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Recensione ''La presa di Macallè'' (Libro di Andrea Camilleri) - 5.0 out of 5 based on 2 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''La presa di Macallé''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “La presa di Macallé”.
  • Titolo originale: "La presa di Macallé".
  • Autore: Andrea Camilleri; 
  • Nazionalità Autore: Italiana; 
  • Data di Pubblicazione: 2003; 
  • Editore: Sellerio; 
  • Genere: Romanzo storico; 
  • Pagine: 274 p; 
  • Voto del Pubblico (IBS): 3,05 su 5

 

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Recensione del Libro “La presa di Macallé” di Andrea Camilleri del 2003, genere Romanzo storico. Evidenzieremo il riassunto del libro “La presa di Macallé”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “La presa di Macallé” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''LA PRESA DI MACALLÉ'': 

Andrea Camilleri nasce a Porto Empedocle (AG) il 06 settembre del 1925, figlio di Carmelina Fragapane e Giuseppe Camilleri.

Nel docufilm del 2014 “Il maestro senza regole” Camilleri rivela che sua nonna Carolina e Luigi Pirandello erano cugini di primo grado e racconta il buffo incontro che egli ebbe da bambino con l'anziano premio Nobel per la Letteratura.

Il giovane Camilleri consegue la maturità classica al liceo Empedocle di Agrigento nel 1943 senza sostenere l'esame finale poichè le scuole erano state chiuse in vista dell'imminente sbarco delle forze alleate e si era deciso di considerare valido il secondo scrutinio trimestrale.

Già nel 1942 inizia a lavorare come regista teatrale e sceneggiatore. Dopo aver conseguito il diploma si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia ma non consegue la laurea.

Conclude invece gli studi nel 1952 presso l'accademia di Arte Drammatica Silvio d'Amico, alla quale viene ammesso come unico allievo regista nel 1949.

Da allora ha firmato la regia di più di cento opere televisive ma soprattutto teatrali, tra cui la prima rappresentazione di un'opera di Beckett in Italia (Finale di partita nel 1958).

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Nel 1957 entra alla RAI e si sposa con Rosetta Dello Siesto dalla quale ha tre figlie. Insegna al Centro sperimentale di cinematografia negli anni 60 ed dal 1977 al 1997 è titolare della cattedra di Regia all'accademia di Arte Drammatica Silvio d'Amico, dove ha come allievi nel corso della sua carriera grandi nomi del cinema italiano come Luigi Locascio, Luca Zingaretti, Fabrizio Gifuni, Emma Dante.

La carriera di scrittore di Andrea Camilleri, che inizia nel 1978 con il romanzo “Il corso delle cose”, si può dividere in due filoni:

A) I Romanzi tra i quali ricordiamo: “Il corso delle cose” (1978), “Un filo di fumo” (1980, romanzo storico), “La stagione della caccia” (1992), “Il birraio di Preston” (1995), “La concessione del telefono” (1998),

B) La “Serie del Commissario Montalbano” della quale ricordiamo i titoli “La forma dell'acqua” (1994), “Il cane di terracotta” (1996), “La voce del violino” (1997), “Acqua in bocca” (2010, con Carlo Lucarelli), “La piramide di fango” (2014).

Autore estremamente prolifico, ha scritto un'ottantina tra romanzi gialli, storici e svariati lavori di narrativa e non, quasi tutti con protagonista la sua Sicilia.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''LA PRESA DI MACALLÉ'': Indice dell'Analisi del Libro ''La presa di Macallé''

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Michilino ha sei anni ed è figlio del camerata Giugiù. È un Figlio della Lupa e a scuola impara ad essere un fascista perfetto e in chiesa ad essere un perfetto cristiano in salsa fascista. Impara che i neri che vivono in Africa sono in tutto e per tutto inferiori a lui, non solo per il colore della loro pelle ma anche perché non conoscono la dottrina fascista e quella cattolica.

Bisogna assolutamente civilizzarli o ucciderli. Tale è l’odio per i neri che Michilino danneggia la statua di San Calogero, il santo nero veneratissimo a Vigata, perché è convinto che sia un abissino travestito da santo.

 Un bel giorno qualcosa negli equilibri familiari cambia. Il padre di Michelino infatti se l’è spassata con la cameriera di sedici anni, e la madre di Michelino non la prende tanto bene. La madre si trasferisce momentaneamente dai nonni, il padre parte per qualche giorno, e Michilino va a stare dagli zii.

