Recensione ''Le notti bianche'' (Libro di Fëdor Michajlovič Dostoevskij) - 4.5 out of 5 based on 11 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Le notti bianche''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Le notti bianche”.
  • Titolo originale: "Belye noči. Sentimental'nyj roman".
  • Autore: Fëdor Michajlovič Dostoevskij;
  • Nazionalità Autore: Russa;
  • Data di Pubblicazione: per la prima volta in Russia nel 1848 e per la prima volta in Italia nel 1920; 
  • Editore: Mondadori (Collana Oscar Classici);
  • Genere: Romanzo;
  • Pagine: 105 p., copertina flessibile; 
  • Voto del Pubblico (IBS): 4,41 su 5

 

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BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''LE NOTTI BIANCHE'': 

Il 30 marzo 1821 nasce a Mosca lo scrittore e filosofo russo Fëdor Michajlovič Dostoevskij. Coi suoi sei fratelli, trascorre l’infanzia in uno dei quartieri più squallidi della sua città natale, ma all'età di undici la famiglia si trasferisce a Daravoe. Tre anni dopo torna a Mosca col fratello maggiore per terminare gli studi.

Nel 1837 muore la madre e con la sua scomparsa tutta la famiglia si divide. Dostoevskij e suo fratello si trasferiscono a Pietroburgo per studiare ingegneria militare (l'autrice si riserva di utilizzare Pietroburgo come toponimo per restare fedele al testo recensito anche se è col referendum del 1991 che il toponimo originale di San Pietroburgo è stato ripristinato). La sua vera vocazione però è e resta nascostamente quella letteraria. Nel 1839 il padre alcolista viene ucciso e ciò gli provoca il primo attacco di epilessia.

Nel 1843 Dostoevskij conclude gli studi e, promosso ufficiale, inizia a lavorare come cartografo. È in quel periodo che inizia la sua passione per il gioco. L'anno successivo abbandona la carriera militare per dedicarsi, con molte difficoltà, alla scrittura.

Nel 1846 esce ''Povera gente'', il suo primo racconto. Negli anni successivi, tra il 1846 e il 1848, pubblica ''Il sosia''e altri vari racconti quali ''Un cuore debole, Il marito geloso, Le notti bianche''.

Nell'aprile 1849 Dostoevskij viene arrestato per aver fatto parte di una società segreta sostenente un tipo di socialismo utopistico. Nel novembre dello stesso anno viene condannato a morte per poi essere graziato dallo Zar Nicola I solo pochi minuti prima della sua esecuzione. Questi saranno i minuti più lunghi e determinanti della sua vita. La pena capitale viene tramutata in una condanna ai lavori forzati a tempo indeterminato. Sconta i primi quattro anni nella fredda e inospitale Siberia per poi essere trasferito per buona condotta a fare il soldato semplice in una città vicina al confine cinese. Ricomincia a leggere, Dumas e Kant, conosce Marijia Dmitrevna Isaeva, sua futura moglie.

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Nel 1859 viene congedato dall'esercito e può rientrare in Russia presso Tver'. Negli anni successivi riedita i suoi libri, ne pubblica di nuovi e fonda col fratello una rivista di letteratura, filosofia e economia poi fatta chiudere nel 1863, nella quale pubblica anche alcune delle sue opere. Nell'aprile del 1864 muore la moglie, nel luglio seguente il fratello lasciandogli sulle spalle grossi debiti da pagare. Esce ''Memorie dal sottosuolo''. L'anno seguente compie un viaggio in Europa e, nella speranza di risolvere le difficoltà finanziarie, si dedica al gioco peggiorando ulteriormente la situazione. Nel 1866 inizia a pubblicare a puntate il suo tuttora famosissimo romanzo ''Delitto e castigo'', conosce Anna Grigor'evna Snitkina, una giovane stenografa. L'anno successivo i due si sposano a Pietroburgo e partono in un viaggio in Europa, e a Firenze Dostoevskij inizia a scrivere ''L'idiota''.

Nel 1868 nasce la sua prima figlia che li lascia prematuramente dopo soli tre mesi. L'anno seguente arriva la seconda figlia. Esce ''Il giocatore, L'idiota, L'eterno marito''. Nel 1870 rinuncia definitivamente al vizio del gioco e grazie a una più florida situazione economica e, dopo esser riuscito a saldare tutti i debiti, fa ritorno a Pietroburgo. L'anno successivo nasce il primo figlio maschio e pubblica i ''Demoni''. Inizia poi una collaborazione con un giornale, Il Cittadino, di cui cura la rubrica ''Diario di uno scrittore'', che in seguito pubblicherà come raccolta di saggi.

