Recensione ''Un filo di fumo'' (Libro di Andrea Camilleri) - 5.0 out of 5 based on 12 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Un filo di fumo''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Un filo di fumo”.
  • Titolo originale: "Un filo di fumo".
  • Autore: Andrea Camilleri;
  • Nazionalità Autore: Italiana;
  • Data di Pubblicazione: per la prima volta da Garzanti nel 1980, poi da Sellerio nel 1997;
  • Editore: Sellerio;
  • Genere: Romanzo storico;
  • Pagine: 136 formato paperback;
  • Voto del Pubblico (IBS): 4.42 su 5.

 

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Recensione del Libro “Un filo di fumo” di Andrea Camilleri del 1980, genere Romanzo storico. Evidenzieremo il riassunto del libro “Un filo di fumo”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Un filo di fumo” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''UN FILO DI FUMO'':

Andrea Camilleri nasce a Porto Empedocle (AG) il 06 settembre del 1925, figlio di Carmelina Fragapane e Giuseppe Camilleri.

Nel docufilm del 2014 “Il maestro senza regole” Camilleri rivela che sua nonna Carolina e Luigi Pirandello erano cugini di primo grado e racconta il buffo incontro che egli ebbe da bambino con l'anziano premio Nobel per la Letteratura.

Il giovane Camilleri consegue la maturità classica al liceo Empedocle di Agrigento nel 1943 senza sostenere l'esame finale poichè le scuole erano state chiuse in vista dell'imminente sbarco delle forze alleate e si era deciso di considerare valido il secondo scrutinio trimestrale.

Già nel 1942 inizia a lavorare come regista teatrale e sceneggiatore. Dopo aver conseguito il diploma si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia ma non consegue la laurea.

Conclude invece gli studi nel 1952 presso l'accademia di Arte Drammatica Silvio d'Amico, alla quale viene ammesso come unico allievo regista nel 1949.

Da allora ha firmato la regia di più di cento opere televisive ma soprattutto teatrali, tra cui la prima rappresentazione di un'opera di Beckett in Italia (Finale di partita nel 1958).

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Nel 1957 entra alla RAI e si sposa con Rosetta Dello Siesto dalla quale ha tre figlie. Insegna al Centro sperimentale di cinematografia negli anni 60 ed dal 1977 al 1997 è titolare della cattedra di Regia all'accademia di Arte Drammatica Silvio d'Amico, dove ha come allievi nel corso della sua carriera grandi nomi del cinema italiano come Luigi Locascio, Luca Zingaretti, Fabrizio Gifuni, Emma Dante.

La carriera di scrittore di Andrea Camilleri, che inizia nel 1978 con il romanzo “Il corso delle cose”, si può dividere in due filoni:

A) I Romanzi tra i quali ricordiamo: “Il corso delle cose” (1978), “Un filo di fumo” (1980, romanzo storico), “La stagione della caccia” (1992), “Il birraio di Preston” (1995), “La concessione del telefono” (1998),

B) La “Serie del Commissario Montalbano” della quale ricordiamo i titoli “La forma dell'acqua” (1994), “Il cane di terracotta” (1996), “La voce del violino” (1997), “Acqua in bocca” (2010, con Carlo Lucarelli), “La piramide di fango” (2014).

Autore estremamente prolifico, ha scritto un'ottantina tra romanzi gialli, storici e svariati lavori di narrativa e non, quasi tutti con protagonista la sua Sicilia.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''UN FILO DI FUMO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Un filo di fumo''

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Vigata, 1890. La narrazione si apre con la trafelata corsa di Nenè Romeres, figlio primogenito di Don Salvatore Romeres detto Totò Barbabianca, commerciante di zolfo.

Nenè cerca disperatamente di farsi vendere a qualsiasi prezzo da uno degli altri commercianti del paese una consistente quantità di zolfo (cinquemila cantàra). Dall'esito della questua dipende la salvezza della ditta di famiglia.

Infatti è imminente l'arrivo del piroscafo russo Tomorov, che dovrà caricare la suddetta quantità di zolfo per conto della ditta Jung che l'aveva depositata nei magazzini della ditta Barbabianca. Don Totò aveva rivenduto la merce a metà prezzo, quindi a meno che non riesca a rimpiazzarla prima dell'arrivo del piroscafo dovrà dichiarare fallimento.

La via crucis di Nenè non porta a nulla: tutti i commercianti si sono messi d'accordo nel sostenere di avere i magazzini vuoti. Ognuno di loro in passato ha subito le angherie e la disonestà di Don Totò, e adesso è arrivato il momento della resa dei conti.

