Recensione ''Venuto al mondo'' (Libro di Margaret Mazzantini) - 4.4 out of 5 based on 7 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Venuto al mondo''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Venuto al mondo”.
  • Titolo originale: "Venuto al mondo".
  • Autore: Margaret Mazzantini;
  • Nazionalità Autore: Irlandese; 
  • Data di Pubblicazione: prima edizione nel 2008; 
  • Editore: Mondadori (collana Oscar grandi bestsellers);
  • Genere: Contemporaneo; 
  • Pagine: 531 p., brossura; 
  • Voto del Pubblico (IBS): 4,36 su 5

 

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BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''VENUTO AL MONDO'': 

Margaret nasce a Dublino il 27 ottobre 1961.

Suo padre Carlo, scrittore, e sua madre Anne Donnelly, pittrice, viaggeranno con le figlie tra la Spagna, l’Irlanda e il Marocco, fino a trasferirsi nelle campagne di Tivoli, non lontano dalla villa del grande imperatore Adriano – cui Marguerite Yourcenar fa dire che “fondare biblioteche è come costruire granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito”.

Margaret frequenta l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma dove si diploma nel 1982. Nello stesso anno esordisce a teatro interpretando Ifigenia nell’omonima tragedia di Goethe.

Nel corso degli anni ’80 dà vita sul palcoscenico a grandi personaggi femminili, recitando Cechov, Strindberg, Sofocle. Nel 1987 si sposa con Sergio Castellitto.

Sarà proprio Sergio a farle dono di un quaderno che sulla copertina ha l’immagine audace e seducente di Indiana Jones.

È da lì, da quel quaderno di scuola che Margaret comincia a pensare per la prima volta alla scrittura come a qualcosa di necessario per lei. La scrittura come quell’arte faticosa, dura, a tratti ingrata che ha visto dominare l’esistenza di suo padre ma insieme come capacità di posare uno sguardo dilatato sul mondo e sugli uomini.

Il suo esordio in letteratura è del 1994 con “Il catino di zinco”, uscito per Marsilio. Margaret si impone subito a pubblico e critica per la forza evocativa della sua prosa. Vince il premio Campiello in un anno in cui gli altri romanzi della cinquina concorrenti al Super Campiello sono firmati da Alberto Arbasino, Francesco Biamonti, Giuseppe Pontiggia e Antonio Tabucchi.

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Del 1999 è l’esilarante e visionaria pièce Manola.

Nel 2001 pubblica “Non ti muovere”, Mondadori, con cui vince tra gli altri, il premio Grinzane-Cavour, il premio internazionale Zepter come miglior libro europeo e nel 2002 il premio Strega. “Non ti muovere” è un caso editoriale da 2 milioni di copie e viene tradotto in 35 lingue.

Nel 2004 il film tratto dal romanzo e diretto da Sergio Castellitto replica nelle sale il successo del libro e segna la nascita dell’amicizia con Penelope Cruz, straordinaria attrice protagonista.

Nel 2002 lavora a “Zorro. Un eremita sul marciapiede” (Mondadori), un monologo interpretato in teatro da Sergio Castellitto.

Nel novembre 2008, dopo pochi mesi di lavoro appassionato e febbrile, esce “Venuto al mondo” (Mondadori), con il quale vince il premio Super Campiello 2009: il film tratto dal romanzo, girato tra l’Italia, Sarajevo e la Croazia, è stato realizzato sempre con la regia di Castellitto.

Nel marzo 2011, esce sempre per Mondadori “Nessuno si salva da solo”, che domina le classifiche per mesi.

Nella collana Arcipelago di Einaudi esce nel novembre dello stesso anno il breve, intensissimo “Mare al mattino”.

Vive e lavora a Roma con Sergio ed i loro quattro figli Pietro, Maria, Anna e Cesare.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''VENUTO AL MONDO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Venuto al mondo''

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Una mattina Gemma sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino.

Ad attenderla all'aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico, fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l'amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere.

Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d'amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita.

Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una guerra che mentre uccide procrea.

L'avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché questo è un romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra. La pace è l'aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa.

L'assedio di Sarajevo diventa l'assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dalla storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Un romanzo-mondo, di forte impegno etico, spiazzante come un thriller, emblematico come una parabola.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''VENUTO AL MONDO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Venuto al mondo''

- La protagonista di “Venuto al mondo” è Gemma, una donna complicata, come tutte le donne; anche di più. Gemma si sente una donna a metà, ma è sfuggente il doppio, il triplo, il quadruplo.

