Recensione ''La coscienza di Zeno'' (Libro di Italo Svevo) - 5.0 out of 5 based on 6 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''LA Coscienza di Zeno''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “La coscienza di Zeno”.
  • Titolo originale: "La coscienza di Zeno".
  • Autore: Italo Svevo, pseudonimo di Aron Ettore Smhmitz;
  • Nazionalità Autore: Italiana;
  • Data di Pubblicazione: 1923;
  • Editore: Newton Compton; 
  • Genere: Classici;
  • Pagine: 345 p., rilegato;
  • Voto del Pubblico (IBS): 4,54 su 5;.

 

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Recensione del Libro “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo del 1923, genere Biografie e autobiografie. Evidenzieremo il riassunto del libro “La coscienza di Zeno”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “La coscienza di Zeno” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''LA COSCIENZA DI ZENO'':

Italo Svevo è lo pseudonimo letterario di Aron Ettore Schmitz.

Lo scrittore nacque il 19 dicembre 1861 a Trieste, che allora faceva parte dell’Impero Austriaco, in un’agiata famiglia ebrea: il padre era tedesco, la madre italiana.

Al termine delle elementari, frequentate a Trieste, fu mandato a studiare in Germania, in Baviera, prima a Wurzburg e poi a Segnitz, ma visse a Trieste gran parte della sua vita e scrisse le sue opere in italiano, la sua seconda lingua.

Comunque non visse mai la sua doppia cultura in modo conflittuale come dimostra il suo pseudonimo.

Inoltre si professò ateo per tutta la vita, nonostante nel 1896 sposasse la cugina Livia Veneziani con rito cattolico.

La sua opera s’inserisce nella corrente del Modernismo a cui appartengono anche James Joyce e Kafka.

Il suo primo romanzo “Una vita” fu pubblicato nel 1892 (stesso anno della morte del padre); il secondo “Senilità” nel 1898.

La coscienza di Zeno” fu pubblicata nel 1923 quando l’autore aveva sessantadue anni. I critici italiani dapprima ignorarono l’opera, poi la rivalutarono dopo l’accoglienza entusiasta che ricevette dalla critica francese e dopo il sostegno di Joyce e l’opera divenne un successo.

Italo Svevo morì a Motta Livenza, in provincia di Treviso, il 13 settembre 1928 per le conseguenze respiratorie dell’enfisema polmonare che lo affliggeva da anni, provocato dal vizio del fumo.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''LA COSCIENZA DI ZENO'': Indice dell'Analisi del Libro ''LA Coscienza di Zeno''

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Il romanzo finge di essere il diario privato di Zeno Cosini, scritto su richiesta del suo psicoanalista e pubblicato da quest’ultimo per l’interruzione improvvisa e immotivata della terapia. L’analista, il Dr. S., vuole che Zeno riesca a vedersi per quello che è.

Zeno racconta cinque storie interconnesse che si intersecano continuamente seguendo il flusso casuale dei suoi pensieri:

- il suo ultimo tentativo di smettere di fumare;

- la morte di suo padre;

- la storia del suo matrimonio;

- la storia della sua amante;

- la storia della sua sfortunata esperienza d’affari con il cognato, il marito della sorella di sua moglie.

L’intreccio più divertente, e il più lungo, è quello del suo matrimonio. L’amico di Zeno, Giovanni Malfenti, ha tre figlie il cui nome comincia sempre per “A”.

Il protagonista vorrebbe sposare Ada, ma la ragazza lo rifiuta. Lo stesso fa la sorella minore Alberta. Alla fine sposerà Augusta, la più brutta delle quattro, affetta da strabismo. Ma sarà stata veramente una così cattiva scelta?

Interessante è anche la posizione del protagonista rispetto ai suoi ripetuti tentativi di smettere di fumare. Ogni volta che tenta, prova una sensazione eccitante di poter cominciare una nuova vita liberandosi delle sue vecchie abitudini. Perciò riprende a fumare solo per poter prendere nuovamente la decisione di smettere, riprovando quella sensazione.

La parte più drammatica è quella relativa alla morte del padre, che chiude la difficile relazione tra Zeno, sempre pronto a ridere in tutte le situazioni, e il genitore, una persona molto seria.

Zeno trova difficoltà a confessarsi nel diario, perché “Una confessione scritta è sempre una bugia”. Inoltre ogni volta che ripercorre il suo passato, ha la sensazione che gli sfugga una qualche verità fondamentale.

Dalla lettura del romanzo, il lettore scoprirà quali sono le conclusioni tratte da Zeno sulla sua vita e sul valore della psicoanalisi.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''LA COSCIENZA DI ZENO'': Indice dell'Analisi del Libro ''LA Coscienza di Zeno''

- Zeno Cosini è impulsivo, pigro e portato ad indulgere alla lussuria e ai piaceri della carne. Si distrae facilmente, cambia spesso idea ed è il maggior nemico di se stesso. Commette spesso azioni sbagliate e irragionevoli solo per il piacere dei sentimenti violenti che suscitano in lui.

