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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Lettera a un bambino mai nato''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Lettera a un bambino mai nato”.
  • Titolo originale: "Lettera a un bambino mai nato".
  • Autore: Oriana Fallaci;
  • Nazionalità Autore: Italiana;
  • Data di Pubblicazione: per la prima volta in Italia nel 1975;
  • Editore: Rizzoli;
  • Genere: Epistolare;
  • Pagine: 131 p., rilegato;
  • Voto del Pubblico (IBS): 4,33 su 5.

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Recensione del Libro “Lettera a un bambino mai nato” di Oriana Fallaci del 1975, genere Epistolare autobiografico. Evidenzieremo il riassunto del libro “Lettera a un bambino mai nato”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Lettera a un bambino mai nato” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO'':

Oriana Fallaci nasce nel giugno del 1926 a Firenze.

Fu la prima di quattro sorelle, due delle quali divenute giornaliste e scrittrici proprio come lei. Il padre di Oriana, Edoardo, antifascista convinto, la coinvolge fin da piccola nelle attività della Resistenza, come staffetta. Si unì quindi ben presto alle Brigate di Giustizia e Libertà, formazioni partigiane del Partito d'Azione. Durante il suo impegno come staffetta, nel quale si occupa di portare le munizioni da una parte all'altra dell'Arno dopo che i ponti erano stati distrutti dai tedeschi, suo padre venne catturato e torturato dai fascisti.

Oriana Fallaci, grazie al suo impegno durante la guerra fu anche insignita nel 1943, a soli quattordici anni, di un riconoscimento da parte dell'Esercito Italiano.

Dopo aver completato gli studi classici presso il liceo Galileo di Firenze, Oriana Fallaci si iscrive alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Firenze, ma ben presto la lascia per iscriversi alla facoltà di Lettere e Filosofia, che tuttavia non completa. Inizia così a dedicarsi al giornalismo, spinta anche dallo zio Bruno Fallaci, giornalista e direttore di alcuni settimanali.

Esordisce al Mattino dell'Italia centrale, quotidiano di ispirazione cattolica, dove si occupa di vari argomenti. Fu però licenziata perchè si riufiutò di scrivere un articolo contro Palmiro Togliatti.

A questo punto la Fallaci si trasferisce a Milano dove inizia a lavorare ad un settimanale di Mondadori, diretto dallo zio, che tuttavia non la favorisce affidandole i compiti peggiori.

Nel 1951 esce il suo primo articolo e qualche anno dopo viene mandata a New York dove scrive il suo primo libro “I sette peccati di Hollywood”, la cui prefazione è scritta da Orson Welles.

Nel 1961 la Fallaci inizia un reportage sulle condizioni della donna in Oriente da cui nasce poi il suo primo vero successo editoriale “Il sesso inutile”. Alla vigilia dello sbarco sulla luna, Oriana Fallaci parte per l'America per intervistare gli astronauti e i tecnici della Nasa e da lì ricava il suo libro successivo.

Nel 1967 si reca in Vietnam come corrispondente di guerra: fu la prima donna italiana ad andare al fronte in qualità di inviata e dalle atrocità che vide nacque il suo libro “Niente e così sia”.

Nel 1968 durante una manifestazione di protesta degli studenti messicani contro l'occupazione del campus, la Fallaci rimase ferita da una raffica di proiettili. In quella strage morirono centinaia di giovani e anche la Fallaci fu creduta morta e portata in obitorio, dove per fortuna un prete si accorse che era ancora viva.

Nel 1973 Oriana conosce Alexandros Panagulis, leader greco che si opponeva al regime dei colonnelli. Tra i due nasce una relazione che si concluderà con la morte di Panagulis in uno strano incidente stradale nel 1976. La Fallaci rimase incinta del leader greco, ma dopo un litigio ebbe un aborto spontaneo e da lì nascque l'idea del il libro “Lettera a un bambino mai nato” mentre la sua storia con Panagulis veràà raccontata nel libro “Un uomo”.

La Fallaci intervistò nell'arco della sua carriera numerosi personaggi. Nel 1977 ottenne dal Columbia College la laurea honoris causa in letteratura. Nel 1990 esce il suo romanzo Insciallah e dopo si trasferì a Manhattan dove scoprì di essere malata di cancro al polmone. Si occuperà anche dei fatti dell'undici Settembre attraverso libri e articoli che hanno suscitato sia elogi che contestazioni. Oriana Fallaci muore a Firenze nel 2006, all'età di 77 anni.

RIASSUNTO DEL LIBRO ''LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Lettera a un bambino mai nato''

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Il libro “Lettera a un bambino mai nato” è un monolgo scritto sottoforma di lettera dalla scrittrice Oriana Fallaci.

