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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Il sapore inatteso delle cose perdute''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Il sapore inatteso delle cose perdute”.
  • Titolo originale: "Tomorrow there will be apricots".
  • Autore: Jessica Soffer;
  • Nazionalità Autore: Statunitense;
  • Data di Pubblicazione: 4 Marzo 2014;
  • Editore: Piemme;
  • Genere: Narrativa contemporanea
  • Pagine: 359 p., rilegato.
  • Voto del Pubblico (IBS): 3 su 5.

 

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Recensione del Libro “Il sapore inatteso delle cose perdute” romanzo d’esordio di Jessica Soffer del marzo 2014, genere narrativa contemporanea. Evidenzieremo il riassunto del libro “Il sapore inatteso delle cose perdute”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Il sapore inatteso delle cose perdute” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''IL SAPORE INATTESO DELLE COSE PERDUTE'':

Jessica Soffer è figlia di uno scultore e pittore iracheno emigrato in America negli anni 40.

È nata alla fine degli anni ’80 ed ha vissuto la sua infanzia in un minuscolo appartamento di New York le cui uniche caratteristiche positive erano il costo e la posizioni, vicinissimi a Central Parck e al Museo Americano di Storia Naturale.

Vive aa Amagansett, New York e insegna letteratura al Connecticut College e gestisce il programma MFA della Stony Brook University.

Il sapore inatteso delle cose perdute è il suo primo romanzo e ha avuto un’ottima accoglienza da parte della critica e del pubblico.

Il suo lavoro è apparso su Granta, The New York Times, Martha Stewart Living, Real Simple, Redbook, il Wall Street Journal, Vogue e su NPR nella sezione corti selezionati.

Il suo sito è www.jessicasoffer.com

Se qualcuno volesse scriverle può farlo all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''IL SAPORE INATTESO DELLE COSE PERDUTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il sapore inatteso delle cose perdute''

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Lorca ha quattordici anni, molti sogni e un solo grande amore: una madre distante come le stelle nel cielo, con una carriera di chef che sembra essere più importante di qualunque cosa, anche della figlia.

È per questo che da un po' anche Lorca sperimenta in cucina: per stupire la madre, e farsi regalare quell'attenzione di cui ha bisogno come dell'aria.

E così, giorno dopo giorno, inforna croissant, miscela ingredienti, impara i nomi di aromi e spezie. Finché, ascoltando i discorsi della madre, scopre che esiste un piatto speciale, dal nome difficile e dal sapore delicatamente speziato, che la mamma ha assaggiato solo una volta, tanti anni fa, e mai più riprovato. Si chiama masgouf, ed è un piatto che arriva dall'Iraq.

Lorca decide che è con questa misteriosa ricetta che riconquisterà sua madre, riportandole il sapore di quei giorni perduti. Ed è così, cercando qualcuno che conosca l'Iraq e i suoi piatti a base di menta, curry, zafferano, che Lorca incontra Victoria: una vecchia signora di Baghdad, che dà lezioni di cucina?

Tra le due nasce un legame speciale, un'amicizia che colora le loro giornate e va ben al di là di quella ricetta che ormai, per Lorca, assomiglia più a una formula magica.

Ma Victoria ha in serbo per lei molte sorprese: perché custodisce un segreto doloroso e inafferrabile, che le toccherà entrambe molto da vicino.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''IL SAPORE INATTESO DELLE COSE PERDUTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il sapore inatteso delle cose perdute''

Lorca e Victoria sono le protagoniste de “Il sapore inatteso delle cose perdute” e sono due personaggi le cui vicende sono piuttosto complicate, ognuna delle due infatti vive una condizione estremamente difficile e di grande solitudine.

- Lorca ha solo 15 anni e vuole disperatamente farsi amare da sua madre, dopo essere stata sospesa da scuola si convince che se riuscirà a preparare il piatto preferito della madre eviterà di finire in collegio.

Disperata perché, anche se l’autrice evita di utilizzare il termine preciso fino alla fine del romanzo, Lorca è autolesionista. Lei stessa lo ammetterà dopo poche pagine “Desideravo il dolore. Lo volevo. Era l’unica cosa che mi fosse fedele

L’infelice figlia sente la madre affermare di non essere mai riuscita a riprodurre il masgouf, un piatto iracheno, il migliore che abbia mai mangiato e, ingenuamente, si convince di poter renderla felice cucinandolo solo per lei. Ingenuamente perché Lorca non ha ancora inteso che la felicità non è un qualcosa che proviene dagli altri, ma è una scelta personale, individuale.