Nel frattempo nel palazzo dei Barbabianca il secondogenito di Don Totò sta chiuso in una stanza piena di santini e candele a pregare in una sorta di delirio mistico, mentre sua moglie Helke, che ha conosciuto in Svizzera dove era andato a lavorare, insegna a parlare al servo di casa, Totuzzo, dilettandosi spesso in attività diverse rispetto alla logopedia.

Il figlio illeggittimo di Don Totò, Blasco Moriones, viene mandato dal padre, con cui ha un rapporto di venerazione misto all'odio, a chiedere dello zolfo ai fratelli Munda di Fela, unici a non poterglielo negare dato che tempo addietro Don Totò aveva salvato il loro padre dal carcere.

Tra i commercianti di Vigata nessuno desidera il fallimento dei Barbabianca quanto il vechhio Don Angelino Villasevaglios, che cerca di tener lontana la morte al solo scopo di godersi la rovina del suo nemico. Così per un motivo o per un altro tutti scrutano l'orizzonte in attesa di veder comparire un filo di fumo che annunci l'arrivo del Tomorov.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''UN FILO DI FUMO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Un filo di fumo''

- Don Salvatore Romeres detto Totò Barbabianca. Il soprannome Barbabianca deriva dal fatto che appena trasferitosi a Vigata Don Salvatore fabbricava brocche e oggetti in creta, quindi aveva sempre la barba sporca di gesso.

Disonesto e arrogante, ha ottenuto la sua fortuna rubando e raggirando, facendosi vendere a poco prezzo miniere che valevano una fortuna, e rovinando intere famiglie al solo scopo di accrescere la propria prosperità economica.

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- Emanuele detto Nenè Romeres: primogenito di Don Totò, è stato mandato a studiare chimica in Svizzera per poter tagliare lo zolfo con terra e altro materiale in modo da raddoppiare i guadagni della ditta.

Aveva fondato alcuni anni prima dei fatti una ditta in proprio, facendosi aiutare dal suocero Tommaso Bonocore in un momento di difficoltà economica. L'aiuto in questione aveva significato bancarotta e rovina per il Bonocore, mentre Nenè aveva trovato il modo di liquidare l'azienda senza perdite e tornare a lavorare per Don Totò.

- Don Angelino Villasevaglios: ormai novantenne e cieco, l'anziano signore non aspetta altro che una vendetta su Don Totò, amorevolmente assistito dal servo Nino.

Quarant'anni prima, mentre scaricava un carico di seta di contrabbando proveniente da Malta era stato accoltellato e derubato da Don Totò, il quale si era rivenduto la seta certo che don Angelino non avrebbe potuto denunciare il furto dato che si trattava di merce contrabbandata.

- Gaetano detto Stefano Romeres: secondogenito di Don Totò, debole nel fisico e nel carattere, era destinato a diventare chimico come il fratello maggiore ma non riuscendo a concludere gli studi anche a causa della salute cagionevole era tornato a Vigata prima con la moglie Helke, che aveva conosciuto nell'albergo in cui alloggiava, in cui lei faceva la cameriera.

Affetto da una sorta di mania religiosa, ha trasformato la propria stanza in un tempio pieno di santini, candele e inginocchiatoi, e cerca di allontanare la rovina della sua famiglia pregando intensamente.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''UN FILO DI FUMO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Un filo di fumo''

Il libro è ambientato nell'immaginaria cittadina di Vigata, sotto la quale si nasconde Porto Empedocle, all'epoca del racconto fiorente nel commercio dello zolfo anche grazie al vivace e e frequentato porto.

La cittadina come si presenta nel libro è certamente diversa da quella protagonista dei romanzi del commissario Montalbano, ed è caratterizzata da una fisionomia tutta concentrata attorno alla zona di maggiore vitalità, ovvero il porto.

Durante lo svolgimento del romanzo ci spostiamo dai magazzini di deposito dello zolfo e dagli scagni (uffici) dei commercianti, ai palazzi nobiliari o dei notabili cittadini, senza esplorare ambienti in cui si muovono altri ceti sociali legati al commercio dello zolfo come i facchini o i minatori.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''UN FILO DI FUMO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Un filo di fumo''

La narrazione si apre la mattina del 18 settembre 1890, nel giorno in cui si attende l'attracco del piroscafo Ivan Tomorov.

