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Recensione ''Pane per i bastardi di Pizzofalcone'' (Libro di Maurizio De Giovanni) - 5.0 out of 5 based on 1 vote

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Pane per i bastardi di Pizzofalcone''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Pane per i bastardi di Pizzofalcone”.
  • Titolo originale: "Pane per i bastardi di Pizzofalcone".
  • Autore: Maurizio De Giovanni; 
  • Nazionalità Autore: Italiana; 
  • Data di Pubblicazione: 2016; 
  • Editore: Einaudi; 
  • Genere: Giallo; 
  • Pagine: 232 pp; 
  • Voto del Pubblico (IBS): 4 su 5

 

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Recensione del Libro “Pane per i bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio De Giovanni del 2016, genere Gialli. Evidenzieremo il riassunto del libro “Pane per i bastardi di Pizzofalcone”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Pane per i bastardi di Pizzofalcone” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''PANE PER I BASTARDI DI PIZZOFALCONE'': 

Maurizio De Giovanni è nato a Napoli il 31 marzo 1958 e vive e lavora nella città d’origine. Nel 2005 partecipa ad un concorso per giallisti emergenti con un racconto che ha come protagonista il commissario Ricciardi, ambientato nella Napoli degli anni Trenta. Dopo la vittoria nel concorso De Giovanni dà vita ad una serie di romanzi che hanno come protagonista il commissario Ricciardi tra cui Le lacrime del pagliaccio nel 2006 (ripubblicato nel 2007 col titolo Il senso del dolore).

I romanzi lo consacrano come uno dei giallisti più apprezzati dal pubblico. Nel 2012 decide di scrivere un giallo ambientato nella Napoli odierna, dal titolo Il metodo del coccodrillo, in cui compare per la prima volta l’ispettore Lojacono che diventerà il protagonista di una serie di romanzi detta dei Bastardi di Pizzofalcone.

 Maurizio De Giovanni ha ricevuto nel 2015 la cittadinanza onoraria da parte del comune di Cervinara. I suoi lavori sono tradotti in inglese, catalano, spagnolo, tedesco e francese e sono in corso di traduzione in russo. Scrive anche racconti a tema calcistico sulla squadra della sua città e lavori teatrali. Fa parte del gruppo di scrittori che conducono il laboratorio di scrittura dedicato ai ragazzi reclusi nell’istituto penale minorile di Nisida

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''PANE PER I BASTARDI DI PIZZOFALCONE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Pane per i bastardi di Pizzofalcone''

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Vicino al commissariato viene ucciso un fornaio, Pasqualino, conosciuto nel quartiere come il Principe dell’alba perché per preparare il pane si deve alzare in piena notte, o Pasqualino del pane, proprio perché è lui che ogni mattina rifornisce il quartiere del prezioso alimento. Ogni giorno va a prendere l’acqua dalla fontanella dalla quale la prendeva il padre, e prima di lui il nonno, che gli ha insegnato il mestiere e lasciato in eredità il compito che considerava sacro di preparare il pane. Ogni mattina rinnova il lievito madre che ha più di un secolo, creato con l'acqua della fontanella, la farina di grano tenero e le feci di un puledrino appena nato. Al puledro Pasqualino pensa sempre con affetto e commozione mentre prepara l’elemento principale per la giornata che finirà sulle tavole di tutto il quartiere. 

Pasqualino aveva assistito ad un crimine di stampo mafioso e aveva deciso di testimoniare. Aveva poi ritrattato la testimonianza e nessuno ne conosceva il motivo. Per questo sul luogo del delitto Lojacono e Romano devono cedere il posto a un antipatico e vanitoso magistrato della Direzione distrettuale antimafia che compare quotidianamente in tv, Buffardi. Ma Lojacono è convintissimo che la malavita organizzata non c’entri proprio nulla con l’omicidio del fornaio, per via del modus operandi assolutamente dilettantistico. Grazie all’intervento della Piras il commissariato di Pizzofalcone ottiene di poter seguire le indagini parallelamente alla squadra antimafia, indagando nell’ambiente familiare del panettiere. Pasqualino infatti era socio titolare della panetteria assieme al cognato Fabio, marito della sorella Mimma.

 Nel frattempo Aragona e Alex indagano su un caso di stalking ai danni di un giovane studente di ingegneria informatica. Pisanelli giunge ad una svolta nella sua indagine privata quando sulla scena del suicido di un anziano professore trova una sua penna, che è stata usata per scrivere il fantomatico biglietto d'addio.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''PANE PER I BASTARDI DI PIZZOFALCONE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Pane per i bastardi di Pizzofalcone''

- Giuseppe Lojacono detto Peppuccio o il cinese: poliziotto siciliano dal grande acume investigativo, patisce l’esilio forzato al quale è stato costretto dopo che un pentito l’ha accusato di passare informazioni alla mafia. Riservato, introverso, riesce ad aprirsi con Letizia, proprietaria di una trattoria che ha preso a frequentare dopo l’arrivo a Napoli. Come padre soffre molto per l’allontanamento dalla propria figlia Marinella. Gli viene attribuito il soprannome de il cinese per la forma allungata dei suoi occhi. Dopo il successo nella risoluzione dell'indagine sul Coccodrillo viene trasferito al commissariato di Pizzofalcone.

