Recensione ''Troppa felicità'' (Libro di Alice Munro) - 4.5 out of 5 based on 4 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Troppa felicità''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Troppa felicità”.
  • Titolo originale: "Too much happiness".
  • Autore: Alice Munro;
  • Nazionalità Autore: Canadese; 
  • Data di Pubblicazione: 2011; 
  • Editore: Einaudi; 
  • Genere: Narrativa straniera moderna e contemporanea (dopo il 1945);
  • Pagine: 332 p., rilegato; 
  • Voto del Pubblico (IBS): 2,66 su 5

 

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BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''TROPPA FELICITÀ'': 

Alice Munro è nata nella città di Wingham, Ontario in una famiglia di allevatori e agricoltori. Suo padre si chiamava Robert Erik Laidlaw e sua madre, un'insegnante di scuola, Anne Clarke Laidlaw (nata Chamney).

Cominciò a scrivere da adolescente e pubblicò la sua prima novella, The Dimensions of a Shadow, mentre era studentessa alla University of Western Ontario nel 1951. Durante questo periodo lavorò come cameriera, raccoglitrice di tabacco e impiegata di biblioteca.

Nel 1951 abbandonò l'università, presso la quale frequentava la facoltà di Inglese dal 1949, per sposare James Munro e trasferirsi a Vancouver, British Columbia.

Le sue figlie Sheila, Catherine e Jenny nacquero rispettivamente nel 1953, 1955 e 1957; Catherine morì quindici ore dopo essere venuta alla luce. Nel 1963 i Munro si trasferirono a Victoria, dove aprirono "Munro's Books". Nel 1966 nacque un'altra figlia, Andrea.

La prima raccolta di racconti di Alice Munro, La danza delle ombre felici (1968) ottenne un gran favore di critica e vinse in quello stesso anno il Governor General's Award. A questo successo seguì Lives of Girls and Women (1971), una raccolta di storie interconnesse che fu pubblicato come romanzo.

Alice e James Munro divorziarono nel 1972. Alice ritornò nell'Ontario e nel 1976 si sposò con il geografo Gerald Fremlin. La coppia si trasferì in una fattoria nei pressi di Clinton, Ontario. Successivamente traslocarono dalla fattoria in una casa nella stessa città.

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Nel 1978, con la raccolta di novelle “Chi ti credi di essere?”, Alice Munro vinse il Governor General's Literary Award per la seconda volta. Dal 1979 al 1982 girò Australia, Cina e Scandinavia. Nel 1980 ottenne il posto di “Writer-in-Residence” sia alla University of British Columbia che alla University of Queensland. Nel corso degli anni ottanta e novanta la Munro ha pubblicato una raccolta di racconti brevi ogni quattro anni vincendo numerosi premi nazionali e internazionali.

Nel 2002 sua figlia Sheila Munro ha pubblicato un libro di memorie d'infanzia: “Lives of Mothers and Daughters: Growing Up With Alice Munro”.

I racconti di Alice Munro sono pubblicati abbastanza frequentemente in molte riviste note.

In un'intervista per promuovere la sua raccolta del 2006 “La vista da Castle Rock”, la Munro ha ipotizzato che non avrebbe più pubblicato ulteriori raccolte.

Il suo racconto “The Bear Came Over the Mountain” presente nel libro “Nemico, amico, amante...” è stato adattato per il grande schermo in un film diretto da Sarah Polley con il titolo di “Lontano da lei” e interpretato da Julie Christie e Gordon Pinsent. Il film è stato presentato nel 2006 al Toronto International Film Festival.

Nel 2005 è stata insignita del titolo di duchessa dell'Ontario dal sovrano del Regno di Redonda.

Nel 2013 è insignita del premio Nobel per la Letteratura come "maestra del racconto breve contemporaneo". 

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''TROPPA FELICITÀ'': Indice dell'Analisi del Libro ''Troppa felicità''

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“Troppa felicità” è composto da dieci racconti, la violenza è indubbiamente uno dei fil rouge di queste storie. Molti dei racconti sono costruiti attorno ad avvenimenti particolarmente duri, di quelli che fanno tremare i polsi, ma Munro sceglie, come sempre, la via meno spettacolare e non li racconta direttamente, se non con rapide, forse per questo ancora più evocative, pennellate, mostrandoci invece ciò che si è costituito attorno a quel segreto, la perla attorno al granello di violenza, formatasi con il tempo, con strati sovrapposti di sedimenti, così simili a quelli che hanno composto le più tranquille esistenze, così poco sensazionali e così vicini da piegarci le ginocchia.

