Recensione ''La piramide di fango'' (Libro di Andrea Camilleri) - 5.0 out of 5 based on 1 vote

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''La piramide di fango''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “La piramide di fango”.
  • Titolo originale: "La piramide di fango".
  • Autore: Andrea Camilleri; 
  • Nazionalità Autore: Italiana; 
  • Data di Pubblicazione: 2014; 
  • Editore: Sellerio Editore Palermo (collana ''La memoria''); 
  • Genere: Giallo; 
  • Pagine: 261p., brossura; 
  • Voto del Pubblico (IBS): 4,59 su 5

 

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BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''LA PIRAMIDE DI FANGO'': 

Andrea Camilleri nasce a Porto Empedocle (AG) il 06 settembre del 1925, figlio di Carmelina Fragapane e Giuseppe Camilleri.

Nel docufilm del 2014 “Il maestro senza regole” Camilleri rivela che sua nonna Carolina e Luigi Pirandello erano cugini di primo grado e racconta il buffo incontro che egli ebbe da bambino con l'anziano premio Nobel per la Letteratura.

Il giovane Camilleri consegue la maturità classica al liceo Empedocle di Agrigento nel 1943 senza sostenere l'esame finale poichè le scuole erano state chiuse in vista dell'imminente sbarco delle forze alleate e si era deciso di considerare valido il secondo scrutinio trimestrale.

Già nel 1942 inizia a lavorare come regista teatrale e sceneggiatore. Dopo aver conseguito il diploma si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia ma non consegue la laurea.

Conclude invece gli studi nel 1952 presso l'accademia di Arte Drammatica Silvio d'Amico, alla quale viene ammesso come unico allievo regista nel 1949.

Da allora ha firmato la regia di più di cento opere televisive ma soprattutto teatrali, tra cui la prima rappresentazione di un'opera di Beckett in Italia (Finale di partita nel 1958).

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Nel 1957 entra alla RAI e si sposa con Rosetta Dello Siesto dalla quale ha tre figlie. Insegna al Centro sperimentale di cinematografia negli anni 60 ed dal 1977 al 1997 è titolare della cattedra di Regia all'accademia di Arte Drammatica Silvio d'Amico, dove ha come allievi nel corso della sua carriera grandi nomi del cinema italiano come Luigi Locascio, Luca Zingaretti, Fabrizio Gifuni, Emma Dante.

La carriera di scrittore di Andrea Camilleri, che inizia nel 1978 con il romanzo “Il corso delle cose”, si può dividere in due filoni:

A) I Romanzi tra i quali ricordiamo: “Il corso delle cose” (1978), “Un filo di fumo” (1980, romanzo storico), “La stagione della caccia” (1992), “Il birraio di Preston” (1995), “La concessione del telefono” (1998),

B) La “Serie del Commissario Montalbano” della quale ricordiamo i titoli “La forma dell'acqua” (1994), “Il cane di terracotta” (1996), “La voce del violino” (1997), “Acqua in bocca” (2010, con Carlo Lucarelli), “La piramide di fango” (2014).

Autore estremamente prolifico, ha scritto un'ottantina tra romanzi gialli, storici e svariati lavori di narrativa e non, quasi tutti con protagonista la sua Sicilia.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''LA PIRAMIDE DI FANGO'': Indice dell'Analisi del Libro ''La piramide di fango''

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Sono giorni di pioggia a Vigata. Gli acquazzoni violenti e persistenti hanno trasformato il paesaggio circostante in un mare di fango in cui è difficile muoversi.

Il commissario Montalbano sta attraversando un periodo difficile. La sua fidanzata Livia non riesce a riprendersi dalla scomparsa di François, il ragazzino che avrebbe voluto adottare. La tristezza e apatia della donna rendono lo stesso commissario di umore cupo, frenando lo slancio e la passione con cui di solito svolge il suo lavoro e agitando i suoi sonni con incubi inquietanti.

Ma una nuova indagine necessita le sue attenzioni. Il cadavere di un uomo, Giugiù Nicotra, mezzo nudo, senza scarpe ma colpito alle spalle da un proiettile, è stato rinvenuto in un cantiere.

Le indagini vanno inizialmente a rilento, a causa di numerosi depistaggi, macchinazioni e false confessioni. Ma il commissario capisce subito di trovarsi di fronte ad un caso più complesso e delicato di quanto appaia, solamente la punta di un iceberg, che lo conduce nel mondo degli appalti pubblici e delle speculazioni edilizie.

Gli indizi, messi insieme uno alla volta, conducono Montalbano e i suoi collaboratori a imprenditori collusi, funzionari corrotti e società di comodo. E come sempre fondamentale l’istinto del commissario, che comprende l’indizio lasciatogli dallo stesso uomo assassinato, che si rifugia nella galleria per attirare l’attenzione degli investigatori sul cantiere.

