Recensione ''In corpore sano'' (Libro di Danila Comastri Montanari) - 5.0 out of 5 based on 11 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''In corpore sano''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “In corpore sano”.
  • Titolo originale: "In corpore sano".
  • Autore: Danila Comastri Montanari;  
  • Nazionalità Autore: Italiana; 
  • Data di Pubblicazione: 1991; 
  • Editore: Mondadori (collana ''Il giallo''); 
  • Genere: Giallo; 
  • Pagine: 271 p. rilegato; 
  • Voto del Pubblico (IBS): 3 su 5

 

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Recensione del Libro “In corpore sano” di Danila Comastri Montanari del 1991, genere giallo. Evidenzieremo il riassunto del libro “in corpore sano”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “in corpore sano” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''IN CORPORE SANO'': 

Danila Comastri Montanari è nata a Bologna il 4 novembre 1948.

Si è laureata in Pedagogia nel 1970 e in Scienze politiche nel 1978, e per vent'anni ha insegnato e viaggiato in tutto il mondo.

Ha scritto il suo primo romanzo, “Mors tua”, nel 1990 e da allora si è dedicata a tempo pieno alla scrittura, prediligendo il genere del giallo storico, e aggiungendo ben diciotto titoli alla serie con protagonista il senatore Stazio: "In corpore sano", "Cave canem", "Morituri te salutant", "Parce sepulto", "Cui prodest?", "Spes, ultima dea", "Scelera", "Gallia est", "Saturnalia", "Ars moriendi – Un'indagine a Pompei", Olympia – Un'indagine ai giochi ellenici", "Tenebrae", "Nemesis", "Dura lex", "Tabula rasa", "Pallida mors", "Saxa rubra".

Ha scritto inoltre "Ricette per un delitto", "La campana dell'arciprete", "Il panno di Mastro Gervaso", "Una strada giallo sangue", "Istigazione a delinquere" e "Terrore".

Nel 2007 ha scritto un saggio dal titolo "Giallo antico, come si scrive un poliziesco storico".

Appassionata di classici greci, latini, cinesi, legge molti polizieschi e saggi, viaggia per scavi archeologici e stazioni termali, non rinuncia al buon cibo e al buon vino ed è un'accanita fumatrice.

Inoltre è un'entusiasta utente di internet e di vari giochi di strategia online.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''IN CORPORE SANO'': Indice dell'Analisi del Libro ''In corpore sano''

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È accaduto qualcosa di terribile: Mordechai culla il corpo senza vita della figlia Dinah. La ragazza è morta dissanguata in seguito ad un aborto. Al vecchio commerciante israelita restava solo la figlia, dopo la morte dell'adorata moglie, e chiede al senatore di indagare per chiarire le circostanze della morte.

Grande è la sorpresa di entrambi gli uomini quando si viene a scoprire che l'aborto non è stato spontaneo e che il padre del bambino non era Eleazar, il promesso sposo della ragazza. Cosa può aver spinto una brava ragazza ebrea a violare ben due delle sacre leggi del suo popolo? E cosa ha voluto dire Dinah con le sue ultime parole sussurrate in lingua greca all'orecchio del padre?

Aurelio promette al vecchio amico che troverà l'uomo che ha messo incinta Dinah, e comincia ad indagare aiutato dal fidato Castore, cercando di scoprire a quale maldestra mammana o a quale medico macellaio si sia rivolta la ragazza.

Le indagini di Aurelio lo portano a conoscere il medico Demofonte e la sua collega e rivale Mnesarete. Mentre l'uno si occupa di clienti col borsellino ben pieno l'altra cura chiunque si presenti nel suo studio, a volte venendo pagata coi frutti della terra, altre senza essere pagata affatto.

Aurelio è conquistato da subito dalla forza di Mnesarete, che si è fatta strada in una professione generalmente appannaggio degli uomini. A Roma non ci vogliono autorizzazioni particolari per esercitare la professione medica, e Mnesarete deve spesso rimediare agli errori di medici incompetenti. Il suo sogno è arrivare a tenere delle lezioni al Museo di Alessandria, così da formare medici preparati.

Durante le indagini Aurelio viene a conoscenza dell'identità dell'innamorato di Dinah, un giovane romano di buona famiglia di nome Rubellio, e del suo scapestrato amico Flavio, assiduo frequentatore di bordelli, che forse sa più di quel che vuol far credere non solo sulla faccenda dell'aborto.

