Recensione ''Morituri te salutant'' (Libro di Danila Comastri Montanari) - 5.0 out of 5 based on 5 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Morituri te salutant''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Morituri te salutant”.
  • Titolo originale: "Morituri te salutant".
  • Autore: Danila Comastri Montanari; 
  • Nazionalità Autore: Italiana; 
  • Data di Pubblicazione: 1994; 
  • Editore: Mondadori; 
  • Genere: Giallo; 
  • Pagine: 234 p. brossura; 
  • Voto del Pubblico (IBS): 3 su 5

 

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Recensione del Libro “Morituri te salutant” di Danila Comastri Montanari del 1994, genere Giallo. Evidenzieremo il riassunto del libro “Morituri te salutant”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Morituri te salutant” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''MORITURI TE SALUTANT'': 

Danila Comastri Montanari è nata a Bologna il 4 novembre 1948.

Si è laureata in Pedagogia nel 1970 e in Scienze politiche nel 1978, e per vent'anni ha insegnato e viaggiato in tutto il mondo.

Ha scritto il suo primo romanzo, Mors tua, nel 1990 e da allora si è dedicata a tempo pieno alla scrittura, prediligendo il genere del giallo storico.

Nel 2007 ha scritto anche un saggio sull'argomento dal titolo Giallo antico, come si scrive un poliziesco storico.

Appassionata di classici greci, latini, cinesi, legge molti polizieschi e saggi, viaggia per scavi archeologici e stazioni termali, non rinuncia al buon cibo e al buon vino ed è un'accanita fumatrice.

Inoltre è un'entusiasta utente di internet e di vari giochi di strategia online.

La serie di libri con protagonista il senatore romano Publio Aurelio Stazio ha ormai all'attivo 19 romanzi

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''MORITURI TE SALUTANT'': Indice dell'Analisi del Libro ''Morituri te salutant''

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Il senatore Publio Aurelio Stazio non ama gli spettacoli dell’arena, vedere uomini mandati al macello per il godimento del pubblico gli ha sempre dato il voltastomaco.

Non può però esimersi dal presentarsi ogni tanto sugli spalti ornato dei simboli della dignità curiale, come gli impongono i suoi doveri sociali.

Sotto gli occhi esterrefatti dell’augusta coppia imperiale e di tutti i convenuti ad assistere al massacro la stella dell’arena, il gladiatore trace Chelidone, stramazza al suolo senza una ragione apparente.

 Il possente reziario apparteneva alla scuderia imperiale e Claudio convoca il suo ex allievo di etrusco per affidargli il compito di indagare sulla morte dell’atleta come magistrato con mandato diretto del Princeps.

Aurelio, colpito dalla stima che il vecchio amico gli dimostra, non può far altro che accettare e aiutato dal fido Castore comincia ad indagare nella caserma in cui si allenano i gladiatori.

Il magistrato viene accolto con finta cortesia dal lanista Aufidio e dopo uno scambio di opinioni col medico Crisippo giunge alla conclusione che Chelidone sia stato avvelenato.

Tra i vari gladiatori che il senatore interroga in merito alla morte del reziario c’è anche una principessa britanna, Arduina. Castore verrà incaricato di corteggiare la sgraziata e possente guerriera al fine di carpire informazioni sul morto.

Aurelio viene a scoprire che Chelidone intratteneva una relazione con Nissa, una diva della pantomima, specializzata in scene ad alto tasso di erotismo.

Il senatore comincia ad indagare nel passato dell’atleta dopo averne appreso la reale provenienza, e viene inoltre a conoscenza degli intimi rapporti che intratteneva con alcune signore dell’alta società, compresa una matrona misteriosa appena tornata in città.

Dopo la morte di un secondo gladiatore, ucciso poco prima che potesse rivelargli alcuni particolari sull’omicidio di Chelidone, Aurelio teme di deludere il suo amico Claudio.

Riuscirà ad impedire che avvengano altre morti e a capire il rapporto che legava l’atleta allo spregevole avvocato Sergio Maurico e all’ambigua sorella Sergia?

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''MORITURI TE SALUTANT'': Indice dell'Analisi del Libro ''Morituri te salutant''

- Publio Aurelio Stazio: ricco senatore romano, profondamente innamorato dell'Urbe, ama la civiltà e le comodità che Roma ha portato in ogni angolo della terra, ma al contrario di molti concittadini non considera i popoli diversi da quallo romano barbari o non meritevoli di rispetto.

Nella sua grande domus si circonda di servi provenienti da ogni parte dell'Impero, e ama scambiare con loro notizie sugli usi, i costumi e i sapori delle loro terre. Ha molti amici nelle comunità straniere di Roma e viene visto come un eccentrico perché non nasconde la sua insofferenza nei confronti delle pretese di superiorità del patriziato rispetto al resto della popolazione romana. Non è raro infatti vederlo rivolgersi con rispetto a umili plebei o schiavi, convinto com'è che di un uomo conti la sostanza e non i natali.

