Recensione ''L’atelier dei Miracoli'' (Libro di Valerie Tong Cuong) - 4.7 out of 5 based on 3 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''L'ATELIER DEI MIRACOLI''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “L’atelier dei miracoli”.
  • Titolo originale: "L’atelier des miracles".
  • Autore: Valerie Tong Cuong. 
  • Data di Pubblicazione: uscito in Francia nel 2013, è stato pubblicato in Italia nel gennaio del 2014.
  • Editore: Salani (collana ''Romanzo''). 
  • Genere: Narrativa contemporanea. 
  • Pagine: 215 p., rilegato. 
  • Voto del Pubblico (IBS): 3,48 su 5

 

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BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''L'ATELIER DEI MIRACOLI'':

Valerie Tong Cuong è nata a Parigi e ha studiato letteratura e scienze politiche.

Dopo aver lavorato otto anni nel settore delle comunicazioni e della pubblicità, ha iniziato a dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. I suoi romanzi sono tradotti in sedici lingue e pubblicati in venti paesi.

Una curiosità: la scrittrice ha deciso di pubblicare col cognome del marito (di origine vietnamita) perché, sebbene scrivesse da anni, è stato lui a convincerla a inviare il primo romanzo a un editore, cambiandole la vita. Ragion per cui questo romanzo, come tutti gli altri di Valerie Tong Cuong, sono dedicati al marito Eric

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''L'ATELIER DEI MIRACOLI'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'atelier dei miracoli''

I protagonisti di questo romanzo sono due donne e un uomo sull’orlo di un baratro.

Millie Becker è una giovane ragazza che sopravvive a un incendio ma, non avendo nessuno a casa che la aspetti (non ha amici, né un fidanzato, né una famiglia), una volta risvegliatasi in ospedale, finge un’amnesia per sfuggire alla profonda solitudine che la attanaglia. Il signor Mike (Michel Jean-Pierre) è un ex soldato che, dopo aver disertato, ha perso tutto ed è finito a vivere per strada. Ormai costantemente vittima dell’alcool, rimedio a pensieri che non gli danno pace, in seguito ad un pestaggio, finisce in ospedale.

Mariette Lambert invece è un’insegnante dalla vita apparentemente serena. In realtà dopo anni di sottili violenze psicologiche subite sia in famiglia sia a scuola reagisce aggredendo uno studente e finisce in una clinica psichiatrica. Tre persone allo sbando, tre vite distrutte. Fino all’incontro con un uomo che si offrirà di soccorrerle, aiutandole a superare il momento di crisi.

Viene spontaneo a questo punto domandarsi cosa spinga il carismatico Jean Hart, fondatore e gestore dell’Atelier dei miracoli, ad aiutarli. È un aiuto disinteressato il suo o dietro l’altruismo c’è il desiderio di manipolare le vite altrui?

 

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ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''L'ATELIER DEI MIRACOLI'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'atelier dei miracoli''

Millie Becker è una ragazza di ventitré anni. Completamente sola, senza famiglia né amici, si muove nella vita in maniera silenziosa, senza lasciare alcuna traccia. Ha un diploma di segretaria ma si accontenta di qualunque tipo di lavoro pur di riuscire a pagare l’affitto e a mangiare. Sceglie i vestiti in funzione del prezzo e al fine di apparire anonima, senza accertarsi di cosa le doni. Ha cioè deciso di vivere come un fantasma. La sua personalità ci viene svelata man mano che si va avanti con il racconto e, in seguito all’incontro con Jean Hart, vedremo questa giovane donna che cerca di ricostruirsi la vita, iniziando dal suo aspetto fisico, e capiremo i motivi che l’avevano spinta a vivere ignorata dal mondo. Alla fine la ritroveremo più forte e saggia, consapevole delle sue potenzialità e intenzionata a riprendersi il tempo perso.

