Recensione ''Il paradiso degli orchi'' (Libro di Daniel Pennac) - 5.0 out of 5 based on 1 vote

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Il paradiso degli orchi''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Il paradiso degli orchi”.
  • Titolo originale: "Au bonheur des ogres".
  • Autore: Daniel Pennac;
  • Nazionalità Autore: Francese;
  • Data di Pubblicazione: prima ed. francese 1985; prima ed. italiana Feltrinelli 1991;
  • Editore: Feltrinelli;
  • Genere: Giallo poliziesco;
  • Pagine: 202 p., brossura;
  • Voto del Pubblico (IBS): 3,7 su 5.

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Recensione del Libro “Il paradiso degli orchi” di Daniel Pennac del 1991, genere giallo poliziesco, Narrativa straniera moderna e contemporanea. Evidenzieremo il riassunto del libro “Il paradiso degli orchi”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Il paradiso degli orchi” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''IL PARADISO DEGLI ORCHI'':

Daniel Pennac (pseudonimo di Daniel Pennacchioni), è nato a Casablanca nel 1944 da genitori francesi. A causa della carriera militare di suo padre, vive l'infanzia spostandosi tra l'Africa, l'Asia e l'Europa, fino a stabilirsi in Francia. Nello studio è sempre stato un pessimo alunno, in parte anche a causa della sua dislessia. Solo alla fine del liceo uno dei suoi professori capisce finalmente la sua passione per la scrittura e gli chiede di scrivere un romanzo a puntate settimanali.

Riesce a laurearsi in Lettere, diventando ben presto insegnante (ruolo al quale si appassiona subito) e scrittore. La sua carriera di romanziere tarda a decollare e Pennac si dedica allora ai racconti per bambini.

Negli anni '80 pubblica il primo romanzo del ciclo Malaussène: Il paradiso degli orchi. Questa sconclusionata famiglia gli darà il successo tanto atteso. Di questa serie fanno parte anche “La fata carabina”, “La prosivendola”, “Signor Malaussène”, “La passione secondo Thérèse” e “Ultime notizie dalla famiglia”.

Di rilievo sono anche alcuni romanzi per bambini, tra cui “Ernest e Celestine” e “L'occhio del lupo”, e un saggio sulla scrittura, “Come un romanzo”. Oltre ad aver vinto alcuni premi letterari, nel 2005 viene insignito della Legion d'onore per le arti e la letteratura. A 18 anni dall'ultimo romanzo sulla saga di Belleville, esce nelle librerie “Il caso Malaussène: Mi hanno mentito”.

RIASSUNTO DEL LIBRO ''IL PARADISO DEGLI ORCHI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il paradiso degli orchi''

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Benjamin Malaussène ha una famiglia eclettica e bizzarra. Fratellastri e sorellastre che vivono insieme sotto la sua supervisione, figli, tutti, di una madre che sparpaglia uomini. Oltre a uno zio omosessuale che protegge vecchietti e travestiti, una zia giornalista e ladra, un cuoco musulmano e un cane epilettico.

Neanche il lavoro che svolge al Grande Magazzino è comune: Malaussène è il Capro Espiatorio, fondamentale elemento dell'Ufficio Reclami. Il suo compito è quello di prendersi tutte le responsabilità dei prodotti difettosi, impietosendo i clienti furiosi a tal punto da far ritirare le denuncie, e Benjamin lo svolge egregiamente, si direbbe quasi un artista.

La frenetica routine del Magazzino viene spazzata via, alla vigilia di Natale, dall'esplosione di una bomba in cui resta ucciso un cliente. Le cose peggiorano quando a distanza di poche settimane avviene un'ulteriore esplosione; poi un'altra, e un'altra ancora. Nuovi morti, nuovi innocenti che sembra non abbiano nulla in comune, se non il fatto che Malaussène sia sempre presente.

Al centro delle perplessità di colleghi furiosi e di un commissario di polizia estremamente attento, il nostro capro espiatorio inizia a notare dettagli curiosi e sinistri che riguardano le vittime. Pare, infatti, che non fossero tutte persone perbene, o quantomeno avessero dei riprovevoli piaceri.

Mentre Benjamin decide se comunicare o meno quello che ha scoperto al commissario Rabdomant, per la famiglia le cose si mettono male. Tra Clara e le sue pericolose fotografie, Jérémy che fa saltare in aria la scuola per provare al fratello come sia possibile costruire una bomba artigianale e Thérèse, con la sua chiaroveggenza, che viene trovata sul luogo dell'ultimo omicidio...come riuscirà Ben a tirarsi fuori da questo incubo nel quale tutti lo credono colpevole?

