Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''La gita a Tindari''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “La gita a Tindari”.
  • Titolo originale: "La gita a Tindari".
  • Autore: Andrea Camilleri; 
  • Nazionalità Autore: Italiana; 
  • Data di Pubblicazione: 2000; 
  • Editore: Sellerio; 
  • Genere: Giallo; 
  • Pagine: 304 pagine;
  • Voto del Pubblico (IBS): 4 su 5

 

DOVE COMPRARLO

Recensione del Libro “La gita a Tindari” di Andrea Camilleri del 2000, genere Giallo. Evidenzieremo il riassunto del libro “La gita a Tindari”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “La gita a Tindari” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''LA GITA A TINDARI'': 

Andrea Camilleri nasce a Porto Empedocle (AG) il 06 settembre del 1925, figlio di Carmelina Fragapane e Giuseppe Camilleri.

Nel docufilm del 2014 “Il maestro senza regole” Camilleri rivela che sua nonna Carolina e Luigi Pirandello erano cugini di primo grado e racconta il buffo incontro che egli ebbe da bambino con l'anziano premio Nobel per la Letteratura.

Il giovane Camilleri consegue la maturità classica al liceo Empedocle di Agrigento nel 1943 senza sostenere l'esame finale poichè le scuole erano state chiuse in vista dell'imminente sbarco delle forze alleate e si era deciso di considerare valido il secondo scrutinio trimestrale.

Già nel 1942 inizia a lavorare come regista teatrale e sceneggiatore. Dopo aver conseguito il diploma si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia ma non consegue la laurea.

Conclude invece gli studi nel 1952 presso l'accademia di Arte Drammatica Silvio d'Amico, alla quale viene ammesso come unico allievo regista nel 1949.

Da allora ha firmato la regia di più di cento opere televisive ma soprattutto teatrali, tra cui la prima rappresentazione di un'opera di Beckett in Italia (Finale di partita nel 1958).

Compra il libro qui recensito al miglior prezzo

Nel 1957 entra alla RAI e si sposa con Rosetta Dello Siesto dalla quale ha tre figlie. Insegna al Centro sperimentale di cinematografia negli anni 60 ed dal 1977 al 1997 è titolare della cattedra di Regia all'accademia di Arte Drammatica Silvio d'Amico, dove ha come allievi nel corso della sua carriera grandi nomi del cinema italiano come Luigi Locascio, Luca Zingaretti, Fabrizio Gifuni, Emma Dante.

La carriera di scrittore di Andrea Camilleri, che inizia nel 1978 con il romanzo “Il corso delle cose”, si può dividere in due filoni:

A) I Romanzi tra i quali ricordiamo: “Il corso delle cose” (1978), “Un filo di fumo” (1980, romanzo storico), “La stagione della caccia” (1992), “Il birraio di Preston” (1995), “La concessione del telefono” (1998),

B) La “Serie del Commissario Montalbano” della quale ricordiamo i titoli “La forma dell'acqua” (1994), “Il cane di terracotta” (1996), “La voce del violino” (1997), “Acqua in bocca” (2010, con Carlo Lucarelli), “La piramide di fango” (2014).

Autore estremamente prolifico, ha scritto un'ottantina tra romanzi gialli, storici e svariati lavori di narrativa e non, quasi tutti con protagonista la sua Sicilia.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''LA GITA A TINDARI'': Indice dell'Analisi del Libro ''La gita a Tindari''

Seguici su:

Condividi l'articolo su:

Un uomo viene ucciso con un colpo esploso in pieno volto davanti al portone del palazzo in cui abita, la chiave ancora infilata nella toppa. Due anziani coniugi che non escono quasi mai di casa e sono molto riservati scompaiono improvvisamente senza lasciare traccia. Il commissario Montalbano raccoglie la denuncia del figlio dei signori Griffo e comincia ad indagare. Il giovane ucciso abitava nello stesso condominio dei coniugi Griffo, ma a parte questo nulla sembra accomunare le due indagini.