La corsa di Nenè per cercare lo zolfo, le preghiere ardenti di Stefano, le infedeltà della signora Helke, le preoccupazioni di Donna Matilde, la moglie di Don Totò, le cospirazioni dei commercianti di zolfo di Vigata, le scommesse dei notabili riuniti nei circoli cittadini sull'esito dei tentativi di salvarsi dei Romeres, tutto si svolge durante la giornata del 18 settembre, mentre la conclusione ci porta al giorno successivo, quando le speranze della famiglia Barbabianca o dei loro antagonisti troveranno risposta.

 

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STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''UN FILO DI FUMO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Un filo di fumo''

In questo secondo romanzo Camilleri ha già sviluppato lo stile che lo contraddistinguerà e lo renderà uno degli scirttori più amati e particolari del panorama letterario italiano e non, un singolare impasto di italiano e siciliano molto espressivo, che ben si presta a rendere i dialoghi ed è capace di esprimere di volta in volta lirismo, comicità, grottesco.

Nella prima edizione venne richiesto a Camilleri una sorta di glossario, sparito nelll'edizione Sellerio, a testimonianza del fatto che ormai la lingua di Camilleri fa parte di noi, tradurre è diventato superfluo.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''UN FILO DI FUMO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Un filo di fumo''

Il narratore è eterodiegetico (esterno alla storia) ed onnisciente. La narrazione avviene in terza persona e sono frequenti le incursioni nei pensieri dei vari personaggi, nelle loro emozioni e sensazioni, specie quando queste si perdono nel ricordo di avvenimenti passati.

Rispetto al primo libro di Camilleri vengono spesso adoperati i ricordi dei protagonisti per raccontare fatti avvenuti nel passato, e sono più numerosi i momenti in cui viene data voce ai pensieri dei protagonisti.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''UN FILO DI FUMO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Un filo di fumo''

Questo secondo romanzo di Andrea Camilleri è il primo in cui l'autore ci parla del mondo del commercio dello zolfo, tema su cui tornerà in diversi libri successivi. Lo scrittore ci dice che trasse l'idea per questo libro da un volantino anonimo che trovò tra le carte di suo nonno, che metteva in guardia dai raggiri di un commerciante di zolfo disonesto.

Il nonno di Camilleri commerciava appunto in zolfi e concluse affari col padre e col suocero di Luigi Pirandello. Lo stesso matrimonio dei genitori di Camilleri, poi trasformatosi in un'unione felice, fu uno dei cosiddetti matrimoni di sulfaro, matrimoni di zolfo, combinati per unire le famiglie di commercianti. Il matrimonio tra Luigi Pirandello e sua moglie Maria Antonietta Portulano, fu un altro matrimonio di questo tipo.

Il libro ci introduce nell'ambiente di fiorenti affari che ferveva in quel periodo a Porto Empedocle, di cui Camilleri ci parla in altri testi, come la Biografia del figlio cambiato dedicata a Pirandello. Era un periodo di grnade ricchezza peril paese, che metteva in ombra la città di Girgenti (Agrigento), dove ormai restavano solo le sedi degli organi istituzionali.

Altro tema evidente è quello del desiderio di vendetta e della disonestà che purtroppo non sempre viene punita.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''UN FILO DI FUMO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Un filo di fumo''

Un filo di fumo viene considerato il primo dei grandi romanzi storici e civili di Andrea Camilleri. La costruzione della narrazione in un crescendo drammatico man mano che si avvicina l'arrivo della nave russa porta il lettore a leggere con ritmo sostenuto, i personaggi particolari e a volte pittoreschi rendono la lettura godibile, le informazioni storiche sono estremamente interessanti e mai imprecise.

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Costanti sono i riferimenti all'Orlando Furioso di Ariosto, storia che pervade la cultura popolare siciliana grazie alle rappresentazioni dei pupi, e della Gerusalemme Liberata di Tasso, di cui si riprende l'epicità dei toni nel descrivere lo scontro tra due fazioni, epicità che assume qui tratti ironici che fanno virare il tono verso il tragicomico (l'analisi suii riferimenti all'epica si può trovare nell'interessante articolo di Bruno Porcelli Un filo di fumo, Romanzo siciliano di Andrea Camilleri).

Trovo che sia un romanzo interessante e adatto a tutti, breve ma pieno di spunti e divertente, con un finale non scontato. Il fatto che il protagonista sia una persona avida e abbietta non porta ad empatizzare con le sue vicissitudini ma al contrario spesso fa parteggiare per la colorata schiera dei suoi antagonisti da lui sbeffeggiati, truffati e insultati in più occasioni.

 

Carla Biolchini

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