Recensione ''Tutto Sherlock Holmes'' (Libro di Arthur Conan Doyle) - 3.7 out of 5 based on 3 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Tutto Sherlock Holmes''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Tutto Sherlock Holmes”.
  • Titolo originale: "The Complete Works ".
  • Autore: Arthur Conan Doyle;
  • Nazionalità Autore: Inglese;
  • Data di Pubblicazione: Il primo dei romanzi della raccolta “A Study in Red” fu pubblicato a Londra nel 1887; la raccolta della Newton Compton è del 2009;
  • Editore: Newton Compton;
  • Genere: Giallo;
  • Pagine: 1249 p., rilegato;
  • Voto del Pubblico (IBS): 4,6 su 5

 

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BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''TUTTO SHERLOCK HOLMES'': 

Arthur Conan Doyle nacque ad Edimburgo nel 1859 da una famiglia colta e di origine aristocratica. Fin dall’infanzia dimostrò interesse per la letteratura. Nel 1885 si laureò in medicina ed esercitò per circa due anni la professione di medico di bordo su una baleniera, poi, giunta al termine l’esperienza, aprì un proprio ambulatorio a Portsmouth, ma il suo studio non ebbe molto successo e, complice la disponibilità di tempo libero, nell’attesa tra un paziente e l’altro cominciò a scrivere.

Grande ammiratore di Edgar Allan Poe, in particolare del suo investigatore Dupin, decise di creare anche lui un personaggio dall’acume ineguagliabile. Così nel 1887 uscì sullo Strand Magazine “Uno studio in rosso”, una detective story in cui l’investigatore Sherlock Holmes compare per la prima volta. Questa pubblicazione segnò la nascita del giallo deduttivo.

Il successo fu enorme. Seguì nel 1890 “Il segno dei quattro” e vari racconti, ma ad un certo punto della sua carriera letteraria Doyle, che viveva con un certo malessere la fama di Sherlock perché offuscava la sua, tentò di cimentarsi in altri generi , dal fantasy al romanzo storico,e fece morire il celebre investigatore nel romanzo “L’Ultima avventura”. Le proteste del pubblico furono violentissime e Doyle dovette prima scrivere un nuovo romanzo, “Il mastino dei Baskerville” del 1902 in cui si narrano vicende precedenti “la morte” dell’investigatore, e poi fu costretto a “risuscitarlo” definitivamente nel racconto “L’avventura della casa vuota” , contenuto nella raccolta “Il ritorno di Sherlock Holmes” del 1905.

Arthur Conan Doyle Fu stroncato da un attacco cardiaco nel 1930.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''TUTTO SHERLOCK HOLMES'': Indice dell'Analisi del Libro ''Tutto Sherlock Holmes''

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La raccolta contiene l’intera produzione relativa a Sherlock Holmes e le vicende si dipanano da una pagina all’altra come una sorta di reportage.

Uno studio in rosso” è il primo romanzo. Qui avviene l’ incontro tra il Dr. Watson e il celebre investigatore londinese e questa avventura è fondamentale per comprendere il protagonista nelle sue mille sfaccettature. Siamo nel 1881: Watson, medico di guerra, è appena tornato dall’Afghanistan, e viene messo in contatto con Holmes da un vecchio amico. Dopo essersi elencati i rispettivi difetti, i due uomini decidono di coabitare per dividere le spese di un elegante appartamento al 221B di Baker Street.

Durante questo romanzo, per la prima volta Holmes invita il medico ad accompagnarlo sulla scena di un crimine, quella del ritrovamento del cavadere di Enoch J. Drebber. E qui compare per la prima volta l’ispettore di Scotland Yard Lestrade, che Holmes spesso deride e che aiuta solo per affermare la propria superiorità. Qui infine per la prima volta Sherlock Holmes ci condurrà per mano alla complessa soluzione del’enigma che ha le sue origini ne lontano passato e che solo la raffinatissima abilità deduttiva di Holmes poteva riportare alla luce.