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- Victoria è anziana e dopo la morte del marito crede di non avere più nessuno da amare soprattutto dopo tutto il dolore che gli ha procurato quando ha deciso di dare in adozione la loro bambina. Adesso sente molto forte il desiderio di ritrovare quella figlia abbandonata molto tempo prima.

Victoria è irachena ma è arrivata nella Grande Mela tantissimi anni prima con il marito per sfuggire alle violenze che la sua gente ha dovuto subire. Lei e il marito, Joseph, avevano un ristornate e adesso Victoria ha deciso di dare lezioni private di cucina, per combattere la solitudine e sentirsi di nuovo utile.

Le storie delle due protagoniste si fondono, e si crea un legame indissolubile tra di loro.

- Blot è un simpatico ragazzo che lavora nella libreria che frequenta sempre Lorca e per il quale lei ha una cotta.

L’evoluzione del rapporto tra Lorca e Blot è particolarmente tenero e delicato. Lei, privata dell’affetto e dell’attenzione della madre la quale, oltretutto, l’ha allontanata dal padre, è ormai convinta di essere invisibile agli altri. Lui, invece, riesce a sorprenderla.

Il momento più emozionante è quando le fa trovare un verso di Garcia Lorca: “Riesci a vedere la ferita che mi sgorga dalla gola al cuore?

Blot, all’interno del romanzo, appare e scompare ma la sua delicata discrezione e sensibilità permane anche dove non si parla di lui.

- Joseph, il marito di Victoria, è un personaggio che non impariamo a conoscere grazie al suo comportamento diretto ma attraverso i ricordi e pensieri della moglie, infatti lui scoparirà dopo pochi capitoli. Nonostante questo rimane una figura molto presente e importante perchè la moglie continuerà a rivolgersi a lui durante tutto il libro e dovrà trovare pace per la sua perdita.

Joseph era un uomo molto buono, sempre disponibile ad aiutare chiunque.

- La madre di Lorca, Nancy, è una donna fredda ed egocentrica, incapace di amare e di vedere la splendida figlia che ha. È una chef di successo e ama la cucina raffinata. Sarà l’unica a non mutare per tutto il romanzo, pur essendo lei il fulcro di tutte le vicende sviluppate. Non perderà la sua presunzione e non colmerà il vuoto interiore che la caratterizza.

- Dottie, la vicina di casa di Victoria, è una donna molto particolare, pur essendo più o meno coetanea di Victoria è molto diversa: non si è mai sposata, ama tenersi sempre in ordine (trucco, vestiti ecc...) e le piace tenersi aggiornata sul gossip e su tutto ciò che accade ai vicini.

Nasconde però anche un segreto che sovvertirà tutte le congetture costruite dai personaggi e indotte al lettore stesso.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''IL SAPORE INATTESO DELLE COSE PERDUTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il sapore inatteso delle cose perdute''

“Il sapore inatteso delle cose perdute” è interamente ambientato a New York ed i luoghi in cui avvengono tutti i fatti importanti sono principalmente tre: la casa di Lorca, quella di Victoria e la libreria dove lavora Blot.

Le uniche parti non ambientate a New York sono quelle riguardanti i primi anni di vita di Lorca nel New Hampshire, dove vivevano lei e la madre fino al giorno del divorzio; e quelle riguardanti l’infanzia di Victoria, a Baghdad.

Questi luoghi “secondari” li vivremo principalemente attraverso i ricordi delle protagoniste. Soprattutto Baghdad è molto impressa nel cuore di Victoria che ne parla spesso.

Le descrizioni dei luoghi non sono eccessivamente minuziose e permettono al lettore di immedesimarsi a sufficienze, senza diventare prolisse.

 

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TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''IL SAPORE INATTESO DELLE COSE PERDUTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il sapore inatteso delle cose perdute''

Le vicende narrate ne “Il sapore inatteso delle cose perdute” durano due o tre settimane circa.

Grazie ad alcuni capitoli dedicati a Joseph, nei quali è scritto in che anno ci troviamo, possiamo intuire di essere verso la fine degli anni ’90 e i primi anni del 2000.

Il tempo della narrazione scorre in modo lineare, fanno eccezione solo i tre capitoli dedicati a Joseph, nei quali la storia torna prima al 1952 poi al 1953 e ‘54 e infine al 1968.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''IL SAPORE INATTESO DELLE COSE PERDUTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il sapore inatteso delle cose perdute''

Lo stile di Jessica Soffer ne “Il sapore inatteso delle cose perdute” è semplice e diretto.