- Laura Piras: magistrato cagliaritano, sostituto procuratore. È la prima a dare una possibilità a Lojacono da quando è stato esiliato a Napoli. Ne intuisce l’intelligenza e ne comprende la solitudine. Alcuni anni prima ha perso il proprio fidanzato in un incidente stradale e il suo carattere si è indurito. La ragazza allegra e spensierata ha lasciato il posto ad una donna intransigente e chiusa in sé stessa. È una donna molto bella, bruna e minuta, famosa per i suoi scatti d’ira repentini e per come rimette a posto i sottoposti e non che si comportano in modo troppo famigliare.

- Letizia: proprietaria di una trattoria, è l'unica amica di Lojacono a Napoli. Bella e procace, pronta al riso e sempre attenta nei confronti dei suoi clienti, piano piano entra in confidenza con l'ispettore dall'aria triste.

- Luigi Palma: commissario del commissariato di Pizzofalcone, è un uomo sulla quarantina dall'aria sgualcita e dai modi aperti e gioviali, che dà l'impressione di essere sempre in piena attività. Ha fiducia nei suo "Bastardi" e li appoggia senza interferire nelle loro indagini.

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- Marco Aragona: giovane agente scelto, appassionato di serie tv poliziesche degli anni settanta si veste esattamente come in quei telefilm, con la camicia aperta sul petto perfettamente depilato, arancione per l'abuso di lampade abbronzanti, pettinato alla Elvis per nascondere un'incipiente calvizie. Non si rende conto delle continue gaffes che fa, e ha un atteggiamento spesso razzista e scortese. È un raccomandato (essendo il nipote di un prefetto calabrese) e guida come un pazzo. Vorrebbe essere soprannominato Serpico.

- Giorgio Pisanelli: vicecommissario al commissariato di Pizzofalcone, ha sessantun anni ed è la memoria storica del commissariato. Vive nel quartiere e conosce tutti e tutto, risultando preziosissimo nelle indagini. Da quando la moglie è morta l’unica cosa che fa nel suo tempo libero è indagare su una serie di suicidi avvenuti nell'arco di una decina d'anni nel quartiere che secondo il suo parere sono sospetti. Soprannominato da Aragona Presidente per la sua somiglianza con Giorgio Napolitano.

- Ottavia Calabrese: vicesovriintendente, ha circa quarant’anni e viene soprannominata da Aragona Mammina per la sua propensione a prendersi cura di tutti.  Ottavia è madre anche nella vita privata, di un bambino autistico. Suo marito Gaetano l'adora e nonostante sia un richiestissimo ingegnere non manca mai di occuparsi del figlio e della casa. È una donna bella ma non appariscente, dalla voce calda e melodiosa che rassicura. È un’esperta di informatica e fornisce le informazioni necessarie alle indagini ai colleghi che agiscono sul campo.

- Alessandra Di Nardo: agente assitente, ha circa ventott’anni, ed è una ragazza dal fisico asciutto e minuto con una grande passione per le armi. La sua vita è caratterizzata da un rapporto conflittuale col padre, dispotico generale in pensione, e con la succube madre. Viene soprannominata Calamity da Aragona.

- Francesco Romano: assistente capo, è un uomo dall'aspetto truce, tozzo e con la mascella prominente. Facile all'ira e manesco ha comunque un buon intuito investigativo. È conosciuto anche come Hulk.

- Rosaria Martone: capo della polizia scientifica, è una donna determinata e sensuale, con grandi occhi color legno di ciliegio. È lesbica e non ne fa mistero, vivendo serenamente la propria vita, ma dimostra grande sensibilità nel rispettare i timori e la riservatezza di Alex, con la quale intreccia una appassionata relazione sentimentale

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''PANE PER I BASTARDI DI PIZZOFALCONE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Pane per i bastardi di Pizzofalcone''

La storia si muove come di consueto nel quartiere in cui si trova il commissariato, nel cuore popolare della città. In questa avventura dei bastardi entriamo anche in Procura assieme alla Piras per perorare la causa del commissariato di Pizzofalcone. Inoltre le indagini sullo stalking portano Alex e Aragona nei Quartieri Spagnoli, dove abita il giovane assieme alla fidanzata e dove si è da poco trasferita anche Alex. 

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''PANE PER I BASTARDI DI PIZZOFALCONE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Pane per i bastardi di Pizzofalcone''

La vicenda è ambientata alla fine di giugno. Il Principe dell’alba nota che l’aria è piacevolmente calda all’alba. Lojacono non riesce a dormire sulla sua brandina in commissariato per via del caldo insopportabile. La notte prima dell’omicidio ha piovuto, per il caldo eccessivo arrivato troppo in fretta, ma quando i bastardi intervengono sulla scena il cielo è limpido e la giornata si preannuncia calda.  

