Recensione "L'ultimo giorno di un condannato a morte" (Libro di Victor Hugo) - 5.0 out of 5 based on 3 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''l'ultimo giorno di un condannato a morte''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “L'ultimo giorno di un condannato a morte”.
  • Titolo originale: "Le dernier jour d'un condamné".
  • Autore: Victor Hugo;
  • Nazionalità Autore: Francese;
  • Data di Pubblicazione: 1829;
  • Editore: Newton Compton (collana Grandi tascabili economici)
  • Genere: Romanzo;
  • Pagine: 131 p., rilegato; 
  • Voto del Pubblico (IBS): 4,5 su 5

 

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Recensione del Libro “L'ultimo giorno di un condannato a morte” di Victor Hugo del 1829, genere Romanzo drammatico. Evidenzieremo il riassunto del libro “L'ultimo giorno di un condannato a morte”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “L'ultimo giorno di un condannato a morte” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''L'ULTIMO GIORNO DI UN CONDANNATO A MORTE'': 

Victor Hugo nasce a Besançon il 26 febbraio del 1802. Dopo il divorzio dei genitori si stabilisce con sua madre a Parigi. Dal 1815 al 1818 per volere del padre frequenta il Plitecnico, studio che abbandonerà presto per dedicarsi alla letteratura.

A soli dieci anni pubblica le sue prime poesie e nel 1822 pubblica Odi e poesie che risentono fortemente degli influssi di Walter Scott e di Friedrich Schiller. Nel 1827, scrivendo la prefazione per la tragedia Cromwell, esprime la sua piena adesione al Romanticismo acquisendo subito l'appellativo di capo della scuola Romantica Francese.

Il 12 ottobre 1822 sposa, nella chiesa di Saint-Sulpice di Parigi, Adèle Foucher, una sua amica d'infanzia, dal suo matrimonio nasceranno cinque figli, tra cui Leopoldine che morirà nel 1842 annegando nella Senna dopo pochi mesi dal matrimonio. Un dolore lancinante colpisce l'autore tanto forte da decidere di accantonare per qualche tempo l'attività letteraria, un tempo che si prolungherà per oltre dieci anni.

La scoperta del tradimento della moglie con un suo amico d'infanzia lo porterà a dedicarsi ad una vita libertina. Nel frattempo, con un'intensa attività politica diventa accademico di Francia e deputato.

Nel 1833 conosce Juliette Drouet, che sarà la sua amante per oltre 50 anni, per lei scriverà diversi poemi, tra cui un "Libro dell'anniversario" compilato da delle loro annotazioni, ogni anno, da entrambi gli amanti.

Nel 1852, in seguito al colpo di stato di Napoleone III, indignato contro il nuovo regime che metteva in discussione le libertà della Francia, Victor Hugo andò in esilio stabilendosi nelle isole inglesi della Manica, il più vicino possibile alla patria, da dove ridicolizzò l’imperatore nell’opera "Napoleone il Piccolo" aiutando anche da lì i patrioti e i repubblicani finanziando le loro attività.

Dopo la caduta di Napoleone nel 1871, decide di tornarea Parigi dove verrà accolto in pieno trionfo vivendo onorato come il vate della patria fino alla sua morte avvenuta nel 1885.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''L'ULTIMO GIORNO DI UN CONDANNATO A MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''l'ultimo giorno di un condannato a morte''

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Come si può continuare a vivere sapendo con esattezza quando giungerà il momento esatto della propria morte?

L'autore, Victor Hugo, tramite questo breve e drammatico romanzo, denuncia il suo disgusto contro la pena di morte. Nel libro, scritto sotto forma di diario del prigioniero, Hugo narra con le parole e i sentimenti del protagonista le ultime sei lunghe ed estenuanti settimane che aspettano il condannato a morte.

L'uomo, per volere dello Stato, dovrà morire per mano della lama della ghigliottina.

Tramite le pagine di un diario, costituito da fogli di fortuna, il condannato scrive i suoi ultimi pensieri, descrive le condizioni della cella, descrive i muri che lo circondano e racconta i tragici pensieri che sfociano nella pazzia.

Il dolore di lasciare i propri cari è insopportabile e l'angoscia di sapere che quei minuti laceranti e maledetti sono e saranno gli ultimi della propria vita fanno nascere in lui il desiderio che quel poco tempo rimastogli scorra ancora più velocemente così da non dover più sopportare quel tormento che lacera la sua anima.

