Recensione ''Se morisse mio marito'' (Libro di Agatha Christie) - 5.0 out of 5 based on 4 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Se morisse mio marito''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Se morisse mio marito”.
  • Titolo originale: "Lord Edgware dies".
  • Autore: Agatha Christie;
  • Nazionalità Autore: Inglese;
  • Data di Pubblicazione: per la prima volta in Gran Bretagna nel 1933;
  • Editore: Mondadori;
  • Genere: Giallo;
  • Pagine: 197 p., brossura;
  • Voto del Pubblico (IBS): 4,58 su 5.

 

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Recensione del Libro “Se morisse mio marito” di Agatha Christie del 1933, genere Giallo. Evidenzieremo il riassunto del libro “Se morisse mio marito”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Se morisse mio marito” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''SE MORISSE MIO MARITO'':

Agatha Mary Clarissa Miller nasce nel 1890 a Torquay, in Inghilterra da padre americano.

Tra le sue opere si annoverano, oltre ai romanzi gialli che l'hanno resa celebre, anche alcuni romanzi rosa scritti con lo pseudonimo di Mary Westmacott.

Quando la piccola è ancora in tenera età, la famiglia si trasferisce a Parigi dove la futura scrittrice intraprende fra l'altro studi di canto. Orfana di padre a soli dieci anni, viene allevata dalla madre.

L'infanzia della Christie sarebbe una normale infanzia borghese se non fosse per il fatto che non andò mai a scuola. Anche della sua educazione scolastica si incaricò direttamente la madre, nonché talvolta le varie governanti di casa.

Inoltre, nell'adolescenza fece molta vita di società fino al matrimonio, nel 1914, con Archie Christie.

Il discreto successo di “Poirot a Styles Court” convince la giovane scrittrice a insistere su quella strada, ma con risultati modesti fino al 1926 quando, con “Dalle nove alle dieci” (The Murder of Roger Ackroyd), Agatha Christie conosce il vero successo diventando una delle autrici più lette d'Inghilterra.

I suoi personaggi maggiori sono famosi in tutto il mondo: i più celebri, protagonisti di buona parte della sua produzione letteraria e di una serie corposissima di adattamenti cinematografici e televisivi, sono l'investigatore belga Hercule Poirot e la simpatica vecchietta, nonché acuta indagatrice, Miss Marple.

Dopo la morte della madre e l'abbandono del marito Archie Christie, Agatha scompare e, dopo una ricerca condotta in tutto il paese, viene ritrovata ad Harrogate nell'Inghilterra settentrionale sotto l'effetto di un'amnesia.

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Un viaggio in treno per Bagdad le ispirò “Assassinio sull'Orient Express” (1934, Murder on the Orient Express) e la fece innamorare dell'archeologo Max Mallowan (di vari anni più giovane di lei!) che sposò nel 1930.

Inoltre nel 1930 fonda il Detection Club, un’associazione che riunisce i più grandi scrittori di libri gialli britannici, tenta un romanzo non poliziesco “Musica barbara”, scrive per il teatro l’opera “Akhenaton”, ambientata in Egitto.

La Seconda Guerra Mondiale ha non poche conseguenze sulla vita della scrittrice:

- i suoi diritti d’autore restano bloccati negli Stati Uniti per il conflitto;

- la figlia Rosalind si sposa e ha un bambino, ma resta ben presto vedova perché il marito cade in guerra; 

- deve momentaneamente abbandonare la residenza di Greenway Estate, ora trasformata in museo.

Anche se lo pubblicherà solo nel 1975, è proprio durante la Seconda Guerra Mondiale che la scrittrice scrive “Sipario” (1975, Curtain), il libro nel quale fa morire il suo personaggio più celebre, Poirot.

Dal 1950 scrive circa un romanzo l’anno e compone numerosi gialli teatrali.

