Recensione ''La tempesta'' (Libro di William Shakespeare) - 5.0 out of 5 based on 2 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''La tempesta''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “La tempesta”.
  • Titolo originale: "The Tempest".
  • Autore: William Shakespeare; 
  • Nazionalità Autore: Inglese;
  • Data di Pubblicazione: 1611; 
  • Editore: Garzanti; 
  • Genere: Commedia; 
  • Pagine: 195 p., brossura; 
  • Voto del Pubblico (IBS): 5 su 5

 

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Recensione del Libro “La tempesta” di William Shakespeare del 1611, genere Classici. Evidenzieremo il riassunto del libro “La tempesta”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “La tempesta” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''LA TEMPESTA'': 

William Shakespeare, considerato il più grande drammaturgo di tutti i tempi, nacque a Stratford-upon-Avon in Inghilterra verosimilmente il 23 aprile 1564 (non abbiamo un registro delle nascite, ma sappiamo per certo che fu battezzato il 26).

Frequentò una scuola locale, la “King’s Grammar School”, dove studiò latino, greco e storia secondo i canoni dell’istruzione elisabettiana. Non frequentò l’università.

Pochi sono i documenti relativi alla sua vita fino all’inizio della sua carriera teatrale, intorno al 1590, nella “Compagnia del Lord Ciambellano” (dal 1603, anno dell’incoronazione di Giacomo I denominata “Gli uomini del Re”) a Londra.

Sappiamo che il padre era un facoltoso commerciante di pelle e che il drammaturgo sposò nel 1582 Anne Hathaway da cui ebbe tre figli, un maschio e due femmine.

Già nel 1597 erano stati pubblicati 15 dei 37 drammi scritti da Shakespeare fino a quel momento, tra cui “Sogno di una notte di mezza estate”.

Recitò davanti alla regina Elisabetta e per il suo successore Giacomo I, entrambi grandi amanti di teatro. Nel 1599 acquistò il teatro Globe, appena costruito.

Fu dopo il 1600 che il drammaturgo compose le cosiddette “tragedie maggiori”: “Amleto” del 1601, “Otello” del 1604, “Re Lear” e “Macbeth” entrambe del 1605, che lo resero celebre in tutto il mondo e i cui protagonisti si ergono a rappresentazioni universali e senza tempo di singole passioni umane: la sete di vendetta, la gelosia, la sete di potere, ecc.

Altre opere sono: “La tempesta” (1611).

Morì a Stratford, dove era tornato nel 1611, il 23 aprile del 1616, all’età di 52 anni.

Shakespeare non si dedicò mai alla pubblicazione delle sue opere, né manifestò mai interesse a che passassero ai posteri. Ma tutte le sue opere teatrali sono contenute nel “Folio” del 1623, seppure non in ordine cronologico, né con l’indicazione della data di composizione.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''LA TEMPESTA'': Indice dell'Analisi del Libro ''La tempesta''

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Una tempesta costringe al naufragio la nave su cui viaggiano Alonso, Ferdinando e Antonio di ritorno dal matrimonio della figlia di Alonso, re di Napoli, con il principe di Tunisi.

Nel frattempo Prospero e sua figlia Miranda osservano, dall’isola su cui vivono, la nave che affonda in lontananza. La ragazza chiede al padre di intervenire in soccorso dei naufraghi. Prospero la rassicura sulla loro sorte e le dice che è giunto il momento che sappia di più sul proprio passato.

Le rivela perciò che con le sue arti magiche ha orchestrato il naufragio che si sta verificando sotto i loro occhi per potersi vendicare del fratello Antonio e del re Alonso, entrambi sulla nave, che hanno cospirato per sottrargli gli trono del Ducato di Milano.

Prospero racconta inoltre alla figlia che, dopo l’usurpazione, erano stati lasciati volontariamente in balia delle onde su una zattera e che solo per un caso fortuito si erano salvati, approdando sull’isola. Tutto ciò è avvenuto dodici anni prima.