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È immaturo e non sembra intenzionato a crescere. Tradisce la moglie e ama corteggiare le belle donne, soprattutto quelle che indossano stivaletti di pelle, ma forse quello che cerca veramente è solo una sostituta della figura materna.

Ma i suoi maggiori difetti sono accettati con condiscendenza dal lettore perché rendono il personaggio e la sua vita estremamente intriganti.

Inoltre Zeno è anche onesto e generoso. Sembra dire sempre la verità, almeno a se stesso e al lettore, se non alla moglie e agli amici. E di loro parla sempre bene, nonostante li deluda sistematicamente. Piuttosto tende a parlare male di se stesso.

Inoltre Zeno ha una spiccata capacità di osservazione, soprattutto dei paradossi insiti nel comportamento umano, sia suo che degli altri.

- Augusta, la moglie di Zeno, è una donna poco attraente, la meno attraente delle sorelle Malfenti. E’ quella che Zeno aveva giurato a se stesso di non sposare mai. Ma, dopo il matrimonio, il protagonista comincia a provare dell’affetto per la donna, nonostante la tradisca, soprattutto perché gli dà quel conforto materno che gli era mancato in infanzia.

- Carla, l’amante di Zeno è una ragazza povera, ma bellissima. È un personaggio dinamico che evolve nel corso del romanzo: prima insicura, bisognosa di protezione, legata a Zeno da un primitivo istinto sessuale, matura con il tempo e prende in mano le redini della propria vita e lascia il protagonista per sposarsi.

E anche la posizione psicologica di Zeno nei suoi confronti cambia, modificandosi da slancio passionale ad odio.

- Ada, la maggiore delle sorelle Malfenti, è affetta dal morbo di Basedow, una malattia che consuma la forza vitale ad “un ritmo precipitoso”. Per tutta la vita, nonostante il rifiuto ricevuto da lei al suo corteggiamento, Zeno rimane sempre attratto dall’ aspetto fisico e dalla nobiltà d’animo della donna.

- Zeno considera Guido, il cognato, l’uomo che ha sposato Ada, un inetto, un imbecille e un buffone. La moglie invece lo considera erroneamente un uomo profondo. Lui la tradisce con la segretaria e cerca ripetutamente di farsi sovvenzionare i suoi affari fallimentari con la dote di lei simulando dei tentativi di suicidio.

Sfortunatamente, per una serie di coincidenze, perderà la vita in uno di questi tentativi. Ma Zeno nota come la morte lo purifichi degli errori commessi in vita: il cimitero è infatti di epigrafi laudatorie in onore di Guido.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''LA COSCIENZA DI ZENO'': Indice dell'Analisi del Libro ''LA Coscienza di Zeno''

L’azione è ambientata a Trieste, tra fine ‘800 e l’inizio della I Guerra Mondiale: una città di confine, in cui convergono elementi culturali diversi.

Inoltre la sua posizione geografica e la politica dell’imperatore Giuseppe II la trasformarono proprio a metà del XIX secolo nel maggior porto della Mitteleuropa. E tanto era il traffico di merci da e per l’Asia che divenne nota come “il terzo ingresso del canale di Suez”.

Fu una delle capitali del Modernismo. Qui Svevo e Saba scrissero i loro capolavori, qui James Joyce insegnò e visse per un decennio.

Aveva inoltre una tradizione di capitale della tolleranza religiosa, da quando nel 1719 gli Asburgo ne avevano fatto un porto libero sull’Adriatico: Cattolici, Protestanti, Greci Ortodossi ed Ebrei vi convivevano tranquillamente.

 

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TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''LA COSCIENZA DI ZENO'': Indice dell'Analisi del Libro ''LA Coscienza di Zeno''

L’intreccio non segue l’ordine cronologico, perché la narrazione segue il flusso di coscienza. E quindi si basa sulla concezione ciclica del tempo, enunciata dal positivista Auguste Conte.

Il diario è perciò diviso in capitoli e ognuno sviluppa un singolo evento fondamentale della vita del protagonista: i suoi reiterati tentativi di smettere di fumare, la morte del padre in cui emerge la difficile relazione che lega i due uomini, il corteggiamento e il matrimonio con la moglie Augusta, la relazione extraconiugale con Carla, il rapporto d’affari con il cognato Guido.

Solo l’ultimo capitolo prende la struttura di un vero e proprio diario, con pagine datate, tutte nel periodo della I Guerra Mondiale.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''LA COSCIENZA DI ZENO'': Indice dell'Analisi del Libro ''LA Coscienza di Zeno''

Lo stile non è grammaticalmente corretto, forse per difficoltà dello scrittore con le sottigliezze della lingua italiana (per esempio usava l’ausiliare avere con i verbi riflessi), ma più probabilmente per esigenze tecnico-narrative.

La tecnica narrativa prevalente è infatti quella dello stream of consciousness, o flusso di coscienza, che cerca di riprodurre in forma scritta i processi mentali e le emozioni dei personaggi così come vengono alla superficie della loro coscienza.

