Recensione ''La concessione del telefono'' (Libro di Andrea Camilleri) - 5.0 out of 5 based on 5 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''La concessione del telefono''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “La concessione del telefono”.
  • Titolo originale: "La concessione del telefono".
  • Autore: Andrea Cammilleri;
  • Nazionalità Autore: Italiano;
  • Data di Pubblicazione: 1998;
  • Editore: Sellerio, collana La memoria;
  • Genere: Romanzo storico;
  • Pagine: 284 p., paperback;
  • Voto del Pubblico (IBS): 4,64 su 5.

 

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Recensione del Libro “La concessione del telefono” di Andrea Camilleri del 1998, genere Romanzo storico. Evidenzieremo il riassunto del libro “la concessione del telefono”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “la concessione del telefono” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''LA CONCESSIONE DEL TELEFONO'':

Andrea Camilleri nasce a Porto Empedocle (AG) il 06 settembre del 1925, figlio di Carmelina Fragapane e Giuseppe Camilleri.

Nel docufilm del 2014 “Il maestro senza regole” Camilleri rivela che sua nonna Carolina e Luigi Pirandello erano cugini di primo grado e racconta il buffo incontro che egli ebbe da bambino con l'anziano premio Nobel per la Letteratura.

Il giovane Camilleri consegue la maturità classica al liceo Empedocle di Agrigento nel 1943 senza sostenere l'esame finale poichè le scuole erano state chiuse in vista dell'imminente sbarco delle forze alleate e si era deciso di considerare valido il secondo scrutinio trimestrale.

Già nel 1942 inizia a lavorare come regista teatrale e sceneggiatore. Dopo aver conseguito il diploma si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia ma non consegue la laurea.

Conclude invece gli studi nel 1952 presso l'accademia di Arte Drammatica Silvio d'Amico, alla quale viene ammesso come unico allievo regista nel 1949.

Da allora ha firmato la regia di più di cento opere televisive ma soprattutto teatrali, tra cui la prima rappresentazione di un'opera di Beckett in Italia (Finale di partita nel 1958).

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Nel 1957 entra alla RAI e si sposa con Rosetta Dello Siesto dalla quale ha tre figlie. Insegna al Centro sperimentale di cinematografia negli anni 60 ed dal 1977 al 1997 è titolare della cattedra di Regia all'accademia di Arte Drammatica Silvio d'Amico, dove ha come allievi nel corso della sua carriera grandi nomi del cinema italiano come Luigi Locascio, Luca Zingaretti, Fabrizio Gifuni, Emma Dante.

La carriera di scrittore di Andrea Camilleri, che inizia nel 1978 con il romanzo “Il corso delle cose”, si può dividere in due filoni:

A) I Romanzi tra i quali ricordiamo: “Il corso delle cose” (1978), “Un filo di fumo” (1980, romanzo storico), “La stagione della caccia” (1992), “Il birraio di Preston” (1995), “La concessione del telefono” (1998),

B) La “Serie del Commissario Montalbano” della quale ricordiamo i titoli “La forma dell'acqua” (1994), “Il cane di terracotta” (1996), “La voce del violino” (1997), “Acqua in bocca” (2010, con Carlo Lucarelli), “La piramide di fango” (2014).

Autore estremamente prolifico, ha scritto un'ottantina tra romanzi gialli, storici e svariati lavori di narrativa e non, quasi tutti con protagonista la sua Sicilia.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''LA CONCESSIONE DEL TELEFONO'': Indice dell'Analisi del Libro ''La concessione del telefono''

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La vicenda segue le peripezie del commerciante di legnami Filippo Genuardi, di Vigata.

La sua intenzione è quella di farsi installare un telefono nell'ufficio del magazzino di cui è proprietario per poter raggiungere telefonicamente la sua amante, la giovane moglie del suocero, e concordare gli incontri repentinamente in base ai movimenti del marito di lei.

Le lettere sempre più ossequiose che manda al Prefetto Marascianno richiedendo informazioni sulle procedure da espletare per la concessione della linea con cadenza mensile insospettiscono il Prefetto, che informandosi sul Genuardi viene a sapere che le forze dell'ordine lo ritengono un piantagrane, sempre a caccia di novità tecnologiche ed incapace di gestire il denaro, che gli viene spesso prestato dal suocero, facoltoso proprietario di miniere di zolfo.

Marascianno si convince che sia un soggetto eversivo, dato che continua a chiamarlo Parascianno, che nel dialetto napoletano degli ambienti più popolari significa pene di dimensioni esagerate, e usa un tono sempre più servile e ossequioso che al prefetto suona denigratorio.