La raccolta prosegue con un susseguirsi di delitti da punire e di misteri da svelare, racconti e romanzi che coinvolgeranno il lettore fino a fargli perdere il sonno.

Anche ne “Il segno dei quattro” Holmes è alle prese con un delitto che ha le sue origini nel passato e questa volta tutto ruota intorno al ritrovamento di un tesoro che sembra quasi colpito da una maledizione, ma Holmes non crede nel sopranaturale e la soluzione del mistero sarà lineare quanto imprevedibile.

Nel frattempo Watson si sposa lasciando Baker Street, apreun proprio studio medico, rilevando quello di un anziano collega affetto dal Parkinson, ma continua a seguire Holmes nelle sue indagini perché l’ambulatorio ha pochi clienti e ha molto tempo libero. A lui piace seguire i processi deduttivi della mente dell’investigatore londinese e Holmes a sua volta lo ricerca spesso perché le domande del medico alimentano e indirizzano la sua analisi.

Tra i racconti successivi spicca sicuramente “Uno scandalo in Boemia”, l’unico in cui Holmes resta affascinato da una donna, l’acuta e coraggiosa avventuriera Irene Adler. Né si può dimenticare “L’ultima avventura” in cui Holmes muore precipitando dalle cascate di Reichenbach nelle Alpi Svizzere durante un duello con il suo nemico giurato, il Professor Moriarty.

Holmes torna a indagare nel romanzo “Il mastino dei Baskerville”, un affascinante giallo di atmosfera gotica, ambientato qualche anno prima della sua morte; infine “risuscita” definitivamente nella raccolta di racconti "Il ritorno di Sherlock Holmes".

Dopo una lunga carriera di 23 anni, 17 dei quali in collaborazione con Watson, Holmes si ritira in pensione prima nel Sussex a studiare l'apicoltura, poi in una fattoria a cinque miglia da Eastbourne, dopo aver aiutato l'Inghilterra nel corso della Prima guerra mondiale.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''TUTTO SHERLOCK HOLMES'': Indice dell'Analisi del Libro ''Tutto Sherlock Holmes''

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Alto, magrissimo, tanto da sembrare ancora più alto, con il naso aquilino, Sherlock Holmes indossa spesso un buffo cappello con visiera ed è inseparabile dalla sua pipa con il manico ricurvo e dalla sua lente d’ingrandimento che gli permette di analizzare anche il benché minimo indizio. Watson dirà descrivendolo:

I suoi occhi erano acuti e penetranti. […..] Anche il suo mento aveva la prominenza e la squadratura che caratterizza l’uomo determinato. Le sue mani erano invariabilmente macchiate di inchiostro e scolorate a causa delle sostanze chimiche che maneggiava, pure egli era dotato di una straordinaria delicatezza del tatto…”.

Suonatore di violino, esperto di molte materie scientifiche, ma totalmente disinteressato alla politica, abile nel pugilato e nella scherma, nasconde sotto la sua tipica flemma britannica e dietro un certo apparente distacco snob dalle situazioni, energia e determinazione. Cocainomane, elemento che amplifica il suo acuto intelletto, non ricorre mai all’uso della forza, e la sua capacità deduttiva e la sua logica sono ferree, quasi diaboliche. Ricorre spesso a travestimenti per sfuggire al nemico come “Nel problema finale” o per indagare senza destare sospetti.

Poco sappiamo della sua vita privata, ma fa spesso commenti misogini, pur essendo garbato e cortese nei modi con le donne che incontra nelle sue indagini e solo in un caso sembra restare affascinato da una donna: Irene Adler nel caso “Uno scandalo in Boemia”. Il problema è che l’amore è la più forte delle emozioni e queste contrastano con la “fredda logica” che Holmes pone al di sopra di tutto come afferma ne “Il segno dei quattro”. A volte può risultare un po’ antipatico, ma non si può non rimanere affascinati dalla sua intelligenza e della sua personalità.