Si moltiplicano le libere associazioni di idee e la punteggiatura tende a ridursi se non a sparire del tutto, come era avvenuto l’anno precedente (1922) nell’opera “Ulisse” dell’autore britannico James Joyce e come avverrà in “Onde” di Virginia Woolf.

Il termine “Stream of Consciousness” fu coniato dal filosofo William James nell’opera del 1890 “I principi della psicologia” che definisce la coscienza come un fiume che scorre.

Più precisamente il flusso di coscienza è la materia letteraria, mentre la forma letteraria è quella del monologo interiore, che presenta i pensieri e i sentimenti di un personaggio senza l’intervento di un narratore esterno che riassuma e selezioni le informazioni e corregga la forma.

La coscienza è un flusso non arginabile di momenti e di immagini che lo scrittore fissa sulla pagina e Svevo scriverà in “Saggi e pagine sparse” del 1927:

L’immaginazione è una vera avventura. Guardati dall’annotarla troppo presto perché la rendi quadrata e poco adattabile al tuo quadro. Deve restare fluida come la vita stessa che è e diviene”.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''LA COSCIENZA DI ZENO'': Indice dell'Analisi del Libro ''LA Coscienza di Zeno''

Il narratore è interno e coincide con il personaggio di Zeno Cosini, anzi più precisamente con la sua coscienza che dà il titolo al romanzo.

C’è però una sorta di prefazione attribuibile al DR. S, in cui l’analista spiega le ragioni della pubblicazione, sempre in prima persona ma dal suo punto di vista.

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Attraverso la tecnica del monologo interiore si ripercorrono le vicende salienti della vita del protagonista e si illustrano i suoi pensieri e le sue emozioni rispetto a questi eventi attraverso libere associazioni, così come emergono alla superficie della coscienza.

Da un punto di vista strettamente letterario si tratta però di un narratore poco attendibile, perché non percepisce la realtà dei fatti per quella che è.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''LA COSCIENZA DI ZENO'': Indice dell'Analisi del Libro ''LA Coscienza di Zeno''

Le due tematiche fondamentali sono la complessità e l’imprevedibilità della psiche umana e la conseguente fondamentale incapacità della psicoanalisi di ricondurre i disparati moventi delle azioni umane ad unità. Molti sono i personaggi affetti da disturbi psicologici.

E se da una parte, Zeno scrive il diario per trovare una cura ai suoi disturbi psicologici, primo fra tutti, la mancanza di volontà, dall’altro è il primo a non credere nelle possibilità curative di questa scienza. Tanto che il diario viene pubblicato dal suo analista, proprio perché Zeno ha abbandonato la terapia.

Ma forte è anche l’accento sulla salute fisica, oltre che su quella psicologica. Zeno è ipocondriaco e appena sente qualcuno parlare di una malattia, comincia ad accusarne tutti i sintomi. Confessa egli stesso nel terzo capitolo:

La malattia è una convinzione ed io nacqui con quella convinzione”.

Ciò è in contrasto con molti degli altri personaggi che sono affetti da malattie reali anche gravi, ma non ammettono di essere malati. Ada per esempio affetta da ipertiroidismo. Questi personaggi spesso disattendono le prescrizioni e i consigli dei medici e scherzano sulla loro malattia, intenzionati a godersi quanto gli resta da vivere. Fino ad arrivare alla morte.

Fondamentale per Svevo è comunque svelare gli “autoinganni”, quei segreti insiti nella psiche umana che l’uomo non rivela neppure a se stesso.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''LA COSCIENZA DI ZENO'': Indice dell'Analisi del Libro ''LA Coscienza di Zeno''

La coscienza di Zeno” è un classico della letteratura italiana del XX secolo.

A mio avviso si ascrive nella tradizione di romanzi narranti le avventure di un antieroe, a cui appartiene anche il “Don Chisciotte”.

Sia Zeno che Don Chisciotte condividono un’illusione, al tempo stesso comica e patetica, di libertà. Come direbbero Schopenauer o Pirandello il comico, l’umorismo dell’opera risiede proprio nella divergenza tra la realtà oggettiva e il modo di percepirla del protagonista.

Zeno, come Don Chisciotte, è un fantasista, un uomo che nasconde la realtà anche a se stesso.

Diverso è il momento storico, diversi sono gli ideali ispiratori. Don Chisciotte è un cavaliere che vuole servire il mondo, Zeno Cosini è un borghese che vuole solo perseguire il proprio benessere. Ma entrambi falliscono. Perché la loro vita è tutta una finzione. Zeno scrive il diario pensando di autopsicoanalizzarsi, ma in realtà tutto lo scritto è un disperato tentativo di resistere alla psicoanalisi e alle sue cure.

E la narrazione è fantasiosa, come il narratore, e rende il romanzo una lettura amena e imperdibile, che si alimenta del comico paradosso che soggiace a tutta la narrazione: Zeno tenta di psicoanalizzarsi, ma è profondamente convinto che la psicoanalisi non disponga dei mezzi per capirlo e curarlo. E questo è il paradosso di fondo che avvelena in varie forme la vita dell’uomo moderno, perso in un oceano senza certezze.

 

+30k Ornella Rizzo

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