Recensione ''The Giver - Il donatore'' (Libro di Lois Lowry) (The Giver Quartet Vol.1) - 5.0 out of 5 based on 59 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''The Giver''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “The Giver – Il donatore”.
  • Titolo originale: "The Giver".
  • Autore: Lois Lowry;
  • Nazionalità Autore: statunitense;
  • Data di Pubblicazione: 1993, 1995 in Italia;
  • Editore: Giunti Editore;
  • Genere: romanzo distopico, fantascienza;
  • Pagine: 256 p.;
  • Voto del Pubblico (IBS): 3,91 su 5.

 

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Recensione del Libro “The Giver” di Lois Lowry del 1993, genere fantascienza e romanzo distopico. Evidenzieremo il riassunto del libro “The Giver”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “The Giver” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''THE GIVER'':

Lois Lowry nacque alle Hawaii il 20 marzo del 1937 da Katherine e Robert Hammersburg, di origine norvegese.

Il padre lavorava come medico dell’esercito e ciò spinse la famiglia a continui trasferimenti forzati, nel 1939 a New York, poco dopo a Carlisle (Pennsylvania) e nel 1948 a Tokyo (Giappone) dove rimasero per due anni prima di tornare negli stati uniti.

Quando cominciò a frequentare la scuola all’età di sei anni Lois sapeva già leggere da ben tre anni.

Il merito di ciò la scrittrice stessa lo attribuì alla madre insegnate e alla sorella maggiore Helen con la quale leggeva sovente.

Dopo due anni alla Brown University abbandonò gli studi per sposare un ufficiale della marina dal quale ebbe quattro figli, due maschi e due femmine.

Nel 1962 morì di cancro la sorella maggiore di Lois, Helen, il che la segnò profondamente tanto da portarla a scrivere il suo primo romanzo “A Summer to Die” pubblicato nel 1977.

Nello stesso anno Lois divorziò dal marito, da cui si era già allontanata da qualche anno a causa del suo lavoro come fotografa e giornalista freelance.

Nella sua carriera di scrittrice vinse due volte la medaglia John Newbery, la seconda volta nel 1994 per “The Giver”, uno dei suoi romanzi di maggior successo, tradotto in ben trenta lingue e da cui è stato tratto un fil nel 2014.

The Giver” è uno dei suoi lavori più discussi in quanto denso di temi ritenuti poco adatti ai giovani, tanto da essere stato vietato in alcune scuole degli stati uniti.

Lois attualmente continua la sua carriera di scrittrice, a cui si uniscono diverse apparizioni pubbliche. Vive nel Massachusetts col terrier Alfie e il gatto Lulu ma passa molto tempo nella sua fattoria nel Maine insieme ai nipoti.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''THE GIVER'': Indice dell'Analisi del Libro ''The Giver''

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La Comunità è un paradiso in terra, non esistono povertà o violenza, i bisogni di tutti vengono soddisfatti e la vita scorre in armonia. Tuttavia Jonas è ansioso.

Al rituale di condivisione serale, previsto in tutte le unità famigliari della Comunità, Jonas comunicherà tale ansia ai genitori. Insieme capiranno che la fonte di tale apprensione è l’avvicinarsi della Cerimonia dei dodici, durante la quale i ragazzi di dodici anni riceveranno l’assegnazione dell’incarico che svolgeranno per tutta la vita all’interno della Comunità.

È il Comitato degli Anziani ad operare la scelta e i genitori assicurano a Jonas che nessuno è mai rimasto deluso.

Nell’attesa della cerimonia l’unità famigliare del ragazzo acquisisce provvisoriamente un nuovo membro: un neonato di nome Gabriel, detto Gabe, che il padre di Jonas ha postato a casa dal lavoro per fornirgli maggiori cure.

Gabe infatti è un bimbo irrequieto, non è ancora pronto ad essere assegnato in modo definitivo ad un’unità famigliare perciò rischia di essere Congedato, ovvero essere allontanato dalla Comunità. Usando le stesse parole di Jonas “per un abitante della Comunità, essere congedato era una punizione terribile, un fallimento schiacciante”.

Infine arriva la tanto attesa cerimonia dei dodici e, con sua stessa sorpresa, Jonas si vede affidare il compito più importante della comunità, quello dell’Accogliere di memorie. Inizierà così l’apprendistato insieme al vecchio Accoglitore, che d’ora in avanti si farà chiamare Donatore.