Il suo desiderio di diventare madre diventa ossessione, odio verso eserciti di donne con i jeans premaman che affollano le strade, gli uffici, i bar. Tutte insieme. Quasi a voler sventolare le loro forme, morbide come il pane, e i loro ventri accoglienti davanti a una Gemma fredda, triste, spezzata, inutilizzabile.

- Diego è il personaggio alleato e nemico della protagonista, la sua causa di felicità e sofferenza.

Diego ha la testa tra le nuvole, il cappello da Puffo, i pantaloni a sigaretta colorati, un sorriso enorme e storto sul volto piccolissimo, una macchina fotografica – al collo – che è la croce che si porta appresso. Per fotografare neonati nelle cassette della frutta, nuche e ombelichi di donna, ma soprattutto ama fotografare pozzanghere.

- Gojko, è un ragazzone croato, amico di entrambi. Devo dire che viene ben caratterizzato, paradossalmente è il vero aiutante di Gemma, forse è anche colui che non smetterà mai di amarla. Mi è piaciuto molto questo personaggio, poeta burbero che ama la sua terra a partire dalla sua lingua, sicuramente è il personaggio che si guadagna la mia simpatia perfino quando porta Gemma al cospetto di Aska.

- Sebina è la sorellina di Gojko. Lei è una ginnasta che sogna di andare alle Olimpiadi, almeno fino all’arrivo della guerra. Gemma e Sebina avranno un rapporto speciale e saranno molto unite. - Pietro è estroverso, moderno, ruvido, un'adolescenza pronta a sbocciare.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''VENUTO AL MONDO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Venuto al mondo''

In “Venuto al mondo” c’è Roma da una parte e Sarajevo da un’altra, due città con storie diverse, ma che non sono poi così distanti quando si torna a vivere un amore che per tanti anni si è lasciato in disparte, ma a dimenarsi.

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Troveremo la Sarajevo del ’84, ripulita per le Olimpiadi, poi conosceremo la città durante la guerra e infine la riscopriremo sedici anni dopo.

Senza più trincee, ricostruita e con quegli schizzi di vernice rossa sull'asfalto, le rose di Sarajevo che testimoniano morti e granate.

I luoghi di Roma invece li vivremo molto meno, conosceremo la chiatta sul fiume in cui i due protagonisti vivranno per un po’ e quel lungofiume su cui andranno spesso a passeggiare, ma soprattutto conosceremo l’appartamento in cui andranno a vivere Gemma e Diego.

Un nido d’amore, con appese alle pareti le fotografie di Diego, tutte quelle scarpe in attesa della metropolitana, il divano bianco e la cucina.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''VENUTO AL MONDO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Venuto al mondo''

Quella raccontata in “Venuto al mondo” è un viaggio che dura circa trent’anni. Conosceremo una Gemma cinquantatreenne che rivive gli anni migliori e peggiori della sua vita.

Dal suo incontro con Diego quanto aveva ventinove anni a tutti gli anni che le ci sono voluti per raggiungere la maternità.

Sta storia è la sua storia, la nostra storia, ma lui non vuole sentirla. Da piccolo era più curioso, più coraggioso, faceva qualche domanda in più.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''VENUTO AL MONDO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Venuto al mondo''

La prosa di Margaret Mazzantini in “Venuto al mondo” è un grembo materno: buio, misterioso, avvolgente, grande, caldo. Una casa che resiste, con il ritratto di Tito al muro e pentole in cui nuotano pesci rossi scacciati dal loro acquario frantumato, ai bombardamenti.

Margaret ha uno stile corposo, purulento, meravigliosamente ricco, che si spezza ora in una poesia dai versi sciolti, ora in una lettera improvvisata, ora in una pagina di un diario d'ossessione.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''VENUTO AL MONDO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Venuto al mondo''

Le vicende narrate in “Venuto al mondo” ci vengono raccontate direttamente dalla protagonista, Gemma. Compiamo con lei questo viaggio verso la maturità e la maternità, conoscendo ogni suo pensiero, ogni sua paura ed ogni suo desiderio.

