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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Il barone rampante''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Il Barone rampante”.
  • Titolo originale: "Il Barone rampante".
  • Autore: Italo Calvino;
  • Nazionalità Autore: Italiano;
  • Data di Pubblicazione: 1957;
  • Editore: Einaudi;
  • Genere: Narrativa;
  • Pagine: 189 p., rilegato;
  • Voto del Pubblico (IBS): 3,28 su 5

 

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Recensione del Libro “Il Barone rampante” di Italo Calvino del 1957, genere Narrativa. Evidenzieremo il riassunto del libro “Il Barone rampante”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Il Barone rampante” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''IL BARONE RAMPANTE'': 

Italo Calvino nasce il 15 ottobre del 1923 a Santiago de Las Vegas, presso l'Avana (Cuba).

Il padre, Mario, è un agronomo di origine sanremese, che si trova a Cuba per dirigere una stazione sperimentale di agricoltura e una scuola agraria, dopo venti anni passati in Messico.

La madre, Evelina Mameli, di Sassari è laureata in scienze naturali e lavora come assistente di botanica all'Università di Pavia.

Nel 1927, Calvino frequenta l'asilo infantile al St. George College, sempre a Cuba.

Nello stesso anno nasce suo fratello Floriano e nel 1929 frequenta le scuole Valdesi. Quando, con la sua famiglia, si trasferisce in Italia supera, nel 1934, l'esame per il ginnasio-liceo "G. D. Cassini".

Il primo contatto con la letteratura avviene all'età di dodici anni, quando gli capita fra le mani il primo ed il secondo "Libro della giungla" di Kipling.

Italo si avvicina anche alla lettura di riviste umoristiche che lo spingono a disegnare vignette e fumetti.

In quegli stessi anni si avvicina al cinema, una passione che durerà per tutta la sua adolescenza.

Tra i sedici ed i venti anni scrive brevi racconti, opere teatrali ed anche poesie ispirandosi a Montale.

Stringe amicizia con il suo compagno di liceo Eugenio Scalfari e segue il risveglio dell'antifascismo clandestino leggendo: Huizinga, Montale, Vittorini, Pisacane e così via.

Nel 1941 si iscrive alla Facoltà di Agraria dell'Università di Torino.

Nel frattempo i genitori vengono sequestrati dai tedeschi e finita la guerra, dopo la liberazione dei suoi genitori, nel 1946 vende libri a rate con la casa editrice Einaudi.

Su consiglio di Cesare Pavese e del critico Giansiro Ferrata, scrive il suo primo libro "Il sentiero dei nidi di ragno".

Grazie alla casa editrice, Italo, stringe amicizia con i grandi nomi dell'epoca, come Pavese, Vittorini, Natalia Ginzburg, Delio Cantimori, Franco Venturi, Norberto Bobbio e Felice Balbo.

Nel 1948, però, lascia momentaneamente Einaudi per collaborare, in veste di redattore della terza pagina, con l'Unità torinese.

Collabora anche al settimanale comunista "Rinascita" e nel 1949 torna da Einaudi con la raccolta "Ultimo viene il corvo".

Dal 1° gennaio 1950 Calvino viene assunto da Einaudi come redattore stabile. Nel 1951 finisce di scrivere "I giovani del Po", che viene pubblicato sulla rivista "Officina".

Nel 1956 pubblica "Le fiabe italiane" che consolidano, anche grazie al lusinghiero successo, l'immagine di Italo Calvino come favolista. 

In questo periodo scrive "Il visconte dimezzato", "Il barone rampante", "Il cavaliere inesistente" e "Marcovaldo".

Alla fine degli anni Cinquanta pubblica la trilogia "Nostri antenati", mentre appare sul "Menabò", rivista di vaglia di quegli anni, il saggio "Il mare dell'oggettività".

Nel 1964 si sposa con un'argentina e si trasferisce a Parigi, continuando comunque a collaborare con Einaudi.

L'anno dopo nasce la sua prima figlia, Giovannea. Nel frattempo il volume "Le Cosmicomiche", a cui segue nel 1967 "Ti con zero", in cui si rivela la sua passione giovanile per le teorie astronomiche e cosmologiche.