Alice Munro ci porta in territori spietati e paurosi, da cui gli affetti non sono esclusi, ma spogliati di ogni trascendenza.

In "Dimensioni" una giovane moglie e madre trae conforto dall'indicibile dolore di perdere i suoi tre figli in modo orrendo e per mano dell'uomo che ha amato attraverso la più sorprendente delle circostanze.

La giovane protagonista di "Wenlock Edge" in parte subisce e in parte accetta un corteggiamento insolito e umiliante, e a freddo reagisce con una mossa intelligente e obliqua che sa di vendetta.

“Buchi profondi” esplora le trappole insidiose di un rapporto familiare come tanti.

Non c’è una ragione per cui veniamo investiti di immeritato amore, al limite del fanatismo, come in “Faccia” (o in “Bambinate”, per certi versi). La purezza dell’amore degli altri può lasciarci del tutto indifferenti, quando non infastidirci. Possiamo calpestarlo e, il più delle volte, restare impuniti.

“Troppa felicità” è il titolo (oltre che di questa ultima raccolta), dell’ultimo e il più lungo dei racconti inseriti; forse anche il più complesso. Vi si ricostruisce (sulla base di fonti documentali e testimonianze acquisite testardamente rinvenute) gli ultimi anni di vita della matematica russa Sof’ja Kovalevskaja, e della sua esperienza di donna emancipata e di donna-scienziata in un periodo precedente la rivoluzione russa; quando cioè, tra le tante cose impensabili per il sesso femminile, c’era anche quella di non essere credibile come protagonista del mondo scientifico, e dei matematici in particolare.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''TROPPA FELICITÀ'': Indice dell'Analisi del Libro ''Troppa felicità''

“Troppa felicità” racchiude un insieme di racconti con dei protagonisti non più giovani che guardano al passato con un velo di malinconia e si chiedono come sarebbe stata la loro vita con scelte differenti. Guardarsi alle spalle di una vita già vissuta è molto difficile, bisogna raccogliere coraggio e armarsi di forza interiore. I protagonisti principali sono quasi sempre donne e mamme.

Le protagoniste dei racconti della Munro, in questa ultima raccolta, sono alle prese con famiglie andate in pezzi, rapporti complicati, la banalità del male del quotidiano.

In "Dimensioni" la protagonista è Doree, una madre che si ritrova a fare i conti con l'orrore della morte dei figli, uccisi dal loro padre. Questa donna troverà conforto concentrandosi nel faticoso lavoro di cameriera in un hotel e da alcune lettere scritte proprio dall'uomo che ha amato e che, in un momento di follia, ha commesso il più orribile dei crimini.

La protagonista in "Racconti" è Joyce, allegra e sensibile maestra di musica in una scuola elementare. Joyce si ritroverà, dopo diversi anni, a fare i conti con il passato e troverà il coraggio di abandonarsi a ciò che le riserva il futuro.

In "Wenlock Edge" la protagonista è una ragazza semplice che studia inglese e filosofia al college di London, Ontario. È una ragazza socievole ma soprattutto concentrata sui suoi corsi di studio, finchè non conoscerà Nina, una ragazza un po' più esuberante di lei che le movimenterà le giornate!

Sally è la protagonista di "Buche-profonde", una madre amorosa che si ritroverà a fare i conti con un figlio che cambierà sempre di più dopo un incidente e fuggirà verso una nuova vita.

In "Radicali liberi" la protagonista e Nita, un'anziana signora che sta cercando di superare la morte del marito e la paura di morire lei stessa per un cancro. In questo racconto l'autrice inserisce anche un personaggio maschile di rilevante importanza, uno sconosciuto capitato per caso a casa della donna.

In "Faccia" troviamo uno dei pochissimi protagonisti maschili di questa raccolta di racconti. Si tratta di un bambino che deve fare i conti con un piccolo problema fisico (una voglia su quasi metà volto). Questa sua caratterisitca finirà per condizionare quasi tutta la sua infanzia, anche a causa di una madre troppo protettiva e un padre che lo rifiuterà.