I suoi libri sono stati tradotti in 103 lingue e ne sono stati venduti oltre 2 miliardi di copie. Fra i romanzi che ebbero più successo ricordiamo:

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- “Poirot a Styles Court” (1920, The Mysterious Affair at Styles);

- “Aiuto, Poirot!” (1923, The Murder on the Links);

- “L'uomo vestito di marrone” (1924, The Man in the Brown Suit);

- “L'assassinio di Roger Ackroyd” (1926, The Murder of Roger Ackroyd);

- “Assassinio sull'Orient-Express” (1934, Murder on the Orient Express);

- “Poirot sul Nilo” (1937, Death on the Nile);

- “Il Natale di Poirot” (1938, Hercule Poirot's Christmas);

- “Dieci piccoli indiani” o “10 piccoli indiani” (1939, Ten Little Niggers);

- “È un problema” (1949, Crooked House);

- “Miss Marple: giochi di prestigio” (1952, They Do It with Mirrors);

- “Poirot e la strage degli innocenti” (1969, Hallowe'en Party);

- “Miss Marple: Nemesi” (1971, Nemesis);

- “Sipario: l'ultima avventura di Poirot” (1975, Curtain);

- “Addio Miss Marple” (1976, Sleeping Murder).

L'ultimo romanzo che ha come protagonista Hercule Poirot (Sipario) venne pubblicato poco prima della morte dell'autrice; è proprio in quel romanzo che (ironia della sorte!) Agatha Christie decide di far morire il suo famoso investigatore.

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Il 12 gennaio 1976, all'età di 85 anni, Agatha Christie muore nella sua villa di campagna a Wallingford, vicino a Oxford, e ciò accade (ironia della sorte!) proprio quando lei stessa aveva decretato la morte dei suoi personaggi più celebri:

- pochi mesi prima si era decisa a pubblicare “Sipario: l'ultima avventura di Poirot” (o “Curtain”, pubblicato nel 1975, ma scritto 30 anni prima!) nel quale faceva morire il personaggio Poirot; 

- aveva terminato di scrivere “Addio Miss Marple” (o “Sleeping Murder”, pubblicato postumo nel 1976, Sleeping Murder) nel quale faceva morire il personaggio Miss Marple.

E’ sepolta nel cimitero di Cholsey e sulla sua lapide si può leggere l’epigrafe:

Tempo di riposo dopo tanto lavoro

Rifugio di pace dopo i giorni di tempesta

Riparo benedetto al termine della guerra

La morte è dolce dopo una vita così aspra”.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''SE MORISSE MIO MARITO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Se morisse mio marito''

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Mentre è a cena con Hastings, Poirot viene avvicinato dall’attrice Jane Wilkinson che gli chiede di convincere il marito, Lord Edgware, a concederle il divorzio. Poirot, sebbene riluttante, si reca dall’uomo ma questi gli dice di aver già scritto alla moglie e di aver accettato di porre fine al loro matrimonio. La donna però nega di aver ricevuto la lettera.

La stessa sera Lord Edgware viene assassinato nel suo studio e il maggiordomo riferisce di aver visto entrare nella stanza, al momento della morte del suo datore di lavoro, proprio Jane. I giornali riportano però che l’attrice, all’ora dell’omicidio, si trovava ad un ricevimento con altri tredici invitati.

Lo stesso giorno viene trovata morta per overdose di Veronal un’altra attrice, Carlotta Adams, celebre per le sue imitazioni. Accanto a lei c’è un portapillole con delle iniziali misteriose, che secondo la scientifica ha contenuto la polvere fatale. Poirot si rammarica di non essere riuscito ad evitare questo omicidio.

Nel frattempo l’Ispettore Japp mette sotto custodia un nipote ed erede di Lord Edgware, oberato di debiti, che potrebbe aver commesso il delitto per bisogno di denaro. Contemporaneamente sparisce il maggiordomo e vengono trafugati dei soldi dalla cassaforte.

Alcuni giorni dopo Jane Wilkinson partecipa ad un altro ricevimento e Donald Ross, che era presente anche al primo, resta sorpreso nel notare che l’attrice non comprenda un suo gioco di parole, basato sulla traduzione della parola Paris, che in inglese indica sia la capitale francese che l’eroe Paride della mitologia greca. Al loro precedente incontro la donna gli era sembrata molto colta e appassionata di miti classici.

Quando il fatto gli viene riferito il fatto, Poirot pensa di avere ormai tutti gli elementi per risolvere il mistero e per affidare il colpevole degli omicidi alla giustizia. Gli resta solo da comprendere il movente.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''SE MORISSE MIO MARITO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Se morisse mio marito''

In questo romanzo compare per la settima volta il celebre investigatore belga Hercules Poirot, che aveva fatto il suo esordio in “Poirot a Styles Court”.

Subito viene sottolineata l’alta opinione che l’uomo ha di sé e delle proprie capacità di deduzione.