Il racconto è anche frutto dell'esperienza dell'autrice stessa che rimase incinta del suo compagno, Alexandros Panagulis leader greco d'opposizione, e che perse in seguito ad un aborto spontaneo.

Nella dedica Oriana Fallaci già va ad anticipare le tematiche che saranno trattate dicendo “a chi non teme il dubbio / a chi si chiede il perchè/senza stancarsi e a costo/ di soffrire di morire/ A chi si pone il dilemma/ di dare la vita o negarla/ questo libro è dedicato/ da una donna/ per tutte le donne”.

La Fallaci inizia a descrivere la sua gravidanza dal momento della scoperta di essere incinta fino al momento dell'aborto, come già si capisce dal titolo del libro.

L'opera appare come un monologo in cui la madre, racconta al figlio che ancora deve nascere cosa lo aspetta una volta che verrà al mondo. La protagonosta si domanda se a lui piacerà venire al mondo, in un mondo dove la violenza è all'ordine del giorno, dove la libertà è un sogno che molti hanno ma che pochi veramente posseggono, dove l'amore può avere mille sfaccettature diverse.

Il libro inizia così “Stanotte ho saputo che c’eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d’un tratto, in quel buio, s’è acceso un lampo di certezza: sì, c’eri. Esistevi. È stato come sentirsi colpire in petto da una fucilata. Mi si è fermato il cuore ”.

Da questo incipit la protagonista inizia a riflettere sulla responsabilità di diventare madre, sulle rinunce e sulle gioie che questo evento la porterà a vivere. Ma anche sulle aspettative e le delusioni che aspettano il nascituro una volta che verrà al mondo. La protagonista si domanda se forse non dovrebbe essere il bambino stesso, messo a conoscenza di quello che lo aspetta, a decidere del proprio futuro e quindi anche della propria nascita.

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Lettera a un bambino mai nato''

I personaggi del libro “Lettera a un bambino mai nato” sono essenzialmente due. La protagonista femminile, che poi è la stessa autrice: Oriana Fallaci e il bambino che porta in grembo.

- Della donna, nel libro, non viene detto niente di utile per identificarla in maniera univoca. Questo fatto che a prima vista può sembrare spersonalizzante e allontanare il lettore, ha invece l'effetto opposto.

Infatti l'autrice vuole proprio dedicare questo libro a tutte le donne, che come lei hanno vissuto, stanno vivendo o vivranno questo momento così speciale e particolare come la gravidanza e un momento così triste e toccante come la perdita di un figlio.

La donna protagonista viene descritta come una donna dei nostri tempi, che potrebbe essere benissimo ognuna di noi, indipendente, che lavora. Non ha un volto o un nome preciso e non ci sono indicazioni circa il tempo e il luogo in cui essa vive. Questo aiuta a mettere in risalto maggiormente i sentimenti e lo stato d'animo della donna.

- L'altro protagonista seppur inconsapevole del romanzo è il bambino a cui la scrittrice sta dedicando questa lettera e queste parole. Un piccolo essere che si sta piano piano formando e di cui quindi assistiamo alla sua crescita nel grembo materno.

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LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Lettera a un bambino mai nato''

Per quanto riguarda i luoghi e gli ambienti del libro “Lettera a un bambino mai nato”, putroppo non vengono evidenziati, anzi l'autrice tende a far rimanere tutto estremamente vago, per permettere di far risaltare le emozioni e sensazioni così come le paure e le preoccupazioni della protagonista di fronte alla gravidanza.

La città è quindi una città imprecisata che potrebbe benissimo essere la nostra, dato che non ne viene fornita di fatto una descrizione. Anche perchè bisogna considerare che per lo scopo del racconto il luogo in cui si svolgono i fatti non è nè necessario nè importante.

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Lettera a un bambino mai nato''

La collocazione temporale del libro “Lettera a un bambino mai nato”, così come la descrizione dei luoghi in cui si svolge la storia è piuttosto vaga e imprecisata.

Siamo presumibilmente in epoca moderna, dato che la storia riprende la gravidanza dell'autrice stessa. Quindi anche senza che ci venga fornita una descrizione temporale si può evincere dalla biografia della Fallaci, che questo libro, riprendente un fatto realmente accaduto nella sua vita, sia ambientato proprio all'epoca dei fatti o subito dopo quindi intorno agli anni settanta del Novecento.

Anche il non voler dare una precisa datazione nel racconto, aiuta il lettore ad immedesimarsi maggiormente e a concentrarsi sulle emozioni e preoccupazioni che la protagonista vive.

