Recensione ''Il cavaliere e la morte'' (Libro di Leonardo Sciascia) - 5.0 out of 5 based on 2 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Il cavaliere e la morte''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Il cavaliere e la morte ”.
  • Titolo originale: "Il cavaliere e la morte ".
  • Autore: Leonardo Sciascia;
  • Nazionalità Autore: Italiana; 
  • Data di Pubblicazione:  per la prima volta nel 1988, ripubblicato nel 2017;
  • Editore: Adelphi (Collana Gli Adelphi);
  • Genere: Giallo; 
  • Pagine: 91 p., brossura; 
  • Voto del Pubblico (IBS): 4 su 5

 

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Recensione del Libro “Il cavaliere e la morte ” di Leonardo Sciascia del 1988, genere Giallo. Evidenzieremo il riassunto del libro “Il cavaliere e la morte”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Il cavaliere e la morte” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''IL CAVALIERE E LA MORTE'': 

Leonardo Sciascia nasce nel 1921 a Racamulto, in provincia di Agrigento. La sua è una famiglia piccolo borghese. Si diploma alle Magistrali e nel 1949 comincia a insegnare alle scuole elementari della sua città natale.

All'inizio della sua carriera letteraria scrive soprattutto opere letterarie sono saggi critici e operette, promuove e organizza eventi culturali e dirige la rivista "Galleria". Dopo un breve periodo a Roma, dove è impiegato al Ministero della Pubblica Istruzione, Sciascia torna in Sicilia, nel 1958, e si stabilisce a Caltanisetta.

Nel 1961 scrive uno dei suoi romanzi più famosi, Il giorno della civetta, un romanzo che tratta la situazione siciliana imprigionata dal potere delle Mafia e dalla connivenza di questa con le istituzioni statali. Con il solito tema escono nel 1963 Il consiglio d'Egitto e nel 1966 A ciascuno il suo. Nel 1967 si stabilisce a Palermo.

Negli anni 70 e 80 Leonardo Sciascia è un nome noto per i suoi scritti di inchiesta e denuncia e per il suo impegno civile e politico. Nel 1975 viene eletto al Comune di Palermo nelle liste del Partito Comunista Italiano, ma abbandona l'incarico dopo due anni, per divergenze con il partito. Intanto collabora come consulente con la casa editrice Sellerio, appena fondata. Nel 1978 scrive L'affaire Moro, sul rapimento e l'uccisione di Aldo Moro. Dal 1979 al 1983 è deputato alla Camera con il Partito Radicale.

Negli ultimi anni scrive Il cavaliere e la morte e Una storia semplice. Muore a Palermo nel 1989.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''IL CAVALIERE E LA MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il cavaliere e la morte''

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L'avvocato Sandoz è stato trovato morto, assassinato! La sera prima aveva partecipato a una cena di gala, dove era presente l'amico Cesare Aurispa, Ingegnere e Presidente della I.R. Industrie Riunite. Fra i due, durante la serata, c'era stata una specie di sfida, la conquista della Signora De Matis, e uno scambio di biglietti. In quello ricevuto da Sandoz, scritto da Aurispa, c'è scritto "Io ti ucciderò".

Il Vice del commissariato competente indaga insieme al suo Capo. Interrogato Aurispa spiega che si tratta solo di una burla, che con l'omicidio dell'avvocato non c'entra nulla. Il Capo, timoroso di "disturbare" l'ambiente altolocato e potente della alta società cittadina, gli crede e elimina Aurispa dai sospettati. Il Vice invece è di altro avviso e continua a indagare da solo, interrogando anche la Signora De Matis e la signora Zorni, entrambe presenti alla cena ed entrambe conoscenti sia di Aurispa che di Sandoz.

Nel frattempo sulla scena dell'indagine appaiono i Figli dell'89, una fantomatica associazione segreta atta a rivoluzionare e rovesciare il sistema costituito. Non si capisce bene se questo gruppo di sovversivi esista davvero o sia stato creato alla bisogna come diversivo o come colpevole ideale. Al Capo non pare vero che ci sia una pista diversa da quella del Presidente, troppo pericolosa – per la sua carriera. Quando un testimone sordomuto sicuro di aver riconosciuto in un giovane dentro una cabina telefonica, un propabile Figlio del 98, la Polizia pare non aver più dubbi.

Il Vice, invece, con l'aiuto del vecchio amico Giovanni Rieti, continua la sua indagine privata, nonostante i richiami del Capo. Ha in cancro, sta morendo e non ha paura di compromettersi. Gli importa solo scoprire la verità.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''IL CAVALIERE E LA MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il cavaliere e la morte''

Pochi personaggi di Il cavaliere e la morte di Leonardo Sciascia hanno un nome e un cognome; per lo più sono identificati con titoli.

- Il Vice è il protagonista principale del romanzo. E' il vice commissario di Polizia chiamato a indagare sul delitto. E' un uomo del Sud, nostalgico della sua terra d'origine. Ha girato molti commissariati nella vita. E' un appassionato d'arte e in ogni ufficio dove ha lavorato si è sempre portato appresso un quadro di Durer intitolato "Il cavaliere, la morte e il diavolo". Questa opera è fonte di continua riflessione sui fatti che lo circondano

- Il Capo è il commissario, superiore del Vice. E' un poliziotto onesto, ma troppo timoroso e subordinato ai poteri forti.