Riesce a redere i personaggi in modo molto particolare, acennando appena la caratterizzazione i personaggi risultano un po’ evanescenti, eppure percepibili come il profumo dei cibi che persiste nell’aria anche dopo averli consumati, ma ciò non vuol dire che non diano un contributo concreto alla narrazione.

Mentre in tutto il resto è molto delicata con le descrizioni Jessica Soffer esagera un po’ con i sentimenti di Victoria, la minuziosa descrizione dei suoi stati d’animo penalizza infatti l’intensità del dolore che la rode dentro, diluendola.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''IL SAPORE INATTESO DELLE COSE PERDUTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il sapore inatteso delle cose perdute''

L’autrice in “Il sapore inatteso delle cose perdute” decide giustamente di affidare la narrazione ad una voce esterna, così da poter alternare i vari punti di vista.

Il narratore non si intromette mai con opinioni o pensieri personali, ci racconta solo i fatti, così come sono avvenuti.

I capitoli si alternano tra Lorca e Victoria in modo molto equo. L’inserimento poi di tre capitoli dedicati al punto di vista di Joseph - due nel periodo della gravidanza della moglie e il terzo dieci anni dopo - aiutano il lettore a comprendere meglio il suo personaggio.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''IL SAPORE INATTESO DELLE COSE PERDUTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il sapore inatteso delle cose perdute''

Jessica Soffer ne “Il sapore inatteso delle cose perdute” ha deciso du affrontare temi piuttosto forti, ci si trova infatti immersi in paure, autolesionismo, indifferenza, abbandono, adozioni, tantissima solitudine, moltissima voglia di amare e di essere accettati.

La solitudine non ha età, il dolore causato dall’abbandono ha lo stesso peso, che sia vissuto da una ragazzina o da una donna anziana; il bisogno di amare, di essere accettati e di far parte di una famiglia, ha la stessa importanza che voi siate fanciulle o donne adulte; la disperazione e la paura di essere abbandonati e dimenticati, ha lo stesso peso che voi siate bambine o che voi siate vicine alla fine dei vostri giorni.

La madre di Lorca non riesce a lasciarsi andare all’amore perché è una donna arida e compensa questa mancanza disprezzando la sensibilità della figlia e lasciandosi assorbire dal lavoro pensando che ciò la faccia sentire importante quanto vorrebbe.

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Lorca manca di quel giusto e sano egoismo che la affranchi dalla ricerca di gratificazioni e antepone i bisogni materni ai suoi. Tuttavia i passi da compiere per la giovane protagonista sono ancora molti poiché l’abilità culinaria che la contraddistingue è erroneamente associato all’essere nella sua interezza quando invece non è altro che un mezzo potente per liberarlo dall’interno verso l’esterno. La stessa cosa vale anche per Victoria che, purtroppo e come spesso accade, si è resa conto dei suoi errori e della sua non vita quando ormai era troppo tardi. Il rapporto instaurato con Lorca appare nulla di più che un contentino per sentirsi in pace con la coscienza.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''IL SAPORE INATTESO DELLE COSE PERDUTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il sapore inatteso delle cose perdute''

Devo confessare che ho qualche difficoltà a scrivere la recensione del romanzo “Il sapore inatteso delle cose perdute”: è piuttosto difficile trovare il modo di spiegare un libro cosi intenso senza svelarne i segreti più intimi che la storia stessa nasconde.

Il romanzo, con i suoi pregi e i suoi difetti, mette l’accento sulla transitorietà della vita e sulle scelte sbagliate, dettate da motivazioni opinabili. Con tutte le conquiste culturali e tecnologiche, il genere umano ancora perde di vista le sue priorità fondamentali e le ricerca in un qualche surrogato.

“Il sapore inatteso delle cose perdute” narra una storia di fallimenti e rimorsi. È un monito a non sottovalutare la propria vita, a non procrastinare e a non cercare giustificazioni pensando di aver sempre tempo per la felicità perché per quanto inatteso il sapore di quanto si è perso ha un retrogusto amaro.

Le storie delle due protagoniste si fondono, e si crea un legame indissolubile tra di loro. E il tutto avviene all’interno di una grande cucina dove i sapori si sposano con i sentimenti, gli odori si scontrano con le lacrime, le delusioni si confondono con le gioie, gli ingredienti vengono miscelati alla perfezione e creano un rapporto unico, che va oltre ogni età, ogni classe sociale, ogni paese di origine.

Il lettore non può fare a meno di amare le due protagoniste: Lorca per la sua spontaneità e personalità - anche se devo ammettere che con lei ho avuto qualche difficoltà inizialmente per via dell’autolesionismo - e Victoria per la sua ironia e fragilità.

 

+27k Melissa Radice

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