Recensione ''La casa dei padri invisibili'' (Libro di Brando Skyhorse) - 4.3 out of 5 based on 3 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''La casa dei padri invisibili''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “La casa dei padri invisibili”.
  • Titolo originale: "Take this man".
  • Autore: Brando Skyhorse;
  • Nazionalità Autore: Messicano;
  • Data di Pubblicazione: 22 Marzo 2016;
  • Editore: Piemme (collana “Piemme Voci”);
  • Genere: Biografie e Autobiografie;
  • Pagine: 305 p., rilegato;
  • Voto del Pubblico (IBS): 5 su 5.

 

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Recensione del Libro “La casa dei padri invisibili” di Brando Skyhorse del marzo 2016, genere Biografie e autobiografie. Evidenzieremo il riassunto del libro “La casa dei padri invisibili”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “La casa dei padri invisibili” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''LA CASA DEI PADRI INVISIBILI'':

È nato a Los Angeles in una famiglia di origini messicane.

Il suo primo libro “Le Madonne di Echo Park” ha ottenuto entusiastiche recensioni e premi, tra cui il Pen Hemingway Award e il Sue Kaufman Award.

Era un editor libro professionista prima di pubblicare questo libro, che è stato originariamente chiamato Amexicans.

La sua casa editrice si chiama Skyhorse Publishing.

Stesso successo di pubblico e critica per “La casa dei padri invisibili”, che è stato nominato Best Book of the Year dal Kirkus Reviews, New’s 10 Best Latino Books da NBC News e Amazon Best Book of the Month.

“La casa dei padri invisibili” è arrivato in Italia grazie alla casa editrice Piemme.

Insegna scrittura creativa alla Wesleyan University, nel Connecticut

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''LA CASA DEI PADRI INVISIBILI'': Indice dell'Analisi del Libro ''La casa dei padri invisibili''

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Brando aveva tre anni quando suo padre ha abbandonato lui e sua madre in un quartiere di Los Angeles chiamato Echo Park.

È stato allora che sua madre, una vera incantatrice, che sapeva inventarsi le bugie più folli e farle sembrare verità, decide che non c’era nessuna ragione di continuare a essere messicani, e che d’ora in poi sarebbero stati indiani nativi americani.

Brando Skyhorse suonava molto meglio di Brando Ulloa, e solo quando frequentava le scuole medie Brando scopre la verità, che però tiene nascosta per moltissimo tempo, indeciso su chi sia veramente.

Intanto per tutta la sua infanzia cinque uomini si succedono nella vita di sua madre, e quindi nella sua.

Uomini che dovevano essere chiamati immediatamente padri, non importa quanto si sarebbero fermati.

Uomini a cui lui si affezionava immancabilmente e che poi sparivano.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''LA CASA DEI PADRI INVISIBILI'': Indice dell'Analisi del Libro ''La casa dei padri invisibili''

Protagonoisti de “La casa dei padri invisibili” sono Brando e la sua famiglia, una famiglia con diversi problemi ma che in qualche modo riesce a sopravvivere.

- Brando (autore, protagonista e narratore) lo conosciamo all’età di tre anni, quando è solo un bambino che si ritrova senza padre. Ovviamente le parti che parlano della sua prima infanzia le ha ricostruite grazie ai racconti della madre e con l’aiuto di alcune fotografie.

Crescendo diventa un ragazzo un po’ complicato, non riesce a farsi dei veri amici, ingrassa moltissimo e ha una vita poco equilibrata soprattutto a causa del rapporto con la madre e i suoi continui sbalzi d’umore.

- Maria, la madre di Brando, quando caccia via il primo marito (padre del ragazzo) decide che diventeranno indiani americani e cambia il suo nome in Running Deer. Questo sarà solo uno degli alias che utilizzerà nel corso della sua vita.

Mia madre era una donna ricca di fascino e nella sua bocca progetti folli e bugie suonavano elettrizzanti e sinceri.

Ad un certo punto, dopo diversi matrimoni falliti e diversi uomini “di passaggio” deciderà di lavorare per una linea telefonica erotica per mantenere se stessa e Brando. Questa scelta influenzerà la sua vita in moltissimi modi, quasi tutti negativi. Passerà moltissimo tempo chiusa in camera sua, mangerà malissimo e trascurerà i suoi doveri di madre (anche se in realtà non è chae sia mai stata molto portata a fare la madre)

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- Candido Ulloa è il padre biologico di Brando, fuggito dalla folle donna che aveva sposato. Non lo conosciamo molto poichè è lo stesso Brando che fino alla fine del libro non lo consce.