L’appartamento del defunto Nenè Sanfilippo è pieno di apparecchiature tecnologiche: computer, stampanti, lettori video. Una collezione impressionante di film nasconde in realtà filmati degli incontri amorosi del giovane con donne diverse. Il lavoro di Sanfilippo come tecnico informatico dalle prestazioni occasionali presso alcune ditte di Vigata e dintorni non spiega il possesso di costosissime apparecchiature e di un’automobile di lusso. Appare chiaro fin da subito che il giovane deve essere stato coinvolto in attività illecite e remunerative.

Nel frattempo un gruppo di vecchietti riconosce nei Griffo, le cui foto sono state diffuse dai telegiornali locali, i propri compagni di viaggio durante una gita al santuario della Madonna di Tindari. Grazie alla collaborazione dell’autista e della signorina Di Leo, che vende pentole sui pullman utilizzati per le gite, Montalbano viene a sapere che i coniugi Griffo si sono comportati in modo strano durante il viaggio e guardavano continuamente indietro, come se fossero seguiti.

Le indagini proseguono con l’apporto di  don Balduccio Sinagra, anziano capomafia che informa il commissario della silenziosa guerra tra vecchia e nuova mafia, digitale e ancora più spietata della vecchia.  La connessione tra le due indagini, apparentemente senza alcun legame, diventa chiara dopo la lettura di un romanzo che Nenè Sanfilippo stava scrivendo, rinvenuto sul suo computer,  ed è così terribile da nauseare Montalbano.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''LA GITA A TINDARI'': Indice dell'Analisi del Libro ''La gita a Tindari''

- Salvo Montalbano: commissario nel commissariato di Pubblica Sicurezza di Vigata, ama la propria solitaria routine ma non per questo si chiude in casa escludendo il mondo. È un uomo di legge ma spesso sente che la legge non coincide con ciò che è giusto e cerca di riportare legge e giustizia nello stesso alveo, provando di volta in volta disgusto per i potenti e compassione e comprensione per i poveracci provati dalle sventure e dalle ingiustizie senza cadere in sentimentalismi, agendo con buon cuore e equilibrio.

È un cacciatore solitario che nelle indagini vuol prendere le decisioni e ha bisogno del controllo affinchè i suoi ragionamenti vadano nel verso giusto ma non potrebbe fare a meno dell'apporto intellettivo e fisico dei suoi uomini. Fin dalle prime pagine Montalbano ci appare ricco di contraddizioni e sfaccettature, che lo rendono un personaggio vero e credibile. Appassionatissimo buongustaio ci allieta con le descrizioni di piatti della tradizione sicula quasi sempre a base di pesce, alternando i pasti consumati alla trattoria di Calogero a quelli che si gode nella solitudine della sua verandina meravigliandosi della fantasia e delle eccellenti doti culinarie della domestica Adelina.

L'altra sua grande passione sono i libri, specialmente i gialli, che spesso gli fanno venire in mente idee risolutive per i casi che segue.

È meteoropatico, quindi nei giorni in cui il tempo è brutto i suoi uomini sanno che non bisogna contraddirlo. Ha un particolare intuito da sbirro che gli fa capire cosa non quadra e cogliere ogni minimo indizio.

Compra il libro qui recensito al miglior prezzo

- Domenico Augello detto Mimì: vice commissario, più giovane di Montalbano, ama le belle donne e non si lascia scappare occasione per corteggiarle. È un bravo poliziotto che spesso deve mettersi in ombra per non urtare la suscettibilità di Montalbano in materia.

- Livia Burlando: storica fidanzata di Montalbano, abita a Boccadasse, Genova. Ogni volta che il suo lavoro e quello del commissario lo permettono vola a Vigata per passare qualche giorno col suo uomo e puntualmente viene trascurata a favore delle indagini. Quando la coppia è divisa sono praticamente all'ordine del giorno le litigate durante le telefonate serali, che spesso si scatenano a causa di un malinteso. Livia a volte risulta pesante e aggressiva, forse in reazione ad un certo egoismo di Salvo. Nonostante i battibecchi capiamo che i due si amano molto.