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Può sembrare presuntuoso, anche se continua a professarsi umile. Ma ammette esplicitamente di essere estremamente orgoglioso dei suoi baffi.

Spiega inoltre ad Hastings che indagare i caratteri delle persone è la sua passione, anche perché senza conoscere la psicologia non si potrebbero capire i moventi e quindi risolvere i delitti.

– Accanto a lui ritroviamo il fedele amico di sempre, il Capitano Hastings. E’ un uomo d’azione e spesso soffre del fatto che Poirot svolga le sue indagini affidandosi alle proprie capacità di deduzione, comodamente seduto in poltrona con gli occhi chiusi.

Hastings si confessa permaloso e sa che si offenderebbe se divenisse oggetto di un’imitazione incentrata su tutti i tratti distintivi, compresi i difetti, della sua personalità.

Soprattutto nel romanzo s’impongono sulla pagina due personaggi femminili eccezionali.

- Carlotta Adams, una delle vittime, è

di statura un po’ superiore alla media, snella, bruna, intelligentissima, con una straordinaria capacità d’imitazione. Nessuno avrebbe potuto superarla in certe sue deliziose scene a soggetto che improvvisava senza aiuto di scenari e di studiate truccature. Si diceva che parlasse tutte le lingue, certo sapeva mutare voce e aspetto con prontezza e perfezione veramente fantastiche”.

Il suo viso denuncia la sua origine ebrea e Poirot ne intuisce la natura avida.

- Jane Wilkinson è una donna bellissima, dal portamento regale e con voce affascinante. Non è una grande attrice; ha solo una considerevole attitudine all’istrionismo. Sia nella realtà, che nelle imitazioni che fanno di lei, non sembra molto intelligente. E’ stata sposata per meno di un paio d’anni con l’eccentrico e ricchissimo Lord Edgware, ma le male lingue affermano che abbia abbandonato il marito subito dopo la luna di miele.

Poirot, appena la vede, la definisce “una donna capace di pensare solo a se stessa” e un’attrice capace di imporsi solo nelle parti da protagonista, non in quelle secondarie, di carattere.

Quelli come lei non vedono i pericoli e i rischi che li circondano, i conflitti, gli interessi, i rapporti della vita. Indifferenti al destino del resto dell’umanità, essi non perseguono che il loro interesse, e sono disposti a calpestare senza pietà chiunque tenti d’intralciarli”. L’attore Bryan Martin la definisce senza morale.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''SE MORISSE MIO MARITO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Se morisse mio marito''

L’azione è ambientata nella Londra bene degli anni ’30: teatri alla moda dove recitano attrici di gran voga, il rinomato ristorante Savoy ….

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E’ una città che cerca di modernizzarsi, quasi a volersi lasciare alle spalle l’orrore della guerra in un passato che deve essere cancellato da lampioni per l’illuminazione notturna, bus ad alimentazione elettrica, autovetture sempre più numerose.

E’ anche una città cosmopolita che rappresenta nel mondo il simbolo della libertà democratica e del rispetto dei diritti civili. Qui si stabilirono molti rifugiati ebrei, come Carlotta Adams, negli anni Trenta: in particolare nel West End, quartiere elegante sede della City, del mondo finanziario e dei maggiori teatri.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''SE MORISSE MIO MARITO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Se morisse mio marito''

L’azione inizia in una caldissima serata di giugno del 1933. Il decennio ’30-39 vede imporsi un’immagine di Londra come città cosmopolita, moderna, rifugio ideale per coloro che nel mondo vedono minacciata la loro libertà e i loro diritti civili dalla sempre più potente minaccia nazista. Nonostante la crisi economica che colpì il Regno Unito come tutto il resto del mondo in quegli anni la città conosce un incredibile aumento demografico e numerosi interventi di modernizzazione.

Fu in questo periodo che si stabilirono nel West End un gran numero di rifugiati ebrei provenienti dal continente: è a questa “migrazione” che fa riferimento l’inserimento del personaggio di Carlotta Adams che viene subito “etichettata” come ebrea per alcuni caratteristici tratti somatici.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''SE MORISSE MIO MARITO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Se morisse mio marito''

Lo stile è quello consueto della Christie: scorrevole, ma mai grossolano, basato sulle coordinate.

Prevalgono le sequenze dialogiche che spesso fanno procedere l’azione e servono a delineare psicologie, moventi, dinamiche occulte. Mai come in questo romanzo la soluzione del mistero è tutta nelle parole pronunciate dall’investigatore e dai personaggi ed è lì che il lettore deve cercarla.