Impenitente scapolo, ama molto le donne, e s'è sposato in gioventù al solo scopo di aggirare la lex Papia Poppea, che prevedeva la riduzione dell'eredità alla metà per chi non avesse avuto figli. Purtroppo il figlio di Aurelio era morto in tenera età e il patrizio aveva ben presto sciolto il matrimonio, rassegnandosi a pagare le multe che gravavano sui celibi.

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Ogni sua indagine lo porta a conoscere donne bellissime di cui puntualmente s'invaghisce, ma nessun sentimento è abbastanza forte per convincerlo a rinunciare alla sua libertà.

Ama investigare sui misteri che gli si presentano e spesso lo fa cedendo al proprio buon cuore, che lo porta ad aiutare anche persone che non conosce quando percepisce che qualcosa non quadra o che delle persone innocenti stanno subendo un torto. Anche se orgoglioso e a volte testardo cerca di temperare la sua indole impulsiva studiando e tentando di applicare la dottrina epicurea.

- Castore: fidato segretario alessandrino di Aurelio, è uno schiavo che il senatore ha comprato per salvarlo dalla forca a cui era stato condannato per una truffa ordita ai danni dei sacerdoti di Ammone nella città di Alessandria. Spesso definito da Aurelio come infido levantino, non perde occasione per cercare di spillare soldi al padrone e per organizzare truffe che lo hanno reso negli anni molto ricco.

Col passare degli anni e col succedersi delle indagini verrà liberato da Aurelio ma resterà sempre al suo fianco, dimostrandogli una fedeltà particolare e condita di imbrogli.

- Tito Servilio: appartiene alla classe dei cavalieri ed è, assieme a sua moglie, il migliore amico di Aurelio. Dotato di un appetito incontenibile che l'ha condotto ad una accentuata pinguedine, il buon cavaliere ama quanto i piaceri della tavola solo la propria sposa, alla quale è sempre stato fedele e alla quale perdona ogni eccesso, sopportandone la personalità prorompente.

- Pomponia: chiassosa e esuberante, la più cara amica di Aurelio è una grande fonte di informazioni per il senatore. Grazie ai contatti delle sue schiave con le pettinatrici ed estetiste di tutte le matrone che contano riesce sempre a scoprire i segreti di tutta l'Urbe. Condivide col marito la passione per il cibo ed è anche lei molto corpulenta. Ama il lusso e le sue vesti e pettinature sono leggendarie per la loro temerarietà. Si circonda di schiave molto giovani che tratta come figlie, dando sfogo al suo istinto materno e cercando di colmare il vuoto lasciato dalla morte dell'unico figlio quand'era ancora molto piccolo.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''MORITURI TE SALUTANT'': Indice dell'Analisi del Libro ''Morituri te salutant''

Ci troviamo ancora una volta nell’Urbe e in questo romanzo conosciamo il mondo variegato dei gladiatori, entriamo nei ludi in cui gli atleti si allenano, nell’arena in cui combattono.

Il nostro senatore inoltre mette piede per la prima volta dall’inizio della serie che lo vede protagonista in un teatro dedicato alla rappresentazione delle pantomime, frequentato da persone di ogni ceto sociale.

Aurelio viene convocato a colloquio dall’imperatore direttamente al Palatium, che abbiamo modo di ammirare per la prima volta nel suo sfarzo, assistendo ad un gustoso incontro del senatore con un piccolo e stonatissimo Nerone che ama fare lo sgambetto ai pretoriani.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''MORITURI TE SALUTANT'': Indice dell'Analisi del Libro ''Morituri te salutant''

La collocazione temporale è data con precisione in apertura del primo capitolo: anno 798 ab Urbe condita (ovvero dalla fondazione di Roma calcolata considerando l'anno di fondazione indicato da Marco Terenzio Varrone, il 753 avanti Cristo, comunemente conosciuta come data varroniana). Questa datazione venne usata a partire dalla fine del periodo repubblicano tra le classi più colte, mentre in precedenza si indicava la data in base ai re nel periodo monarchico e col nome dei consoli (che difatti svolgevano il ruolo di magistrati eponimi) in periodo repubblicano.

L'autrice ci fornisce anche la data secondo il nostro calendario, 45 dopo Cristo. Nel primo capitolo troviamo anche l'indicazione del periodo dell'anno secondo l'uso romano, vigilia delle calende di giugno, ma non è fornito il corrispettivo secondo il nostro calendario. Tutti gli altri capitoli si aprono con le stesse indicazioni di tempo, tralasciando l'anno dato che la storia si svolge nell'arco di un mese.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''MORITURI TE SALUTANT'': Indice dell'Analisi del Libro ''Morituri te salutant''

La scrittura è come sempre scorrevole e godibile. Sono apprezzabili i continui cambi di scenario che portano la scrittrice ad adeguare anche il linguaggio usato dai protagonisti al contesto d’uso. Il senatore passa infatti da colloqui con rudi gladiatori, spesso di origine straniera, a quelli con famosi e illustri avvocati e con l’imperatore Claudio in persona.