Ancora una volta Camilleri mescola realtà e finzione, traendo spunto da vicende sempre attuali per donarci un nuovo romanzo ricco di colpi di scena e spunti di riflessione.

A colpire in questo libro è il personaggio dello stesso Montalbano.

Senza il solito slancio e la passione che lo caratterizza, senza le sue intuizioni e le decisioni spericolate, tuttavia anche in questo caso il commissario riesce a tenerci incollati alle pagine, apparendoci ancora più vero proprio perché tormentato, come un qualunque altro uomo, dalle proprie vicende personali.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''LA PIRAMIDE DI FANGO'': Indice dell'Analisi del Libro ''La piramide di fango''

Il protagonista del romanzo è il commissario Salvo Montalbano. Sin da subito il suo umore appare diverso dal solito: cupo e stranamente inquieto. Persino i suoi sogni sono angoscianti e il paesaggio circostante lo inquieta e lo mette a disagio. Vedremo in lui anche il timore di diventare vecchio e la paura per l’età che avanza.

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Nonostante il commissario continui a indagare con logica e metodo, mancano la passione e lo slancio cui Andrea Camilleri ci ha abituati nei romanzi precedenti. Sin da subito ci rendiamo conto che a incupire il commissario sono le questioni personali e, in primo luogo, la tristezza e apatia della compagna Livia.

Ai fedeli lettori di Andrea Camilleri mancherà sicuramente, in questo romanzo, la spericolatezza e lo slancio di Montalbano, decisamente sotto tono. Eppure, mentre le pagine scorrono, sono sicura che, voi come me, proverete tenerezza per questo brillante investigatore che soffre per la donna che ama e alla fine gioirete per la ripresa di Livia e, di conseguenza, per il ritorno del “nostro” commissario.

Come sempre, accanto a Montalbano, gli inseparabili Catarella, Fazio e Augello. Le gaffe di Catarella, la maniacale attenzione di Fazio per i dettagli e la solita infedeltà coniugale di Augello, non impediscono al lettore di notare che nel commissario c’è qualcosa di diverso ma rendono, come sempre, la lettura piacevole, strappandoci più di un sorriso.

Altro personaggio su cui s’incentrerà l’attenzione del lettore è Giugiù Nicotra, l’uomo assassinato, ritrovato dentro una galleria con addosso solo una canottiera e gli slip, senza neppure le scarpe. Durante le indagini scopriremo che si tratta di un bel ragazzo di trent’anni, ragioniere, sposato con una ragazza tedesca, alto, con i capelli neri e una cicatrice a forma di mezzaluna sotto l’occhio sinistro.

La sua morte aprirà le porte sul mondo della corruzione, degli appalti truccati, delle collusioni mafiose. E sarà proprio la sua scelta di andare a morire all’interno del cantiere a dare una significativa svolta alle indagini, grazie all’intuizione del commissario che comprenderà il messaggio insito in questa sua scelta.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''LA PIRAMIDE DI FANGO'': Indice dell'Analisi del Libro ''La piramide di fango''

Il romanzo è ambientato a Vigata, l’immaginaria cittadina siciliana di cui Camilleri si serve per narrare le vicende di Montalbano e numerose altre sue storie. Stavolta però le descrizioni dei paesaggi non si concentrano sul mare e la spiaggia antistante la casa del commissario, bensì sulle nuvole fitte, sul contrasto tra luci e ombre e sul fango.

Mancano i colori nelle descrizioni dell’ambiente circostante e tutto ha un brutto tono grigiastro. Il fango diventa parte integrante del paesaggio, non solamente quello dovuto alle piogge ma il fango della corruzione, delle mazzette, dei fondi neri, dei paradisi fiscali. Questo colore cupo e desolante sta a rappresentare in primo luogo l’umore del commissario ma anche la situazione in cui versa il nostro paese.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''LA PIRAMIDE DI FANGO'': Indice dell'Analisi del Libro ''La piramide di fango''

Sebbene il romanzo sia ambientato nel presente, mancano indicazioni per comprendere precisamente in quale mese dell’anno ci troviamo o quante settimane duri l’indagine. Forse, così facendo, Camilleri ha voluto rimarcare meglio l’attenzione del lettore su ciò che accade ossia “mala tempora currunt”.