Detto ciò, Prospero, con un incantesimo, fa addormentare Miranda e chiama il suo assistente magico, lo spirito dell’aria Ariel. I due portano in salvo tutti i naufraghi, ma li disperdono in piccoli gruppi sull’isola.

Ariel coglie l’occasione per ricordare al suo padrone che da tempo gli ha promesso la libertà, ma Prospero lo rimprovera per le sue richieste, ricordandogli che, prima del suo arrivo, lo spirito era prigioniero della terribile strega Sycorax.

Quando Ariel scompare, Miranda si sveglia e con il padre va a far visita al selvaggio Calibano, figlio di Sycorax e ora servitore di Prospero.

Poco dopo Ariel, mantenendosi invisibile, fa incontrare la ragazza e Ferdinando, figlio di Alonso, secondo un piano architettato da Prospero. I due giovani si innamorano immediatamente.

Prospero è felice che i suoi piani per organizzare il matrimonio della figlia stiano procedendo bene, ma, per evitare che la situazione evolva troppo rapidamente, accusa il ragazzo di fingere soltanto di essere il principe di Napoli e lo imprigiona, incurante delle suppliche di Miranda. Poi invia Ariel a compiere un’altra misteriosa missione.

In un’altra parte dell’isola Alonso, e Antonio, con Gonzalo e Sebastiano, loro servitori, ringraziano Dio per essersi salvati, ma temono per la sorte di Ferdinando. Ariel addormenta Alonso e Gonzalo. A questo punto Antonio propone a Sebastiano di uccidere il re di Napoli, promettendogli il trono di quello stato.

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Lo convince, ma, proprio mentre stanno per colpirlo con la spada, il re si sveglia e i due malfattori inventano una storia improbabile e comica per giustificare le armi che hanno in mano. Ariel torna da Prospero e i quattro si mettono alla ricerca di Ferdinando.

Nel frattempo altri due naufraghi, Stefano e Trinculo, incontrano Calibano: insieme si ubriacano e pianificano di uccidere Prospero.

La scena si sposta poi su Ferdinando, impegnato a raccogliere legna come condanna, e Miranda che gli fa compagnia. I due decidono di sposarsi. Prospero, non visto, è felice dell’evoluzione dei fatti.

Nuovo cambio di scena: Alonso, Antonio, Gonzalo e Sebastiano si fermano a riposare. Ariel compare e li accusa di aver usurpato il trono di Prospero: spiega loro che la scomparsa di Ferdinando è dovuta proprio a questa loro colpa. Alonso è costernato per la preoccupazione e attanagliato dai sensi di colpa. Ariel torna da Prospero portando gli usurpatori con sè.

E a questo punto i fili della storia cominciano a districarsi portando lettore e spettatore verso il lieto e fantasioso epilogo.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''LA TEMPESTA'': Indice dell'Analisi del Libro ''La tempesta''

- Il protagonista è Prospero, uno dei personaggi più enigmatici e complessi tra quelli creati da Shakespeare. È mago, duca e padre amorevole ed è anche il “regista dell’opera, giacchè tutti gli accadimenti sono legati al ritmo dei suoi mutamenti d’umore.

È vittima del fratello Antonio che gli ha usurpato il trono, ma il potere quasi tirannico che esercita sugli abitanti e sugli ospiti dell’isola, i suoi lunghissimi discorsi e lo strapotere che gli viene dalla padronanza delle arti magiche non sempre lo rendono simpatico a spettatori e lettori.

La ricerca della conoscenza è il suo tratto distintivo e anche la causa delle sue vicissitudini. Quando era duca trascurava gli affari quotidiani e questo ha permesso al fratello di rivoltarglisi contro. Ora la responsabilità di amministrare l’isola ha cosparso la sua fronte di rughe.