Il gran numero di personaggi secondari movimenta lo stile di quest’avventura di Aurelio.

 

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NARRATORE DEL LIBRO ''MORITURI TE SALUTANT'': Indice dell'Analisi del Libro ''Morituri te salutant''

Il narratore è esterno alla storia (eterodiegetico). Le vicende sono sempre filtrate per noi dal punto di vista del senatore e veniamo a conoscere i pensieri e le esperienze degli altri personaggi durante i loro dialoghi con Publio Aurelio.

Tramite le frequenti conversazioni che Aurelio intrattiene con sé stesso veniamo a conoscere anche i suoi pensieri e i progressi che compie nella ricerca della verità, mentre la risoluzione finale del mistero è in genere affidata non ai pensieri ma al confronto diretto col colpevole del delitto, che viene messo di fronte ai propri crimini dal senatore.

In questo modo il lettore può indagare insieme ad Aurelio e cercare di scoprire il colpevole seguendone i ragionamenti, ma chi non ne ha voglia o capacità scopre la verità e i moventi nel momento stesso in cui il senatore smaschera l'assassino.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''MORITURI TE SALUTANT'': Indice dell'Analisi del Libro ''Morituri te salutant''

Dalle precedenti avventure di Publio Aurelio Stazio sappiamo che il senatore non ama i sanguinari spettacoli dell’arena. Purtroppo è costretto ad assistervi e trova terribile l’eccitazione che i suoi concittadini provano nell’assistere alla morte di un altro essere umano.

Una delle tematiche dominanti di questo romanzo è proprio la violenza, nella forma abbietta di violenza organizzata e autorizzata dallo Stato.

Si poteva diventare gladiatori in vari modi. Molti gladiatori erano prigionieri di guerra, altri condannati che avevano avuto la possibilità di scegliere tra una morte certa e una possibile.

Nel caso dei condannati esistevano tre diverse forme di condanna: ad bestias e ad gladium, in cui il malcapitato veniva buttato nell’arena senza alcuna preparazione, e quella ad ludum, nella quale veniva allenato all’interno di una scuola gladiatoria.

C’erano poi gli schiavi caduti in disgrazia e i volontari. Molti volontari erano attirati dalla fama, altri dai rapidi guadagni che permettevano ad esempio di estinguere ingenti debiti. Intorno ai giochi gladiatori ben presto si creò un vero e proprio giro di scommesse con poste molto alte, e anche gli imperatori costituirono le proprie scuderie imperiali, composte dai migliori atleti. I gladiatori potevano diventare vere e proprie celebrità, contese dalle matrone più in vista.

La nostra moderna sensibilità ci porta a condividere l’atteggiamento di sdegno e orrore di Aurelio, ma dobbiamo pensare che nella Roma antica la violenza era un elemento assolutamente normale e comune.

Occorre ricordare che i giochi in cui perdono la vita delle persone hanno radici religiose profonde nei sacrifici umani atti a placare gli dei, uniti alla consuetudine dei giochi funebri per celebrare i defunti.

La prima notizia di giochi di questo tipo in ambiente romano risale infatti ai ludi funebri in onore di Giunio Bruto nel 264 a.C. In seguito, con le guerre di conquista si usarono i ludi per rappresentare le battaglie vittoriose combattute dall’esercito.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''MORITURI TE SALUTANT'': Indice dell'Analisi del Libro ''Morituri te salutant''

Consiglio a tutti la lettura di questo libro che tocca temi molto profondi. L’ingresso in una scuola gladiatoria e la presenza all’interno di gladiatori volontari suscita nel lettore moderno che non abbia un  poco di familiarità con la storia romana un senso di spaesamento e perplessità. Uno spettacolo della morte organizzato a spese pubbliche o private è molto lontano dalla nostra sensibilità, ma proprio per questo aiuta ad interrogarsi.

Si cerca così di capire una mentalità molto diversa e ci si interroga. Se fossimo stati immersi nella violenza fin da giovani l’avremmo pensata come Aurelio o saremmo stati tra coloro che affollavano le gradinate dell’arena storditi dall’odore del sangue? Quale miglior motivo per leggere un libro se non proprio lo stimolo a porci domande scomode?

Il romanzo uscì nel 1994, e di lì a qualche anno i gladiatori sarebbero tornati di moda grazie a Ridley Scott col suo Il gladiatore. In tempi più recenti la serie Spartacus ha restituito con dovizia di violenza e immoralità quello che doveva essere l’effettivo clima in un ludus di età repubblicana.

Quando uscì il romanzo della Montanari tutto questo era ancora lontano, eppure il libro ebbe un buon successo che testimonia l’interesse intorno ad un argomento così terribile e affascinante. Consiglio quindi a chi volesse avvicinarsi al tema di leggere questo bel libro che come sempre si avvale di una impeccabile ricostruzione storica, cosa che spesso manca ai racconti hollywoodiani.

 

Articolo corretto da Melissa Radice

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