Nel 1875 gli nasce il secondo figlio maschio che però li lascerà all'età di tre anni a causa di un attacco epilettico. Continua a scrivere e pubblicare libri e inizia a scrivere ''Fratelli Karamàzov''. Nel 1879 parte per Ems per curare la tubercolosi. I medici che lo hanno in cura gli diagnosticano invece un grave enfisema polmonare. L'anno dopo la moglie, nell'intento di vendere direttamente le opere del marito, fonda una casa editrice che persegue un grande successo economico. Nello stesso anno l'autore russo pronuncia pubblicamente un discorso composto per l'importante intellettuale Aleksandr Puškin, discorso per il quale riscuote un grande successo. Questa sarà anche la sua ultima apparizione pubblica.

A causa dell'aggravarsi della sua salute, Dostoevskij muore improvvisamente nella sua abitazione il 28 gennaio del 1881. In quello stesso appartamento in Pietroburgo si trova ancora oggi il Museo letterario memoriale dedicato in suo onore. A Dostoevskij è inoltre dedicato un cratere di Mercurio. Tante ancora sono le opere non citate come tante sono inoltre le sue opere trasformate in pellicole cinematografiche di grande fama mondiale.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''LE NOTTI BIANCHE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Le notti bianche''

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È primavera a Pietroburgo: una stagione in cui il sole tramonta dopo le 22 sino ad arrivare alla mezzanotte nel mese di giugno e luglio in cui si verifica il fenomeno delle cosiddette “notti bianche” (periodo in cui il sole sorge verso le 3-4 di notte e tramonta solo dopo la mezzanotte).

Un giovane ripensa alla sua vita mentre vaga per le vie della città in cui vive ormai da ben otto anni. Egli riflette sul come la città si stia trasformando e di come sempre più i suoi abitanti si trasferiscano in campagna, nelle loro dacie (abitazioni tipiche di campagna in genere usate per passarvi le vacanze o per darle in affitto).

''Pietroburgo dava l'impressione di trasformarsi in un deserto, da provare alla fine un senso di vergogna, di offesa e di tristezza...'' e tutti si trasferivano come se volessero scappare via non solo dalla città, ma anche da lui. Il giovane osserva tutto e descrive continuamente coloro che in questa città ha imparato a conoscere indirettamente per abitudine. Ma non solo le persone, egli si sofferma anche nella descrizione degli edifici, e in particolare delle case che ritrova nelle sue lunghe passeggiate e con le quali, addirittura, instaura delle intime amicizie e un dialogo immaginario. A un tratto però ''l'avventura più inaspettata'' si presenta al suo cospetto.

Sulla ringhiera di un canale sta appoggiata una giovane donna. Piange, singhiozza e poi si allontana appena si accorge della sua presenza. Da quel momento hanno inizio ''Le notti bianche''. Lei in difficoltà per una questione sentimentale legata al giovane inquilino che alloggiava nel mezzanino della casa della nonna, lui l'unico in grado in quel momento di poterle dare consiglio e un aiuto concreto. Un susseguirsi dialogato di vite e di emozioni.

Un raccontarsi alternato di esperienze e confidenze in un crescendo d'intimità che però non si deve e non si vuole trasformare in qualcosa di più profondo. Un conoscersi e riconoscersi come fosse la cosa più naturale del mondo.

''Io vi conosco così bene, come se fossimo amici da vent'anni...'', confida con spontaneità la ragazza. Una serie di notti che si succedono una dopo l'altra e nelle quali vari e repentini sono gli scenari che si creano e si prospettano sino ad arrivare a mete mai sperate – ma sicuramente sognate – e che segneranno profondamente i due giovani nelle loro speranze e nei loro sentimenti.

''Ecco, vedete: domani non potrò non venire qui. Io sono un sognatore; ho vissuto così poco la vita reale che attimi come questi non posso ripeterli nei sogni''.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''LE NOTTI BIANCHE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Le notti bianche''

In questo romanzo di Dostoevskij vi sono due personaggi: il giovane (di cui non è noto il nome) e Nasten'ka. Gli altri personaggi, vere e proprie comparse, sono Matrëna, la nonna di Nasten'ka, i due inquilini del mezzanino della nonna e Fëkla.

Il giovane, protagonista de ''Le notti bianche'', viene descritto attraverso una presentazione indiretta: la sua conoscenza si trae dalle sue azioni e dalle sue parole. E mentre sono pressoché inesistenti i dati anagrafici e fisici (sappiamo che ha 26 anni, che possiede 1200 rubli e percepisce uno stipendio ma non è indicato per quale professione), molto più approfonditi sono i suoi aspetti psicologici. Egli si definisce ''un tipo'', un originale che però ''è un uomo ridicolo'' , ma in particolare egli è un sognatore. Ma è anche un ragazzo per bene (dice di non aver mai conosciuto veramente una donna), educato, timido, premuroso e molto, molto “romantico”.