Sappiamo però che è stato un brav’uomo, che lavorava sodo anche se immigrato clandestinoe che ha avuto paura delle minacce di Maria di denunciarlo e per questo non si è mai fatto vivo con il figlio.

- Paul Skyhorse è il primo padre che Brando ricorda, lo ha consociuto quando ancora stava in prigione. Maria aveva una relazione epistolare con Paul e si sono sposati quando lui era ancora in carcere.

- Frank è stato il padre con cui Brando ha avuto il rapporto più lungo, anche se scostante. Era un uomo affidabile, con un lavoro regolare e uno stipendio fisso. Finchè Brando è stato piccolo facevano molte cose insieme e anche dopo hanno continuato (allontanandosi durante i periodi in cui Maria era sopsata con un altro).

Frank non ha mai voluto sposare Maria a causa dei suoi comportamenti ma è sempre stato presnete per Brando, rispecchiandosi in lui e desiderando fargli da padre.

- Robert è un’indiano delle Aleutine, un ladro e imbroglione. Grazie al suo fascino e alla balbuzie, quando gli faceva comodo, riusciva a ingraziarsi chiunque. Per Brando fu il primo “padre convivente” anche se le sue sparizioni erano davvero tante.

Nonostante questo è stato un padre abbastanza presente, soprattutto all’inizio, era sempre in casa e si dava da fare con i classici lavoretti “da uomo”.

- Pat è stato la seconda figura paterna con più aspetti positivi. Era più giovane di Maria e sempre di buon umore, nonostante gli sbalzi della moglie. Ha davvero provato a rendere felice quella famgila ma anche lui aveva un grosso difetto.... era un truffatore! Ha rubato molti soldi al ristorante per cui lavorava e alla fine è fuggito senza dire nemmeno “Addio”.

Nonostante questo il suo rapporto con Brando è sempre stato ottimo (nonostante l’iniziale rifiuto del ragazzo). I due andavano d’accordo e passavano molto tempo insieme.

- L’ultimo marito di Maria è stato Rudy, un senzatetto che aveva risposto ad un annuncio personale sul giornale.

Rudy è il marito che è durato di più, abituato a sopravvivere per strada, riusciva a diventare “invisibile” quando Maria faceva una delle sue sfuriate.

Il suo rapporto con Brando è stato quasi nullo per vari motivi, il principale che ormai il ragazzo era grande e non voleva più avere un padre che sicuramente sarebbe fuggito e gli avrebbe spezzato il cuore.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''LA CASA DEI PADRI INVISIBILI'': Indice dell'Analisi del Libro ''La casa dei padri invisibili''

“La casa dei padri invisibili” è ambientato quasi interamente a Echo Park, un quartiere di Los Angeles, California. La famiglia viveva a metà di Portia Street e proprio in questa casa si sono svolti la maggior parte degli eventi narrati.

La casa ci viene descritta nei minimi dettagli, tanto che mi sembrava di essere lì mentre Brando consoceva i suoi padri o mentre la famiglia cenava oppure anche quando il ragazzo e la madre stavano sul letto a chiaccherare e giocare.

I vari dettagli però non ci vengono raccontati tutti insieme così il lettore non si annoia e allo stesso tempo scopre sempre più della casa riuscendo ad immergervisi.

Maria e Brando hanno anche viaggiato molto, sempre in cerca di un nuovo padre/marito.

Le descrizioni di questi luoghi sono abbastanza accurate senza però annoiare il lettore.

 

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TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''LA CASA DEI PADRI INVISIBILI'': Indice dell'Analisi del Libro ''La casa dei padri invisibili''

Possiamo definire “La casa dei padri invisibili” un romanzo contemporaneo anche se racconto di eventi accaduti intorno agli anni sessanta e settanta del secolo scorso.

Ne “La casa dei padri invisibili” riviviamo la vita di Brando dai suoi tre anni fino ai quaranta circa, impariamo a conoscerlo e scopriamo i segreti della sua vita.