Il compito dell’Accoglitore è all’apparenza molto semplice: conservare tutti i ricordi dell’umanità, così che il resto della Comunità non debba sopportarne il peso. Il donatore comincia così a trasmettere a Jonas le memorie del passato, memorie che hanno la forma di vere e proprie esperienze.

Così Jonas scopre tutte le cose a cui l’umanità ha dovuto rinunciare per raggiungere l’Uniformità e con essa l’apparente armonia in cui vive. Fa conoscenza di cose che all’inizio fatica quasi a comprendere, come i colori, la neve, la musica.

Rimane sopraffatto da tali esperienze e nonostante i ricordi dolorosi, come la guerra e l’abbandono, comincia a capire che risparmiare alla Comunità il fardello del passato significa condannarla a una grigia esistenza dove nessun individuo è capace di reali sentimenti.

Jonas, insieme al Donatore, decide di provare a cambiare ciò che sembra immutabile e far tornare i ricordi là dov’erano prima che fossero custoditi da un Accoglitore.

 

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ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''THE GIVER'': Indice dell'Analisi del Libro ''The Giver''

Il protagonista di “The Giver” è Jonas, un ragazzo di dodici anni intelligente e capace che osserva senza fatica le regole della comunità. Nonostante abbia una saggezza insolita per la sua giovane età affronta comunque i problemi di un adolescente, come il difficile compito di trovare il proprio posto all’interno della società.

Le persone più vicine a Jonas sono i componenti della sua unità famigliare: la sorella minore Lily, Mamma e Papà. Questi non sono i suoi veri genitori, in quanto le unità famigliari sono assemblate in modo da essere efficienti nella crescita dei bambini che vengono generati dalle Partorienti. Così la madre è più intelligente e severa mentre il padre è più dolce e lavora come Puericultore, ossia si occupa dei neonati prima che vengano affidati a un’unità famigliare.

Proprio grazie al lavoro del padre entrerà provvisoriamente in famiglia il piccolo Gabe. Questo è un personaggio molto importante nella crescita del personaggio di Jonas in quanto è l’unico col quale riesce a condividere i ricordi di cui viene a conoscenza. Ciò lega il ragazzo e il bambino in maniera indissolubile.

Fondamentale nella trama è il Donatore, ossia il vecchio Accoglitore che trasmette poco alla volta a Jonas le memorie del passato. È un uomo anziano, che ha passato buona parte della sua vita in solitudine a causa dei ricordi del passato.

Da tempo ormai ha capito che alla comunità manca qualcosa ma, nonostante sia consapevole che da solo non può cambiare le cose, non fa mai pressioni a Jonas cercando di influenzarlo. Lascia al ragazzo la possibilità di arrivare da solo alle sue conclusioni e di scegliere, segno evidente di quanto lo stimi e di quanto si sia affezionato a lui.

Importanti per la narrazione sono anche i coetanei di Jonas. Soprattutto Fiona riveste un ruolo importante in quanto è verso di lei che il ragazzo prova la sua prima Pulsione. Tale desiderio naturale viene subito annullato per mezzo di un farmaco che tutti prendono nella comunità. Ciò rende evidente come le esigenze dei singoli debbano essere sedate per raggiungere un’armonia sterile e artefatta.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''THE GIVER'': Indice dell'Analisi del Libro ''The Giver''

Gran parte di “The Giver” è ambientato all’interno della Comunità, questa non è collocata geograficamente con precisione. Oltre i confini dalla Comunità in cui vive il protagonista esistono altre Comunità praticamente identiche, che si differenziano solo per lo stile architettonico e i programmi scolastici.

All'interno delle comunità non esistono malattie, si ignora cosa siano guerra violenza e povertà. Per raggiungere questa armonia i desideri dei singoli vengono anestetizzati creando così individui incapaci di provare reali sentimenti ed emozioni.

Oltre i confini delle comunità gli abitanti non hanno idea di cosa ci sia e per riferirsi a questo mondo sconosciuto usano il termine Altrove.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''THE GIVER'': Indice dell'Analisi del Libro ''The Giver''

“The Giver” è collocato temporalmente in un futuro imprecisato, all’interno del romanzo non sono infatti presenti fatti storici che possano dare indicazioni precise.

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Nonostante sia un romanzo fantascientifico non sono presenti elementi tecnologici futuristici o altre innovazioni scientifiche in grado di proiettare il lettore in un tempo facilmente immaginabile.

