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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Medea. Voci''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Medea. Voci”.
  • Titolo originale: "Medea. Stimmen".
  • Autore: Christa Wolf;
  • Nazionalità Autore:Tedesca;
  • Data di Pubblicazione: 1996;
  • Editore: E/O (collana “tascabili”);
  • Genere: Romanzo;
  • Pagine: 234 p., libro cartaceo;
  • Voto del Pubblico (IBS): 4,5 su 5.

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Recensione del Libro “Medea. Voci” di Solomon Northup del 2014, genere Biografie e autobiografie. Evidenzieremo il riassunto del libro “Medea. Voci”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Medea. Voci” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''MEDEA.VOCI'':

Christa Wolf nacque nel 1929 a Landsberg an der Warthe (nell’attuale Polonia) e morì a Berlino nel 2011.

È stata una delle scrittrici più influenti nel panorama letterario tedesco novecentesco, apprezzata soprattutto per lo spessore culturale e la profondità di pensiero.

La Wolf trascorse la sua infanzia sotto la dittatura hitleriana, che ne compromise la spensieratezza e la libertà, ma ciò non le impedì da adolescente di partecipare attivamente alla vita politica, iscrivendosi al Partito di Unità Socialista di Germania - il SED - e si iscrisse alla Facoltà di Germanistica all’Università di Jena.

Nel 1951 sposò Gerhard Wolf, lo scrittore con cui ebbe inizio la sua consacrazione alla letteratura e alla scrittura, non trascurando l’impegno politico: abbracciò a pieno l’ideologia socialista, recandosi nell’Unione Sovietica e lavorando presso una fabbrica di vagoni ferroviari.

In questi anni vide la luce la sua prima opera, “Il cielo diviso” del 1963.

A questa seguì “Riflessioni su Christa T.” del 1968; “Traumi di infanzia” del 1976.

Negli anni ’80 la svolta letteraria: si avvicinò al mito, pubblicando “Cassandra” nel 1983 e “Medea.Voci” nel 1996 in cui, dopo un faticoso lavoro filologico, la Wolf si avvalse di fonti non canoniche per riscrivere il mito greco.

Nel 1990 pubblicò “ Che cosa resta”, in piena campagna elettorale e per questo fu fraintesa dalla critica letteraria.

Nel 2002 pubblicò “Un giorno all’anno. 1960-2000”, in cui raccolse una serie di riflessioni sulla sua professione e infine nel 2008 pubblicò “Con uno sguardo diverso”, otto racconti sperimentali.

Morì a 82 anni.

RIASSUNTO DEL LIBRO ''MEDEA.VOCI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Medea. Voci''

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Il romanzo è strutturato a mo’ di opera teatrale, in quanto rappresenta una summa di una serie di monologhi dei protagonisti raggruppati per ogni capitolo.

Ogni personaggio esprime il suo punto di vista sulle vicende che vedono Medea colpevole e su tutte le conseguenze che ne derivano. Il mito di Medea, infatti, viene totalmente capovolto dalla Wolf, che restituisce al lettore una figura più antica, antecedente ad Euripide, reo di aver tramandato una storia cruenta, in cui la maga viene presentata come folle omicida in preda alla più cieca passione amorosa.

La vicenda ha inizio in una cella in cui Medea è stata rinchiusa per volere di Creonte. Nella più totale desolazione e solitudine, Medea ripercorre la sua vita a Corinto, giuntavi dalla Colchide, la sua terra natìa, molto diversa dalla città del re Creonte in quanto meno civilizzata.

Inizialmente, la donna viene accolta benevolmente, tanto che, assieme alla sua allieva Agameda, diventa una delle guaritrici più richieste della città. È l’incontro con Giasone il motivo che la induce a fuggire dalla Colchide: l’uomo, capitano degli Argonauti con i quali era giunto nella Colchide per una missione ben precisa, in compagnia del suo fedele Telamone, la nota e ne rimane affascinato.

Tra i due scoppia la passione e Giasone le rivela il suo obiettivo: quello di recuperare il vello d’oro, usurpato al padre Esone dal fratellastro Pelia e che si trova nella Colchide, presso la corte del re Eeta, padre di Medea. La maga decide di aiutarlo, disposta a sacrificare il rapporto con il padre, ormai compromesso. I due si recano assieme alla reggia del re e questi afferma di essere disposto a concedere il vello a Giasone a patto che costui superi alcune prove.