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''PANE PER I BASTARDI DI PIZZOFALCONE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Pane per i bastardi di Pizzofalcone''

Il romanzo è costituito da una successione di capitoli che ci offrono il punto di vista di personaggi diversi. I capitoli che raccontano in prima persona i pensieri dei personaggi non sono più facilmente individuabili perché diversi dagli altri graficamente, caratterizzati dal corsivo. Lo stile di scrittura è scorrevole, il flusso di pensieri viene reso attraverso un succedersi di frasi scisse e la costruzione del periodo caratterizzata dalla paratassi. La lingua non cede molto al dialetto, anche quando parlano personaggi delle classi popolari..

 

NARRATORE DEL LIBRO ''PANE PER I BASTARDI DI PIZZOFALCONE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Pane per i bastardi di Pizzofalcone''

Il narratore è esterno (eterodiegetico) e onnisciente, ma segue da vicino i pensieri e le emozioni dei personaggi. Non ci sono, come avveniva negli altri romanzi della serie, capitoli caratterizzati graficamente dal corsivo.

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Anche i capitoli che nei romanzi precedenti riportavano i pensieri dei personaggi coinvolti direttamente nelle vicende delittuose sono resi graficamente come gli altri capitoli che potremmo definire narrativi. C'è un certo equilibrio nello spazio dedicato ai vari punti di vista e alle vicende dei protagonisti.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''PANE PER I BASTARDI DI PIZZOFALCONE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Pane per i bastardi di Pizzofalcone''

Tra i diversi temi affrontati in questo romanzo c’è la sempre presente piaga della guerra di precedenze tra le diverse forze di polizia. Un altro tema è la tendenza, nelle regioni vessate dalle organizzazioni di stampo mafioso, di attribuire ogni atto delittuoso alla criminalità organizzata.

 Altro tema portante è la tradizione. Pasqualino è estremamente orgoglioso della tradizione familiare della panificazione, del lievito di cui è il custode, tramandatogli dal nonno e dal padre. Sente la responsabilità di un dovere sacro, quale è quello di fornire il primo nutrimento della giornata agli abitanti del quartiere. Non vede l’ora di trasmettere l’amore per la tradizione al nipotino Totò, figlio della sorella, che sembra avere già la passione e l’amore per il pane.

Nulla è cambiato dai tempi del nonno di Pasqualino, e proprio questo è motivo di scontro tra il Principe e suo cognato, il marito della sorella, che ha lavorato fin da ragazzo nel panificio. Il cognato vorrebbe aprire alla grande distribuzione, e questo significherebbe utilizzare il lievito di birra, che permette una lievitazione più rapida e quindi una produzione più cospicua, ma dà origine ad un pane meno digeribile e che si conserva per un numero minore di giorni.

 Altro tema affrontato è quello dello stalking. Grazie ai pregiudizi di Aragona l'autore affronta quelli ancora presenti nella nostra società: la persecuzione avviene infatti ai danni di un ragazzo da parte della propria ex ragazza. Aragona prova perplessità anche per il fatto che la stalker è una ragazza bellissima e il ragazzo perseguitato è terribilmente brutto. Ancora una volta De Giovanni tratta quindi un tema attuale in modo non banale e rovesciando la prospettiva. 

 

COMMENTO DEL LIBRO ''PANE PER I BASTARDI DI PIZZOFALCONE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Pane per i bastardi di Pizzofalcone''

Quest’avventura dei bastardi di Pizzofalcone ha un profumo intenso e consolatorio, di pane appena sfornato. Profumo d’infanzia, dolcemente malinconico, come la storia del panettiere dal cuore gentile, Pasqualino.

 Come sempre è interessante vedere l’evoluzione dei personaggi e dei rapporti umani. Francesco Romano grazie alla piccola Giorgia, la bambina trovata abbandonata nel precedente romanzo della serie, innesca un cambiamento dentro di sé che lo porta anche ad un riavvicinamento con la moglie Giorgia.

Alex finalmente trova il coraggio di rivendicare i propri spazi e la propria autonomia andando a vivere da sola. Lojacono si prepara a lottare furiosamente con l’ex moglie Sonia che vorrebbe far tornare in Sicilia la figlia Marinella, confortato dall'amicizia della bella Letizia, che si è affezionata tanto anche a Marinella. I rapporti con Laura Piras sono invece molto tesi. 

Lojacono vorrebbe evitare di vivere la loro relazione nel'ombra, mentre Laura non vuole renderla pubblica, ufficialmente per non penalizzare il commissariato. Pisanelli nella sua fissazione per gli apparenti suicidi sta per giungere ad una conclusione inaspettata e certamente poco gradita.

Consiglio a tutti la lettura di questo romanzo perché è come sempre ben scritto e ben costruito, affronta temi complessi senza mai banalizzarli ed è di lettura rapida e piacevole. 

 

Carla Biolchini

+20k M.R.

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