Holmes è coadiuvato nelle sue indagini dall’inseparabile compagno, il Dottor Watson,che ricopre il ruolo di spalla e di narratore. Dotato di una vasta cultura,di un’enorme pazienza e di una grande capacità di saper ascoltare, Watson confessa subito di essere terribilmente pigro e di svegliarsi molto tardi la mattina. E’ il tipico borghese del’epoca vittoriana, di cui incarna molti degli stereotipi.

Sposato due volte, a differenza di Holmes, prova e manifesta un grande interesse per le donne. Come lascia intendere Holmes ne “Il segno dei quattro” le sue vicende amorose hanno coinvolto”molte nazioni e tre diversi continenti”.

Di media statura, con la carnagione scura come “una castagna”, sembra piuttosto atletico e attraente.

C’è poi l’arcinemico di Holmes, il Dr. Moriarty, vero genio del male, descritto a Watson dall’investigatore londinese come un “Napoleone de crimine”. Geniale professore di matematica, filantropo di facciata, in realtà muove i fili di una complessa società criminale che si occupa di qualsiasi tipo di delitto, dalla rapina, all’omicidio e al furto di documenti militari: Holmes ha accolto migliaia di informazioni sulle sue attività illegali e ne parla spesso, ma in realtà ne diversi casi non compare quasi mai, rimanendo sempre sullo sfondo, presenza incombente e centrale, ma sfuggente.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''TUTTO SHERLOCK HOLMES'': Indice dell'Analisi del Libro ''Tutto Sherlock Holmes''

Le vicende narrate nelle diverse storie si svolgono prevalentemente in Inghilterra, anche se fin dal primo romanzo ci si sposta dall'Inghilterra agli Stati Uniti, per tornare poi nuovamente nel Regno Unito.

Prima di tutto c’è Londra con le sua nebbie avvolgenti, dove, al n.221B di Baker Street, nell’elegante distretto di Marylebone, tra Hyde Park e il St. Regent’s Park, vive Sherlock Holmes. Qui si recano i clienti di Sherlock, accolti nel suo elegante e fumoso salotto, per sottoporre all’investigatore misteri apparentemente insolubili,che lui svela applicando la sua ferrea capacità di analisi e di deduzione.

Nella brughiera di Dartmoor, nel Devon, è ambientato “Il mastino dei Baskerville”, paesaggio già sfruttato nel racconto ”Il barbaglio d’argento” contenuto nelle “Avventure di Sherlock Holmes”. Dartmoor è una landa desolata, caratterizzata da felci, ginestre e torbiere, con ruderi sparsi qua e là di chiese e antiche torri, costantemente battuta dalla fitta pioggerellina britannica. Il cielo è sempre grigio e Watson nota che i pochi e bassi rilievi in lontananza sono perennemente avvolti dalla nebbia che li rende “malinconici e grigi”.

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Il terriccio è rossastro e questo colore domina anche nell’acqua dei ruscelli tanto da far pensare a una carneficina. Paesaggio, arido, impervio, spettrale, è perfetto come sfondo alla vicenda forse più inquietante e gotica tra quelle narrate da Arthur Conan Doyle.

Ci sono la Cornovaglia e il Sussex, ma talvolta l’azione si svolge lontano dalle caratteristiche atmosfere britanniche come è il caso del primo epilogo delle vicende dell’investigatore: il suggestivo paesaggio dell’Oberal bernese dove, nei pressi delle cascate di Reichenbach, una serie di sette salti spettacolari per un dislivello totale di quasi 290 metri, si svolge il duello finale tra Holmes e Moriarty.

