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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''L'odore della notte''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “L'odore della notte”.
  • Titolo originale: "L'odore della notte".
  • Autore: Andrea Camilleri; 
  • Nazionalità Autore: Italiana; 
  • Data di Pubblicazione: 2001; 
  • Editore: Sellerio; 
  • Genere: Giallo; 
  • Pagine: 224 pagine; 
  • Voto del Pubblico (IBS): 3,96 su 5

 

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Recensione del Libro “L'odore della notte” di Andrea Camilleri del 2001, genere Giallo. Evidenzieremo il riassunto del libro “L'odore della notte”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “L'odore della notte” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''L'ODORE DELLA NOTTE'': 

Andrea Camilleri nasce a Porto Empedocle (AG) il 06 settembre del 1925, figlio di Carmelina Fragapane e Giuseppe Camilleri.

Nel docufilm del 2014 “Il maestro senza regole” Camilleri rivela che sua nonna Carolina e Luigi Pirandello erano cugini di primo grado e racconta il buffo incontro che egli ebbe da bambino con l'anziano premio Nobel per la Letteratura.

Il giovane Camilleri consegue la maturità classica al liceo Empedocle di Agrigento nel 1943 senza sostenere l'esame finale poichè le scuole erano state chiuse in vista dell'imminente sbarco delle forze alleate e si era deciso di considerare valido il secondo scrutinio trimestrale.

Già nel 1942 inizia a lavorare come regista teatrale e sceneggiatore. Dopo aver conseguito il diploma si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia ma non consegue la laurea.

Conclude invece gli studi nel 1952 presso l'accademia di Arte Drammatica Silvio d'Amico, alla quale viene ammesso come unico allievo regista nel 1949.

Da allora ha firmato la regia di più di cento opere televisive ma soprattutto teatrali, tra cui la prima rappresentazione di un'opera di Beckett in Italia (Finale di partita nel 1958).

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Nel 1957 entra alla RAI e si sposa con Rosetta Dello Siesto dalla quale ha tre figlie. Insegna al Centro sperimentale di cinematografia negli anni 60 ed dal 1977 al 1997 è titolare della cattedra di Regia all'accademia di Arte Drammatica Silvio d'Amico, dove ha come allievi nel corso della sua carriera grandi nomi del cinema italiano come Luigi Locascio, Luca Zingaretti, Fabrizio Gifuni, Emma Dante.

La carriera di scrittore di Andrea Camilleri, che inizia nel 1978 con il romanzo “Il corso delle cose”, si può dividere in due filoni:

A) I Romanzi tra i quali ricordiamo: “Il corso delle cose” (1978), “Un filo di fumo” (1980, romanzo storico), “La stagione della caccia” (1992), “Il birraio di Preston” (1995), “La concessione del telefono” (1998),

B) La “Serie del Commissario Montalbano” della quale ricordiamo i titoli “La forma dell'acqua” (1994), “Il cane di terracotta” (1996), “La voce del violino” (1997), “Acqua in bocca” (2010, con Carlo Lucarelli), “La piramide di fango” (2014).

Autore estremamente prolifico, ha scritto un'ottantina tra romanzi gialli, storici e svariati lavori di narrativa e non, quasi tutti con protagonista la sua Sicilia.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''L'ODORE DELLA NOTTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'odore della notte''

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Il ragioniere Emanuele Gargano, abile finanziere siciliano che ha a lungo lavorato a Milano, apre nella provincia di Montelusa quattro agenzie. Tutti corrono ad affidargli i propri soldi, ma dopo circa due anni il ragioniere scompare, e con lui tutti i soldi degli investitori.

Le ipotesi sulla scomparsa si sprecano, e la più accreditata vede l’immancabile intervento della mafia che evidentemente è tra i truffati. L’unica persona convinta della buona fede e dell’innocenza del ragioniere è la signorina Mariastella Cosentino, impiegata della filiale di Vigata, profondamente innamorata del suo principale.

Nello scherno generale la signorina Cosentino continua ad andare, unica tra gli impiegati, a lavoro, convinta che prima o poi il ragioniere possa ritornare.

  Un ottantenne raggirato dal ragioniere, esasperato, prende in ostaggio la signorina Cosentino per avere i propri soldi indietro. Il pericolo viene sventato grazie alla presenza di spirito del commissario Montalbano, che non ha seguito le indagini sulla scomparsa del ragioniere.

Qualcosa nella storia secondo lui non quadra. Mentre cerca di scoprire qualcosa di più parlando coi dipendenti ormai disoccupati viene a scoprire che anche un altro impiegato del ragionier Gargano è sparito nel nulla, più o meno in concomitanza con la scomparsa del ragioniere. Montalbano, che non crede alle coincidenze, continua a indagare, anche se non autorizzato dal Questore, scoprendo che il ragioniere e il giovane e ambizioso Giacomo Pellegrino, suo dipendente, avevano intrecciato una relazione amorosa. Il giovane Pellegrino si stava facendo costruire una villetta a Marinella, e durante i lavori era stato abbattuto il secolare ulivo saraceno amico delle soste meditative del commissario. Montalbano si vendicherà dell’abbattimento con un comportamento non proprio degno di un tutore della legge. Ma la costruzione della villetta apre un inquietante interrogativo nella mente del commissario: può un uomo che si sta facendo costruire una bellissima casa in riva al mare, certamente molto dispendiosa, abbandonare tutto di propria volontà? E la signorina Mariastella è solo una povera donna sola e senza affetti o nasconde qualche segreto più inquietante?

