Recensione ''Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà'' (Libro di Luis Sepùlveda) - 5.0 out of 5 based on 2 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà”.
  • Titolo originale: "Historia de un perro llamado Leal".
  • Autore: Luis Sepùlveda;
  • Nazionalità Autore: Cilena;
  • Data di Pubblicazione: 2015;
  • Editore: Ugo Guanda Editore;
  • Genere: Narrativa straniera moderna e contemporanea;
  • Pagine: 97 p., Rilegato;
  • Voto del Pubblico (IBS): 3,6 su 5.

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Recensione del Libro “Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà” di Luis Sepùlveda del 2015, genere Narrativa straniera moderna e contemporanea. Evidenzieremo il riassunto del libro “Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''STORIA DI UN CANE CHE INSEGNO' A UN BAMBINO LA FEDELTA''':

Luis Sepúlveda è nato in Cile nel 1949. Oltre a essere scrittore è anche giornalista, sceneggiatore e regista, da sempre impegnato nella politica del suo paese.

Nato da due genitori in fuga proprio per motivi politici, Sepúlveda è cresciuto a Valparaiso insieme al nonno e a uno zio che gli hanno trasmesso l'amore per i romanzi d'avventura.

Già a scuola si manifestò il suo interesse per la scrittura e per la politica, ma le sue idee contro la morale corrente lo fecero cacciare sia dall'Univeristà di Mosca (presso la quale aveva vinto una borsa di studio), sia dalla Gioventù comunista cilena.

Riuscì comunque a conseguire il diploma di regista teatrale ed entrò a far parte del Partito Socialista e della guardia personale del generale Salvador Allende. Un periodo felice in cui allestisce spettacoli teatrali, lavora in radio e scrive racconti.

Dopo il colpo di Stato di Pinochet fu arrestato, torturato e condannato all'ergastolo. Solo l'intervento di Amnesty International lo salvò, ma fu costretto all'esilio per otto anni. Ha viaggiato per un lungo periodo nell'America Latina, operando per l'Unesco e Greepeace ed entrando in contatto con gli Indios, mentre proseguiva con la sua scrittura militante, che gli valse sempre rapporti difficili con i vari paesi che visitava.

Si trasferì infine in Europa e iniziò a lavorare come giornalista. Oggi vive in spagna. Tra le sue opere più famose ricordiamo "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore", "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare", "Incontro d'amore in un paese in guerra", "Il mondo alla fine del mondo" e “Diario di un killer sentimentale ”.

RIASSUNTO DEL LIBRO ''STORIA DI UN CANE CHE INSEGNO' A UN BAMBINO LA FEDELTA''': Indice dell'Analisi del Libro ''Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà''

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Gli uomini del branco di wingka, gli estranei bianchi con le loro armi e le loro macchine, lo chiamano solo "cane", visto che non risponde a nessun altro nome.

Perché lui è Aufman, il cucciolo di pastore tedesco che un giorno nawel, il giaguaro, depositò davanti a una tenda mapuche, la Gente della Terra. Da quel momento Aufman è vissuto insieme ad Aukamañ, il cucciolo d'uomo nipote del capo Wenchulaf.

I due sono cresciuti come fratelli, stringendo un legame di affetto e lealtà che va oltre ogni storia raccontata. Fino al giorno in cui Aufman perde tutto.

I wingka arrivano al villaggio reclamando la proprietà della terra e ordinando al popolo di abbandonarla; uccidono il capo Wenchulaf e, riconoscendo in Aufman un cane di razza, lo tolgono al bambino e lo trascinano via.

Lo costringeranno a vivere in cattività, picchiato e affamato e ora sfruttato come cane da caccia. Dopo anni di attesa, finalmente tutto sta per cambiare.

Il branco segue un indio ferito attraverso il bosco e porta con sé Aufman per seguirne le tracce. Ma quegli odori che il cane avverte nell'aria sono così familiari.

Legna secca, farina e mele. E sangue.

Aufman ha capito: sa chi è il fuggitivo e sa che è ferito. Il suo viaggio per stanarlo sarà in realtà la sua più grande avventura per salvarlo.

Perché l'amicizia non si dimentica e non può essere spezzata; perché il suo nome, Aufman, nella lingua mapuche significa leale e fedele.

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''STORIA DI UN CANE CHE INSEGNO' A UN BAMBINO LA FEDELTA''': Indice dell'Analisi del Libro ''Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà''

- Aufman: il cucciolo di cane pastore che viene lasciato davanti a una tenda mapuche è il grande protagonista di questa favola.

Aufman vuol dire "leale e fedele" e il cane, cresciuto insieme a un cucciolo d'uomo, a contatto con la natura, svilupperà un senso di fedeltà che lo caratterizzerà per tutta la sua vita.

Aufman è coraggioso, forte, paziente e dotato di una grande intelligenza; ma soprattutto capace di distinguere tra uomini buoni e uomini cattivi.

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''STORIA DI UN CANE CHE INSEGNO' A UN BAMBINO LA FEDELTA''': Indice dell'Analisi del Libro ''Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà''

"Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà" è ambientato nel Sud del Cile, in un paese chiamato Araucanìa, dove vive la Gente dellaTerra, i mapuche.

Tranne brevi momenti, in cui il cane Aufman si trova sulla montagna con nawel il giaguaro, o nel villlaggio mapuche di Aukamañ, la gran parte della vicenda si svolge nella foresta in cui l'indio cerca di sfuggire al branco di uomini wingka.

Le descrizioni di Sepúlveda sono fatte di suoni, odori, rumori e silenzi. Senza colori, perché Aufman non riesce a percepirli tutti, ma piene dei profumi della terra e degli alberi, dei versi degli animali e del rumore della pioggia e dei tuoni.