Rubellio dopo la morte di Dinah è sparito, ma il senatore scopre che si è fatto circoncidere per diventare un ebreo e poter sposare la sua amata e crescere il loro bambino. Ma se Dinah voleva tenere il bambino chi l'ha costretta ad abortire?

Aurelio cerca di destreggiarsi in una fitta rete di misteri che coinvolgono personaggi di altissimo rilievo, mentre corteggia il bel medico e tenta di ritrovare il giovane Rubellio.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''IN CORPORE SANO'': Indice dell'Analisi del Libro ''In corpore sano''

- Publio Aurelio Stazio: ricco senatore romano, profondamente innamorato dell'Urbe, ama la civiltà e le comodità che Roma ha portato in ogni angolo della terra, ma al contrario di molti concittadini non considera i popoli diversi da quallo romano barbari o non meritevoli di rispetto.

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Nella sua grande domus si circonda di servi provenienti da ogni parte dell'Impero, e ama scambiare con loro notizie sugli usi, i costumi e i sapori delle loro terre. Ha molti amici nelle comunità straniere di Roma e viene visto come un eccentrico perché non nasconde la sua insofferenza nei confronti delle pretese di superiorità del patriziato rispetto al resto della popolazione romana. Non è raro infatti vederlo rivolgersi con rispetto a umili plebei o schiavi, convinto com'è che di un uomo conti la sostanza e non i natali.

Impenitente scapolo, ama molto le donne, e s'è sposato in gioventù al solo scopo di aggirare la lex Papia Poppea, che prevedeva la riduzione dell'eredità alla metà per chi non avesse avuto figli. Purtroppo il figlio di Aurelio era morto in tenera età e il patrizio aveva ben presto sciolto il matrimonio, rassegnandosi a pagare le multe che gravavano sui celibi. Ogni sua indagine lo porta a conoscere donne bellissime di cui puntualmente s'invaghisce, ma nessun sentimento è abbastanza forte per convincerlo a rinunciare alla sua libertà.

Ama investigare sui misteri che gli si presentano e spesso lo fa cedendo al proprio buon cuore, che lo porta ad aiutare anche persone che non conosce quando percepisce che qualcosa non quadra o che delle persone innocenti stanno subendo un torto. Anche se orgoglioso e a volte testardo cerca di temperare la sua indole impulsiva studiando e tentando di applicare la dottrina epicurea.

- Castore: fidato segretario alessandrino di Aurelio, è uno schiavo che il senatore ha comprato per salvarlo dalla forca a cui era stato condannato per una truffa ordita ai danni dei sacerdoti di Ammone nella città di Alessandria. Spesso definito da Aurelio come infido levantino, non perde occasione per cercare di spillare soldi al padrone e per organizzare truffe che lo hanno reso negli anni molto ricco.

Col passare degli anni e col succedersi delle indagini verrà liberato da Aurelio ma resterà sempre al suo fianco, dimostrandogli una fedeltà particolare e condita di imbrogli.

- Tito Servilio: appartiene alla classe dei cavalieri ed è, assieme a sua moglie, il migliore amico di Aurelio. Dotato di un appetito incontenibile che l'ha condotto ad una accentuata pinguedine, il buon cavaliere ama quanto i piaceri della tavola solo la propria sposa, alla quale è sempre stato fedele e alla quale perdona ogni eccesso, sopportandone la personalità prorompente.

- Pomponia: chiassosa e esuberante, la più cara amica di Aurelio è una grande fonte di informazioni per il senatore. Grazie ai contatti delle sue schiave con le pettinatrici ed estetiste di tutte le matrone che contano riesce sempre a scoprire i segreti di tutta l'Urbe. Condivide col marito la passione per il cibo ed è anche lei molto corpulenta. Ama il lusso e le sue vesti e pettinature sono leggendarie per la loro temerarietà. Si circonda di schiave molto giovani che tratta come figlie, dando sfogo al suo istinto materno e cercando di colmare il vuoto lasciato dalla morte dell'unico figlio quand'era ancora molto piccolo.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''IN CORPORE SANO'': Indice dell'Analisi del Libro ''In corpore sano''

Come nel romanzo “Mors tua” ci troviamo nel cuore dell'impero, Roma. La scena si muove tra il colle del Viminale in cui ha sede la Domus degli Aurelii e il quartiere di Trastevere, dove vivono e commerciano i giudei.