Medea, servendosi delle sue arti magiche, gli spiana la strada e il suo amato ottiene il vello. I due tornano a Corinto, dove inizialmente Medea è ben accolta, tanto da divenire la guaritrice più richiesta della città, ma ben presto iniziano a circolare voci sul suo conto del tutto infondate che indurranno il popolo, a partire dal re Creonte, a considerarla una strega barbara. Si dice, infatti, che Medea abbia ucciso il fratello Apsirto (in realtà smembrato da alcune donne invasate) e che sia responsabile della peste diffusasi a Corinto.

Tuttavia, è nella corte del re che si nasconde il vero dramma: Medea scopre che in una grotta sono seppelliti i resti della figlia del re e della regina Merope, Ifinoe, sacrificata da piccola per timore di perdere il potere e da tempo creduta maritata ad un principe; inoltre la regina Merope vive in una sorta di stato vegetativo. Medea viene quindi bandita dalla città, ma non può portare con sé i figli concepiti con lo sposo Giasone.

Da quel momento in poi, Medea vivrà in una grotta assieme alla cara amica Lissa e verrà a conoscenza della lapidazione dei suoi figli da parte dei corinzi e del suicidio di Glauce, fragile figlia di Creonte, costretta a sposare Giasone per garantire un erede al trono alla famiglia.

La ragazza, prima della cacciata di Medea, fa conoscenza con la maga, che la aiuta a scavare nella sua memoria e a comprendere cosa sia realmente accaduto a sua sorella Ifinoe. Il romanzo si conclude con l’amara maledizione di Medea contro la città di Corinto e i suoi abitanti.

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ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''MEDEA.VOCI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Medea. Voci''

I personaggi identificati dall’autrice come “voci” sono Medea, Giasone, Agameda, Acamante, Leuco e Glauce. Accanto a questi personaggi ve ne sono tanti altri, come re Creonte, la regina Merope, l’amante di Medea Oistros, Telamone (compagno di Giasone) e Presbo, l’organizzatore dei giochi della città.

- Medea: protagonista assoluta, la maga viene qui presentata in una veste nuova, come una guaritrice, una madre, una fedele amica. Dotata di un fascino insolito per i greci, Medea incanta Giasone con la sua sensualità, ma non si dimostra mai sottomessa. Estremamente coraggiosa, consapevole della sua condizione di “barbara”, Medea decide di sottostare alle leggi del re, patendo la solitudine e l’emarginazione e rimanendo fedele a se stessa.

- Giasone: uno dei personaggi più negativi del romanzo. Capo degli Argonauti, ottiene il vello d’oro solo grazie all’aiuto di Medea; ne diviene l’amante, ammaliato dalla sua bellezza, ma quando Creonte pianifica il matrimonio con Glauce di certo non si sottrae, pur sottolineando che non è stata una sua decisione. La sua figura, differentemente da quella di Medea, non subisce molte modifiche rispetto al mito tramandato da Euripide.

- Agameda: un tempo allieva di Medea, la guaritrice mostra senza dubbio grandi doti ed esperienza, ma il suo disprezzo per Medea traspare sin dall’inizio, in quanto la maga non la apprezza abbastanza, tanto da rendere Agameda estremamente frustrata e macchinatrice. -Acamante: primo astronomo del re. Quello di Acamante è un personaggio fortemente negativo.

Vero e proprio stratega, l’astronomo riesce ad influenzare il re in ogni sua decisione. Egli è al corrente di tutti i segreti di palazzo, compreso il sacrificio della povera Ifinoe e non fa nulla per impedirlo. Questo perché, da intellettuale e osservatore, è perfettamente cosciente della rovina che si sta abbattendo su Corinto e sul fatto che non ci sia nulla per impedirlo.

- Leuco: secondo astronomo del re Creonte. La sua figura, più giovane di quella di Acamante, gli fa quasi da contraltare, in quanto appare buono. Diviene amico di Medea e cerca di aiutarla.

- Glauce: uno dei personaggi più interessanti. Figlia di Creonte e Merope, Glauce è estremamente fragile e, in quanto figlia di un sistema patriarcale come quello di Corinto, sottomessa al volere del padre che la vuole sposa di Giasone, un uomo che Glauce neanche conosce.

Il suo rapporto con Medea è di amore/odio, ma la maga le sarà di grande aiuto quando la aiuterà a scavare nel profondo della sua memoria per ritrovare la sorella Ifinoe. Ma questo ricordo sarà troppo doloroso, tanto da indurla a gettarsi in un pozzo.

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''MEDEA.VOCI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Medea. Voci''

I luoghi citati dalla Wolf sono nella Colchide e a Corinto. Della Colchide la Wolf ci descrive soprattutto l’aspetto sociale: una comunità di stampo matriarcale, meno civilizzata rispetto alla Grecia e dedita al culto degli dei moderato, privo di superstizione., insomma una civilità selvaggia.