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Nasten'ka è una giovanissima ragazza di diciassette anni. Il giovane ce la descrive bruna dalle ciglia nere, con indosso ''un capellino giallo molto grazioso e una mantellina nera civettuola''. Orfana sin dalla tenera età di entrambi i genitori, vive con la nonna che – per via di una sua birichinata adolescenziale – la tiene letteralmente “attaccata” alla sua gonna tramite uno spillo. È una ragazza semplice e con una formazione altrettanto semplice (ha smesso di studiare a quindici anni) e, nonostante la giovane età e forse per la cultura di allora, sogna l'amore che le permetterà di sistemarsi per tutta la vita. È anch'essa una sognatrice ed è sognando che passa le sue giornate quando non cuce o legge libri a voce alta per la nonna cieca.

La nonna di Nasten'ka è colei che si è presa cura della ragazza dopo la morte dei genitori. È un'anziana non vedente molto severa e assai preoccupata per la sorte della nipote che sorveglia fisicamente mediante uno spillo che la tiene unita alla sua gonna. La nonna altro non desidera che la sua sistemazione sociale. Darla in sposa senza che lei si possa “compromettere” è la sua più grande preoccupazione.

Primo inquilino: “un vecchio rinsecchito, muto cieco e zoppo”. Secondo inquilino: un giovane forestiero e di piacevole aspetto che dimostra il suo interesse per la giovane Nasten'ka portandole da leggere dei libri di Walter Scott e accompagnandola con la nonna a teatro per vedere un'opera lirica di Rossini. Un giovane povero e senza un impiego decente che, conclusi gli affari a Pietroburgo, si ritrova costretto a tornare per un anno a Mosca ma non prima di aver promesso alla ragazza di ritornare. Egli è, infatti, il soggetto della questione sentimentale per la quale chiede aiuto al giovane protagonista. Matrëna, la governante del giovane è descritta come una donna robusta, rugosa e ingobbita, “meditabonda e eternamente triste” e con un solo un difetto: non ha un minimo di immaginazione... Fëkla è la domestica sorda di Nasten'ka e di sua nonna.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''LE NOTTI BIANCHE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Le notti bianche''

Luogo principale in cui si svolge la narrazione è la città russa di Pietroburgo. Il giovane ci offre una minuziosa descrizione nei suoi monologhi rivolti al “gentile lettore”. Strade, vie, edifici, canali. Ma soprattutto case nei loro diversi colori e nelle loro varie forme. Una città che in primavera cambia per via dell'effimero mutamento che avviene nei suoi abitanti che tendono a spostarsi verso le case di campagna. Poi vi è la descrizione della sua di casa, situata nella parte più lontana dal centro della città, ''presso il ponte N..., in casa Barannikov''.

Una casa grande in affitto con una stanza dalle ''pareti verdi, annerite dal fumo'' e con un cantuccio appartato in cui egli suole appartarsi per poter meglio sognare indisturbato. Una stanza in cui le ragnatele pendono dal soffitto per via dell'incuria di Matrëna, ma che è comunque il suo rifugio quotidiano da alternare alle sue lunghe passeggiate notturne.

La casa della nonna in cui vive Nasten'ka è vecchia come la proprietaria, è fatta interamente di legno con tre sole finestre e in alto vi si trova un mezzanino destinato all'affitto.

I dialoghi tra i due personaggi de ''Le notti bianche'' avvengono invece sempre nello stesso luogo in cui si sono dati appuntamento durante il loro primo incontro, sul parapetto del lungofiume della città e spesso seduti su una panchina lì accanto.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''LE NOTTI BIANCHE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Le notti bianche''

Come desumibile dall'indice del libro, ''Le notti bianche'' hanno svolgimento in un arco temporale brevissimo: quattro notti e un mattino. Nel primo capitolo però il giovane inizia a parlare dei giorni precedenti alla prima notte, perciò il tempo cronologico totale può riassumersi in circa una settimana.

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Il periodo stagionale è la primavera e dal dialogo che intercorre con Nasten'ka, quando racconta delle sue vicende personali, si appura che ci si trova nel mese di maggio. In ogni caso, essendo quello un periodo primaverile particolare per la città di Pietroburgo, in cui il sole tramonta solo dopo le 10 di sera ed essendo quello l'orario fissato per i loro appuntamenti, è presumibile che gli incontri con la giovanissima ragazza si tengano durante il crepuscolo, cioè prima che inizi la notte vera e propria.