Nel frattempo Genuardi cerca di trovare una soluzione per la concessione, e si rivolge al mafioso Calogero Longhitano, rivelandogli dove si trova Sasà La Ferlita, un suo amico che ha un debito di gioco col fratello di Longhitano.

Sasà riesce sempre a far perdere le proprie tracce, e per quasto Don Calogero si convince che Genuardi sia in combutta con Sasà e gli dia gli indirizzi sbagliati, o avvisi l'amico prima che gli scagnozzi di Longhitano arrivino. Genuardi si ritrova così tra due fuochi, le forze dell'ordine e il prefetto che pensano che sia un sovversivo e la mafia locale che pensa che il commerciante si prenda gioco di lei.

Gli unici a credere che Filippo Genuardi sia solo poco avveduto e molto sfortunato sono il delegato di Pubblica Sicurezza Spinoso, il questore Monterchi e il capo di Gabinetto del Prefetto Commendatore Parrinello. Una tragica serie di eventi innnescata dalla testardaggine di Genuardi riguardo all'installazione della linea telefonica porterà ad un finale inaspettato e amaro.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''LA CONCESSIONE DEL TELEFONO'': Indice dell'Analisi del Libro ''La concessione del telefono''

- Filippo Genuardi: commerciante di legnami, è sposato con Gaetanina Schilirò, detta Taninè. Ha una passione e una curiosità costante nei confronti delle novità tecnologiche. Prima di sposarsi con Taninè era un perdigiorno disoccupato.

Dopo il matrimonio ha aperto un magazzino di legnami grazie all'aiuto del suocero, e dopo aver sperperato la dote della moglie frequentando donne di malaffare e bische ha messo apparentemente la testa a posto.

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Resta negato per gli affari e la sua passione per oggetti particolari come una motocicletta costosissima ed un fonografo lo portano ad avere continuo bisogno di denaro, che gli viene spesso prestato dal suocero.

- Rosario La Ferlita, detto Sasà: ragioniere, definito la pecora nera di una famiglia rispettabile, è sempre impegnato a giocare d'azzardo, e proprio in queste circostanze contrae un sostanzioso debito col fratello del locale capomafia Don Calogero Longhitano.

Per non pagare il debito scappa da Vigata, tenendosi in contatto con l'amico Filippo Genuardi. Quando scappa fortunosamente ad un agguato tesogli dagli scagnozzi di Don Calogero mandati a recuperare i soldi del debito capisce che solo Filippo può aver rivelato dove trovarlo al capomafia, e rompe con lui ogni rapporto.

- Vittorio Marascianno, Prefetto di Montelusa: uomo paranoico e con manie di persecuzione, molto legato alla superstizione popolare napoletana, mette in moto una serie di misure persecutorie nei confronti di Filippo Genuardi in collaborazione coi Carabinieri di Vigata, contrastato soltanto dal Questore Arrigo Monterchi, che ritiene che il suo equilibrio psicologico sia venuto a mancare a seguito del tradimento e della fuga della giovane moglie con un suo amico.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''LA CONCESSIONE DEL TELEFONO'': Indice dell'Analisi del Libro ''La concessione del telefono''

La vicenda è ambientata a Vigata, nei luoghi che già abbiamo conosciuto nei precedenti romanzi storici di Andrea Camilleri. Il protagonista è un commeciante di legnami imparentato con un proprietario di miniere di zolfo, dunque l'ambiente è quello della vivace classe legata al commercio, coi suoi magazzini di stoccaggio nei pressi del porto e il continuo via vai di imbarcazioni. Intravediamo fugacemente anche i palazzi del potere a Montelusa e la rumorosa Palermo.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''LA CONCESSIONE DEL TELEFONO'': Indice dell'Analisi del Libro ''La concessione del telefono''

La vicenda è circoscritta anche grazie alla costruzione del romanzo che presenta diverse sezioni di lettere datate. La prima lettera di richiesta di informazioni di Genuardi porta la data del 12 giugno 1891.

Gli eventi si dispiegano nel corso di poco più di un anno, infatti l'epilogo tragico avviene a luglio del 1892, con uno strascico nell'agosto dello stesso anno che ci fa conoscere le sorti di alcuni personaggi.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''LA CONCESSIONE DEL TELEFONO'': Indice dell'Analisi del Libro ''La concessione del telefono''

Questo romanzo presenta una struttura a sezioni alternate intitolate Cose dette e Cose scritte, che nell'ultima sezione si fondono in Cose dette e Cose scritte. Nelle Cose scritte si trovano diversi tipi di testi, lettere private, lettere tra amministrazioni o tra privati cittadini e amministrazioni, articoli di giornale. Nelle sezioni Cose dette troviamo soprattutto dialoghi e conversazioni tra tre personaggi, scritti in stile teatrale.