I suoi anni Settanta sono ricchi di collaborazioni giornalistiche e di premi: Italo rifiuta  il premio Viareggio per "Ti con zero" ma accetta, due anni dopo, il premio Asti, il premio Feltrinelli e quello dell'accademia dei Lincei, quello della città di Nizza, il Mondello e molti altri ancora.

Nel 1974 comincia a scrive sul "Corriere della sera" racconti, resoconti di viaggio ed articoli sulla realtà politica e sociale del paese, collaborazione che dura fino al 1979.

Scrive anche per la serie radiofonica "Le interviste impossibili" i "Dialoghi di Montezuma" e "L'uomo di Neanderthal".

Nel 1976 tiene conferenze in molte università degli Stati Uniti, mentre i viaggi in Messico e in Giappone gli danno spunti per alcuni articoli, che verranno poi ripresi in "Collezioni di sabbia".

Si trasferisce a Roma nel 1980 in piazza Campo Marzio ad un passo dal Pantheon.

Raccoglie nel volume "Una pietra sopra" gli scritti di "Discorsi di letteratura e società" la parte più significativa dei suoi interventi saggistici dal 1955.

Nel 1981 riceve la Legion d'onore. Nel 1982 alla Scala di Milano viene rappresentata "La vera storia", opera scritta insieme al compositore Luciano Berio.

Di quest'anno è anche l'azione musicale "Duo", primo nucleo del futuro "Un re in ascolto", sempre composta in collaborazione con Berio.

Nel 1983 viene nominato per un mese "directeur d'ètudes" all'Ecole des Hautes Etudes.

A gennaio tiene una lezione su "Science et metaphore chez Galilèe" e legge, in inglese ,alla New York University la conferenza "Mondo scritto e mondo non scritto".

 Durante il 1984 in seguito alla crisi aziendale dell'Einaudi decide di passare alla Garzanti presso la quale appaiono "Collezione di sabbia" e "Cosmicomiche vecchie e nuove".

Nel 1985 traduce "La canzone del polistirene" di Queneau mentre durante l'estate lavora ad un ciclo di sei conferenze.

Il 6 settembre viene colto da ictus a Castiglione della Pescaia.

Ricoverato all'ospedale Santa Maria della Scala di Siena, Italo Calvino muore il 19 settembre 1985, all'età di 61 anni, colpito da un'emorragia celebrale.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''IL BARONE RAMPANTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il barone rampante''

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Il giovane Barone Cosimo Piovasco di Rondò, si affaccia all'adolescenza durante gli anni della seconda metà del 1700.

Ribelle e indomabile è un dodicenne ricco, educato e con una buona istruzione.

Cosimo, primogenito di una famiglia nobile momentaneamente decaduta, un giorno inveisce rabbiosamente contro suo padre a causa di un piatto di lumache, delle lumache piccole e indifese a cui aveva tentato, invano, di regalare la libertà prima che finissero cotte in padella per poi essere mangiate.

Per protestare, davanti ai suoi genitori che non accettano di ascoltare le sue innumerevoli ragioni, Cosimo decide di arrampicarsi su di un albero dichiarando, con ferma convinzione, di non scendere mai più a terra.

Coerente, fino alla fine alle sue idee, Cosimo, dal suo singolare posto privilegiato, comincia a vedere cose e a capire situazioni a lui sconosciute fino a quel momento e sconosciute anche agli occhi della gente comune.

Sugli alberi continua a vivere la sua vita, in modo autonomo e indipendente, diventando una sorta di eroe per gli abitanti del suo piccolo paese.

La sua condizione stravagante non gli impedisce di vivere tutte le esperienze della vita di un uomo comune e così vagando tra i suoi alberi, con il passare dei mesi e con il passare degli anni, il ragazzino comincia a migliorare la qualità della sua vita: impara a cacciare, inventa comode invenzioni per migliorare lo scorrere della sua esistenza, conosce le bande di ragazzi ladri di frutta e istruisce alla lettura un pericoloso brigante, dal nome Gian dei Brughi, con cui instaura un grande rapporto di amicizia basato su uno scambio di libri.

Una vita accompagnata dallo sguardo vigile del suo fratello minore Biagio e dal suo bassotto Ottimo Massimo, diventato, ormai, il suo amico più fedele.