Il quartiere nei tempi antichi era parte dell'Etruria, e mantenne uno status periferico anche durante il principato. Gli ebrei più abbienti della comunità abitavano in una zona più centrale, ove sorge la moderna sinagoga di Roma. I commercianti meno ricchi si stabilirono a Trastevere e lì insediarono anche le proprie botteghe.

In questo romanzo incontriamo ambienti diversi e variegati: le terme, che i romani di ogni condizione frequentavano assiduamente, i bordelli più o meno infimi, gli studi medici dei quartieri popolari.

 

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TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''IN CORPORE SANO'': Indice dell'Analisi del Libro ''In corpore sano''

La collocazione temporale è data con precisione in apertura del primo capitolo: anno 796 ab Urbe condita (ovvero dalla fondazione di Roma calcolata considerando l'anno di fondazione indicato da Marco Terenzio Varrone, il 753 avanti Cristo, comunemente conosciuta come data varroniana).

Questa datazione venne usata a partire dalla fine del periodo repubblicano tra le classi più colte, mentre in precedenza si indicava la data in base ai re nel periodo monarchico e col nome dei consoli (che difatti svolgevano il ruolo di magistrati eponimi) in periodo repubblicano.

L'autrice ci fornisce anche la data secondo il nostro calendario, 43 dopo Cristo. Nel primo capitolo troviamo anche l'indicazione del periodo dell'anno secondo l'uso romano, quinto giorno prima delle calende di settembre, ma non è fornito il corrispettivo secondo il nostro calendario. Tutti gli altri capitoli si aprono con le stesse indicazioni di tempo, tralasciando l'anno dato che la storia si conclude nel mese successivo all'inizio.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''IN CORPORE SANO'': Indice dell'Analisi del Libro ''In corpore sano''

In corpore sano”, rispetto al precendente“Mors tua”, ci regala una maggiore scorrevolezza nello stile di scrittura.

Possiamo notare che si definiscono meglio soprattutto i tratti caratteriali dei personaggi. Mentre scriveva il primo libro infatti l'autrice non sapeva che avrebbe dato vita ad una serie di romanzi. La previsione della serialità le dà la possibilità di non dover spiegare con perifrasi i comportamenti dei personaggi ricorrenti, lasciando al lettore il compito di unire i pezzi del puzzle che vengono disseminati in questo e nei libri successivi.

Rispetto al precedente libro inoltre il ritmo è più serrato, la suspence ben sostenuta e la conclusione assai meno prevedibile.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''IN CORPORE SANO'': Indice dell'Analisi del Libro ''In corpore sano''

Il narratore è esterno alla storia (eterodiegetico). Le vicende sono sempre filtrate per noi dal punto di vista del senatore e veniamo a conoscere i pensieri e le esperienze degli altri personaggi durante i loro dialoghi con Publio Aurelio.

Tramite le frequenti conversazioni che Aurelio intrattiene con sé stesso veniamo a conoscere anche i suoi pensieri e i progressi che compie nella ricerca della verità. In questo romanzo in particolare i pensieri del senatore sono cupi e tristi, data la sua vicinanza alla famiglia della vittima e alla ragazza che ha visto nascere.

La risoluzione finale del mistero è affidata non ai pensieri ma al confronto diretto col colpevole del delitto, che viene messo di fronte ai propri crimini dal senatore. In questo modo il lettore può indagare insieme ad Aurelio e cercare di scoprire il colpevole seguendone i ragionamenti, ma chi non ne ha voglia o capacità scopre la verità e i moventi nel momento stesso in cui il senatore smaschera l'assassino.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''IN CORPORE SANO'': Indice dell'Analisi del Libro ''In corpore sano''

Una tematica importante è, come nel precedente “Mors tua”, quella relativa alla multiculturalità dell'Urbe. Dopo la neonata comunità cristiana l'autrice ci porta a conoscere quella ben più radicata (fin dai tempi della Repubblica) degli Israeliti.