Il signor Mike (Michel Jean-Pierre) è un ex soldato della guerra in Afganistan dall’aspetto massiccio. Sebbene non abbia frequentato le superiori, si è istruito leggendo libri e giornali, convinto che l’ignoranza faccia più danni di una granata. Dopo aver disertato e aver perso tutto, compresa la moglie, vive per strada vicino ai cassonetti, all’uscita di un minimarket. Grazie alla sua parlantina, all’aspetto e al modo di porsi, ha successo con le persone e diventa un leader tra i barboni della zona. Ma le ferite che si porta dentro (un’infanzia difficile, le ragioni che l’hanno portato a disertare, l’abbandono della moglie) continuano a tormentarlo, facendogli cercare continuo conforto nell’alcool. Quest’uomo appare sin dall’inizio singolare. Si sente subito, dal modo in cui racconta i suoi pensieri, che vale molto di più di quello che può sembrare. Attaccato ai valori piuttosto che all’apparenza delle cose, ha preferito essere definito disertore dalla gente piuttosto che andare contro la propria coscienza. E anche questo personaggio si evolverà sotto i nostri occhi nel corso delle pagine, raggiungendo l’apice nel momento in cui si ribellerà ai metodi poco ortodossi utilizzati nell’Atelier dei miracoli. Mariette Lambert è un’insegnante di storia e geografia, stressata a causa del lavoro e dell’ironia crudele e arrogante di cui il marito si serve da anni per umiliarla. Anche lei si evolverà in seguito all’incontro con Jean Hart. Cambierà sia caratterialmente, riuscendo ad ammettere le ferite che si porta dentro e a superare i propri limiti, che fisicamente, iniziando di nuovo a prendersi cura del suo aspetto e quindi ad amarsi. Anche lei alla fine più forte e combattiva.

Jean Hart, carismatico fondatore dell’associazione benefica che aiuta le persone in crisi, appare invece sin da subito come ambiguo e poco chiaro. Fisicamente è un cinquantenne dai tratti regolari e dal fisico nella norma, ma caratterialmente passa dall’essere dolce e rassicurante ad avere scatti violenti e arroganti. Alla fine però si sveleranno anche nel suo caso le motivazioni profonde dietro i suoi atteggiamenti, e arriveremo a capire che non è il deus ex machina che muove le fila ma semplicemente un uomo e, come tale, imperfetto.

L’evoluzione psicologica dei personaggi è molto ben delineata e ci permetterà di capire le ragioni alla base delle loro azioni, di giustificarli e in parte anche perdonarli.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''L'ATELIER DEI MIRACOLI'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'atelier dei miracoli''

Il romanzo è ambientato a Parigi. In realtà vi sono pochissime descrizioni dell’ambiente circostante, se non quando la scrittrice descrive gli interni al fine di aiutare il lettore a meglio rappresentarsi la scena.

Sicuramente maggiore risalto hanno invece le descrizioni delle emozioni dei protagonisti e, le poche descrizioni dell’ambiente circostante, come per esempio l’incendio che devasta l’appartamento di Millie Becker, servono solo a meglio sottolineare le sensazioni da loro provate.

 

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TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''L'ATELIER DEI MIRACOLI'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'atelier dei miracoli''

La storia è ambientata nei giorni nostri. Il racconto parte dal presente e termina, con un salto temporale rapido, ben cinque anni dopo. Naturalmente nell’evoluzione dei personaggi ha molta importanza il passato, che ci viene raccontato man mano che la narrazione procede, mediante ricordi o conversazioni.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''L'ATELIER DEI MIRACOLI'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'atelier dei miracoli''

Il linguaggio usato dalla scrittrice è semplice, piacevole e scorrevole, con uno stile che è toccante, senza essere sdolcinato.

Il fatto che ogni capitolo sia raccontato da un personaggio diverso permette di mantenere viva l’attenzione del lettore, perché la medesima vicenda, scandagliata da punti di vista differenti, risulta ancor più interessante. Inoltre i personaggi sono talmente ben caratterizzati che è facile identificarsi in loro e nelle emozioni che provano.