Tutti paesaggi descritti con tratti sapienti che s’inseriscono nella narrazione definendone lo stato d’animo fondamentale.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''TUTTO SHERLOCK HOLMES'': Indice dell'Analisi del Libro ''Tutto Sherlock Holmes''

L’intera narrazione copre un arco di 23 anni, in piena epoca vittoriana, che va dal primo incontro tra Sherlock Holmes e il Dr. Watson nel 1881 al momento del ritiro in pensione dell’investigatore a cinque miglia da Eastbourne nel 1904: si tratta di una decisione irremovibile nonostante le capacità di Holmes si siano tutt’altro che indebolite, come l’investigatore dimostra ne “L’ultimo saluto” quando aiuta il governo britannico durante la I Guerra Mondiale.

Se consideriamo la raccolta come un blocco unico, la storia di una carriera dedicata alla soluzione di misteri, non si tratta però di un tempo lineare, perché spesso si ritorna indietro a rendicontare casi contenuti negli appunti raccolti dal Dottor Watson che inizialmente il narratore sembrava aver accantonato.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''TUTTO SHERLOCK HOLMES'': Indice dell'Analisi del Libro ''Tutto Sherlock Holmes''

Lo stile adottato da Arthur Conan Doyle ricorre a vari registri: numerosi sono i brani dialogati dove si alterna un linguaggio informale ad un altro molto più tecnico-scientifico, soprattutto quando Sherlock Holmes si rivolge ad esperti di criminalità.

Le parti narrative si alternano a quelle descrittive in modo sapientemente dosato e talvolta la narrazione dei fatti raggiunge l’essenzialità del registro giornalistico.

Avendo spesso a che fare con un narratore interno, frequente è il ricorso al discorso indiretto libero per esprimere opinioni su personaggi e situazioni.

Altrettanto frequente è l’analessi con l’inserimento di flashbacks, proprio per suggerire l’immediatezza del racconto di un testimone, che però non è mai approssimativo perché il suo resoconto nasce comunque dalla rielaborazione attenta di minuziosi appunti.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''TUTTO SHERLOCK HOLMES'': Indice dell'Analisi del Libro ''Tutto Sherlock Holmes''

Il narratore della maggior parte delle avventure di Sherlock Holmes è il suo inseparabile compagno, il Dottor Watson, un po’ ottuso, ma di buon cuore. Watson è sempre pronto ad ascoltare attentamente le spiegazioni dei processi mentali del celebre investigatore che portano alla risoluzione dei casi e riporta a noi lettori, più simili a lui quanto a ottusità, queste spiegazioni per farci comprendere lo svolgersi dei fatti.

Le sue domande di narratore interno, tutt’altro che onnisciente, vengono sovente accolte dalla celebre frase “Elementare, Watson!”, ma le risposte non hanno proprio nulla di elementare e senza i minuziosi appunti del dottore i misteri rimarrebbero completamente incomprensibili.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''TUTTO SHERLOCK HOLMES'': Indice dell'Analisi del Libro ''Tutto Sherlock Holmes''

Di base, tutte le storie il cui protagonista è Sherlok Holmes trattano della debolezza morale: i responsabili delle azioni criminose, ma anche molti altri tra i personaggi, hanno ceduto alla tentazione, alla rabbia, al desiderio di vendetta.

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Lo schema centrale resta sempre immutato rispetto alla tradizione delle detective stories: si verifica un crimine, un investigatore indaga e poi viene ristabilito l’ordine con lo scioglimento dell’enigma e la cattura del criminale.

Ma se la debolezza morale è un tema generale nelle detective stories, essa viene ancora più enfatizzata nelle avventure di Sherlock Holmes, dove spesso, già prima dello scioglimento dei casi, si possono ravvisare segnali e indizi di come la debolezza morale abbia influito sui protagonisti: un esempio per tutti i numerosi casi di perdita di patrimoni presenti nelle diverse narrazioni.

Questo sicuramente perché Conan Doyle scriveva in epoca vittoriana, periodo storico durante il quale il rapporto dirittura morale-benessere sociale rappresentava un’equazione tanto perfetta, quanto ipocrita, ma radicata profondamente nella classe borghese britannica.

