Recensione ''L'uomo che ride'' (Libro di Victor Hugo) - 5.0 out of 5 based on 3 votes

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''L’uomo che ride''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “L’uomo che ride”.
  • Titolo originale: "Per ordine del re".
  • Autore: Victor Hugo. 
  • Data di Pubblicazione: 1869. 
  • Editore: Mondadori (collana ''Oscar Classici''). 
  • Genere: Romanzo, Classici (prima del 1945). 
  • Pagine: 718 p., rilegato. 
  • Voto del Pubblico (IBS): 4,92 su 5

 

DOVE COMPRARLO

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''L’UOMO CHE RIDE'':

Victor Hugo nasce il 26 febbraio 1802 a Besancon. Il nome di battesimo è Victor - Marie Hugo ed è il terzo figlio di Joseph - Lèopold Sigisbert Hugo (generale dell’esercito di Bonaparte) e di Sophie Trèbuchet (figlia di un armatore di Nantes). La madre Sophie ha rappresentato per il figlio la guida della sua carriera letteraria.

Da incallita lettrice gli ha trasmesso e ha sostenuto la sua vena da scrittore. Nel 1815, anno della sconfitta di Waterloo, Victor viene mandato insieme al fratello Eugène al convitto Cordier, ove doveva preparare gli esami di ammissione alla scuola Politecnica, ma si dedica alla poesia e compone i suoi primi versi.

Nel 1818, i due fratelli, decidono di intraprendere gli studi di giurisprudenza. Un anno più tardi, Victor Hugo, assieme ai fratelli, fonda la rivista bimestrale “Le Conservateur littéraire”.

Nell’ottobre del 1822 contrae matrimonio con Adèle Foucher. La celebrazione avviene nella chiesa di Saint-Sulpice di Parigi. Dal loro amore nascono cinque figli, ma l’illusione di un amore puro, vero e duraturo svanisce presto. Infatti, viene a conoscenza del tradimento della moglie. Il suo rivale è un amico della coppia, Sainte-Beuve. A scaldare il suo cuore sarà Juliette Drouet, attrice di teatro. Anche la sua amante è infedele, ma nonostante ciò, Victor Hugo, le ha dedicato molte opere.

Con l’avvento della Rivoluzione si interrompe la sua attività di letterario e inizia la sua ascesa nel campo politico. Si posiziona al fianco della destra conservatrice, poi si schiera dalla parte dei repubblicani. Lascia la Francia con passaporto falso e raggiunge Bruxelles. Nel 1852 Napoleone firma il decreto di espulsione di Hugo. Rientra nella sua patria il giorno 5 settembre dell’anno 1870, anno della caduta di Napoleone III. Riprende la sua attività letteraria e vede la luce il romanzo "Novantatré" (1874).

Muore nel 1878, a seguito di una congestione cerebrale. La sua tomba La sua tomba si trova al Pantheon di Parigi, ove c’è anche quella degli altri due illustri scrittori francesi (Alexandre Dumas ed Émile Zola). Si deve dire che il suo cervello è stato anche oggetto di studio, perché avente un volume superiore alla media (2000 cm3 rispetto ai 1500 cm3).

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''L’UOMO CHE RIDE'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'uomo che ride''

Seguici su:

Condividi l'articolo su:

La storia inizia in una notte tipicamente invernale. Il 29 gennaio del 1690, un piccolo bambino di 10 anni viene abbandonato da un gruppo di adulti, nelle vicinanze di Portland. Gli uomini salgono sulla nave per lasciare la propria terra, ma poco dopo la nave affonda.

Il bimbo, disperato si mette in cammino, nonostante il freddo causato dalla neve. Nel suo cammino incontra un cadavere e poi una donna morta con in braccio una neonata. Il bimbo prende con sé la piccola. Cerca aiuto, ma non trova alcuna anima pia. Giunge in una sorta di casa mobile; qui trova ospitalità. Ad ospitarlo sono un uomo e un lupo, Ursus ed Homo.

L’inversione dei significati dei nomi evidenzia i lati di entrambi e la forza che deriva dalla loro unione. Hursus, appena vede i bambini si rende conto della realtà: lui è deformato e lei è una non vedente. Il papà adottivo li accoglie; la scena va avanti di qualche anno. Lui, di nome Gwynplaine ha 25 anni, lei di nome Dea ha 16 anni. Il nuovo nucleo familiare vive nella casa mobile e si esibiscono in alcuni spettacoli.