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''IL PARADISO DEGLI ORCHI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il paradiso degli orchi''

- Benjamin Malaussène: professione capro espiatorio, fratello maggiore e unico sostenitore di una famiglia numerosa e bizzarra, senza genitori e in continua espansione. Ben è un fratello amorevole e delicato, innamorato di tutti i suoi ragazzi, anche di quelli che ancora devono nascere. Cambia lavori continuamnete e accetta qualunque mansione pur di provvedere al sostentamento della famiglia. È una persona buona anche se non crede in se stessa (ha una laurea che non ha mai usato, paura forse di dover dimostrare qualcosa). Può sembrare cinico, ma nasconde un animo bisognoso di amore.

- Louna: maggiore delle sorelle, appena maggiorenne e incinta del suo unico grande amore. Assilla Benjamin con la sua incapacità di prendere un decisione: far "saltare il piccolo inquilino" o perdere l'uomo che ama.

- Clara: seconda delle sorelle di Malaussène, con la sua calda voce, attenta osservatrice della realtà, che per anestetizzare l'orrore di ciò che vede ha bisogno di fotografarlo. Riesce sempre a calmare Benjamin che la ama di una passione tenera e sconfinata.

- Thérèse: sorella minore, vive in un mondo tutto suo, distratta dalla realtà dalla sua passione per gli astri e il misticismo.

- Jérémy: penultimo della famiglia, attaccato alla realtà, avido di storie da brivido che il fratello maggiore gli racconta ogni sera.

- Il piccolo: ultimo arrivato, cinque anni, un paio di occhiali rosa e un grande sorriso che rasserena Benjamin.

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- Théo: amico fraterno di Malaussène, gay, lavora anche lui al Grande magazzino; ama fotografarsi in abiti sgargianti, ognuno dei quali adatto alle sue abitudini di vita fuori dal magazzino. Si prende cura dei tavestiti di Parigi e dei vecchietti del quartiere.

- Stojil: guardia notturna del Magazzino, di origine serba, amico di scacchi e di discussioni politiche di Malaussène. Ha passato la vita tra una vocazione persa velocemente, l'appartenenza al partito comunista e un lavoro da poliziotto. È un osservatore sveglio e attento che tiene compagnia a Ben nelle sue notti insonni.

- Rabdomant: il commissario di polizia a cui è affidato il caso del bombarolo. È una figura silenziosa e calma che nasconde un occhio attento e indagatore. È profondamente convinto dell'innocenza di Malaussène, che si fida di lui perché lo definisce un cercatore nato.

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''IL PARADISO DEGLI ORCHI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il paradiso degli orchi''

Parigi è la grande protagonista di questa vicenda, in particolare il quartiere di Belleville, dove vive la famiglia Malaussène. Si sente, attraverso il racconto, l'amore che lo scrittore trasmette al protagonista per questi luoghi contraddittori e multirazziali, descritti sempre con dovizia di particolari e aggettivi. Si ha, a volte, la sensazione di riuscire a sentire gli odori di Belleville o a vedere i suoi colori.

L'altro grande protagonista è il Grande Magazzino, dove è ambientata quasi l'intera vicenda. Ne nasce una descrizione calda e amorevole, di un posto che Malaussène conosce in ogni più piccolo particolare, e dove si sente a casa, soprattutto nelle notti passate con Stojil a giocare a scacchi.

Ultimo, ma non meno importante, è la casa di Benjamin, anche se intravediamo solo la camera da letto sua e quella dei bambini, dove la famiglia si riunisce ad ascoltare le storie della buonanotte.

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''IL PARADISO DEGLI ORCHI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il paradiso degli orchi''

La storia raccontata ne "Il paradiso degli orchi" si volge al tempo in cui l'autore la scrive. Nonostante non ci siano particolari che ci permettano di collocarla in un determinato anno, si capisce comunque che sono tempi moderni, dalle descrizioni degli ambienti, dalle abitudini di vita dei protagonisti e soprattutto dagli articoli venduti nel Grande Magazzino.

Tutta la narrazione, al presente, senza flashback, si snoda in pochi mesi, cosa di cui siamo certi grazie alla gravidanza della sorella di Malaussène. Il romanzo inizia infatti con Louna già incinta di qualche mese e termina con la nascita dei gemelli.

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''IL PARADISO DEGLI ORCHI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il paradiso degli orchi''

In questo giallo bizzarro e divertente, Pennac usa una scrittura veloce, incisiva e frammentata: le frasi sono sempre brevi, spesso una sola parola. Per questo il romanzo risulta di facile lettura e la narrazione è estremamente scorrevole e accattivante. Il racconto dei fatti è arricchito di numerose descrizioni, con un uso impressionante di aggettivi, che le rendono molto realistiche.