Il narratore ci racconta i sentimenti del condannato nel vedere lì, nel suo ultimo "alloggio" prima della fine la sua famiglia, descrive l'angoscia che lo assale sapendo di lasciarli soli per sempre. Descrive su quei fogli il senso di impotenza che prova il protagonista nel vedersi sbeffeggiato da chi, nella prigione, dovrebbe cercare di alleggerire il suo peso e le sue paure. L'uomo quindi decide di lasciare su carta la propria esperienza.

Scrive e descrive in maniera cruda e vera i suoi turbamenti, le ultime vicissitudini che accompagnano quella manciata di ore rimaste per lui da vivere, nella vana speranza che queste sue confessioni possano graziarlo o che possano addirittura riuscire a salvare la vita al malcapitato uomo che attenderà la morte proprio come ha fatto lui e chi prima di lui.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''L'ULTIMO GIORNO DI UN CONDANNATO A MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''l'ultimo giorno di un condannato a morte''

- Il protagonista principale della vicenda è colui che scrive ovvero il condannato a morte. Di lui non sappiamo nulla, non sappiamo il suo nome, non sappiamo quale reato ha commesso, non sappiamo a quale estrazione sociale appartenga, non sappiamo nemmeno se è innocente o se è stato giustamente punito per aver portato a termine un crimine.

Del protagonista l'autore ci racconta solo i suoi pensieri, le sue parole e le sue paure. Contiamo con lui le inesorabili ore che lo separano dall'inevitabile morte.

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- Stessa cosa vale per gli altri personaggi indicati nel libro. Nei suoi fogli il prigioniero racconta il suo rapporto con sua moglie e quello con la sua piccola figlia Marie di soli tre anni.

Pensando alla piccola si fa spazio in lui il terrore che possa dimenticarsi, con il passare del tempo e data la giovanissima età, che abbia mai avuto un padre. Si impossessa di lui la paura che, forse un giorno, la piccola diventata adulta venendo a conoscenza di chi sia stato suo padre possa vergognarsene.

In queste pagine il prigioniero è accompagnato dall'angoscia sottolineando spesso come la sua condanna a morte non rovinerà solo lui ma anche il futuro delle persone a lui care che con il crimine di cui è stato accusato non hanno nessuna colpa.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''L'ULTIMO GIORNO DI UN CONDANNATO A MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''l'ultimo giorno di un condannato a morte''

Il prigioniero nelle sue "memorie" descrive il mondo della Parigi che lo ha intrappolato. O meglio ancora descrive il mondo che ha lasciato fuori dalle mura delle sue prigioni.

Bicetre, la Conciergerie e la Greve, sono queste le tre ultime tappe del condannato a morte. Bicetre era un ospizio per vecchi ed alienati ma anche una prigione sita nel dipartimento della Senna.

La Conciergerie invece è l'antico carcere di Parigi dove venivano incarcerati per breve tempo i condannati a morte prima di essere giustiziati.

La Greve è l'ultima tappa del suo "viaggio" ovvero la piazza dove veniva montato lo strumento di morte del Dottor Guillotin e dove la folla si radunava festante per assistere a questi macabri spettacoli.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''L'ULTIMO GIORNO DI UN CONDANNATO A MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''l'ultimo giorno di un condannato a morte''

La storia di questo breve e tragico romanzo narra un avvenimento consueto per gli usi e i costumi dell'epoca descritta nel libro. Un'epoca in cui la pena di morte, l'uso della lama della gigliottina, erano all'ordine del giorno.

Nelle parole del romanzo vediamo la Parigi del 1800. Una Parigi, vera e autentica, dove la folla in festa acclamava e festeggiava il sangue sparso grazie alla ghiogliottina, un popolo che banchettava, portando i propri figli ad ammirare lo spettacolo, per acclamare e festeggiare la signora morte che in Place le Greve svolgeva il suo compito in tutto il suo splendore.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''L'ULTIMO GIORNO DI UN CONDANNATO A MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''l'ultimo giorno di un condannato a morte''

Hugo utilizza un linguaggio scorrevole in cui ci si può facilmente immedesimare.