La sua è magia bianca che tra la sua origine dalla natura, non magia nera originata dal Male. E fondamentalmente è un personaggio buono, come dimostra il modo in cui tratta Antonio che definisce “traditore”, ma che poi non condanna alla pena prevista per i traditori

- Miranda, poco più che quindicenne, è un personaggio tenero, gentile e compassionevole. Ma è anche piuttosto passiva, quasi manipolata dalla volontà e dalle arti magiche del padre, piuttosto infantile e frettolosa nei giudizi che dà delle persone, come la maggior parte degli adolescenti del resto.

- Ariel è uno spiritello dell’aria mutevole e ambiguo: può assumere qualsiasi sembianza o rimanere invisibile agli occhi degli altri personaggi per cui orchestra delle vere e proprie rappresentazioni; obbedisce al proprio padrone in modo tempestivo, ma è evidentemente insofferente alla propria condizione di sottomissione e desidera la libertà.

- Ferdinando è il giovane figlio del Re di Napoli. S’innamora di Miranda dal primo minuto in cui la vede e la purezza del suo cuore e dei suoi sentimenti è dimostrata dalla sua disponibilità ad accettare di essere imprigionato pur di poter restare vicino a lei.

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- Alonso, re di Napoli, ha contribuito all’usurpazione del trono ai danni di Prospero, ma nel corso della commedia evolve e si pente delle proprie azioni precedenti, spinto dalla preoccupazione per la sorte del figlio e dal rimorso.

- Antonio è il vero personaggio negativo dell’opera. Assetato di potere fino a perderne la ragione, ucciderebbe il suo ex-complice Alonso senza alcun motivo reale scatenante, ma solo per invidia del suo potere e del suo titolo di re.

- Infine c’è Calibano, il figlio della precedente padrona dell’isola, la strega Sycorax. Egli rappresenta la materialità in tutti i suoi aspetti più triviali ed è un condensato di appetiti smodati, ma proprio per questo le scene in cui compare sono quelle in cui lettore e spettatore si fanno le loro più grasse risate. Eppure, quando nel III atto descrive la bellezza dell’isola dimostra una sua eloquenza e un’elevata sensibilità.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''LA TEMPESTA'': Indice dell'Analisi del Libro ''La tempesta''

L’azione si svolge su un’isola imprecisata, ma sicuramente ubicata nel Mediterraneo, lungo l’itinerario di viaggio da Tunisi a Napoli.

La descrizione del luogo è affidata nell’atto III alle parole di Calibano, colui che abita lì da più tempo, e che pur nella sua natura animalesca ne coglie tutta la poesia.

Sull’isola crescono meli selvatici, ci sono boschi di noccioli su cui si arrampicano veloci ed agili bertucce; la costa è circondata da scogli su cui si appollaiano i gabbiani; qua e là zampillano sorgenti spontanee di acqua dolce.

L’isola è piena di “dolci suoni, rumori, armonie che non fanno male a nessuno, anzi dilettano”.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''LA TEMPESTA'': Indice dell'Analisi del Libro ''La tempesta''

Il tempo dell’azione è breve. Tutto avviene nell’arco di ventiquattr’ore come vogliono le regole aristoteliche nel periodo rinascimentale per le opere teatrali, ma frequente è il ricorso all’analessi quando Prospero ricorda ciò che è avvenuto dodici anni prima, cioè la sua detronizzazione.

E nel finale l’anziano duca affida la propria sorte al volere dell’audience in un’appassionata prolessi.

L’opera fu scritta in pieno Rinascimento inglese e in essa si celano riferimenti storici precisi, come la visione del principe illuminato, impersonata da Prospero che accetta la solitudine dell’esilio in compagnia dei suoi libri, e la tensione verso la colonizzazione del Nuovo Mondo.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''LA TEMPESTA'': Indice dell'Analisi del Libro ''La tempesta''

Nell’azione si alternano scene legate alla trama principale (le vicende della vita di Prospero) ed altre imperniate sul personaggio di Caliban (subplot), in cui si realizzano momenti di intensa e grassa comicità.

Come sempre, nella versione in lingua originale la maggior parte dell’opera è scritta in alessandrini, che in italiano vengono con endecasillabi sciolti.