Solo nel capitolo finale il racconto si colloca in un mattino.

Il tempo era brutto. Cadeva la pioggia, battendo mestamente sui vetri della finestra; nella mia piccola stanza regnava il buio, e anche fuori faceva buio”.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''LE NOTTI BIANCHE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Le notti bianche''

''Le notti bianche'' sono caratterizzate da un linguaggio molto ricercato, decisamente aulico. La narrazione, per certi tratti lirica, rispecchia con significanti appropriati il significato contenuto. Le sequenze narrative del romanzo sono varie: da quelle prettamente narrative e descrittive a quelle dialogiche e riflessive.

La sintassi è caratterizzata da frasi brevi, il registro è formale e il lessico utilizzato è perciò molto ricco e – spesso – dai toni altamente lirici. Inoltre, nella traduzione in italiano, sono state conservate alcuni termini in lingua originale.

Un particolare espressivo è dato dall'utilizzo frequente (da parte di entrambi i giovani e in particolare nella prima parte del romanzo) del termine “quasi” come se il significato “approssimativo” di questo avverbio potesse rendere la dimensione reale non pienamente realistica e la si potesse in tal modo avvicinare a quella “fantastica” del sogno.

Mentre appare evidente – paradossalmente – come il ripetere in modo reiterato il nome della ragazza nel corso dei suoi dialoghi serva al giovane a renderla più vera e reale allontanandola, questa volta, dall'astrattezza e impalpabilità del suo perenne sognare.

I due dialoganti utilizzano il “voi”, ma non per questo il contenuto perde il suo romanticismo.

Anzi, l'effetto risulta proprio quello di accrescerlo e trasportare il lettore in quella lontana dimensione.

Il testo è strutturato in 6 capitoli in cui non vi sono paragrafi e sottoparagrafi. I ritmi narrativi sono, infatti, spezzati da semplici rientri del capoverso.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''LE NOTTI BIANCHE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Le notti bianche''

Nel romanzo ''Le notti bianche'' Dostoevskij utilizza il tipo di narratore interno. Un “io narrante” che assume totalmente il punto di vista del giovane attraverso la cosiddetta focalizzazione interna. Si ha perciò una narrazione in prima persona con l'utilizzo del discorso diretto legato che permette di far emergere gli aspetti caratteriali dei due personaggi.

Egli si rivolge direttamente al lettore appellandolo con la formula “gentile lettore” creando un effetto di grande coinvolgimento. Questo l'incipit del romanzo:

''Era una notte incantevole, di quelle notti che succedono solo se si è giovani, gentile lettore''.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''LE NOTTI BIANCHE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Le notti bianche''

Diverse le tematiche trattate ne ''Le notti bianche'': l'abbandono, il sogno, l'amore.

L'abbandono è la sensazione di cui il giovane parla all'inizio del romanzo quando gli abitanti della città, in primavera, si spostano verso le loro dacie.

Egli conosce tutti ma nessuno personalmente, non ha rapporti di nessun tipo con queste persone, ma dipende dalla loro quotidiana presenza. L'esterno fa parte della sua vita e il cambiamento delle abitudini di chi egli osserva è vissuto come un abbandono nei suoi confronti. In un certo senso lo destabilizzano, anche se esse ne sono delle ignare “colpevoli”.

Il sogno è invece il tema centrale del romanzo. Il giovane, anche se per mezzo di un racconto in terza persona, si definisce un sognatore. ''Il sognatore, se occorre una definizione precisa, non è un uomo ma, sapete, una specie di essere neutro'' che sta in un cantuccio al riparo dalla luce del giorno, come se fosse la sua casa al pari del guscio in cui vive la tartaruga.

Nel sogno tutto si può realizzare:

''egli non desidera nulla, essendo superiore ad ogni desiderio e possedendo tutto, perché è sazio, perché lui stesso è artista della sua vita creandola ad ogni momento, a suo arbitrio''.

La vita nei sogni sembra davvero tangibile. Si crede che qualcosa di vivo stia nell'immaterialità dei sogni, ma ingannandola ''e credi involontariamente dall'esterno che una vera passione agiti la sua anima, credi che vi sia qualcosa di vivo e di tangibile in quei sogni immateriali. E quale inganno!''.