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La protagonista di "Certe donne" è una ragazzina tredicenne che andrà a lavorare nella casa di un malato di leucemia. La ragazzina protagonista scoprirà la morte e i misteriosi legami che uniscono le persone di una famiglia. Essendo così giovane è piuttosto riservata ma molto attenta a ciò che le accade intorno.

"Bambinate" è la storia di due bambine che dispensano crudeltà gratuite verso una compagna più debole. Le due protagoniste Marlene e Charlene, sono due ragazzine vivaci che faranno amicizia molto rapidamente e impareranno a scoprirsi e vorranno scoprire tutto ciò che hanno in comune.

Marlene e Charlene si perderanno volutamente di vista per molti anni, per poi ritrovarsi da anziane. Un po' cambiate, ma in fondo sempre le stesse.

L'altro protagonista maschile lo conosciamo nel racconto intitolato "Legna". Roy è un uomo semplice e ligio al lavoro. Un lavoro che ama e che lo appassione, restauratore di mobili. Il suo "hobby" di boscaiolo lo coinvolgerà completamente e diventerà quasi un secondo lavoro. Quest'uomo solido e ricco di valori dovrà imparare a rapportarsi nuovamente con la moglie dopo un periodo buio.

L'ultimo racconto "Troppa felicità" vede come protagonista Sof'ja Kovalevskaja, della quale troviamo ricostruiti gli ultimi anni di vita e della sua esperienza di donna emancipata e di donna-scienziata in un periodo precedente la rivoluzione russa.

Prossima al matrimonio Sof'ja si sente felice, appagata. E durante il lungo viaggio in treno che la porterà in Svezia ripercorre la sua vita passata, i suoi dolori, le sue fatiche, i suoi successi.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''TROPPA FELICITÀ'': Indice dell'Analisi del Libro ''Troppa felicità''

Quasi tutti i racconti in “Troppa felicità” sono ambientati nella regione dell’Ontario, intorno alla città di Toronto.

Ma, leggendoli, potresti collocarli in qualunque parte del pianeta, senza che essi perdano l’ universalità che la Munro sa iscrivere nel mondo contemporaneo di cui ci parla.

Nell'ultimo racconto (quello che da il titolo al libro) la Munro ci dimostra proprio questo mantenendo intatta la qualità della sua narrazione anche quando si sposta in continenti e storie molto lontane dalla sua patria, dagli ambienti, fisici ed emotivi, che conosce e che ci lascia frequentare, e si lancia in una storia internazionale. Viaggeremo con Sof'ja tra Italia, Francia, Svezia, Russia e Germania

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''TROPPA FELICITÀ'': Indice dell'Analisi del Libro ''Troppa felicità''

In “Troppa felicità” non troviamo una collocazione temporale precisa per ogni racconto, ci sono però degli indizi - abbigliamento, riferimenti a guerre, utilizzo di e-mail - che ci fanno capire che ci troviamo intorno alla seconda metà del '900.

L'unico racconto che fa eccezione è proprio “Troppa felicità” che è ambientato alla fine del '800.

Conosciamo infatti la protagonista nel 1891.

"Il primo gennaio dell'anno 1891 una donna minuta e un uomo imponente passeggiano al Cimitero monumentale di Genova."

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''TROPPA FELICITÀ'': Indice dell'Analisi del Libro ''Troppa felicità''

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Lo stile di Alice Munro in “Troppa felicità” mi ha colpito molto: è fine ed esplicito, capace di delineare i personaggi dandogli vita propria e personalità.

La sua scrittura è aperta, ricca, piena di descrizioni del suo paesaggio canadese. Talvolta sembra che la natura selvaggia del Nord Ovest parteci alle emozioni dei personaggi, ne integrino, la storia, determinino le loro decisioni.