È un viaggio nella natura selvaggia di una terra che lo scrittore vuole festeggiare ed esaltare

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TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''STORIA DI UN CANE CHE INSEGNO' A UN BAMBINO LA FEDELTA''': Indice dell'Analisi del Libro ''Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà''

Il momento storico in cui si svolge la storia descritta in questo racconto di Sepúlveda non è mai dichiarato apertamente. Si capisce da alcuni particolari che deve essere in epoca moderna: gli uomini del branco hanno mezzi di trasporto, armi e utilizzano macchine per disboscare le foreste.

Il periodo temporale racchiude poco meno di vent'anni, raccontati tra presente e passato.

Da quando il cane Aufman era solo un cucciolo sperduto che il giaguaro porta al villaggio mapuche, dove cresce per nove anni col cucciolo d'uomo.

Attraverso poi gli anni in cui viene strappato al suo amico e costretto a vivere con gli uomini cattivi. Fino alla caccia all'indio, in cui finalmente ritroverà Aukamañ.

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''STORIA DI UN CANE CHE INSEGNO' A UN BAMBINO LA FEDELTA''': Indice dell'Analisi del Libro ''Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà''

Lo stile di scrittura di Sepúlveda in questo racconto è deciso e scarno. Tutte le descrizioni degli ambienti e dei fatti sono precise ma veloci, quasi fredde, in un crescendo che segue la corsa disperata del cane Aufman alla ricerca del suo amico attraverso i boschi.

Il linguaggio è spesso quello della Gente della Terra: gli animali, gli uomini e la natura stessa vengono chiamati con i nomi mapuche con un impegno e una persistenza che purtroppo rallentano al lettura, rendendola difficoltosa.

Nonostante sia una favola per bambini lo scrittore non si preoccupa di rendere il discorso scorrevole e facilmente comprensibile.

NARRATORE DEL LIBRO ''STORIA DI UN CANE CHE INSEGNO' A UN BAMBINO LA FEDELTA''': Indice dell'Analisi del Libro ''Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà''

Il narratore di questa favola è interno. Il cane Aufman racconta la storia al presente, dal momento in cui il branco di uomini cattivi lo costringe a seguire le tracce dell'indio fuggitivo.

Con numerosi flashback ci descrive i suoi primi giorni di vita e gli anni felici in cui è cresciuto con Aukamañ.

La storia dell'inseguimento si dipana in pochi giorni; all'interno di questa, con salti tra passato e presente, il narratore ci svela vent'anni di vita, descrivendo in un modo tutto suo (attraverso gli occhi di cane) la natura che lo circonda e i popoli con cui è venuto a contatto.

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''STORIA DI UN CANE CHE INSEGNO' A UN BAMBINO LA FEDELTA''': Indice dell'Analisi del Libro ''Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà''

"Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà" rientra nei racconti di Sepúlveda che hanno implicazioni ecologiste. Sullo sfondo di una favola dolce e toccante c'è una natura cantata in modo splendido dall'autore e difesa strenuamente.

Il branco di uomini wingka (che non si ha difficoltà a far coincidere con umini bianchi moderni) non rispetta questa natura, anzi la stravolge, sfruttandola in modo distruttivo.

Deforestazioni, costruzioni, terre tolte con la forza agli indios. L'accusa è fin troppo palese e colpisce a fondo.

In questa cornice triste e desolante troviamo però un principio che non passa mai di moda e che va difeso con coraggio: la fedeltà, la lealtà, verso l'amicizia e gli affetti.

Il cane Aufman è disposto a qualunque sacrificio pur di salvare il ragazzo con il quale è cresciuto, nonostante non lo veda da anni.

Ma il suo spirito ha saputo attendere, con pazienza, il momento opportuno in cui avrebbe potuto dimostrare che non c'è niente di più forte della lealtà ad un amico e della fedeltà allo stile di vita in cui si è stati cresciuti. Lealtà verso quella vita che Aufman ritiene giusta e degna di essere difesa.

COMMENTO DEL LIBRO ''STORIA DI UN CANE CHE INSEGNO' A UN BAMBINO LA FEDELTA''': Indice dell'Analisi del Libro ''Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà''

Questo cucciolo è sopravvissuto alla fame e al freddo della montagna. Ha dimostrato lealtà a monwen, la vita, non ha ceduto al comodo invito di lakonn, la morte, perciò si chiamerà Aufman, che nella nostra lingua significa leale e fedele.

Le favole di Sepúlveda sono sempre dolci e piacevoli da leggere. Non c'è bisogno di essere bambini per apprezzare e condividere il sacrificio di Aufman, il cane, nei confronti del cucciolo d'uomo al quale è legato.

In questo racconto è particolarmente coinvolgente, inoltre, la descrizione di una natura che l'autore sicuramente ama ed è incredibile come sappia usare le parole per cantarne la bellezza attraverso odori, suoni, rumori, silenzi.

Questo suo tentativo di rendere omaggio alle popolazioni di indios che ha conosciuto durante i suoi viaggi in America Latina trova però un limite nell'uso affannoso ed estenuante di termini mapuche che avendo necessità, ovviamente, della traduzione immediata, rallentano la lettura.

Nonostante il fine fosse più che apprezzabile, lo stile ne risente, risultando ansimante e doloroso, soprattutto in considerazione del fatto che il racconto è destinato principalmente ai bambini.

Tuttavia è l'ennesima favola buona di uno scrittore che sa trattare temi scottanti e pericolosi con una ingenuità apparente e calcolata che incanta il lettore. Va certamente preso in considerazione.

Francesca Tessecini

+20k M.R.

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