Nelle Cose scritte è presente una notevole varietà di registri stilistici e linguistici, dal cosiddetto burocratese nelle lettere tra le varie amministrazioni, allo stile a volte altisonante degli articoli di giornale, a quello meno sorvegliato delle lettere private.

Nelle Cose dette ugualmente troviamo diversi registri linguistici, i dialoghi tra personaggi con ruoli istituzionali, quasi tutti non siciliani, si svolgono in un italiano standard non marcato regionalmente, mentre i dialoghi tra personaggi siciliani presentano maggiore o minore caratterizzazione regionale in relazione allo status dell'interlocutore e al contesto in cui si svolge il colloquio.

 

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NARRATORE DEL LIBRO ''LA CONCESSIONE DEL TELEFONO'': Indice dell'Analisi del Libro ''La concessione del telefono''

Data la struttura peculiare del romanzo il narratore non c'è. La storia viene tratteggiata grazie alle lettere e agli articoli di giornale e ai dialoghi tra i personaggi, dialoghi di stampo prettamente teatrale che rivelano la lunga frequentazione tra Camilleri e il teatro.

Vediamo delinearsi la vicenda un po' come se ci trovassimo ad assistere ad una rappresentazione e un po' come se leggessimo una raccolta di documenti. Non sappiamo nulla delle emozioni o dei moventi dei protagonisti, se non quello che essi stessi dichiarano per missiva o nei dialoghi.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''LA CONCESSIONE DEL TELEFONO'': Indice dell'Analisi del Libro ''La concessione del telefono''

Come spesso accade per i romanzi storici di Camilleri, l'idea gli è stata data da un decreto ministeriale per la concessione di una linea telefonica ritrovato tra vecchie carte. Nel risvolto di copertina lo stesso Camilleri ci dice di essere rimasto sconcertato dalla quantità di adempimenti burocratici necessari per la concessione.

Questa è certamente una delle tematiche preponderanti, la macchina della burocrazia coi suoi ingranaggi a volte lenti e farraginosi in cui il cittadino viene a trovarsi invischiato, ieri come oggi, specie quando come il nostro protagonista non riesce a capire, nella selva delle istituzioni, quale abbia la competenza su ciò che gli interessa.

Un altra tematica che non è nuova ai romanzi storici camilleriani è la miopia dei funzionari del governo unitario inviati in Sicilia, estranei alle abitudini e al pensiero locale, che finiscono per creare gravi danni nei rapporti tra Stato e cittadini.

Allo stesso modo torna la mano lunga della mafia nella persona di Don Calogero, vero potere al di là di quello distante dello Stato.

Nell'epilogo amaro si scorge una sconfitta generale dell'onestà che pure esiste in alcuni personaggi che per questo vengono puniti mentre i personaggi disonesti assurgono a nuove posizioni di comando e responsabilità in un finale disilluso.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''LA CONCESSIONE DEL TELEFONO'': Indice dell'Analisi del Libro ''La concessione del telefono''

La concessione del telefono è un romanzo estremamente godibile, divertente e leggero all'apparenza ma che non manca di lasciare spunti di riflessione e un sapore amaro in bocca quando lo si conclude.

La Sicilia descritta nel romanzo non è tanto diversa dall'Italia di oggi, con l'incubo incombente della burocrazia paralizzante e la corruzione dilagante che spesso è l'unica soluzione per accelerare pratiche che giacciono dimenticate da qualche parte nei palazzi dell'amministrazione.

Come sempre avviene quando leggiamo di anni antecedenti a quelli che viviamo è interessante notare la diversità, ad esempio pensare a come doveva essere diverso anche solo nella pratica e nella gestione quotidiana il fatto di non avere un dispositivo di comunicazione sempre a portata di mano come siamo abituati ad avere oggi, ma notare anche che l'essenza dell'essere umano è sostanzialmente immutata e che probabilmente lo resterà nonostante i continui progressi tecnologici.

La struttura del libro ha il pregio di darci la misura di quanto sia abile lo scrittore nel maneggiare generi e stili differenti senza alcuna incrinatura, costruendo una storia perfettamente comprensibile e dando al lettore la possibilità di divertirsi nel leggere testi tanto eterogenei.

Consiglierei questo romanzo a tutti ma in particolare a chi ha già amato i precendenti romanzi storici di Camilleri per vedere come una storia ambientata più o meno nello stesso periodo e che affronta alcune tematiche identiche riesca a non essere noiosa e ripetitiva grazie alla maestria dello scrittore e alla sua capacità di saltare da uno stile all'altro con leggerezza e agilità.

 

Carla Biolchini

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