Nel romanzo si fa però spesso riferimento al mondo così come lo conosciamo oggi, in quanto se ne conserva il ricordo e saranno proprio questi ricordi a mostrare al protagonista che la comunità in cui vive può cambiare. Per usare lo stesso termine usato dal Donatore, il nostro periodo storico risale a tanto, tanto e tanto tempo fa.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''THE GIVER'': Indice dell'Analisi del Libro ''The Giver''

Lo stile della Lowry è semplice, con frasi semplici e scorrevoli adatte a giovani lettori. Non per questo si deve pensare che non sia adatto anche a un pubblico adulto, non è infatti per nulla uno stile infantile.

La narrazione non si sofferma su descrizioni accurate del paesaggio e si limita a poche informazioni essenziali sull’aspetto degli individui per dedicare molte più attenzioni alle sensazioni che questi suscitano.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''THE GIVER'': Indice dell'Analisi del Libro ''The Giver''

Il romanzo è narrato in terza persona. Il narratore è esterno alle vicende, del tutto neutrale e non interviene mai con interventi o riflessioni personali.

Nonostante questo il narratore è strettamente legato a Jonas, il protagonista. È a conoscenza di tutte le sue azioni e di tutte i suoi pensieri, anche quelli che non vengono espressi, mentre gli altri personaggi vengono raccontati in maniera indiretta, solo attraverso ciò che Jonas vede di loro.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''THE GIVER'': Indice dell'Analisi del Libro ''The Giver''

Le tematiche trattate in “The Giver” sono in parte comuni a quelli del genere di cui fa parte, ossia l’anti utopia.

Un tema ricorrente in questo tipo di romanzi è la soppressione dei desideri individuali al fine di raggiungere un bene più grande. Nella maggior parte dei casi questo viene raggiunto con la somministrazione di farmaci, in ciò The Giver si contraddistingue. Infatti, sebbene anche qui si faccia ricorso a dei farmaci per anestetizzare le pulsioni, un ruolo molto più importante è giocato dall’educazione.

In più di un’occasione il romanzo propone esempi pratici di come alcuni codici di comportamento possano essere appresi fin dalle prime fasi dell’infanzia in modo da plasmare individui adatti alla comunità, senza bisogno di renderli dei fanatici.

Un altro tema importante è la negazione della memoria collettiva quale mezzo di controllo sociale, proprio come nel romanzo anti utopico per eccellenza: “1984”. In The Giver però il passato non è cancellato o manipolato, non viene commessa alcuna violenza per negarlo. È stato semplicemente accantonato, seppellito in modo che le sofferenze non potessero riemergere.

Un altro aspetto sorprendente di The Giver è quello della ribellione. È facile infatti insorgere contro un potere totalitario violento, basato sul terrore e sull’odio ma in questo caso non c’è nessun antagonista, nessun nemico all’infuori del semplice senso comune.

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Ciò fa si che non sia possibile il trionfo della giustizia, l’ennesima vittoria del bene sul male. I dubbi di Jonas divengono i dubbi del lettore: è giusto sacrificare un mondo senza guerra, violenza e dolore per tornare a vivere sentimenti concreti e reali?

 

COMMENTO DEL LIBRO ''THE GIVER'': Indice dell'Analisi del Libro ''The Giver''

Sebbene “The Giver” sia considerato un romanzo per ragazzi affronta in maniera semplice temi così profondi e complessi da poter essere affiancato alla letteratura di genere rivolta ad un pubblico adulto.

L’assenza di un antagonista, di una potenza o un individuo a cui attribuire tutti i mali del mondo, fa si che il conflitto si sposti su un piano più profondo e meno banale. Perché si dovrebbe cercare di cambiare un sistema che funziona e che non usa violenza? È giusto recuperare sentimenti reali e profondi, come affetto e amore, quando insieme ad essi si portano alla luce anche dolore e paura?

Questi e molti altri dubbi nascono spontanei nel lettore, guidato dolcemente dalla narrazione della Lowry in un mondo perfetto in cui tuttavia non vorremo vivere. Senza bisogno di violenza il romanzo riesce a suscitare emozioni forti e una suspense data unicamente da un conflitto interiore.

Sono qualità rare in questo genere di letteratura e che non devono essere sottovalutate, non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per affrontare il confronto tra logica e sentimento.

Lo consiglio vivamente a tutti gli appassionati di romanzi anti utopici o semplicemente a coloro che abbiano voglia di soffermarsi a riflettere su cosa dia valore alla vita, su cosa costituisca quella condizione chiamata umanità.

 

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