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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Le ali della sfinge''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Le ali della sfinge”.
  • Titolo originale: "Le ali della sfinge".
  • Autore: Andrea Camilleri; 
  • Nazionalità Autore: Italiana; 
  • Data di Pubblicazione: 2006; 
  • Editore: Sellerio; 
  • Genere: Giallo; 
  • Pagine: 256 pagine; 
  • Voto del Pubblico (IBS): 3,67 su 5

 

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Recensione del Libro “Le ali della sfinge” di Andrea Camilleri del 2006, genere Biografie e autobiografie. Evidenzieremo il riassunto del libro “Le ali della sfinge”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Le ali della sfinge” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''LE ALI DELLA SFINGE'': 

Andrea Camilleri nasce a Porto Empedocle (AG) il 06 settembre del 1925, figlio di Carmelina Fragapane e Giuseppe Camilleri.

Nel docufilm del 2014 “Il maestro senza regole” Camilleri rivela che sua nonna Carolina e Luigi Pirandello erano cugini di primo grado e racconta il buffo incontro che egli ebbe da bambino con l'anziano premio Nobel per la Letteratura.

Il giovane Camilleri consegue la maturità classica al liceo Empedocle di Agrigento nel 1943 senza sostenere l'esame finale poichè le scuole erano state chiuse in vista dell'imminente sbarco delle forze alleate e si era deciso di considerare valido il secondo scrutinio trimestrale.

Già nel 1942 inizia a lavorare come regista teatrale e sceneggiatore. Dopo aver conseguito il diploma si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia ma non consegue la laurea.

Conclude invece gli studi nel 1952 presso l'accademia di Arte Drammatica Silvio d'Amico, alla quale viene ammesso come unico allievo regista nel 1949.

Da allora ha firmato la regia di più di cento opere televisive ma soprattutto teatrali, tra cui la prima rappresentazione di un'opera di Beckett in Italia (Finale di partita nel 1958).

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Nel 1957 entra alla RAI e si sposa con Rosetta Dello Siesto dalla quale ha tre figlie. Insegna al Centro sperimentale di cinematografia negli anni 60 ed dal 1977 al 1997 è titolare della cattedra di Regia all'accademia di Arte Drammatica Silvio d'Amico, dove ha come allievi nel corso della sua carriera grandi nomi del cinema italiano come Luigi Locascio, Luca Zingaretti, Fabrizio Gifuni, Emma Dante.

La carriera di scrittore di Andrea Camilleri, che inizia nel 1978 con il romanzo “Il corso delle cose”, si può dividere in due filoni:

A) I Romanzi tra i quali ricordiamo: “Il corso delle cose” (1978), “Un filo di fumo” (1980, romanzo storico), “La stagione della caccia” (1992), “Il birraio di Preston” (1995), “La concessione del telefono” (1998),

B) La “Serie del Commissario Montalbano” della quale ricordiamo i titoli “La forma dell'acqua” (1994), “Il cane di terracotta” (1996), “La voce del violino” (1997), “Acqua in bocca” (2010, con Carlo Lucarelli), “La piramide di fango” (2014).

Autore estremamente prolifico, ha scritto un'ottantina tra romanzi gialli, storici e svariati lavori di narrativa e non, quasi tutti con protagonista la sua Sicilia.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''LE ALI DELLA SFINGE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Le ali della sfinge''

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Montalbano si sveglia senza la sensazione di speranza che provava un tempo al risveglio. Si sente vecchio in certi momenti, e a questo imputa la perdita della pace con l’universo quando apre gli occhi ogni mattina. Mentre è ancora immerso nei propri pensieri squilla il telefono. Catarella gli comunica che è stato ritrovato il cadavere di una giovane donna abbandonato nella discarica abusiva del Salsetto.

Le auto della Polizia sono inutilizzabili a causa della mancanza di soldi per comprare la benzina, quindi il commissario sarà costretto ad utilizzare la propria auto privata e a guidare, cosa che in genere evita volentieri. Tutte queste circostanze contribuiscono al cattivo umore di Montalbano nonostante la giornata tersa e il cielo limpido.