Altro tema centrale è quello della giustizia. Holmes non è un giustiziere, un cavaliere nero che percorre Londra soccorrendo i deboli e punendo i criminali, ma è comunque un detective privato e quindi non deve sottostare alle dure leggi imposte alla polizia.

Perciò capita spesso che sia lui a decidere, una volta sciolto il mistero, chi affidare alla giustizia e chi invece lasciare libero di andare. Giunti alla soluzione di un caso, dopo indagini che hanno seguito pedissequamente il metodo deduttivo scientifico e non hanno lasciato alcun spazio alle emozioni, è poi Holmes a decidere arbitrariamente chi abbia diritto alla grazia e ci invece debba essere affidato alla giustizia ei tribunali, come quando lascia andare James Ryder nel “L’avventura del carbonchio blu”. E le sue decisioni in questi casi sono interamente affidate all’emozione che lui tanto aberra.

Molto interessante è anche lo sfondo socio-economico delle diverse storie.

Sherlock Holmes dirà più volte che per lui lo status sociale degli individui che gli sottopongono i casi è meno importante della complessità dei misteri proposti e in effetti accetta casi proposti da chiunque, basta che stimolino il suo acume e il suo interesse: il cliente e quindi l’ambiente sociale dell’indagine possono appartenere alla bassa borghesia come nel caso dell’impiegato d’hotel Peterson ne “Il Carbonchio blu”, ma possiamo trovarci di fronte anche ad eminenti personalità politiche e a nobili.

Ma se lo status sociale non interessa Holmes, è invece fondamentale per il suo creatore e diventa uno degli strumenti determinanti nella caratterizzazione delle storie. Arthur Conan Doyle, profondamente influenzato dal compromesso vittoriano, usa non solo gergo e vestiario diversi, ma anche sensibilità emotiva e aspetto fisico differenti per caratterizzare i suoi personaggi in base all’appartenenza sociale. E dall’osservazione attenta del ceto di appartenenza di colui che propone il caso, già possiamo prevedere i punti di forza e le debolezze del caso stesso, come novelli Sherlock Holmes.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''TUTTO SHERLOCK HOLMES'': Indice dell'Analisi del Libro ''Tutto Sherlock Holmes''

I casi risolti da Sherlock Holmes rappresentano senza dubbio un classico del genere delle detective stories e l’investigatore è entrato a far parte dell’immaginario collettivo sia per il suo aspetto fisico che per il suo metodo d’indagine. E non solo grazie alle recenti rivisitazioni cinematografiche. Migliaia sono i suoi fans nel mondo tanto che a Baker Street 221B lavora un’organizzazione che smaltisce la corrispondenza che riceve.

Quindi l’idea di riunire tutta la produzione che lo vede protagonista in un’unica raccolta dal prezzo contenuto è sicuramente un’ottima trovata editoriale che non potrà sfuggire a tutti gli ammiratori di Holmes e del genere.

Il mastino dei Baskerville” è sicuramente la narrazione più coinvolgente e mozzafiato per la sua atmosfera gotica e il setting brumoso, ma ogni storia, anche il racconto più breve è un cameo finemente cesellato.

L’attenzione a non trascurare neppure il più piccolo dettaglio non è solo fondamentale per il metodo dell’investigatore che si muove con sicurezza tra gli indizi ed indaga nella psicologia dei suoi personaggi e nelle motivazioni dei criminali, ma è ancora più importante per l’autore che non lascia niente al caso.

Leggendo, si respira una tipica atmosfera tardo-vittoriana, ma i casi sono illustrati con tale maestria che si resta coinvolti come se si avesse partecipato alle indagini personalmente e perciò ogni parola tiene incollati alla pagina senza permettere alcuno skipping.

 

+30k Ornella Rizzo

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