- L'avvocato Sandoz è la vittima.

- Il Presidente delle Industrie Riunite, Aurispa è il primo sospettato. Viene interrogato per i rapporti di lavoro e amicizia che aveva con Sandoz. E' un magnate dell'alta finanza, molto rispettato e molto temuto.

- La signora De Matis è una signora dell'alta società, fra le frequentazioni di Aurispa e Sandoz.

- Anche la signora Zorni è nelle amicizie di Presidente e Avvocato.

- Giovanni Rieti è un informatore del Vice; ufficialmente gestisce un'agenzia di viaggi, ma probabilmente fa parte di qualche servizio segreto.

 

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LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''IL CAVALIERE E LA MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il cavaliere e la morte''

Il luogo di ambientazione di Il cavaliere e la morte non è definito. Non si fanno nomi di località o di regioni particolari. Siamo comunque in Italia settentrionale.

Il Vice, protagonista del romanzo, rimpiange la sua regione dell'origine, al Sud. Fa riferimento alla città dove lavora parlando di una grande città del nord, molto industriosa e industrializzata, con architetture urbane antiche e lunghi portici con eleganti palazzi e negozi.

Si può quindi immaginare Torino o Milano. La vicenda si svolge fra il commissariato e le abitazioni di chi viene interrogato o sospettato.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''IL CAVALIERE E LA MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il cavaliere e la morte''

Il romanzo non ha una collocazione temporale precisa. Presumibilmente siano verso la fine degli anni 80. Questo è fra gli ultimi romanzi scritti da Leonardo Sciascia, morto nel 1989.

Il cavaliere e la morte è stato pubblicato nel 1988; la vicenza del romanzo può considerarsi contestuale al periodo di stesura e pubblicazione del libro stesso. Riferimenti e atteggiamenti dei protagonisti confermano che la collocazione temporale sia proprio intorno a quegli anni.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''IL CAVALIERE E LA MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il cavaliere e la morte''

Leonarda Sciascia è considerato uno dei maggiori scrittori della letteratura italiana contemporanea. Il suo stile è caratterizzato da una scrittura precisa, diretta, ironica e molto spesso dolceamara, che rapisce il lettore fino all'ultima pagina delle sue opere.

I finali dei gialli di Sciascia sono spesso fortemente pessimisti: questo rende lo stile dello scrittore siciliano ancora più efficace e potente.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''IL CAVALIERE E LA MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il cavaliere e la morte''

Il cavaliere e la morte è narrato in terza persona. Il narratore è esterno, è lo stesso Sciascia che ci racconta le vicenze del Vice e della sua indagine.

Nonostante questo, tante sono le disgressioni personali e le riflessioni intime del protagonista nel corso del romanzo, che è facile immaginarlo come voce narrante di se stesso e della realtà che sta vivendo.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''IL CAVALIERE E LA MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il cavaliere e la morte''

Come in altri romanzi e opere di Leonardo Sciascia, anche ne Il cavaliere e la morte la tematica trattata è una denuncia politica e di costume. Il potere economico è in mano a una ristretta cerchia di industriali e faccendieri, che amministrano di fatto la città. Le istituzioni sono soggiogate a questo potere e molto spesso si trovano a scendere a compromessi.

Piuttosto che turbare il sistema intoccabile si inventano situazioni inesistenti e verità precostruite da dare in pasto all'opinione pubblica. In questo romanzo pur di allontanare l'attenzione dai sospettati "naturali" si inventano addirittura "I Figli del 89" un'associazione segreta di sovversivi come capro espiatorio. I potenti e altolocati sospettati sono così in salvo! /span>

 

COMMENTO DEL LIBRO ''IL CAVALIERE E LA MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il cavaliere e la morte''

Sciascia è uno degli autori che preferisco. La sagacia, l'ironia, l'efficacia della sua scrittura mi hanno sempre affascinato. Nessun'altro sa parlare dei mali che affliggono la nostra nazione come lui. Senza parlare mai di fatti realmente accaduti o di personaggi e situazioni reali comunque a fare capire al lettore di cosa sta parlando, a quale persona o fatto si fa riferimento nella realtà.

Anche in questo Il cavaliere e la morte, Leonardo Sciascia non indica ne la città ne nomi noti, ma è chiaro il suo riferimento al poter arrogante e spietato di certi ambienti altolocati, come quello dell'alta finanzia e della grande industria.

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Rispetto ad altri romanzi di Sciascia che ho letto, questo entra più nell'intimo della personalità del protagonista è un uomo malato, affranto dalla malattia e disgustato dall'atteggiamento che le istituzioni sia costantemente asservite al potere dell'economia e del capitale.

Anche il contesto sociale è ben descritto, come al solito in modo arguto e quasi beffardo, ma resta in secondo piano rispetto alla figura del Vice. Perla di questo romanzo, per me, è senza dubbio l'esilarante quanto assurdo episodio in cui la Polizia arresta un presunto figlio del 89.

A denunciare il giovane rivoluzionario è un sordomuto seduto su una panchina al parco. Giura che ha visto il tale mentre parlava al telefono in una cabina telefonica e gli ha letto sulle labbra le parole "figlio dell'89" "rivoluzione" e "virtù".

 

+20k M.R.

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