La morta era molto giovane, poco più che ventenne, un fisico perfetto. È stata uccisa con un colpo in faccia ed è irriconoscibile. Inoltre è impossibile identificarla dato che è stata ritrovata nuda e senza alcun documento. L'unico segno particolare è una farfalla notturna, una sfinge, tatuata sulla scapola sinistra.

Secondo il dottor Pasquano non è stata ammazzata al Salsetto ma è stata portata lì in un secondo momento. Inoltre è stata uccisa almeno ventiquattro ore prima del ritrovamento: perché l’assassino ha tenuto nascosto il cadavere per un giorno intero? Il cadavere era stato ritrovato di lunedì, quindi la ragazza era stata uccisa il sabato, evidentemente in un posto in cui non c’era movimento il sabato e la domenica ma che riapriva il lunedì, per questo l’assassino aveva avuto la necessità di spostarla.

Continuando ad indagare il commissario scopre che la ragazza era dell’est Europa e si era affidata ad un’organizzazione che si occupa di ragazze immigrate dando loro un lavoro come domestiche per cercare di non farle finire nel giro della prostituzione. L'organizzazione, chiamata Buona Volontà, fa capo a Monsignor Pisicchio. Nell’organizzazione c’è qualcosa che non convince Montalbano, che comincerà ad investigare scontrandosi con l’ostruzionismo che sempre si presenta quando si cerca di indagare negli ambienti ecclesiastici.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''LE ALI DELLA SFINGE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Le ali della sfinge''

- Salvo Montalbano: commissario nel commissariato di Pubblica Sicurezza di Vigata, ama la propria solitaria routine ma non per questo si chiude in casa escludendo il mondo. È un uomo di legge ma spesso sente che la legge non coincide con ciò che è giusto e cerca di riportare legge e giustizia nello stesso alveo, provando di volta in volta disgusto per i potenti e compassione e comprensione per i poveracci provati dalle sventure e dalle ingiustizie senza cadere in sentimentalismi, agendo con buon cuore e equilibrio.

È un cacciatore solitario che nelle indagini vuol prendere le decisioni e ha bisogno del controllo affinchè i suoi ragionamenti vadano nel verso giusto ma non potrebbe fare a meno dell'apporto intellettivo e fisico dei suoi uomini. Fin dalle prime pagine Montalbano ci appare ricco di contraddizioni e sfaccettature, che lo rendono un personaggio vero e credibile.

Appassionatissimo buongustaio ci allieta con le descrizioni di piatti della tradizione sicula quasi sempre a base di pesce, alternando i pasti consumati alla trattoria di Calogero a quelli che si gode nella solitudine della sua verandina meravigliandosi della fantasia e delle eccellenti doti culinarie della domestica Adelina.

L'altra sua grande passione sono i libri, specialmente i gialli, che spesso gli fanno venire in mente idee risolutive per i casi che segue. È meteoropatico, quindi nei giorni in cui il tempo è brutto i suoi uomini sanno che non bisogna contraddirlo. Ha un particolare intuito da sbirro che gli fa capire cosa non quadra e cogliere ogni minimo indizio.

- Domenico Augello detto Mimì: vice commissario, più giovane di Montalbano, ama le belle donne e non si lascia scappare occasione per corteggiarle. È un bravo poliziotto che spesso deve mettersi in ombra per non urtare la suscettibilità di Montalbano in materia.

  -Livia Burlando: storica fidanzata di Montalbano, abita a Boccadasse, Genova. Ogni volta che il suo lavoro e quello del commissario lo permettono vola a Vigata per passare qualche giorno col suo uomo e puntualmente viene trascurata a favore delle indagini.

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Quando la coppia è divisa sono praticamente all'ordine del giorno le litigate durante le telefonate serali, che spesso si scatenano a causa di un malinteso. Livia a volte risulta pesante e aggressiva, forse in reazione ad un certo egoismo di Salvo. Nonostante i battibecchi capiamo che i due si amano molto.