Durante una rappresentazione (a Londra), Gwynplaine fa breccia nel cuore della duchessa Josiane. Un giorno, Gwynpliane, viene portato via ed è inevitabile lo sconforto soprattutto di Dea, innamorata di lui. Al momento dell’abbandono, gli uomini, avevano rilasciato un messaggio e dichiarato l’identità del piccolo di 10 anni abbandonato sulla terraferma. Ebbene, si scopre, tramite la lettura della pergamena, che Gwynpliane è figlio legittimo di Lord Linnaeus Clancharlie, pari d’Inghilterra.

Gwynplaine diviene nobile, acquistando il relativo titolo e condotto alla camera dei Lord per procedere all’investitura ufficiale. Il “nuovo” nobile, tiene un discorso in pubblico e sottolinea l’errato comportamento dell’aristocrazia nei confronti del popolo e della gente comune. Ma, viene deriso e preso in giro da tutti gli astanti. A tal punto, decide di ritornare dai suoi fedeli compagni di viaggio: Hursus, Dea e Homo, ma scopre che sono stati mandati via dall’Inghilterra.

All’improvviso incontra Homo e li raggiunge su una nave quasi in partenza. Li abbraccia, ma Dea, già debole, muore poco dopo. Il “nobile” Gwynplaine vuole seguire Dea anche nell’altro mondo e in maniera silenziosa si getta nelle acque della Manica.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''L’UOMO CHE RIDE'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'uomo che ride''

Gwynplaine è il protagonista indiscusso dell’opera; è colui che collega l’intero filo della storia. Non si sa se sia stato sfortunato o fortunato. Forse entrambi, ma sicuramente ha mostrato una grande forza e una grande fedeltà alla vita e alle scelte. Ha raccolto la piccola Dea e con lei ha dato fine ai suoi giorni. Nella sua deformazione non si è lasciato andare in atteggiamenti di vittimismo; al contrario ha proseguito da solo il suo “cammino”. Una volta arrivato all’apice (tale può essere considerato anche il momento della scoperta delle sue origini nobili) è rimasto uomo. L’uomo che ride, che “ride” all’aristocrazia. Alle insinuazione ironiche del mondo nobile, ha preferito rispondere con l’allontanarsi e ritornare all’origini e “ridere” e gioire, anche oltre la vita con la sua amata Dea.

Hursus è la salvezza del piccolo bimbo abbandonato e della pura bambina non vedente. Un po’ filosofo, un po’ scrittore, un po’ poeta è stato un vero padre. Un po’ burbero nei modi, ma con un cuore grandi. Ha dato ai piccoli dei nomi, cibo e una casa (mobile). Quella casa ha dato loro da vivere con le rappresentazioni teatrali e li ha formati caratterialmente. Dopo gli spettacoli, non hanno mai indossato una maschera.

Dea, anima debole e fortemente innamorata del suo protettore, di colui che le ha salvato la vita. Un’ombra della vita di Gwynplaine, motivata e determinata nel seguirlo. Lo riesce a vedere non con gli occhi in quanto non vedente, ma con l’anima.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''L’UOMO CHE RIDE'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'uomo che ride''

Compra il libro qui recensito al miglior prezzo

La vicenda è ambientata nell’Inghilterra del Settecento. Le scene iniziano a Portland, poi si passa per dei sentieri bui, a tratti paurosi, ove alla fine, il protagonista vede una “luce”. Punto cruciale dell’ambientazione è la casa mobile dei tre e del lupo, una casa che evidenzia il distacco evidente tra loro e la vita condotta a Londra. Sono narrate scene ambientate in campagna e in città.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''L’UOMO CHE RIDE'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'uomo che ride''

L’uomo che ride è ambientato nell’Inghilterra di inizio Settecento. Leggendo il romanzo, si notano evidenti riferimenti storici al fenomeno del feudalesimo in Inghilterra, all'evoluzione del Diritto, alla stessa Rivoluzione e successiva restaurazione, nonché alle prerogative e privilegi dei nobili e l’assenza degli stessi per le persone comuni.