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''L'ODORE DELLA NOTTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'odore della notte''

- Salvo Montalbano: commissario nel commissariato di Pubblica Sicurezza di Vigata, ama la propria solitaria routine ma non per questo si chiude in casa escludendo il mondo.

È un uomo di legge ma spesso sente che la legge non coincide con ciò che è giusto e cerca di riportare legge e giustizia nello stesso alveo, provando di volta in volta disgusto per i potenti e compassione e comprensione per i poveracci provati dalle sventure e dalle ingiustizie senza cadere in sentimentalismi, agendo con buon cuore e equilibrio. È un cacciatore solitario che nelle indagini vuol prendere le decisioni e ha bisogno del controllo affinchè i suoi ragionamenti vadano nel verso giusto ma non potrebbe fare a meno dell'apporto intellettivo e fisico dei suoi uomini.

Fin dalle prime pagine Montalbano ci appare ricco di contraddizioni e sfaccettature, che lo rendono un personaggio vero e credibile. Appassionatissimo buongustaio ci allieta con le descrizioni di piatti della tradizione sicula quasi sempre a base di pesce, alternando i pasti consumati alla trattoria di Calogero a quelli che si gode nella solitudine della sua verandina meravigliandosi della fantasia e delle eccellenti doti culinarie della domestica Adelina.

L'altra sua grande passione sono i libri, specialmente i gialli, che spesso gli fanno venire in mente idee risolutive per i casi che segue.

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È meteoropatico, quindi nei giorni in cui il tempo è brutto i suoi uomini sanno che non bisogna contraddirlo. Ha un particolare intuito da sbirro che gli fa capire cosa non quadra e cogliere ogni minimo indizio.

- Domenico Augello detto Mimì: vice commissario, più giovane di Montalbano, ama le belle donne e non si lascia scappare occasione per corteggiarle. È un bravo poliziotto che spesso deve mettersi in ombra per non urtare la suscettibilità di Montalbano in materia.

- Livia Burlando: storica fidanzata di Montalbano, abita a Boccadasse, Genova. Ogni volta che il suo lavoro e quello del commissario lo permettono vola a Vigata per passare qualche giorno col suo uomo e puntualmente viene trascurata a favore delle indagini. Quando la coppia è divisa sono praticamente all'ordine del giorno le litigate durante le telefonate serali, che spesso si scatenano a causa di un malinteso. Livia a volte risulta pesante e aggressiva, forse in reazione ad un certo egoismo di Salvo. Nonostante i battibecchi capiamo che i due si amano molto.

- Giuseppe Fazio: quasi coetaneo del commissario, l'ispettore è dotato di buon fiuto e di una profonda conoscenza di Vigata e dei suoi abitanti. Inoltre è affetto da quello che Montalbano definisce complesso dell'anagrafe ed è in grado di snocciolare i dati anagrafici di tuttie le persone coinvolte in un'indagine.

- Nicolò Zito: grande amico di Montalbano, rosso di pelo e di pensiero, è un giornalista di una tv locale, onesto e che cerca sempre di dare le notizie in modo veritiero anche se sono scomode. Il commissario spesso si avvale della sua collaborazione quando deve portare a conoscenza del pubblico certi particolari per avere informazioni utili alle indagini.

- Agatino Catarella: compare per la prima volta nel romanzo Il cane di terracotta l'agente che si occupa del centralino del commissariato.“lento a capire, lento ad agire”, Catarella parla in un italiano pittoresco e ricco di strafalcioni, non capisce mai bene i nomi e li riferisce al commissario totalmente cambiati. -Ingrid Sjöstrom: sposata con Giacomo Cardamone, figlio di un importante uomo politico, è una svedese bellissima e disinibita, cosa che crea scandalo nella chiusa provincia siciliana.

Nel suo paese era meccanico e partecipava come pilota alle corse automobilistiche. Per la sua franchezza e per il suo modo di fare inconsueto risulta subito simpatica a Montalbano, col quale stringerà una profonda amicizia. Riesce spesso ad aiutare il commissario condividendo con lui la sua conoscenza dei segreti e degli interessi delle persone che conosce, spesso coinvolte nei casi di cui si occupa Montalbano. Il suo contributo in questa indagine e in altre risulta decisivo.