- Giuseppe Fazio: quasi coetaneo del commissario, l'ispettore è dotato di buon fiuto e di una profonda conoscenza di Vigata e dei suoi abitanti. Inoltre è affetto da quello che Montalbano definisce complesso dell'anagrafe ed è in grado di snocciolare i dati anagrafici di tuttie le persone coinvolte in un'indagine.

- Nicolò Zito: grande amico di Montalbano, rosso di pelo e di pensiero, è un giornalista di una tv locale, onesto e che cerca sempre di dare le notizie in modo veritiero anche se sono scomode. Il commissario spesso si avvale della sua collaborazione quando deve portare a conoscenza del pubblico certi particolari per avere informazioni utili alle indagini.

- Agatino Catarella: compare per la prima volta nel romanzo Il cane di terracotta l'agente che si occupa del centralino del commissariato.“lento a capire, lento ad agire”, Catarella parla in un italiano pittoresco e ricco di strafalcioni, non capisce mai bene i nomi e li riferisce al commissario totalmente cambiati. -Ingrid Sjöstrom: sposata con Giacomo Cardamone, figlio di un importante uomo politico, è una svedese bellissima e disinibita, cosa che crea scandalo nella chiusa provincia siciliana.

Nel suo paese era meccanico e partecipava come pilota alle corse automobilistiche. Per la sua franchezza e per il suo modo di fare inconsueto risulta subito simpatica a Montalbano, col quale stringerà una profonda amicizia. Riesce spesso ad aiutare il commissario condividendo con lui la sua conoscenza dei segreti e degli interessi delle persone che conosce, spesso coinvolte nei casi di cui si occupa Montalbano. Il suo contributo in questa indagine e in altre risulta decisivo.

- Beatrice Di Leo: studentessa di Lettere e Filosofia all'Università di Palermo, fa la rappresentante di batterie di pentole durante i viaggi organizzati per gli anziani. Bellissima, con grandi occhi celesti e capelli biondi, è molto intelligente e condivide con Montalbano l'avversione per le chiacchiere durante i pasti. A Montalbano fa subito simpatia e conquista anche Mimì Augello che se ne innamora, ricambiato. Ormai sposata con Augello, aspetta il loro primo figlio.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''LE ALI DELLA SFINGE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Le ali della sfinge''

La vicenda è ambientata nei consueti luoghi del commissario Montalbano, Vigata e dintorni. La discarica del Salsetto, appena fuori dal paese, è il luogo del ritrovamento del cadavere. L’organizzazione che si occupa delle ragazze immigrate invece si trova a Montelusa, e Montalbano vi si deve recare per parlare con monsignor Pisicchio e col cavalier Piro, il suo braccio operativo.

Anche la sede di Retelibera, la tv in cui lavora Nicolò Zito, grande amico di Montalbano che gli dà spesso una mano nelle indagini, come in questo caso, si trova a Montelusa. 

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''LE ALI DELLA SFINGE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Le ali della sfinge''

I fatti descritti nel romanzo sono di poco successivi agli avvenimenti di La vampa d’agosto come possiamo intuire dal racconto che Montalbano fa a Ingrid della propria estate trascorsa nel tentativo di rintracciare Livia che si trovava in vacanza sulla barca di suo cugino mentre il commissario era impegnato nella ricerca dell’assassino di una giovane avvenuto alcuni anni prima.

Livia aveva confessato a Montalbano di averlo tradito con un amico del cugino e lui le aveva confessato il proprio tradimento con Adriana. Intuiamo quindi che gli eventi descritti possano svolgersi all’inizio dell’autunno anche per la descrizione del clima che alterna giorni limpidi e assolati a giorni caratterizzati da nuvoloni neri e pioggia.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''LE ALI DELLA SFINGE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Le ali della sfinge''

Il linguaggio in questo romanzo è come sempre vario e ricco di dialettalismi. Ci sono anche momenti nei dialoghi in cui si può parlare di dialetto a tutti gli effetti. Spesso mentre rimugina tra sé e sé Montalbano cita proverbi della tradizione contadina.

