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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Il richiamo del ghiaccio''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Il richiamo del ghiaccio”.
  • Titolo originale: "Fast into the Night".
  • Autore: Debbie Clarke Moderow;
  • Nazionalità Autore: Statunitense;
  • Data di Pubblicazione: 25 Ottobre 2016;
  • Editore: Piemme (collana ''True'');
  • Genere: Biografie e autobiografie;
  • Pagine: 308 p., ill., rilegato;
  • Voto del Pubblico (IBS): 4,5 su 5.

 

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Recensione del Libro “Il richiamo del ghiaccio” di Debbie Clarke Moderow del ottobre 2016, genere Biografie e autobiografie. Evidenzieremo il riassunto del libro “Il richiamo del ghiaccio”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Il richiamo del ghiaccio” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''IL RICHIAMO DEL GHIACCIO'':

Debbie Moderow, 53 anni, è nata e cresciuta nel Connecticut. Si è laureata a Princeton nel 1977.

Figlia di genitori avventurosi, Debbie ha trascorso un'infanzia all'aperto nel New England.

I suoi primi ricordi includono gite a casa di sua nonna a Cape Cod, pesca alla mosca con i suoi genitori nello stato di New York, sci sulle piste originali di Stratton Mountain, e scarpinate attraverso i boschi dietro la loro casa nel Connecticut con la sua labrador Pokey.

Prima di arrivare in Alaska nel 1979 per una spedizione di alpinismo, viveva nel Wyoming, dove, come un adolescente, si era innamorata dell'ampio cielo occidentale, le colline ondulate artemisia, i cavalli e le persone che vi abitavano.

Mentre era in Alaska per quel viaggio, ha incontrato il suo futuro marito, Mark Moderow. Per i Moderow, i cani da slitta sono sempre stati un affare di famiglia.

Dopo due aborti spontanei e un periodo di depressione per Debbie, nel 1989, la famiglia ha adottato il loro primo husky, e da allora le loro vite si sono concentrate intorno ai cani nel loro cortile.

I figli di Debbie, Andy e Hannah, sono cresciuti correndo sulla slitta, sono loro che hanno cominciato fin da piccolissimi con le corse a uno o due cani (in base all’età) e con la prima Jr. Iditarod.

Nel 2001, Andy ormai diciottenne ha corso l'Iditarod, e sotto l'arco dell’arrivo ha consegnato il testimone a Debbie dicendole: "Mamma, devi farlo anche tu"

Debbie ha così deciso di partecipare all’Iditarod del 2003 e, in seguito, a quella del 2005.

Il marito, Mark, corse a Nome nel 2004.

Tra il 2005 e il 2009 i Moderow hanno cresciuto e formato diverse cucciolate di husky.

Nel 2007, molti di questi cuccioli di un anno hanno completato la Norman Vaughan Serum Run Expedition con Debbie, Mark e Hannah.

Oggi tutti e quattro i Moderow, e il genero Erik, chiamano casa l’Alaska.

Debbie e Mark dividono il loro tempo tra Anchorage e la loro Salty Dog Kennel in Denali Park. Mark continua a lavorare come avvocato aziendale mentre Debbie scrive e gestisce lo sviluppo del canile, la formazione, e le avventure. Le prossime escursioni e corse con la slitta sono l'argomento di molte discussioni in famiglia.

É possibile seguire Debbie sul suo sito http://debbieClarkeemoderow.com

o su facebook https://www.facebook.com/DebbieClarkeeModerow

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''IL RICHIAMO DEL GHIACCIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il richiamo del ghiaccio''

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L’Iditarod è un percorso che unisce Anchorage a Nome.

Date le condizioni meteorologiche con temperature polari, il luogo è scelto per competizioni estreme, la prima e più conosciuta è la Iditarod Trail Sled Dog Race, celebre corsa con i cani da slitta, che si tiene in Alaska ogni anno, all'inizio di marzo, su un difficile percorso di circa 1,868 km, da Anchorage a Nome.

La gara trae origine da un episodio verificatosi nel 1925, quando un'epidemia di difterite colpì la città di Nome; date le pessime condizioni meteorologiche, non era possibile far arrivare rapidamente l'antitossina da Anchorage tramite aereo o nave e si ricorse, quindi, alla tradizionale slitta

Non ci sono molte regole: vince chi va più forte.

E chi ha la preparazione migliore.

Ma il segreto per arrivare alla fine è il rapporto con i cani. Sono loro gli eroi della gara. Se non sei in sintonia con la tua muta, non potrai superare giorni e giorni di distese ghiacciate, freddo e notti all'aperto. Se perdi il contatto con loro, sei perso anche tu.

Con i suoi 47 anni Debbie non è sicuramente la partecipante ideale a quella gara massacrante. Ma niente la ferma.

Manca qualcosa nella sua vita, nonostante i due figli e un marito amorevole. Mancano i due bambini che ha perso in grembo e che hanno lasciato un vuoto incolmabile. Per questo decide di imporsi una sfida quasi impossibile.

La prima volta succede quello che lei non immagina: perde il contatto con i cani e fallisce.