Corinto viene invece descritta come una città ostile, patriarcale e piegata ai capricci del suo sovrano, civilizzata solo in apparenza, timorosa degli dei e del diverso. Perfettamente in linea con l’ideologia sociale greca, i corinzi definiscono Medea una “barbara”, in quanto estranea nel senso più negativo del termine, scostumata e disubbidiente. In più è una maga e una donna.

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''MEDEA.VOCI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Medea. Voci''

Non ci sono riferimenti temporali precisi e assoluti, in quanto la vicenda appartiene alla memoria collettiva del mito. Sappiamo solo che la storia risale al regno di Creonte.

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''MEDEA.VOCI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Medea. Voci''

Lo stile di Christa Wolf è alquanto particolare: la scrittrice fa della punteggiatura un uso molto personale, per cui spesso vengono omessi punti esclamativi o interrogativi.

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Questa scelta obbedisce ad una logica ben precisa: le voci narranti parlano a se stesse, sono dei monologhi, quindi la Wolf adotta il procedimento dello “stream of consciousness”, descrivendo i pensieri dei personaggi che si mescolano ai ricordi e alla narrazione. Dunque, è uno stile molto realistico, con una scrittura molto incalzante che attribuisce un ritmo sincopato alla narrazione.

NARRATORE DEL LIBRO ''MEDEA.VOCI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Medea. Voci''

Il narratore non è univoco, ma vi sono più narratori (appunto le “voci”), nonché i personaggi coinvolti nella storia, cosicché la vicenda di Medea sia narrata da punti di vista differenti, oltre ovviamente a quello della protagonista. L’autrice non interviene mai, lasciando che siano i personaggi a esprimersi.

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''MEDEA.VOCI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Medea. Voci''

Le tematiche affontate dalla Wolf sono di grande attualità: innanzitutto la condizione di emarginazione in cui versa Medea, considerata “barbara”, diversa, e per questo rozza e meno civilizzata, proveniente da una società matriarcale e pertanto destinata al declino. Dunque, la superiorità della cultura greca viene decantata, ma si rivela essere mera apparenza e il regno di Creonte ne è la prova.

Infatti, la libertà dei cittadini è limitata e il loro pensiero è fortemente condizionato dalle volontà del re. Altra tematica è l’amore, come quello passionale di Medea a Giasone,ma allo stesso tempo limitato: Giasone, infatti, sacrifica il rapporto con Medea per il potere; si tratta delll’odio e della rivalità, come quella di Agameda nei confronti di Medea; del potere tirannico di Creonte e della sua volontà di schiacciare tutto e tutti pur di preservarlo; l’ignoranza e il pregiudizio dei corinzi rispetto a ciò che non appartiene alla loro cultura; infine, la morte: Ifinoe viene sacrificata; Glauce si toglie la vita; i figli di Medea vengono uccisi senza pietà. Anche la morte, tuttavia, ha la sua dignità: non vi è pàthos verso i morti, ma lasciano dietro di sé un'ombra che condiziona la vita dei sopravvissuti.

COMMENTO DEL LIBRO ''MEDEA.VOCI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Medea. Voci''

Questo romanzo mi è rimasto dentro. La Wolf ha ribaltato completamente la visione di Medea che è stata tramandata per secoli. Sono sempre stata affascinata da questo personaggio, che i tragediografi ci hanno sempre descritto come una donna forte, temuta e pericolosa, in quanto esercita i suoi diritti in libertà. Ma soprattutto, Medea ci viene tramandata come un'assassina.

La Wolf ci descrive tutt'altro: Medea non sacrifica i suoi figli per se stessa, come sosteneva Euripide, ma sacrifica sé, la propria felicità, senza ribellarsi, ma piegandosi alla legge, rispettandola sua malgrado. Vengono rivelati molti aspetti, come i sotterfugi di corte o la crudeltà immane del re Creonte.

Tutto ruota attorno al potere e alla paura del diverso e trovo questi aspetti perennemente e dannatamente attuali. Agli amanti della cultura classica consiglio vivamente la lettura di questo romanzo, anche a chi sta affrontato studi sull'argomento, in quanto tale opera ha mutato completamente un pensiero che si era radicato nella mentalità collettiva per secoli.

Il lavoro della Wolf è stato infatti anche di tipo filologico, in quanto si è rifatta a delle fonti storiche ben precise, antecedenti alla tradizione tragica. Questo romanzo restituisce, quindi, dignità ad un personaggio mal visto da sempre.

+20k M.R.

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