E’ lapalissiano il rapporto di subordinazione tra i ceti più alti e quelli più bassi; gerarchia che si insinua anche tra i singoli rapporti interindividuali. La figura dei nobili viene parificata ad una sorta di tiranno senza sentimenti di umiltà, sensibilità o pietà verso gli altri. Non era concepibile la figura di un nobile “democratico”.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''L’UOMO CHE RIDE'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'uomo che ride''

E’ scritto in francese. Il linguaggio usato è estremamente raffinato, tipico del periodo dell’autore. A tratti ricercato; in alcuni punti un po’ complesso, ma mai pesante. Mostra una valenza onirica e il modo magistrale in cui è scritto è capace di attirare tutti. Sono presenti termini inglesi, francesi, spagnoli e alcune forme di dialetto, come comprachicos, presente nel prima parte dell’opera.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''L’UOMO CHE RIDE'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'uomo che ride''

Il narratore è Victor Hugo. Racconta magistralmente una storia profonda che a prescindere dalla trama non cade mai nel grottesco. Anche i dialoghi sono resi in una sensazioni di imminente presente; il narratore racconta tutta la vicenda con una encomiabile estraneità dai personaggi, ma con una capacità di trasmettere i lati di tutti come se stesse parlando in prima persona.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''L’UOMO CHE RIDE'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'uomo che ride''

Tematica centrale e costante è la differenza tra nobili e poveri, nonché la prevaricazione dei primi sui secondi senza alcuna sostanziale forma di legittimazione. Non a caso, il termine lord, con cui vengono definiti significa Signore e in senso religioso Dio. Il protagonista, infatti, è figlio di un nobile punito dato che si è mostrato "democratico" e "repubblicano", derogando in maniera palese ai privilegi innati della nobiltà.

Il bimbo dal viso deformato è simbolo della disperazione della lotta di classe, ma allo stesso tempo anche simbolo di vittoria, seppur sofferente. Ognuno vive in un personale mondo, in una campana di vetro o in un’unica visione dell’esterno. Alla felicità, anche apparente, di taluni, viene celatamente o anche in maniera diretta, risaltata l’indole di contrasto interiore. Ai soldi e alla materialità dei nobili, si giustappone lo spirito di iniziativa e di fratellanza (meglio paterno) di Hursus, accompagnato dal suo amico fedele, chiamato Homo.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''L’UOMO CHE RIDE'': Indice dell'Analisi del Libro ''L'uomo che ride''

L’uomo che ride rappresenta (oltre ai Miserabili) uno dei capolavori del grande Victor Hugo. La descrizione della storia dei tre mimi che vanno alla ricerca della parte nobile della società dell’epoca, evoca sentimenti di tristezza e catapulta il lettore in quell’epoca. Opera onirica, meravigliosa e molto profonda. Il sentimento d’amore dei due orfani (reciproco) dona una linea romantica ad un romanzo in parte anche storico e in quanto tale molto istruttivo. La storia descritta fa riflettere e porta a formulare delle misteriosi considerazioni sulla superficialità degli esseri umani.

Nella lettura, il sentimento di sconvolto è spesso latente, ma la profondità della storia raccontata è tale da oltrepassare la purezza e la timidezza di ogni anima. Con le parole raffonate e ricercate, Victor Hugo, riesce davvero ad arrivare al cuore di tutti e a farli innamorare dei suoi personaggi. Il finale è commuovente, anche se inaspettato. Hugo, trasporta il lettore in ogni parola e in ogni virgola della sua opera.

Dopo la lettura, ci si sentirà molto arricchiti e forse di avrà voglia di amare di più il mondo e le persone. Gli insegnamenti e la morale dell’opera resteranno impressi nella memoria di tutti coloro che vorranno leggere questo capolavoro della storia della letteratura mondiale. Non morirà mai.

 

COMMENTA questa Recensione del Libro ''L’uomo che ride''Indice dell'Analisi del Libro ''L'uomo che ride''


«Quanto ti è piaciuto questo articolo???»
... Aiutaci:

1) Condividendolo sui Social Network;

2) e Registrandoti per Commentarlo QUI sotto.

Grazie di cuore!

N.B. L'autore di questo articolo manleva da ogni qualsivoglia responsabilità questo sito e chi vi ci lavora per qualunque danno arrecato. Se pensi che ci sia stato dichiarato il falso e/o siano state commesse delle infrazioni legali, scrivici per poterti mettere in contatto direttamente con l'autore che si assume il 100% della responsabilità.

Entra per commentare