In ogni caso, il sogno è in questo romanzo “costruire” e non “distruggere” come invece ad esempio accade al giovane parigino protagonista di Un uomo che dorme che si rifugia nel mondo onirico, ovvero “sogna” per staccarsi dalla realtà nell'intento di cancellare l'inesorabile potere dello scorrere del tempo. Ne ''Le notti bianche'' il sognatore non vuole andare contro le regole precostituite di una società ma, anzi, egli nei suoi sogni soddisfa ogni suo desiderio fin quasi a non sentire più il bisogno di realizzarlo poi nella realtà. La sua diventa addirittura una visione “palpabile”. Ne ''Le notti bianche'', infatti, si sogna non per distruggere ma per costruirlo questo scorrere del tempo. Solo che quando la realtà si sovrappone ai sogni e si vive ciò che si è sempre sognato è allora che il processo diventa irreversibile e ciò che si è realizzato concretamente nella realtà non può più ripetersi nel sogno. È a quel punto che ci si rende conto che sognare è aver perduto gli anni migliori della propria esistenza, ed è per questo motivo che pensare al futuro fa paura.

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''Il futuro significa la nuova solitudine, significa ritornare a quella vita immobile e vana, e di che cosa potrò sognare, se nella realtà io sono stato tanto felice vicino a voi!''.

E qui entra in “scena” l'amore. Lui che dice di non aver mai conosciuto una donna se non qualche locandiera, lui che dice di non esser mai stato con una donna, ora che ne ha davanti a sé una vera, in carne e ossa, capisce finalmente cosa possa essere l'amore. Le emozioni non sono solo quelle scatenate dalla dimensione fantastica, sono vere e derivano dalla realtà. Tutto cambia. Come dal giorno alla notte, come dalla notte al mattino. In pochi giorni si sgretola un mondo vissuto per anni e il futuro appare all'improvviso, e la sua vecchiaia è paragonata a ''una giornata triste, piovosa, senza luce...''.

Egli si immagina invecchiato e solo.

''Un minuto intero di beatitudine! È forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?...''

 

COMMENTO DEL LIBRO ''LE NOTTI BIANCHE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Le notti bianche''

Staccarsi da una lettura così distante dai tempi attuali, non solo nel senso cronologico ma anche letterario, è assai arduo. ''Le notti bianche'' è un romanzo “veramente” sentimentale, proprio come a suo tempo lo ha definito il suo autore, Dostoevskij. Il suo primo titolo originale è, infatti, ''Le notti bianche. Romanzo sentimentale. Dai ricordi di un sognatore''.

In questo libro il tema del sogno è centrale ma importante è anche quello dell'amore. Questi due elementi sono l'uno consequenziale all'altro: l'amore è uno dei sogni ricorrenti del giovane ragazzo. Egli sogna di tutto e racconta di come col sogno si possano creare dimensioni talmente realistiche da provocare vere reazioni fisiche: il polso accelera il battito, le guance diventano rosse, sgorgano lacrime e tutta la vita si riempie di una gioia incontenibile. Insomma, come lui stesso afferma:

''...sognando creo interi romanzi''.

Dostoevskij ha la grande capacità di trasferire nel dialogo che intercorre tra i due protagonisti un condensato di emozioni. Egli li fa sentire vivi, pulsanti. Il narrare in prima persona rispecchia la necessità, tipica del suo coevo periodo storico e letterario, di evidenziare i tratti psicologici dei suoi personaggi ma ne risulta anche un effetto di pieno coinvolgimento che, in certi tratti, crea un'atmosfera addirittura struggente.

Leggere ''Le notti bianche'' è come tuffarsi in un passato sì remoto, ma anche ricco di tutto quel romanticismo, o meglio sentimentalismo, che anche se oggi può risultare apparentemente desueto, è invece molto, molto apprezzato. Lo stile e il linguaggio usato da Dostoevskij ne fanno un romanzo decisamente “romantico”, ma non per questo destinato esclusivamente agli appassionati di questo genere letterario. L'autore, infatti, nel narrare sentimenti mette in rilievo vari aspetti della sfera emotiva del giovane denotandone il percorso di crescita che in esso avviene. Un romanzo perciò sentimentale ma anche di formazione e in cui la dimensione individuale degli affetti e delle emozioni sono descritti attraverso un lessico altamente ricercato e raffinato.

Ed è la tensione amorosa avvertita nel dialogo, la passione, il dolore che traspaiono dalle parole, dai ritmi concitati delle frasi che fanno venire la voglia di sognare! Usando un suo ossimoro la sua lettura è assimilabile a ''una dolce sofferenza''. Insomma, un romanzo d'altri tempi è vero, ma anche e soprattutto per tutti i tempi. Dostoevskij è un vero artista della parola, ecco perché il giovane protagonista racconta “meravigliosamente” come fosse un libro stampato.

Gentile lettore”, ecco perché leggere ''Le notti bianche''...

 

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