La cosa gli fa piacere perché vuole molto bene alla cugina di sedici anni, Marietta, ed è felice di stare con lei. Nelle notti in cui dormono nello stesso lettino Marietta scopre che il cuginetto è dotato di un pene dalle dimensioni considerevoli, tali che non ne ha visto di simili neanche tra gli adulti. Questo la rende irrequieta e la fa pensare al suo fidanzato Balduccio che è lontano per la guerra. .

 I genitori di Michelino fanno pace e il bambino torna a casa, ricevendo in regalo dal papà una baionetta dalla punta smussata che presto Michilino affila, cominciando ad infilzare animali vari immaginando che siano abissini. La frequentazione della chiesa e dei Figli della Lupa porta il bambino a un invasamento provocato dalle dottrine che gli vengono inculcate. 

Michilino finisce in classe col figlio di un sarto comunista, e scopre così che i comunisti sono peggio degli abissini, perché sembrano uguali alle persone perbene ma odiano Gesù e Mussolini. Nel frattempo Michilino viene ritirato da scuola e prende lezioni private dal professor Gorgerino, per poter fare direttamente l’esame di ammissione alla quarta ginnasio.

Anche il professore nota le notevoli dimensioni dell’allievo, e non manca di saggiarle con mano. Durante la prima adunata della sua vita, quella in cui ascolta il discorso del Duce che dichiara guerra all’Abissinia, Michilino ha la sua prima erezione provocata dalla voce di Mussolini.

 L’educazione di Michelino prosegue mentre il professore si approfitta sempre più di lui e anche un’amica della madre, la signora Clementina, vorrebbe approfittare delle grazie del bambino. Arriva il giorno in cui i fascisti prendono la città abissina di Macallè e il fidanzato di Marietta cade in battaglia. Il padre di Michelino scopre il modo in cui il professore festeggia le vittorie fasciste col bambino e provvede a dargli una lezione a suon di pugni e calci, intimandogli di lasciare il paese al più presto. 

Michelino ora è un Balilla, e con gli altri suoi compagnetti partecipa alla ricostruzione della battaglia appena vinta. Galvanizzato dalla violenza istituzionalizzata del fascismo il piccolo comincia a commettere atti sempre più violenti e terribili per punire i comunisti e quelli che hanno peccato, fino alla tragica conclusione della vicenda. 

 

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ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''LA PRESA DI MACALLÉ'': Indice dell'Analisi del Libro ''La presa di Macallé''

- Michele Sterlini, detto Michilinu: bambino di circa sei anni all’inizio della vicenda, è innocente e interpreta coi suoi occhi di bambino i misteri del mondo degli adulti. È molto affezionato alla cugina Marietta. Essendo circondato da fascisti presto viene instradato ad essere un perfetto Figlio della Lupa prima e Balilla poi. È orgoglioso del ruolo politico del padre e fa qualsiasi cosa che a parer suo possa far felici Gesù e Mussolini.

- Gerlando Sterlini, detto Giugiù: fascista della prima ora, viene nominato nel 1935 segretario politico per la città di Vigata. Si gloria di essere un vero maschio fascista correndo dietro a diverse donne oltre che alla propria legittima consorte .

- Marietta: cugina di Michilinu, ha sedici anni ed è ormai una donna, sia nelle forme che nella malizia. Anche lei, come tutti gli adulti che circondano Michilunu, si approfitta dell’innocenza del piccolo.

- Professor Gorgerino: insegnante, fa lezioni private con quello che chiama il metodo spartano, che non consiste in altro che nella sodomizzazione dei suoi allievi.

- Padre Borruano: uomo di circa quarant’anni, insegna ai ragazzi il catechismo e concede confessioni private molto particolari alle madri.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''LA PRESA DI MACALLÉ'': Indice dell'Analisi del Libro ''La presa di Macallé''

La vicenda è ambientata nella cittadina immaginaria di Vigata, nella parte sud occidentale della Sicilia. Siamo abituati a muoverci nella Vigata contemporanea dei romanzi del commissario Montalbano o in quella ottocentesca dei romanzi storici come La mossa del cavalloo Il birraio di preston.

L’ambientazione nella Vigata fascista è inconsueta e ci permette di conoscere la città in circostanze diverse dalle solite. Molti dei luoghi nominati sono i consueti, ad esempio la chiesa, ma incontriamo anche molte abitazioni private, come quella degli Sterlini, degli zii di Michelinu, del professor Gorgerino e il catojo in cui abita il sarto comunista con la sua famiglia.