Il colpo è duro e mette alla prova la sua fiducia. Ma due anni dopo Debbie è ancora in pista con i suoi sedici husky, pronta ad affrontare incidenti, cani feriti, allucinazioni, tempeste, slitte rovesciate e conflitti di personalità, sia umani che canini.

Quello che conta è ritrovare se stessa e un amore rinnovato per i suoi cani.

 

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ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''IL RICHIAMO DEL GHIACCIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il richiamo del ghiaccio''

Protagonisti di “Il richiamo del ghiaccio” non sono solo Debbie e la sua famiglia, ma anche tutti i cani che la accompagnano della corsa hanno un ruolo ofndamentale.

- Debbie, la protagonista e scrittrice della storia, non sembra la partecipante ideale a quella gara massacrante, uno scricciolo biondo di 47 anni, che però nella sua vita si è sempre rimessa in gioco e messa alla prova, a cominciare dal suo trasferimento in Alaska per amore.

È andata avanti nonostante due aborti che l’hanno provata duramente, ed è stato proprio Salt, il cane che gli ha regalato un amico, a farle superare la depressione e farle ritrovate l’entusiasmo.

Nonostante una dura preparazione fallisce la sua prima corsa e si deve ritirare.

Dopo due anni è di nuovo in pista però per riprovarci.

- Mark è il marito di Debbie, è un avvocato ma, al contrario dell’immaginario comune, è un uomo sorprendentemente vivace, desideroso di avventure e un po’ pasticcione (soprattutto quando si tratta di ricordarsi i molti particolari di ogni husky per prepararsi al meglio ad una corsa).

- Andy è il figlio maggiore ed è stato il primo a dare il via alle corse con la slitta, da piccolo si è infatti appassionato ed ha iniziato a partecipare alle corse per bambini e ragazzi, facendo appassionare dapprima la sorella e poi tutta la famiglia. È anche stato il primo a partecipare all’Iditarod, nel 2001.

- Hannah è la piccola di casa, ha seguito le orme del fratello ed ha iniziato a soli 5 anni a correre con la slitta nelle gare dei bambini. È una ragazza molto dolce e sensibile, sempre pronta ad aiutare.

Sono tanti i cani che accompagnano Debbie nelle due corse:

- Taiga, la principessa biondo-ramato della muta

- Juliet è allegra e giocosa, e corre spensierata alla testa della muta. Le linee di partenza le piacciono così tanto che si abbandona all’eccitazione: morde la neve, emette gorgoglii impazienti e gira su se stessa per la gioia di ciò che l’aspetta. Una volta partita mantiene un passo determinato

- Sydney ha appena due anni ed è la più giovane. Rossa con alcuni particolari bianchi, ha un naso corto e molto grazioso. Senza dubbio è la reginetta di bellezza della nostra muta.

Quando la saluto lei dà una zampata per aria e abbassa la testa come per fare un piccolo inchino

- Muscolosa e compatta, Kanga è una femmina dal temperamento posato, marrone con particolari rossicci. È il cane dominante del gruppo e ha una cicatrice sul labbro che si è procurata in una lite con un ex compagno di muta. È molto forte, e in genere ottiene quello che vuole

- Agile e robusto, Zeppy è un segugio bianco e nero.

Le sue orecchie flosce incorniciano uno sguardo innocente che oggi non mi inganna. Se la mia amica non fosse inginocchiata accanto a lui e non lo trattenesse per l’imbracatura, masticherebbe la linea di traino

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- Juliet, Lil’ Su, Sydney, Kanga, Nacho, Roulette, Strider, Taiga, Spot eZeppy sono i cani che accompagneranno Debbie in entrambe le corse, sia quella del 2003 che quella del 2005. Ognuno di loro ha un carattere ben definito e sono tutti animali fantastici.

- Juliet, Sydney, Reno, Spur, Spot, Topaz, Zeppy, Fang eSnickers sono quelli che hanno portato a termine l’Iditarod del 2005 con Debbie.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''IL RICHIAMO DEL GHIACCIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il richiamo del ghiaccio''

In “Il richiamo del ghiaccio” l’Alaska fa da sfondo all’intera avventura di Debbie. I luoghi che conosciamo durante la corsa sono molti, dai vari checkpoint al panorama che la circonda tra uno e l’altro.

La prima Iditarod si corre su un percorso insolito a causa del clima di quell’anno, per cui i fiumi sono uno sfondo ricorrente. Parte dal Chena River, Fairbanks (a 560 km a nord di Anchorage) per poi proseguire lugo i fiumi Tanana, Nenana e Yukon per millecento chilometri prima di raggiungere il tradizionale Iditarod Trail a Kaltag, a circa 480 chilometri da Nome.

La seconda Iditarod di Debbie è sul percorso tradizionale che parte da Anchorage per arrivare a Nome con i vari checkpoint.

Le descrizioni dei vari ambienti che scorrono intorno alla protagonista sono così ben strutturate da permettere al lettore di immedesimarsi al meglio e ritrovarsi a guardare con Debbie il cielo stellato mentra la slitta scivola sul ghiaccio o mentre Kanga conduce tutta la muta nella tormenta.