Le vicende narrate (appalti truccati, speculazioni edilizie, società di comodo, collusioni mafiose e mancanza di rispetto per l’ambiente) sono tipiche dei giorni nostri e offrono all’autore un pretesto per lamentarsi di come vanno le cose nel nostro paese. La piramide di fango è infatti una metafora di ciò che la società diventa quando le coscienze tacciono.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''LA PIRAMIDE DI FANGO'': Indice dell'Analisi del Libro ''La piramide di fango''

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Lo stile utilizzato da Andrea Camilleri è un mix d’italiano e dialetto siciliano. I termini dialettali danno maggiore risalto alla narrazione ma, come sempre, sono utilizzati in maniera tale da permettere anche a un non-siciliano di comprendere ciò che si legge.

Tra i personaggi ricordiamo che Catarella si esprime in una lingua molto singolare, un miscuglio di termini formali, linguaggio popolare e dialetti.

Questo mix crea incomprensioni ma allo stesso tempo situazioni decisamente comiche. Rispetto ai monologhi in cui il narratore descrive le situazioni o i paesaggi, in questo romanzo vi è una prevalenza di discorso diretto, mediante il quale i personaggi si scambiano informazioni o fanno supposizioni sulle indagini, permettendo al lettore di ben comprendere gli sviluppi della vicenda.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''LA PIRAMIDE DI FANGO'': Indice dell'Analisi del Libro ''La piramide di fango''

Il narratore è esterno alla vicenda e racconta lo sviluppo degli avvenimenti guardandoli dall’esterno, come uno spettatore. Egli segue lo sviluppo delle indagini, dando risalto all’umore dei protagonisti, rivelando attraverso la descrizione dei loro atteggiamenti anche i pensieri più intimi. La narrazione è scorrevole al punto da dare l’impressione al lettore di trovarsi a Vigata e di svolgere in prima persona le indagini.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''LA PIRAMIDE DI FANGO'': Indice dell'Analisi del Libro ''La piramide di fango''

Numerosi e importanti sono i temi affrontati da Andrea Camilleri in questo romanzo. Traendo spunto dalla realtà, lo scrittore crea un’opera di fantasia in cui si può facilmente riconoscere uno spaccato della società in cui viviamo. Già dalle prime pagine, descrivendo le piogge torrenziali che devastano il territorio, lo scrittore sottolinea l’importanza di occuparsi dello stesso e di non aggredirlo.

Mentre le indagini procedono ci troviamo invece a leggere di temi come l’uso di materiale scadente nella costruzione degli edifici (come non ricordare la scuola crollata all’Aquila e i ragazzi morti in quell’occasione), di appalti truccati, di società di comodo, di complicità politiche. E ancora ci troviamo di fronte a numerose macchinazioni, false testimonianze e sotterfugi, per far passare un delitto di mafia per una questione d’onore.

Lo scrittore punta l’attenzione su un’Italia alla deriva, dove il malcostume impera e le famiglie mafiose continuano ad avere un potere immenso. In maniera lucida e amara Camilleri intreccia realtà e finzione, sottolineando ciò che la società diventa quando la coscienza tace. Per fortuna, a ridarci speranza, ancora una volta il nostro commissario e i suoi fidati collaboratori, espressione di una fetta di Italia che ancora crede nella giustizia e non ha nessuna intenzione di tacere e di farsi sovrastare dalla piramide di fango.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''LA PIRAMIDE DI FANGO'': Indice dell'Analisi del Libro ''La piramide di fango''

Andrea Camilleri è uno dei miei scrittori preferiti.

Mi piace il suo modus operandi, il suo stile logico ma intrigante, i suoi personaggi pieni di sfaccettature e la musicalità del linguaggio che adopera.

Tra i suoi libri quelli che vedono come protagonista il commissario Montalbano sono in assoluto i miei preferiti.

Se avete già letto la mia recensione di “Acqua in bocca”, il romanzo scritto insieme a Carlo Lucarelli, già solo leggendo le mie parole vi renderete conto che stavolta c’è qualcosa di diverso.

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Il commissario è decisamente sotto tono. Manca la sua simpatia, la sua passionalità, mancano i diverbi con la compagna Livia, mancano le sue intuizioni e lo slancio con cui affronta le indagini.

Stavolta Montalbano è un uomo come tanti. Le vicende personali lo gettano nello sconforto e tutta la sua vita, lavoro compreso, ne risente. Come non capirlo? Abbiamo di fronte un uomo, non un supereroe e questo lo rende ai nostri occhi ancora più simpatico.

Nonostante questo aspetto gli ingredienti tipici di Andrea Camilleri ci sono tutti. La vicenda è interessante, a maggior ragione per i molteplici seppur velati riferimenti alla realtà odierna. Le indagini si svolgono in maniera logica, permettendo al lettore di seguirne lo sviluppo e di sentirsi parte integrante della vicenda. La lettura è scorrevole .

In definita anche questo è a mio avviso un romanzo godibilissimo, da leggere tutto d’un fiato, perché è impossibile non aver voglia di sapere come andrà a finire.

 

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