- Giuseppe Fazio: quasi coetaneo del commissario, l'ispettore è dotato di buon fiuto e di una profonda conoscenza di Vigata e dei suoi abitanti. Inoltre è affetto da quello che Montalbano definisce complesso dell'anagrafe ed è in grado di snocciolare i dati anagrafici di tuttie le persone coinvolte in un'indagine.

- Nicolò Zito: grande amico di Montalbano, rosso di pelo e di pensiero, è un giornalista di una tv locale, onesto e che cerca sempre di dare le notizie in modo veritiero anche se sono scomode. Il commissario spesso si avvale della sua collaborazione quando deve portare a conoscenza del pubblico certi particolari per avere informazioni utili alle indagini.

- Agatino Catarella: compare per la prima volta nel romanzo Il cane di terracotta l'agente che si occupa del centralino del commissariato.

lento a capire, lento ad agire”, Catarella parla in un italiano pittoresco e ricco di strafalcioni, non capisce mai bene i nomi e li riferisce al commissario totalmente cambiati. -Ingrid Sjöstrom: sposata con Giacomo Cardamone, figlio di un importante uomo politico, è una svedese bellissima e disinibita, cosa che crea scandalo nella chiusa provincia siciliana.

Nel suo paese era meccanico e partecipava come pilota alle corse automobilistiche. Per la sua franchezza e per il suo modo di fare inconsueto risulta subito simpatica a Montalbano, col quale stringerà una profonda amicizia. Riesce spesso ad aiutare il commissario condividendo con lui la sua conoscenza dei segreti e degli interessi delle persone che conosce, spesso coinvolte nei casi di cui si occupa Montalbano.

Il suo contributo in questa indagine e in altre risulta decisivo. -Beatrice Di Leo: studentessa di Lettere e Filosofia all'Università di Palermo, fa la rappresentante di batterie di pentole durante i viaggi organizzati per gli anziani. Collabora con Montalbano per risolvere il caso dei due "vecchiareddri" scomparsi.

Bellissima, con grandi occhi celesti e capelli biondi, è molto intelligente e condivide con Montalbano l'avversione per le chiacchiere durante i pasti. A Montalbano fa subito simpatia.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''LA GITA A TINDARI'': Indice dell'Analisi del Libro ''La gita a Tindari''

I luoghi sono quelli consueti delle avventure del commissario, Vigata e le sue campagne, le sedi istituzionali di Montelusa e in questo caso anche la campagna intorno a Tindari in cui Montalbano svolge le indagini sulla scomparsa dei Griffo.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''LA GITA A TINDARI'': Indice dell'Analisi del Libro ''La gita a Tindari''

Non abbiamo una vera e propria indicazione temporale . Alcuni riferimenti all'interno del romanzo collocano la storia alla fine degli anni 90.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''LA GITA A TINDARI'': Indice dell'Analisi del Libro ''La gita a Tindari''

Il linguaggio in questo romanzo è come sempre vario e ricco di dialettalismi. Ci sono anche momenti nei dialoghi in cui si può parlare di dialetto a tutti gli effetti. Spesso mentre rimugina tra sé e sé Montalbano cita proverbi della tradizione contadina. Possiamo trovare molti termini tecnico-informatici reinterpretati dal pittoresco linguaggio di Catarella, in un gioco linguistico divertentissimo.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''LA GITA A TINDARI'': Indice dell'Analisi del Libro ''La gita a Tindari''

Il narratore è esterno alla storia (eterodiegetico), ci racconta i fatti ma soprattutto i pensieri dei protagonisti, in particolare del commissario Montalbano. Sono frequenti i dialoghi e seguiamo lo svolgersi della vicenda assieme al commissario.