In questa vicenda ha spesso a che fare con figure appartenenti alla curia con le quali usa rigorosamente l'italiano. Altrettanto fa quando parla con le ragazze straniere che incontra nell'indagine, spesso adattando il livello di difficoltà alla competenza linguistica delle interlocutrici.

 

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NARRATORE DEL LIBRO ''LE ALI DELLA SFINGE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Le ali della sfinge''

Il narratore è esterno alla storia (eterodiegetico), ci racconta i fatti ma soprattutto i pensieri dei protagonisti, in particolare del commissario Montalbano. Sono frequenti i dialoghi e seguiamo lo svolgersi della vicenda assieme al commissario.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''LE ALI DELLA SFINGE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Le ali della sfinge''

La vicenda ha molte tematiche che potremmo definire d’attualità sebbene sia ormai passato un decennio dall’uscita del romanzo. Uno di questi è un tema caro a Camilleri, che spesso lo affronta nei suoi romanzi. Il commissario Montalbano, probabilmente memore dei tempi in cui i meridionali lasciavano le proprie case per cercare lavoro al nord o all’estero, o semplicemente provato dalla vista frequente dei cadaveri dei disperati che tentano di attraversare il mare per arrivare in Italia, è estremamente toccato dal fenomeno dell’immigrazione.

Prova rispetto e compassione per chi è costretto a fuggire da situazioni di guerra, dolore o semplicemente fame. Detesta senza remore chi sfrutta la disperazione di questi esseri umani per trarne profitto. In questo romanzo il commissario indaga proprio su questo sfruttamento, spostando l’attenzione questa volta su immigrati che provengono dall’est Europa.

Un altro tema presente nel libro è la terribile ipocrisia che si cela nei luoghi più impensati. Ne esce una visione delle istituzioni ecclesiastiche in cui i peggiori interessi si possono trovare man mano che si sale nella gerarchia, mentre la simpatia e la fiducia vanno a personaggi particolari come un prete pugile che però si adopera strenuamente affinché le persone che soffrono riescano a fuggire alle grinfie dei lupi travestiti da agnelli. 

 

COMMENTO DEL LIBRO ''LE ALI DELLA SFINGE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Le ali della sfinge''

Trovo che questo romanzo sia molto bello e ben costruito come sempre lo sono i romanzi con protagonista il commissario. In quest’avventura emerge molto forte la sensibilità di Montalbano nei confronti di chi è disperato e oppresso dalle circostanze e da farabutti di vario genere.

Nel romanzo precedente, La vampa d’agosto, avevamo lasciato un commissario profondamente turbato, che era stato in un certo senso raggirato. Ritroviamo un uomo che pensa spesso alla vecchiaia e al proprio rapporto con Livia, la donna che ha da sempre accanto pur non avendola accanto, al marito e al padre che sarebbe potuto essere.

Un personaggio estremamente umano anche nelle sue debolezze e nelle sue gelosie, che si chiede se davvero valga la pena salvare una storia che va avanti da decenni con le modalità di una eterna storia a distanza.

Non si può fare a meno di provare una certa tenerezza per l’uomo Montalbano, non un eroe senza macchia e senza alcuna incertezza, ma semplicemente una persona piena di difetti e fisime, capace di pensieri meschini e allo stesso tempo di incredibili manifestazioni di sensibilità e generosità. Credo che proprio qui stia il segreto del grande successo del commissario: è un personaggio che si potrebbe incontrare ogni giorno per strada, che sta simpatico nonostante le molte idiosincrasie, in cui a volte ci immedesimiamo e di cui Camilleri riesce sempre a farci comprendere il punto di vista, anche quando non condividiamo le sue decisioni. 

 

Carla Biolchini

+20k M.R.

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