NARRATORE DEL LIBRO ''IL PARADISO DEGLI ORCHI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il paradiso degli orchi''

Ne "Il paradiso degli orchi" il narratore è interno: è lui, Benjamin Malaussène, il protagonista della storia, che la racconta in prima persona al tempo presente. Le descrizioni del protagonista sono così precise e minuziose che ci sembra sempre di essere presenti ai fatti accaduti. I caratteri dei vari personaggi ci vengono descritti accuratamente tramite le osservazioni di Ben, così come i luoghi.

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''IL PARADISO DEGLI ORCHI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il paradiso degli orchi''

In un romanzo giallo, soprattutto così bizzarro, non ci si aspetta di trovare tematiche profonde. Pennac invece riesce a stupire il lettore, facendolo ragionare, attraverso una narrazione allegra e leggera, su argomenti che gli stanno molto a cuore. Primo fra tutti il problema dell'immigrazione che la Francia subisce in quei decenni. La multietnicità di Belleville descritta da Pennac e da lui tanto amata, rispecchia una situazione francese mal sopportata da molti. Invece in questa grande famiglia c'è posto per tutti, dai cuochi musulmani alle guardie serbe fino ai travestiti neri del Boulevard.

Altro tasto dolente per Pennac, l'omosessualità, che qui è ritratta in modo giocoso. Théo è un amico fraterno dalle abitudini forse curiose, che non disturbano però Malaussène. Anzi, il protagonista non esita ad affidare spesso la sua famiglia a questo strambo e affettuoso babysitter, che si porta dietro, quasi a voler rallegrare gli amici, tutti i protetti travestiti di Belleville.

Con estrema ironia Pennac parla poi dell'aborto. Louna è perseguitata dall'indecisione: “far saltare il piccolo inquilino” o tenersi Laurent. Il fratello si esime dall'interferire nella scelta della ragazza, anche se a malincuore rinuncerebbe a un'altra bocca da sfamare (anzi due! Gemelli, ahimé!). Nonostante la paura assolutamente umana di non riuscire a sostentare tutti, Malaussène è disposto a riprendere il ruolo di capro espiatorio per pagare i conti.

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E questo ruolo, che ha fatto la fortuna di Pennac, è anche la sua più grande critica alla società moderna, che ha bisogno di avere qualcuno da incolpare per suoi errori. Come se questi potessero essere dimenticati se a prendersene la responsabilità è un altro; una persona che diventa un santo, cioè il contrario del male assoluto: il bene integrale.

Il tema forse più intenso resta però quello dell'amore: amore verso gli amici che non possono essere traditi, amore per la famiglia per la quale è disposto a rinunciare a tutto, persino alla sua dignità. Un amore vissuto da Ben con intensità e ingenua passione. In tutto il romanzo, in modo leggero e facilmente comprensibile, Pennac porta avanti una critica sociale continua, in modo irriverente ma mai noioso.

COMMENTO DEL LIBRO ''IL PARADISO DEGLI ORCHI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il paradiso degli orchi''

"Il paradiso degli orchi" è un romanzo che fa cambiare idea più volte durante la sua lettura, se non si conosce Pennac. Dopo poche pagine ci si chiede se una scrittura simile sia solo superficialità e leggerezza, poi ironia e cinicità, infine bizzarria e genio.

È così che voglio considerare Daniel Pennac: un genio del suo genere. Il suo è un talento genuino, immediato, che ci fa sorridere, intristire, arrabbiare, persino commuovere, il tutto nell'arco di poche pagine. La sua capacità di criticare la società senza risultare noioso e pedante è straordinaria. La sua bravura nel descrivere personaggi e sentimenti è fuori dal comune.

In questo libro, scritto per scommessa, l'autore crea una famiglia così assurda e surreale che non possiamo più farne a meno. Dobbiamo sapere cosa succederà; se Louna terrà il suo inquilino, se Jérémy smetterà di cacciarsi nei guai, se Thérèse leggerà nell'oroscopo altre morti, ma soprattutto se Benjamin continuerà a essere un capro espiatorio. Fortunatissima idea questa, che diverte il lettore per la sua assurdità e concretezza insieme.

È una lettura da non perdere, una delle scritture più accattivanti e confusionarie della narrativa moderna. È una storia irreale con un personaggio unico e irripetibile, in un intreccio giallo-poliziesco forse non ricercato ma che sa tenere incollato il lettore alle pagine.

+20k M.R.

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