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Vi sono però dei personaggi, in genere quelli più comici e triviali, come qui Calibano, che si esprimono sempre in prosa.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''LA TEMPESTA'': Indice dell'Analisi del Libro ''La tempesta''

Trattandosi di un’opera teatrale non c’è narratore e pensieri e moventi dei personaggi si definiscono attraverso le loro parole e le loro azioni.

Ma Prospero ed Ariel a volte assumono la funzione di regista e aiuto regista nella creazione di scene realizzate ad hoc perché possano realizzarsi le intenzioni del re detronizzato.

Inoltre, di tanto in tanto, a turno, alcuni personaggi narrano quello che è avvenuto fuori dalla scena o nel passato, svolgendo quindi la funzione di narratore.

In particolare alla fine dell’opera Prospero si rivolge al pubblico, raccontando l’epilogo della storia, quindi ponendosi ben oltre la dimensione di un narratore onnisciente

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''LA TEMPESTA'': Indice dell'Analisi del Libro ''La tempesta''

Una delle tematiche centrali dell’opera è l’illusorietà e la soggettività della giustizia: Prospero, vittima usurpata del proprio potere, esercita un dominio quasi tirannico su Ariel e Calibano e con la potenza delle proprie arti magiche pilota la vita e i sentimenti degli altri personaggi.

In più di un passaggio Prospero esplicita la propria visione della giustizia, ma molto spesso essa appare soggettiva e personalistica, se non addirittura ambigua.

C’è poi la tematica metalinguistica: Prospero, alter-ego di Shakespeare, assume progressivamente il ruolo di autore e creatore di una storia, quella delle vicende dei personaggi sull’isola che manipola come burattini. Il duca detronizzato ci propone inoltre un modello di arte e di creatività.

Le due tematiche s’intrecciano e attraverso i trucchi e le messe in scena da lui architettate, Prospero convince tutti i personaggi, platea e lettori, della correttezza della propria visione e conquista alla propria causa.

Una volta conquistata la sua audience, tutto si risolve per il meglio: l’anziano Duca di Milano perdona i propri nemici, libera i propri servitori e rinuncia ai poteri magici rimanendo davanti a noi solo come un povero vecchio e a lui va tutta la nostra simpatia.

Strettamente connessa alla prima delle tematiche già evidenziate, c’è quella della colonizzazione e del modo più corretto di esercitare il potere in terre nuove, abitate da popolazioni meno evolute.

Siamo alla vigilia della colonizzazione del Nuovo Mondo: la Mayflower arriverà a Plymouth nel 1621 e ormai in Europa cominciano a diffondersi notizie sulla natura incontaminata del continente americano di cui l’isola è metafora e delle popolazioni indigene, di cui Calibano è l’icona.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''LA TEMPESTA'': Indice dell'Analisi del Libro ''La tempesta''

L’opera è l’ultima scritta da Shakespeare, un magistrale addio alle scene, atto volontario come quello di Prospero di rinunciare ai propri poteri magici.

E l’atmosfera magica che pervade la scena affascina il lettore come lo spettatore a teatro, trasportandolo in un mondo popolato di spiritelli ed esseri soprannaturali: un mondo che diventa reale quando la poesia insita nell’elemento magico supera lo scetticismo degli stessi personaggi.

Shakespeare ottiene dal lettore, come dallo spettatore, con la sua abilità nel manipolare le parole, una sospensione dell’incredulità, “a sospension of disbelief”, fino a rendere gli eventi narrati se non possibili, almeno accettabili, e comunque affascinanti e coinvolgenti.

Se con le parole Shakespeare crea sulla scena all’inizio dell’opera una tempesta realistica che sa di salmastro, sempre con le parole ci convince dell’esistenza di Ariel, spiritello del fuoco che appare per la prima volta sul ponte della nave, di quella di Calibano, figlio della strega Sycorax e del diavolo, e della veridicità di tutti gli eventi narrati.

La lettura convince come la visione della pièce e al termine niente sembra più incredibile.

Leggete per credere!

 

+30k Ornella Rizzo

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