Rispetto agli altri personaggi Jean Hart si esprime in maniera singolare, essendoci nelle sue affermazioni delle grandi perle di saggezza, ma nessuna parte del suo discorso è poco comprensibile o fastidiosa per il lettore. Nella prima parte prevale il racconto. Poi, mentre i personaggi interagiscono tra loro, si mescolano narrazione e dialoghi.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''L'ATELIER DEI MIRACOLI'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'atelier dei miracoli''

Ogni capitolo è narrato da uno dei tre personaggi principali in prima persona, e prende da loro il nome, quindi ci troviamo dinanzi ad un romanzo corale. Ogni personaggio racconta la storia dal suo punto di vista, rendendoci partecipi delle sensazioni provate.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''L'ATELIER DEI MIRACOLI'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'atelier dei miracoli''

Questo libro ci invita a riflettere sulla complessità dei rapporti umani e su come sia necessario apprezzare la vita, perché unica e insostituibile. Spesso infatti le persone entrano in crisi, per i motivi più disparati, isolandosi perché non sempre si ha il coraggio di chiedere aiuto o la fortuna di essere aiutati. Jean Hart rappresenta colui che tende la mano, che ascolta e motiva, perché spesso è questo solo ciò di cui si ha bisogno quando ci si sente smarriti. Ma in un mondo come il nostro, in cui le buone azioni sembrano avere sempre un secondo fine, viene subito da chiedersi dove sia l’inganno, cosa si nasconda dietro tutta questa benevolenza.

Anche Jean Hart è un uomo, come tale non esente da errori, e dietro il suo desiderio di aiutare ci sono delle ragioni con cui lui stesso dovrà fare i conti. Ragioni che lo portano a manipolare le persone, pensando di essere nel giusto.

Quindi alla fine della lettura tutti siamo chiamati a riflettere su quanto sia importante l’incontro con le persone giuste, perché il rischio di incontrare chi riesce a usarti servendosi della tua fragilità è dietro l’angolo, mentre è necessario essere consapevoli che, con o senza aiuto, solo noi possiamo essere gli artefici di un miracolo.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''L'ATELIER DEI MIRACOLI'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'atelier dei miracoli''

Questo romanzo, eccezion fatta per il finale, mi è piaciuto. La parte più bella è senza dubbio quella relativa alla descrizione di come il carisma e il fascino di Jean Hart riescano a infondere coraggio e fiducia in persone smarrite. Chi di noi a volte non avrebbe bisogno di incontrare sulla propria strada una struttura come l’Atelier dei miracoli?

Nel momento in cui si delineano i primi sospetti sull’ambiguità del benefattore Jean Hart mi sono piacevolmente incuriosita e andavo avanti velocemente nella lettura, cercando il colpo di scena.

Il finale del libro è stato per me un po’ una delusione. Non perché io lo reputi eccessivamente buonista o poco realista. Tutt’altro. Sono infatti dell’opinione che quando dai inconsapevolmente ti aspetti di ricevere qualcosa quindi l’aiuto è sempre legato a una qualche forma d’interesse. Fermo restando che ci sono dei limiti da non superare e nel romanzo questa linea immaginaria è invece valicata.

Quello che mi ha infastidito, lasciandomi l’amaro in bocca, è il contrasto tra l’attenta e dettagliata analisi che caratterizza i due terzi del romanzo e il finale veloce e poco sviscerato. Avrei sicuramente apprezzato un capitolo in più e non la sensazione che l’autrice avesse fretta di terminare il libro (forse era in ritardo e la casa editrice premeva?). Tutto sommato, visti i tanti aspetti positivi, mi sento di consigliare l'acquisto e la lettura di questo libro.

Ultima osservazione: ho individuato un errore grammaticale nelle pagine del romanzo (posizione 2018 nella versione ebook “la piccola non avrà capito perché gli ho rivolto a malapena la parola”). Un errore dovuto non alla scrittrice ma al lavoro di traduzione. E ho pensato, in una realtà come quella odierna in cui pochi sanno scrivere ma tutti ci affidiamo agli sms e agli strumenti di correzione grammaticale su internet, almeno i libri non dovrebbero insegnare l’italiano corretto?

 

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