ''Zona d’ombra''

“Zona d’ombra” è una storia durissima. Una “piccola” storia alla Davide contro Golia dove, in questo caso, Golia è l’intera America concentrata sul loro sport nazionale, il football americano.

Una storia che racconta come un piccolo uomo non ha solo sfidato l’intero sistema americano, ma tutti gli americani, affrontando le peggiori conseguenze pur di arrivare in fondo alla verità.

Jeanne Marie Laskas affronta tutto ciò con una profonda sensibilità e rispetto della vita di Bennet Omalu, grazie anche all’esperienza del giornalismo nel campo d’inchiesta.

Ci sono voluti ben 10 anni prima che i risultati evidenziati da Omalu fossero presi sul serio e considerati autentici.

Dieci anni entro i quali un “piccolo uomo africano”, con la costante minaccia di ritiro di visto, si è ritrovato nell’occhio di un ciclone in cui i più grandi esponenti degli ambienti sportivi lo hanno screditato e calunniato.

Un libro che forse non consiglierei a tutti perchè alcuni passaggi possono risultare un po’ lenti, se non addirittura superflui - ad esempio tutta la parte che riguarda il padre di Omalu – ma comunque decisamente interessante ed istruttivo.

Sicuramente consigliato agli amanti dello sport e a tutti coloro che apprezzano i libri d’inchiesta e le storie vere.

 

+27k Melissa Radice

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