Sembra, come dicevo poco fa, di ritrovarsi a leggere direttamente da un diario, o una lettera indirizzata a tutti e a nessuno. Ci si ritrova completamente coinvolti nelle vicende e con i personaggi.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''VENUTO AL MONDO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Venuto al mondo''

“Venuto al mondo” non è soltanto la descrizione di un amore passionale, intimo e imperfetto, come lo sono i sentimenti che si provano verso chi desideriamo al nostro fianco, è anche la storia di una maternità voluta, cercata, persa e ritrovata, una lotta contro se stessa per arrivare ad avere tutto del proprio corpo e del proprio spirito, senza tralasciare nulla.

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“Venuto al mondo” di Margaret Mazzantini è un libro che ricerca la profondità, che si catapulta in realtà diverse e spesso contraddittorie facendoci assaporare i gusti della diversità, della scoperta, del confronto, soprattutto con le cose che ci fanno paura, perché ci mostrano fragili.

Sul filo di questa storia d’amore Margaret Mazzantini rievoca, tra le sue pagine, un conflitto vicinissimo, nel tempo e nello spazio, di cui, se solo volessimo, potremmo ancora sentir risuonare gli echi, al di là del mare.

I programmi di storia, a scuola, parlano sempre di bambini col pigiama a righe, mai di Pietro, mai di Sebina, mai del bambino blu scorto da Gemma sul tavolo dell'obitorio, accanto al cadavere rattrappito di un povero vecchio morto insieme alla sua povera dignità.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''VENUTO AL MONDO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Venuto al mondo''

Dopo una storia come “Venuto al mondo” ti senti un po' così: dilaniato, esaurito, emotivamente costipato. Senti di non sapere a quale sentimento dare la precedenza, ma sai che qualsiasi emozione arriverà prima, che si tratti di compassione o amore, sofferenza o vergogna non importa più, ti farà male, e molto.

E non parlo di cuori spezzati, singhiozzi affranti, trascurabili fitte. Leggi “Venuto al mondo” e pensi che l'autrice colpisce dove sa strapparti un urlo, toglierti il fiato.

Un libro da leggere a voce alta, un libro che ti sbudella il cuore. La Mazzantini come una paladina della memoria, Margaret come una regina della narrativa:

È stato più facile prima correre sotto le granate che dopo passeggiare sulle macerie.

Un libro davvero meraviglioso, devo ammettere di aver fatto un po’ di fatica a finirlo, ma non per lo stile o la lunghezza ma proprio per l’enormità delle emozioni che suscita! Ho conosciuto una guerra alla quale non avevo mai dato attenzione, dolori e ossessioni di una donna che fa di tutto per avere un figlio…

Era da molto che non leggevo un libro in grado di coinvolgermi ed emozionarmi fino a questo punto.

Un giorno sono passato accanto a un prato rosso di papaveri e per la prima volta non ho pensato al sangue, mi sono incantato su quella bellezza così fragile. Bastava molto meno di un'ascia, di maljutka, bastava un colpo di vento.

Era fermo lì per noi, quel prato, in attesa dietro quella curva. Un immenso campo punteggiato di lingue rosse, come cuori caduti dal cielo nell'erba. Ero in macchina con mia moglie. Ci siamo fermati e abbiamo cominciato a piangere.

Prima io, poi, dopo un po', anche lei mi è venuta dietro come un torrente. È stato un pianto che lentamente ci ha svuotati, ci ha risarciti. E da quella sera abbiamo ricominciato a respirare con il petto. Riuscivamo a sopportarlo. Per anni il nostro respiro è stato fermo alla gola, non poteva andare oltre... Due mesi dopo mia moglie era incinta.”

 

+27k Melissa Radice

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Avatar di MSofia
MSofia ha risposto alla discussione #139 4 Anni 7 Mesi fa
Sottolineo il fatto che questo libro è uno dei miei preferiti e senza dubbio un capolavoro. All'inizio ero un pò titubante ma poi l'ho adorato. Sono arrivata a versare qualche lacrima per questa incredibile storia.
Quindi sono assolutamente d'accordo con il tuo commento del libro, Melissa. :)
E anche se c'è stato questo piccolo disguido, ti faccio i miei complimenti per questa bellissima recensione e mi fa piacere che questo libro abbia il suo spazio su questo forum: da te o da me, poco importa, purchè se ne parli :)

Bellissimo!
Un abbraccio, Maria Sofia