La cifra stilistica della scrittrice è quella di narrare sempre di vicende famigliari inserite nell’alveo di un tranquillo fiume che scorre come per inerzia e che in realtà si carica di svolte drammatiche, capaci di sorprendere il lettore e di lasciarlo attonito.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''TROPPA FELICITÀ'': Indice dell'Analisi del Libro ''Troppa felicità''

In “Troppa felicità” non c'è un narratore unico, essendo diversi i racconti presenti nel libro ognuno ha il suo narratore. Possiamo dividerli in due gruppi, il primo che ha un narratore esterno comprende “Dimensioni”, “Racconti”, “Buche-profonde”, “Radicali liberi”, “Legna” e “Troppa felicità”.

Tutti gli altri invece hanno per narratore il protagonista, che racconta in prima persona, al passato, un evento particolare della sua vita.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''TROPPA FELICITÀ'': Indice dell'Analisi del Libro ''Troppa felicità''

“Troppa felicità” racchiude sentimenti forti, sentimenti nascosti dentro il cuore di chi ha sbagliato, di chi ha/è stato ferito, di chi ha sofferto o ha fatto soffrire. Racconta di un passato da cui non si riesce a sfuggire e che ritorna durante la vecchiaia.

In questi racconti della piena maturità, la Munro mette da parte i cliché romantici con i quali ha magistralmente giocato in altre occasioni, divertendosi a ribaltarli e a rimescolare le carte, e meno presenti sono anche i riferimenti letterari, all’opera shakespeariana, per esempio, da cui ha spesso giocosamente attinto.

L'autrice con questi racconti ci spinge oltre, supera non solo la mitizzazione dell’amore, ma anche quella del dolore, mostrandoci come la vita bruta in noi sia più forte anche della nostra capacità di vivere, ad esempio in una delle storie più potenti della raccolta, “Dimensioni”.

La famiglia, altro elemento importante in questi racconti, è molte volte dipinta come il luogo dell’estraneità, delle regole che impediscono alla verità di manifestarsi, degli antichi rancori, dei pericoli striscianti.

Alice Munro ci porta in territori spietati e paurosi, da cui gli affetti non sono esclusi, ma spogliati di ogni trascendenza. L’amore, l’amicizia… niente più che un’alleanza, una complicità tra animali fondamentalmente solitari, a volte per la vita, a volte per il tempo di un misfatto.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''TROPPA FELICITÀ'': Indice dell'Analisi del Libro ''Troppa felicità''

Ho trovato questo libro poetico e di un magnetismo non facile da trovare nei racconti. Il lettore resta senza parole e pensa: e ora?

Il suo modo di sezionare i sentimenti è così incisivo che i fatti - dolorosi, cruenti, ma mai in primo piano - sono solo lo sfondo e la premessa per mettere in luce la complessità interiore dei suoi personaggi.

Così, la superficie delle opere di Alice Munro, la semplicità e l'aspetto pacato dei suoi racconti, è cosa ingannevole, e nasconde un laboratorio di intuizione, un corpo di osservazione, un mondo di saggezza che ci viene rivelata di colpo da una frase, o anche una sola parola, che illumina la pagina e accende una verità improvvisa.

Stavolta si avverte che i racconti sono attraversati da una scossa di elettricità nuova, dovuta alla libertà della vecchiaia, a un istinto potente e meraviglioso di ribellione, che rifiuta compromessi e convenzioni. Con “Troppa felicità”, Alice Munro ci regala grandi storie e meravigliosi racconti, oggetti perfetti nella lingua e nella forma che ci ricordano come la letteratura riesce a far risplendere la bellezza e la felicità che ogni vita regala.

Trovo che questa poesia presente in “Faccia” possa riassumere un po' l'intero romanzo, che, come dicevo prima, trovo sia assolutamente poetico.

"Non c'è alcun dolore che il tempo possa lenire;

né perdita, o tradimento, che non sia dato riparare.

É balsamo dell'anima, dunque, anche quando la tomba separi

l'amate dalla sua amata e tutto ciò che hanno insieme.

Guarda, il sole risplende la pioggia ormai è passata;

i fiori si fanno belli, e il giorno è limpido e terso!

Non meditare perciò. Troppo su amore, dovere;

amici dimenticati da tempo ti aspettano forse là dove

la vita attraverso la morte riduce tutti a una fine;

nessuno ti piangerà a lungo, pregherà a lungo, soffrirà a lungo

per il posto rimasto vuoto, per te che non ci sei più". 

 

+27k Melissa Radice

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