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Grande è la distanza culturale tra essi e i romani, e nelle circostanze della morte di Dinah persino Aurelio, amico di Mordechai da un ventennio, non riesce a nascondere il suo sgomento nei confronti di un modo di pensare che non riesce a capire completamente: “Il giovane senatore rimase in silenzio. Un abisso lo divideva da Mordechai, dalla sua mentalità. La morte di Dinah era stata un incidente, una disgrazia... e se si doveva accusare qualcuno o qualcosa, non era tanto l'uomo che aveva illuso la povera figliola quanto l'ignoranza e la paura che di quella mentalità erano i frutti. ”.

Con l'affascinante figura di Mnesarete viene introdotto un tema che è attuale anche oggi: la difficoltà delle donne nel farsi strada in ambienti tradizionalmente maschili. Nell'antichità ci furono donne che si occuparono di scienza e di insegnamento, certamente in misura maggiore che nei secoli successivi, quando l'avvento della mentalità giudaico-cristiana relegò la donna al solo ruolo di moglie e madre o di peccaminosa tentatrice.

Anche nel mondo antico comunque non era frequente vedere una donna svolgere la professione medica o insegnare, perfino Aurelio, in genere libero dai pregiudizi, si aspetta un medico uomo e resta stupito e affascinato da Mnesarete.

Grazie all'indagine di Aurelio che si muove tra medici e mammane veniamo a conoscere anche un altro interessante aspetto della Roma imperiale: il rapporto con la salute e le cure mediche e anche quello con natalità e contraccezione. Non ci mancano notizie su entrambi gli aspetti, ampiamente elaborati in secoli di trattatistica, e l'autrice ci fornisce un piccolo sunto della realtà storica in una delle appendici al libro, Contraccezione e aborto presso i latini.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''IN CORPORE SANO'': Indice dell'Analisi del Libro ''In corpore sano''

Trovo che“In corpore sano” sia un giallo ben costruito, la cui peculiarità è data dal tipo di indagine, che inizialmente non è volta ad individuare un assassino.

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Nello svolgimento della storia pian piano il mistero si infittisce e nuovi personaggi intervengono a complicare le indagini aggiungendo storyline marginali rispetto a quella principale che confluiscono nel finale sciogliendo tutti i punti oscuri della situazione.

La scrittura è molto più piacevole e i meccanismi meno evidenti e farraginosi, i personaggi, specialmente quelli secondari, cominciano a delinearsi con maggiore precisione e vivacità. L'autrice riesce a dare una personalità autonoma e ben tratteggiata anche a personaggi che il protagonista incontra per un attimo nel corso delle indagini, come ad esempio il rabbino di Ostia, la cui presenza non si estende per più di due pagine ma è estremamente pregnante.

Per quanto riguarda la caratterizzazione del protagonista ancora siamo lontani dal trovarci davanti un personaggio totalmente credibile e verosimile, ma già molti passi in avanti sono stati fatti rispetto al precedente “Mors tua”. Non abbiamo più l'impressione di trovarci di fronte ad un colto divertissement ma ad una storia che ci vuole dire e forse insegnare qualcosa.

Alcuni personaggi sono costruiti in maniera tale che il lettore non ne sospetti la vera natura, e difatti arrivare alla soluzione del caso non è semplice nè indolore. Più volte durante l'indagine ci si trova nella condizione di interrogarsi sul mondo multietnico di cui facciamo parte, sulla distanza che ci separa dai nostri vicini, di chiederci se facciamo il possibile per superarla o se invece non poniamo noi stessi le basi per crearla.

La conclusione del libro lascia l'amaro in bocca non solo al senatore, ma anche noi restiamo prima sconcertati, poi addolorati dai risultati di un'indagine tutta giocata sul filo della malinconica tristezza per la perdita di una persona cara, quasi di famiglia.

La forza di questo romanzo sta proprio nella personalizzazione dell'indagine e del lutto, quindi ne consiglierei la lettura a tutti coloro che vogliano vedere un personaggio puramente letterario trasformarsi grazie all'intensità dei sentimenti che nutre in un personaggio col quale ci si può identificare. In appendice al libro si trova il breve racconto,Un'eredità per Publio Aurelio Stazio,e un approfondimento su usi e costumi del mondo romano, oltre ad un utile glossario dei termini greci e latini, dei luoghi geografici e dei personaggi storici nominati.

 

Carla Biolchini

+20k M.R.

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