Più che narrare il tragico destino del protagonista, lo scrittore cerca di trasportare il lettore in quella stessa lurida cella che ha come unico compagno di viaggio le sue paure. Proprio per il taglio che Hugo vollè dare al romanzo, alla sua uscità il libro produsse un grande scalpore.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''L'ULTIMO GIORNO DI UN CONDANNATO A MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''l'ultimo giorno di un condannato a morte''

Victor Hugo lascia il compito di narrare il suo drammatico romanzo proprio al protagonista del libro: il prigioniero.

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L'uomo racconta in prima persona il peso della lama che incombe sulla sua testa descrivendo i suoi sentimenti grazie a dei fogli che per l'occasione drammatica vengono trasformati un una sorta di diario di fortuna

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''L'ULTIMO GIORNO DI UN CONDANNATO A MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''l'ultimo giorno di un condannato a morte''

Victor Hugo vuole far ascoltare in questo romanzo il suo disgusto verso la condanna a morte.

In un mondo, che sta avanzando, in piena Rivoluzione, una rivoluzione che trascina con sè ogni sfaccettatura di un'epoca da ricostruire, per lui è inconcepibile che la folla, le leggi e tutto il mondo intorno a lui, possano accettare una pratica tanto barbara e godere di questi eventi.

Il giovane Hugo scrive questo libro all'età di ventissette anni difendendo, con il suo scritto, i diritti inalienabili dell'uomo, primo su tutti il diritto alla vita. Senza difendere un caso specifico, l'autore cede lo scritto al prigioniero, protagonista indiscusso del romanzo.

Con il suo aiuto vuole spiegare al lettore il suo pensiero: nessuno può decidere di togliere la vita ad un'altra persona, qualsiasi sia la colpa di cui il condannato si è macchiato. Tra i suoi fogli, tra le sue confessioni nulla ci viene detto che descriva il protagonista, nemmeno la colpa che lo tiene prigioniero, avvalorando così la sua tesi: qualsiasi sia la sua colpa il suo pensiero non cambia, per lui è innammissibile un'azione del genere, ergersi a Dio sugli uomini non è compito dello Stato e di chi lo rappresenta.

Hugo, dando l'anonimato al prigioniero, perora la causa di ogni condannato disgustando a gran voce la pena di morte e il sistema giudiziario che lo permette.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''L'ULTIMO GIORNO DI UN CONDANNATO A MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''l'ultimo giorno di un condannato a morte''

L'uomo del romanzo è impegnato a contare i giorni che lo separano dalla morte. Vuole morire, perchè aspettare la morte è ancora più crudele della stessa lama della ghigliottina.

Victor Hugo denuncia nel suo breve romanzo le barbarie che vengono commesse ogni volta che questo atroce atto viene compiuto. Leggendo questi pensieri diventiamo il prigioniero, le descrizioni macabre e dettagliate non mancano anzi ci aiutano ad essere lì ad addolorarci nel vedere vedere il cappellano che più che regalare conforto prima della morte porta a termine svogliatamente un compito uguale a tutti gli altri, un rituale arricchito dalla noia.

Ci addoloriamo nel vedere la guarda chiedere al protagonista di cercare di apparirgli in sogno dopo la sua morte per potergli fornire dei numeri fortunati al gioco. L'autore denuncia soprattutto quanto quest'atto ignobile sia considerato normale agli occhi del popolo, agli occhi dei sapienti.

Nulla è lasciato intendere sull'uomo che possa descrivercelo, intuiamo solo che la sua colpa è probabilmente l'omicidio. Ma questo non ci importa, a Hugo non importa descrivere cosa ha portato l'uomo tra quelle mura ma importa sensibilizzare i cittadini sulla condanna a morte, di portare nelle teste del lettore la convinzione che nessuno può togliere il diritto alla vita, tanto meno uno Stato, qualunque sia il crimine commesso.

Ecco perchè l'autore lascia parlare i "fogli del diario" del condannato, perchè questi fogli possano parlare a nome di tutti i condannati a morte, perchè possano sentire tutti l'odore della paura, l'odore della paura dell'oblio.

Un breve racconto intriso di drammaticità che letto in qualsiasi epoca vicina e lontana grida a gran voce il diritto di non diventare assassini ma di lasciare al fato la scelta del momento giusto in cui l'uomo deve accomiatarsi dal mondo e morire.

 

+20k M.R.

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