Cosimo, durante tutta la sua vita, non si priva di nulla tranne che di toccare ancora una volta il suolo.

Italo Calvino scrive un libro brillante a metà strada tra una favola ed un racconto storico, un racconto che merita di essere letto almeno una volta, sia in giovane età che in età adulta.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''IL BARONE RAMPANTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il barone rampante''

- Cosimo Piovasco di Rondò è il protagonista del romanzo "Il barone rampante".

Il dodicenne è un ragazzino dall'animo vivace e dalla grande intelligenza che vive ossessionato dalle regole dei genitori perché è l'erede al "trono" della sua facoltosa famiglia.

Cosimo si ribella ad un padre autoritario e ad una madre che vive in un mondo tutto suo, si ribella alle aspettative e alle convenzioni sociali e decide di rifugiarsi per sempre su di un albero.

Il ragazzino decide di vivere sugli alberi ma questa condizione non impedisce, al testardo protagonista, di continuare a vivere la sua vita.

- Biagio è il fratello più piccolo di Cosimo, un bambino che il lettore impara a conoscere grazie alla vita strana del suo stravagante fratello maggiore.

- Violante, detta Viola, è una ragazzina che il protagonista conosce pochi giorni dopo essere salito sugli alberi.

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Cosimo si innamora perdutamente della giovanissima fanciulla ma Viola ha un animo avaro e cerca, durante tutta la sua vita, di pensare solo al suo personale tornaconto, anche a discapito dei suoi stessi sentimenti.

- Otto Massimo è il fedele cane di Cosimo, un cane in cui il ragazzino riesce a trovare il suo unico e fedele amico.

- Gian de Brughi è un bandito del suo paese con il quale Cosimo stringe una bella amicizia.

La loro amicizia si basa sopratutto sulla lettura (Cosimo insegna a Gian de Brughi a leggere) e sullo scambio dei libri da leggere.

- Ursula è un ex prigioniera che si innamora del nostro protagonista, Cosimo.

- Gli Abitanti delle terre di Rondò diventano parte integrante dei romanzo di Italo Calvino.

Per loro Cosimo è una sorta di loro protettore, un vero e proprio eroe. Tutti si legano a questo strano ragazzo diventando suoi grandi amici.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''IL BARONE RAMPANTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il barone rampante''

La storia del romanzo, dal titolo "Il Barone rampante" (secondo capitolo della trilogia "I nostri antenati" con "Il visconte dimezzato" e "Il cavaliere inesistente"), scritto dalla penna dello scrittore Italo Calvino, racconta le vicende di un ragazzino di dodici anni, Cosimo Piovasco di Rondò , rampollo di una nobile famiglia ligure di Ombrosa.

Dopo un litigio, all'apparenza frivolo con suo padre, Cosimo sale su di un albero con la ferma convinzione di non toccare mai più la terra ferma.

Da qui comincia il suo viaggio nel verde degli alberi, cresce e diventa una figura popolare per tutti gli abitanti delle terre dei Rondò.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''IL BARONE RAMPANTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il barone rampante''

La storia raccontata da Italo Calvino è ambientata durante la metà gli anni del Settecento.

La storia raccontata nel libro "Il Barone rampante" comincia durante un giorno d'estate, esattamente il 15 Giugno del 1767, quando il giovanissimo Cosimo rifiuta di mangiare un piatto di lumache.

La vicenda è collocata in un preciso periodo storico: quello dell'epoca dell’Illuminismo e della Rivoluzione francese.

Come negli altri scritti "Il cavaliere inesistente" e ne "Il visconte dimezzato", il romanzo, assume connotati fiabeschi e ripropone quella chiave di lettura della realtà tipica di questa fase della produzione calviniana, quella tra il realismo e il fantastico.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''IL BARONE RAMPANTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il barone rampante''

Lo stile della scrittura calviniana è da sempre limpido ma, allo stesso tempo, è difficile dare un proprio stile.