 

Compra Kindle di Amazon al miglior prezzo

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''LA GITA A TINDARI'': Indice dell'Analisi del Libro ''La gita a Tindari''

Tra le tematiche affrontate in questo romanzo troviamo la guerra tra la vecchia e la nuova mafia. I “picciotti”, come li definisce don Balduccio, compiono azioni che la vecchia mafia rivendicava con orgoglio di non compiere. Omicidi di donne e bambini e commerci un tempo ritenuti immorali persino dai mafiosi.

La rete degli affari si è ampliata, internet facilita i contatti e la cooperazione tra delinquenti di tutto il mondo. Ciò che conta ormai è il profitto ad ogni costo, non importa quanto si rompa il codice criminale che osservavano precedentemente i mafiosi. Montalbano, da siciliano onesto, odia la mafia, ma è costretto a riconoscere la verità delle affermazioni di don Balduccio, pur rifiutandosi di farsi manovrare dal vecchio. Altro tema è certamente l’amicizia.  Montalbano rischia di perdere il suo vice per via di un trasferimento e si interroga sul suo rapporto con Augello. È uno dei momenti di intima umanità di Montalbano.

Ma amicizia importantissima è anche quella che lo lega ad Ingrid, sempre pronta ad accorrere in aiuto delle indagini del commissario. Anche in questo caso l’apporto di Ingrid sarà fondamentale, esattamente come quello di Augello, che riconoscendo una delle amanti di Sanfilippo porterà alla soluzione del caso.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''LA GITA A TINDARI'': Indice dell'Analisi del Libro ''La gita a Tindari''

Ho trovato questo romanzo di Montalbano estremamente interessante.L’idea di più indagini apparentemente separate che convergono e si intrecciano mantiene il ritmo delle indagini serrato. Montalbano comincia a sentire la propria distanza da un mondo sempre più governato da una tecnologia che aborre e teme. Si sente un poco superato, e i suoi pensieri si velano di malinconia.

Quando Mimì Augello gli comunica l’intenzione di trasferirsi per amore a Pavia Montalbano è triste, non soltanto perché perderebbe quello che a tutti gli effetti è il suo migliore amico, ma anche perché si comincerebbe a disgregare la squadra che si è creato a propria immagine e somiglianza.

Montalbano è prima di tutto un uomo abitudinario, e tra le sue abitudini c’è anche quella di condurre le indagini in maniera quasi dittatoriale, e i suoi uomini sono bravissimi nell’assecondarlo e nel fornirgli il giusto supporto lasciandolo libero di ragionare.

Più che nei romanzi precedenti quest’indagine è caratterizzata dalla malinconia, dalla tristezza per il tempo che passa, per l’età che avanza. Ciò che il commissario scopre indagando, sulla connessione tra Sanfilippo e i Griffo, contribuisce a rendere ancora più cupo l’umore di Montalbano.  Ma ci sono anche momenti divertenti, che hanno come protagonista soprattutto Catarella, che si rivela un genio del computer. Il suo gusto maccheronico per i nomi mal interpretati si estende all’ambito dell’informatica o come la chiama lui “informaticcia”.

Degno di nota è anche l’incontro con la bella e intelligente Beatrice, che tornerà nei prossimi romanzi. Consiglio a tutti la lettura di questa indagine avvincente.

 

Articolo corretto da Melissa Radice

COMMENTA questa Recensione del Libro ''La gita a Tindari''Indice dell'Analisi del Libro ''La gita a Tindari''


«Quanto ti è piaciuto questo articolo???»
... Aiutaci:

1) Condividendolo sui Social Network;

2) e Registrandoti per Commentarlo QUI sotto.

Grazie di cuore!

N.B. L'autore di questo articolo manleva da ogni qualsivoglia responsabilità questo sito e chi vi ci lavora per qualunque danno arrecato. Se pensi che ci sia stato dichiarato il falso e/o siano state commesse delle infrazioni legali, scrivici per poterti mettere in contatto direttamente con l'autore che si assume il 100% della responsabilità.

Entra per commentare