Vi è anche una sorta di introduzione metalinguistica in cui Hastings spiega perché ha deciso di fare un resoconto della vicenda, nonostante Poirot non consideri questa indagine come un successo.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''SE MORISSE MIO MARITO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Se morisse mio marito''

Il narratore è interno e coincide con il personaggio del Capitano Hastings. Segue le vicende e le indagini e riporta tutto ciò di cui è testimone, ma non ha le incredibili capacità di deduzione del protagonista, il celebre investigatore belga Hercules Poirot, perciò è tutt’altro che onnisciente.

Non è però un narratore imparziale: interviene infatti nella narrazione con alcune sue considerazioni personali e dichiara fin dall’inizio esplicitamente di aver deciso di fare un resoconto delle vicende nonostante Poirot avesse preferito rimanere nell’ombra durante le indagini e considerasse il caso uno dei suoi insuccessi.

 

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TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''SE MORISSE MIO MARITO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Se morisse mio marito''

Troviamo nel romanzo il tema del divorzio, evento che nel 1926 traumatizzò la vita della scrittrice inducendola a sparire in preda ad amnesia per quasi un mese. Jane Wilkinson coinvolge Poirot nella sua vita perché vuole ottenere il divorzio dal marito, Lord Edgware, e desidera risposarsi con il duca di Merton.

La Christie non è mai benevola nei suoi romanzi con chi abbandona il tetto coniugale, soprattutto con le donne che non rispettano la sacralità del vincolo matrimoniale. La sua descrizione di Jane è infatti velatamente negativa, seppure ne esalti la bellezza fisica.

Vi è poi il tema della differenza tra essere e apparire, della definizione dell’identità e della personalità oltre le apparenze.

Si sottolinea subito che il viso di Carlotta Adams non ha caratteristiche definite e non attira l’attenzione, come se l’abitudine all’imitazione avesse tolto ai suoi lineamenti ogni personalità. La vita, la psicologia e l’abilità teatrale di Jane Wilkinson sono oggetto di commenti contrastanti. Tutta la trama si basa su chi siano e cosa vogliano veramente i personaggi: il maggiordomo, Carlotta, Jane , persino la prima vittima Lord Edgware…

Fin dalla prima conversazione di quest’ultimo con Poirot, resta nel lettore il dubbio se si tratti realmente di un uomo pericoloso come l’ha descritto la moglie o solo di un eccentrico, che si piega di buon grado a concedere il divorzio alla consorte. Resta comunque il dubbio durante tutta la vicenda sull’esistenza della lettera che dice di aver scritto alla moglie? Jane infatti afferma di non averla mai ricevuta.

E il romanzo è costruito sulla dicotomia tra ciò che avviene realmente e ciò che appare in superficie. Poirot dirà ad Hastings

Ognuno di noi è un mistero oscuro, un labirinto di passioni, desideri e atteggiamenti

 

COMMENTO DEL LIBRO ''SE MORISSE MIO MARITO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Se morisse mio marito''

Ancora una volta siamo davanti ad un romanzo eccezionale della Christie, un vero e proprio rompicapo per il lettore perché ogni personaggio potrebbe avere un movente valido per gli omicidi su cui il celebre Hercules Poirot indaga.

Come in molti dei primi romanzi della scrittrice il narratore è il Capitano Hasting, fedele amico dell’investigatore belga, meno dotato di capacità di deduzione rispetto al protagonista e perciò più vicino e caro ai lettori rispetto a Poirot per cui si può provare solo un’incondizionata ammirazione.

Ancora una volta è una donna a coinvolgere Poirot nel caso: l’affascinante Jane Wilkinson, tra le migliori creazioni della regina del giallo.

La conclusione è assolutamente imprevedibile: il lettore è sul punto di intuirla più volte, ma l’abile occultamento del movente lo faranno ritornare ripetutamente sui propri passi a dubitare delle proprie deduzioni.

Il ritmo della narrazione è più veloce di quello della maggior parte dei romanzi incentrati sul personaggio di Hercules Poirot. Non ci sono tempi morti. I dialoghi che sottolineano l’importanza dell’indagine psicologica quando si indaga su un delitto sono l’unica chiave fornita al lettore per risolvere il mistero e sono perciò assolutamente fondamentali.

 

+30k Ornella Rizzo

+20k M.R.

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