La linea temporale viene rispettata quasi sempre, solo in alcuni momento abbiamo dei salti temporali in avanti nei quali brando ci fa un breve racconto di come è andato a finire un certo rapporto.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''LA CASA DEI PADRI INVISIBILI'': Indice dell'Analisi del Libro ''La casa dei padri invisibili''

La scrittura di Brando Skyhorse è piuttosto fluida, il linguaggio è semplice e comprensibile a tutti. L’unica pecca che ho trovato è che in alcuni casi diventa un po’ ripetitivo, probabilmente perchè pensava che, per la lunghezza del libro, alcuni passaggi potessero sfuggire.

Nonostante questo i dialoghi sono vivaci e inseriti nel modo giusto e la lettura scorre senza intoppi.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''LA CASA DEI PADRI INVISIBILI'': Indice dell'Analisi del Libro ''La casa dei padri invisibili''

Essendo “La casa dei padri invisibili” un’autobiografia il narratore è interno ed è lo stesso Brando a raccontarci ciò che è accaduto nella sua vita e in particolare nella sua infanzia.

Anche quando ci parla della sua vita adulta comunque l’autore resta concentrato sui suoi rapporti interpersonali, in particolare con i suoi padri e la madre, senza entrare nei dettagli di ciò che accade nel resto della sua vita, come ad esempio nel lavoro.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''LA CASA DEI PADRI INVISIBILI'': Indice dell'Analisi del Libro ''La casa dei padri invisibili''

Chiunque sia cresciuto senza un padre può ben capire quali siano i sentimenti provati da Brando durante tutta la sua infanzia. Ed è proprio su questo argomento che è incentrato “La casa dei padri invisibili”.

Ovviamente (e fortunatamente, aggiungerei) non tutti hanno vissuto le esperienze traumatiche vissute da lui.

Ne “La casa dei padri invisibili” oltre ad affrontare le difficoltà di Brando a vivere senza un padre scopriremo anche quali sono le difficoltà di vivere con cinque padri diversi, ognuno dei quali fuggià via e si porterà via anche un pezzo del cuore del povero Brando. Qualsiasi età abbia Brando cerca sempre di non affezionarsi al “nuovo” padre ma ogni volta finisce con l’accadere il contrario.

Oltre a questo tema preponderante l’autore affronta anche le difficoltà di vivere con una madre problematica, con tendenza alla depressione. Il suo complesso di Edipo raggiunge livelli estremi. Brando dovrà toccare il fondo prima di riuscire ad allontanarsi dalla sua famiglia e cercare di trovare la serentià e l’equilibrio.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''LA CASA DEI PADRI INVISIBILI'': Indice dell'Analisi del Libro ''La casa dei padri invisibili''

All’inizio credevo che “La casa dei padri invisibili” fosse un romanzo, invece è un mémoir, una storia vera insomma.

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La storia di un bambino che ha avuto cinque padri, la storia di un piccolo messicano a cui hanno fatto credere di essere indiano, la storia della strana e straniante vita di un uomo che ha deciso di raccontarla. E ci ha messo vent’anni per farlo.

Cosa comprensibile: ce ne vorrebbero duecento, di anni, fitti di sedute psicanalitiche, solo per districarsi tra un complesso di Edipo e una sindrome dell’abbandono, tra una crisi di identità e una di claustrofobia. Per non parlare della figura della madre, terribile eppure seducente, odiosa eppure struggente, crudele come solo i bambini sanno essere.

Viene una rabbia tremenda, a leggere questo libro. Si vorrebbe andare lì, dal piccolo Brando e urlargli: vai via, mollali tutti, scappa, togliti subito da questa casa di pazzi.

Ma Brando ha bisogno di tempo, deve toccare il fondo, deve liberarsi dal senso di colpa, deve sentire nella pancia, e non nel cervello, che è ora di abbandonare quell’incubo che è la sua famiglia. Per trovarne forse un’altra altrove. E soprattutto per trovare una famiglia dentro di sé. Posso concludere dicendo che mi è piaciuto.

Mi sono rimaste nella mente molte immagini, atmosfere, realtà sociali, e ovviamente emozioni.

La storia è particolare, interessante e, per quanto spiazzante, si intuisce possa essere effettivamente accaduta. La scrittura, poi, è gradevole.

Forse l' inizio un po' lento, infatti mi ci è voluto un po’ per trovare il ritmo di lettura, ma non si può non rimanere colpiti dalla storia di questo ragazzo che, nonostante tutto, è riuscito a sopravvivere.

È un libro che merita comunque di essere letto. Di quelli che, seppur imperfetti, restano dentro.

 

+27k Melissa Radice

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