- Beatrice Di Leo: studentessa di Lettere e Filosofia all'Università di Palermo, fa la rappresentante di batterie di pentole durante i viaggi organizzati per gli anziani. Bellissima, con grandi occhi celesti e capelli biondi, è molto intelligente e condivide con Montalbano l'avversione per le chiacchiere durante i pasti. A Montalbano fa subito simpatia e conquista anche Mimì Augello che se ne innamora, ricambiato.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''L'ODORE DELLA NOTTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'odore della notte''

I luoghi sono quelli consueti delle avventure del commissario, Vigata e le sue campagne, le sedi istituzionali di Montelusa. In questa avventura del commissario troviamo anche gli uffici della finanziaria del ragionier Gargano e la casa della signorina Cosentino.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''L'ODORE DELLA NOTTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'odore della notte''

Da alcuni riferimenti all'inizio del romanzo capiamo che siamo alla fine dell'estate e che contrariamente a ciò che accadeva un tempo non esistono più le stagioni mediane, quindi il tempo ha deciso di passare direttamente all'inverno scatenando una sorta di tromba d'aria che solleva in aria e rovina l'ultimo regalo di Livia al commissario, un maglione.

Niente autunno dunque e umore nero di Montalbano garantito. Possiamo ipotizzare da alcuni riferimenti alla cultura e alla società di trovarci alla fine degli anni novanta.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''L'ODORE DELLA NOTTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'odore della notte''

Il linguaggio in questo romanzo è come sempre vario e ricco di dialettalismi. Ci sono anche momenti nei dialoghi in cui si può parlare di dialetto a tutti gli effetti. Spesso mentre rimugina tra sé e sé Montalbano cita proverbi della tradizione contadina.

Data la natura dell'indagine fa il suo ingresso il linguaggio dell'economia che il commissario non afferra bene, non essendo una testa parziale come il ragionier Gargano (ovvero qualcuno che capisce benissimo un certo mondo ma è totalmente privo di strumenti per interpretare il resto della realtà).

 

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NARRATORE DEL LIBRO ''L'ODORE DELLA NOTTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'odore della notte''

Il narratore è esterno alla storia (eterodiegetico), ci racconta i fatti ma soprattutto i pensieri dei protagonisti, in particolare del commissario Montalbano. Sono frequenti i dialoghi e seguiamo lo svolgersi della vicenda assieme al commissario.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''L'ODORE DELLA NOTTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'odore della notte''

Le tematiche questa volta variano un poco rispetto ai soliti temi al centro delle indagini di Montalbano. Innanzitutto a mettere in moto la curiosità del commissario non è il solito omicidio, ma una sparizione. Si apre quindi la tematica delle truffe finanziarie, piaga sempre più diffusa, in particolare nei confronti di anziani pensionati attirati da guadagni dipinti come favolosi per rimpinguare le esigue pensioni.

L’ironia di Camilleri va a colpire chi è incaricato delle indagini sulla sparizione, che tira in ballo la mafia. Più volte in altri suoi lavori Camilleri punta il dito su chi ritiene che qualsiasi atto criminoso che si compie in Sicilia sia da attribuire alla mafia. Questo scarica le coscienze, permette di incolpare un indefinito grande male e di evitare di vedere quelli piccoli e meschini che ci circondano ogni giorno.

C’è anche il tema della maldicenza, dato che il questore dà retta ad una lettera anonima che accusa il commissario di aver fatto adottare François dalla sorella di Augello solo per potersi con lei spartire i soldi che la madre del piccolo aveva lasciato per lui in un libretto al portatore.

Il tema però che secondo me è fondamentale e drammatico è quello della solitudine. È sola la signorina Cosentino dopo la morte dei propri adorati genitori, è solo in un certo senso anche il ragionier Gargano, che corteggia ogni donna che gli capita a tiro per nascondere la propria omosessualità.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''L'ODORE DELLA NOTTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'odore della notte''

Nel complesso trovo che questo sia uno dei romanzi più malinconici con protagonista il commissario Montalbano. Ci sono anche momenti molto spassosi, come l’incontro del commissario col padre di una delle impiegate del ragionier Gargano. L’uomo, convinto comunista, ha insegnato al proprio pappagallo a cantare l’Internazionale. 

Pieno di poesia è invece l’incontro col signor Tommasino, ex insegnante di geografia, coltissimo e intelligente, che non viene preso sul serio come testimone perché a volte vuol vedere cose fantasiose, consapevolissimo che non esistano. Ma il signor Tommasino si rivela preziosissimo, soprattutto per il suo modo particolare di indicare l’orario notturno. Ogni ora della notte, dice, ha un odore diverso. Da questo concetto che ricorda modi di scandire il tempo ormai perduti trae il suo titolo il romanzo.

C’è malinconia nel commissario che si sente vecchio. Malinconia per ciò che poteva essere e non è stato, per la famiglia che avrebbe potuto formare con Livia e François, per il suo modo sempre distratto di trattare Livia, per l’olivo saraceno che ha resistito per secoli alla natura per soccombere all’arroganza di un uomo, perfino per il succedersi delle stagioni che non è più quello di una volta.

Consiglio questo libro a tutti coloro che amano il commissario Montalbano, che anche in quest’indagine atipica non perde lo smalto e forse proprio perché un po’ malinconico ha bisogno dei suoi lettori.

 

Carla Biolchini

+20k M.R.

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