La penna di Calvino è piena di descrizioni e immagini accurate e si avvale di uno stile che gioca sul confine dell'avventura umoristica, piena di divertimento e fantasia, e sulle profonde riflessioni che accompagnano la crescita del fanciullo, definendo perfettamente tutte le dinamiche della società del tempo che si ritrova ad affrontare.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''IL BARONE RAMPANTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il barone rampante''

La storia de "Il Barone rampante" scritta da Italo Calvino è narrata da Biagio, il fratello del protagonista: il giovanissimo Cosimo Piovasco di Rondò, dodicenne rampollo di una famiglia nobile ligure di Ombrosa.

Biagio, fratellino minore del protagonista, descrive la vita di questo "barone rampante": racconta la sua stravagante vita scandita da avventure incredibili, vissute di albero in albero, senza mettere mai piede sulla terra.

 

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TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''IL BARONE RAMPANTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il barone rampante''

La storia che la penna di Italo Calvino ci narra nasce dal più classico dei "cosa succederebbe se...".

Ne "Il Barone rampante" il protagonista, il giovanissimo Cosimo, compie una fuga dal suo mondo fatto di lusso per vivere una nuova vita priva delle sue solite condizioni sociali.

Cosimo, un giorno, sale sugli alberi per non mettere mai più piede a terra.

Questa sua scelta però non lo allontana dal vivere la sua vita: con passione e interesse si ingegna per vivere sulla sua residenza arborea, alimenta la sua cultura, conosce l'amore e viene amato, continua, in modo bizzarro, ad essere comunque il protagonista della sua esistenza.

La decisione di Cosimo, raccontata dagli occhi di suo fratello minore, avviene in un particolare momento storico, ovvero il Settecento un periodo ricco di nuove e innovative idee illuministiche, idee scritte sulla carta dei libri amati dal giovane ragazzo.

La ribellione di Cosimo sembra quasi armonizzarsi con la ribellione dell'epoca verso i costumi e le idee sociali immobili da decenni, a discapito della gente comune. 

Il romanzo è, quindi, un concentrato di idee letterarie, politiche e sociali, è l'esilio volontario del protagonista che incarna esattamente il rifiuto dei valori dell'epoca e la voglia di cambiare il corso degli eventi.

Il giovane barone pone una barriera tra sé e gli altri, visibile ma invalicabile, infatti Cosimo si trova a contatto, per tutte le pagine del romanzo, con personaggi grotteschi, improbabili, che suscitano la simpatia del lettore, e che sono parte integrante e fondamentale della storia ma che non si avvicinano mai intimamente al protagonista, come spesso accade nei romanzi di Calvino.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''IL BARONE RAMPANTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il barone rampante''

"Il barone rampante" è un romanzo di Italo Calvino scritto nel 1957 ed è il secondo capitolo della trilogia araldica "I nostri antenati", insieme a "Il visconte dimezzato" (1952) e "Il cavaliere inesistente" (1959).

La storia narra le gesta di un giovane rampollo di dodici anni, figlio di una nobile famiglia ligure, che in seguito ad un litigio con i suoi genitori per un piatto di lumache si arrampica su un albero del suo giardino e decide di non scendervi mai più.

Per il protagonista, Cosimo, questo non è solo un capriccio ma è un modo per vivere la vita lontano dagli obblighi che i suoi genitori, in quanto figlio maggiore, gli impongono.

Odia le regole imposte dal suo contesto sociale e così, con questo suo stile di vita stravagante conosce i ragazzini popolani, stringe amicizia col bandito Gian de Brughi, che Cosimo instrada alla lettura, e si dedica perfino allo studio della filosofia, arrivando addirittura a conoscere Voltaire per lettera.

La sua bizzarra condizione è per lui motivo di orgoglio e non gli impedisce di crescere, di vivere e di innamorarsi: Cosimo conoscerà l'amore, la gelosia e il tradimento da una donna che lo abbandonerà solo per il suo tornaconto.

I venti della Rivoluzione francese e del travolgente Napoleone Bonaparte arrivano fino ad Ombrosa e dopo aver cercato lui stesso di sollevare la popolazione locale si mette nelle mani di un famoso generale, rimanendone tuttavia molto deluso.

Cosimo cresce fiero delle sue idee e cerca di mantenere, fino alla fine dei suoi giorni, la promessa fatta quell'ormai lontano 15 Giugno del 1767.

 

+20k M.R.

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