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Lettera a un bambino mai nato''

Lo stile di scrittura del libro “Lettera a un bambino mai nato” è molto semplice e diretto. E' scritto sottoforma di monologo e di lettera quindi lo stile è veramente scorrevole. E' un pò come se stessimo leggendo un diario segreto di una donna con i suoi attimi di dolcezza e le sue insicurezze verso il suo futuro e quello del figlio che porta in grembo.

NARRATORE DEL LIBRO ''LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Lettera a un bambino mai nato''

Il narratore del libro “Lettera a un bambino mai nato” è interno ed è la protagonista ed è anche frutto della storia vissuta dall'autrice steesa.

Oriana Fallaci infatti narra un evento importante come la gravidanza e la perdita di un figlio di cui anche lei ne è stata protagonista. Attraverso i suoi occhi ripercorriamo le tappe e la gioia della gravidanza ed il momento triste dell'aborto.

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Lettera a un bambino mai nato''

Le tematiche trattate nel libro “Lettera a un bambino mai nato” sono molteplici e tutte ugualmente importanti e attuali come la passione, l'amore, il desiderio, gli ideali, la lotta per la sopravvivenza, la giustizia e l'ingiustizia, tutto visto da varie angolazioni.

Il libro è una lettera sottoforma di monologo che la protagonista scrive per il bambino che porta in grembo. Questo libro, come detto in precedenza, è frutto di un'esperienza vissuta dall'autrice stessa.

La storia si apre con la scoperta da parte della protagonista della sua gravidanza. Inizia così a chiedersi se veramente il bambino desideri venire al mondo, in un mondo caratterizzato da tanta violenza. Al bambino verrà anche chiesto se lui desideri nascere, come ad una sorta di processo a cui partecipano i genitori, il medico e il datore di lavoro.

Attraverso queste figure poi si snodano le varie tematiche trattate in primis l'aborto e la nascita della vita L'anno di pubblicazione del libro (1975) è uno degli anni in cui si parla della possibilità di legalizzare l'aborto. Il libro tratta quindi un tema spinoso quale l'aborto, ma in certo senso questa tematica fa da sfondo alla tematica più positiva e importante quale la gravidanza.

Altro tema importante è la famiglia, le emozioni e preoccupazioni vissute dai genitori, ma soprattutto quelle dalla madre durante la gravidanza. Una famiglia dove il padre sembra assente o comunque molto contrario a prendersi cura del bambino.

Per una donna la gravidanza è periodo pieno di contraddizioni: di felicità e di paura, di gioie e preoccupazioni che ognuna affronta in modo diverso.Viene presa in considerazione anche il binomio lavoro-famiglia e anche il datore di lavoro, superficiale, sembra che voglia sconsigliare alla donna di mettere al mondo il figlio, perchè significherebbe rinunciare in un certo senso alla sua carriera.

Il libro mostra una donna che non vuole arrendersi ma che lotta per portare avanti i suoi ideali e suoi desideri, ciò in cui crede e che ritiene giusto nonostante le paure e le preoccupazioni che sono parte integrante di una gravidanza.

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COMMENTO DEL LIBRO ''LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Lettera a un bambino mai nato''

La prima volta che ho letto “Lettera a un bambino mai nato” ero forse troppo piccola per apprezzare e capire fino in fondo la storia e tutte le tematiche che venivano affrontate. Ho deciso così di riprenderlo in mano e affrontare nuovamente questo viaggio, perchè a mio avviso si tratta proprio di un viaggio. Un viaggio nella vita di una donna comune che come tale affronta le gioie e difficoltà che si trova dinnanzi. Una di queste è proprio la gravidanza.

Non c'è dubbio che la Fallaci possa essere amata o odiata, numerosi suoi libri hanno fatto molto discutere a causa soprattutto delle tematiche che vengono trattate e delle idee precise e decise che l'autrice ha.

Tuttavia non si può non considerarla una scrittrice di grande talento e bravura, capace di emozionare e di far riflettere.

La protagonista parla al proprio futuro figlio con il cuore, raccontandogli di come sia il mondo fuori e di come affrontarlo. Tra i due sembra instaurarsi un rapporto di complicità e sostegno, di intimità e protezione da un lato e fatta di litigi e ripensamenti dall'altro.

Vorrei concludere questa recensione con una frase del libro che secondo me racchiude il senso di tutta quest'opera e che a me personalmente piace particolarmente: “L'amo con passione la vita, mi spiego? Sono troppo convinta che la vita sia bella anche quando è brutta, che nascere sia il miracolo dei miracoli, vivere: il regalo dei regali. Anche se si tratta d'un regalo molto complicato, molto faticoso, a volte doloroso

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Articolo corretto da Melissa Radice

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