I catoj sono delle abitazioni che abbiamo già incontrato nel primo romanzo di Andrea Camilleri, il corso delle cose

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''LA PRESA DI MACALLÉ'': Indice dell'Analisi del Libro ''La presa di Macallé''

La vicenda è ambientata nel 1935. Gli eventi iniziano a giugno e si protraggono nei mesi di luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre e dicembre, fino agli inizi dell’anno successivo. Ci sono vari riferimenti ad avvenimenti storici  ad esempio quello alla dichiarazione di guerra all’Abissinia il 3 ottobre 1935, alla presa di Macallè l’8 novembre 1935.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''LA PRESA DI MACALLÉ'': Indice dell'Analisi del Libro ''La presa di Macallé''

Il linguaggio in questo romanzo è come sempre vario e ricco di dialettalismi. Possiamo dire che è proprio la dimensione dialettale che prevale. I genitori di Michilinu tra loro parlano sempre in siciliano stretto, e altrettanto fanno Michelinu e Marietta. Il professor Gorgerino parla una lingua più vicina all'attuale italiano regionale siciliano.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''LA PRESA DI MACALLÉ'': Indice dell'Analisi del Libro ''La presa di Macallé''

Il narratore è esterno alla storia (eterodiegetico), ci racconta i fatti ma soprattutto i pensieri del protagonista, introducendoci nel suo mondo fatto di deliri religiosi e patriottici. Non conosciamo bene i pensieri degli altri personaggi, anche se qualche incursione avviene ad esempio nei pensieri di Marietta.

 

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TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''LA PRESA DI MACALLÉ'': Indice dell'Analisi del Libro ''La presa di Macallé''

Le tematiche affrontate in questo libro sono molteplici. Si parla di un momento storico vissuto in prima persona dall’autore, che nel 1935 aveva dieci anni. Il fascismo e i danni di un’ideologia di esaltazione della violenza e della forza della sopraffazione sono i primi temi che saltano all’occhio e pervadono la struttura del romanzo. 

Un altro tema fondamentale è l’atteggiamento del mondo degli adulti nei confronti del piccolo Michilinu. C’è chi si approfitta di lui fisicamente venendo a scoprire quanto il bambino sia dotato, chi lo usa per ingraziarsi il padre che occupa un importante posizione politica, chi per entrare nelle grazie della madre.

Nessuno sembra interessarsi alla miriade di domande e di dubbi che il bambino sviluppa, tesi come sono a fargli assorbire il più possibile dell’ideologia fascista e del catechismo. Il piccolo trova dentro di sé le risposte, che per la maggior parte sono terribili e deliranti.

Altro tema sempre legato al fascismo è quello della persecuzione politica e giudiziaria nei confronti dei non allineati. Il padre di Alfio Maraventano, compagno di classe di Michilinu, entra ed esce dal carcere ma non ne vuol sapere di piegarsi al fascismo e mettere la divisa il sabato.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''LA PRESA DI MACALLÉ'': Indice dell'Analisi del Libro ''La presa di Macallé''

Gli aggettivi che mi si presentano alla mente nel pensare a questo romanzo sono splendido e terribile. Andrea Camilleri riesce a farci cogliere tutta l’assurdità al limite del parossismo dell’Italia fascista proponendoci una storia che lascia sempre senza parole.

 Michilinu subisce violenza sessuale da parte di diversi adulti, ma non è lo stupro la parte più terrificante del racconto. La parte più tremenda è il costante bombardamento dottrinario che il bambino riceve da più parti, che lo porta a compiere azioni violente e deliranti. 

Camilleri è sempre delicato e asciutto anche nella descrizione delle situazioni più crude e sordide, ma in questo caso la violenza fisica passa assolutamente in secondo piano, eclissata dalla violenza che viene compiuta sulla mente di Michilinu.

 Andrea Camilleri ha vissuto in prima persona il fascismo, e come molti bambini dell’epoca inizialmente ne ha apprezzato gli aspetti più sociali e ludici, come le adunate e i giochi sportivi, per poi rendersi conto, crescendo, della situazione in cui realmente versava l’Italia.

Consiglio a tutti di leggere questo libro, per riflettere su una storia inventata ma terribilmente verosimile, e sulla violenza che perpetriamo spesso senza accorgercene sui nostri bambini, che dovrebbero crescere il più possibile liberi da condizionamenti mentali e pregiudizi, cosa che a Michilinu è stata preclusa dalla società e dalla famiglia.

 

Carla Biolchini

+20k M.R.

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