Passano quattro ore e 64 chilometri. La temperatura è perfetta per condurre la slitta, attorno ai –12 °C. Ci stiamo muovendo a circa sedici chilometri all’ora. Quando le tenebre si addensano, il cielo si illumina di una miriade di stelle. Mi sono abituata a spegnere la torcia frontale per godermi la notte. Adesso, nel pallido chiarore lunare, i cani sembrano galleggiare, nero su bianco. Il rumore del loro respiro si fonde con quello del mio

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''IL RICHIAMO DEL GHIACCIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il richiamo del ghiaccio''

Il richiamo del ghiaccio” è ambientato principalmente tra il 2003 e il 2005. La narrazione però non scorre in modo lineare perchè ci sono alcuni capitoli dedicati al passato della protagonista, nei quali ci vengono raccontati sia episodi importanti della sua vita (come ha conosciuto suo marito o la sua infanzia) che le situazioni che l’hanno portata ad affrontare l’avventura dell’Iditarod.

Inoltre nell’epilogo l’autrice fa un salto al 2007 per raccontarci come è proseguita sia la sua vita che quella dei suoi cani e quali nuove avventure hanno vissuto o si stanno preparando a vivere.

 

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STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''IL RICHIAMO DEL GHIACCIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il richiamo del ghiaccio''

La scrittura di Debbie Clarke Moderow è semplice ma sempre intuitiva e coinvolgente.

Nonostante i dialoghi diretti siano pochi la narrazione non è mai noiosa perchè l’autrice ha inserito in modo strategico sia i pochi dialoghi presenti che i flashback, così da tenere viva l’attenzione del lettore.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''IL RICHIAMO DEL GHIACCIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il richiamo del ghiaccio''

In “Il richiamo del ghiaccio” troviamo un narratore interno, è infatti la stessa Debbie a raccontarci ciò che le accade, svelandocia anche i suoi dubbi, le sue paure e i suoi desideri.

Trattandosi di un libro di memorie scritto dalla protagonsita stessa questa è sicuramente la scelta più adatta.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''IL RICHIAMO DEL GHIACCIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il richiamo del ghiaccio''

Sopra ogni cosa è la passione ad essere la protagonista vera della storia, così come un amore vero e profondo da parte di Debbie per i suoi cani.

Il richiamo del ghiaccio” ci porta alla scoperta di una delle corse di cani da slitta più difficili e pericolose. Cani e conduttori devono avere un’intesa perfetta per riuscire ad arrivare alla fine.

Oltre alla corsa con tutte le sue difficoltà un altro tema importante è proprio quello del rapporto tra uomo e cane. Una delle proprità di Debbie è infatti la salute dei suoi cani, durante tutto il percorso sta molto attenta alla loro idratazione, alimentazione e a mantenere una temperatura corporea adeguata.

La sua passione però va anche oltre la corsa, ce ne possiamo rendere conto durante il periodo di allenamento così come durante le escursioni che fa con la muta per puro piacere.

Ad ogni riga, ad ogni passo traspare l’immenso e smisurato amore nei loro confronti, amore ricambiato in maniera incondizionata, come solo i cani sanno fare.

Ciò che più mi ha sorpreso è che questi cani sono davvero messi a dura prova, ma se si riesce a non umanizzarli e li vediamo per quello che sono, quindi animali di retaggio selvatico, si vive e si percepisce il loro entusiasmo primordiale nel correre, gareggiare, primeggiare, in una sorta di evocazione dell’istinto di sopravvivenza.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''IL RICHIAMO DEL GHIACCIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il richiamo del ghiaccio''

Il richiamo del ghiaccio” è una storia semplice, di quella semplicità che ti riscalda il cuore, un libro illustrato, come di rado se ne vedono ormai. Costellato dalle foto delle imprese della famiglia Moderow.

Un libro perfetto per chi ama i cani, sia che se ne possieda uno oppure no, per sognare e vivere una delle corse più difficili ed emozionanti.

Un libro davvero emozionante che lascia il segno. Debbie Clarke è riuscita a farmi vivere al massimo l’emozione di correre l’Iditarod, come se fossi stata seduta sulla sua slitta e insieme a lei ho accudito Juliet, Lil’ Su, Sydney, Kanga, Nacho, Roulette, Strider, Taiga, Spot e Zeppy ed ho sofferto a dover lasciare alcuni di loro ai chekpoint, pur sapendo che era per il loro bene.

La delusione è stata forte quando Debbie si è dovuta ritirare ma allo stesso tempo ha dimostrato una grande forza, sia per la decisione di ritirarsi che per quella di riprovarci.

In quel momento, mentre stringevo Juliet e Sydney, compresi per la prima volta in vita mia che occorre fare il meglio che si può, e che i risultati non sono mai garantiti. Dovevo amare e rispettare i miei husky, con la loro forza e le loro debolezze, e la stessa cosa valeva per me stessa.

 

+27k Melissa Radice

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