Recensione ''Il respiro del buio'' (Libro di Nicolai Lilin, pseudonimo di Nicolaj Veržbickij) - 5.0 out of 5 based on 10 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Il respiro del buio''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Il respiro del buio”.
  • Titolo originale: "Il respiro del buio".
  • Autore: Nicolai Lilin; 
  • Nazionalità Autore: Russa, naturalizzato italiano; 
  • Data di Pubblicazione: 2011; 
  • Editore: Einaudi; 
  • Genere: Romanzo, autobiografia; 
  • Pagine: 297 p.; 
  • Voto del Pubblico (IBS): 4,4 su 5

 

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Recensione del Libro “Il respiro del buio” di Nicolai Lilin del 2011 genere Biografie e autobiografie. Evidenzieremo il riassunto del libro “Il respiro del buio”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Il respiro del buio” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''IL RESPIRO DEL BUIO'': 

Nicolai Lilin, pseudonimo di Nicolaj Veržbickij (nome riportato nell’anagrafe italiana), è nato il 12 febbraio del 1980 nella città di Bender in Transnistria, uno stato non riconosciuto dall’Onu.

La Transnistria attualmente appartiene alla Moldavia ma nel 1980, ai tempi della nascita di Nicolai, faceva parte dell’URSS.

Lo pseudonimo Lilin è stato dall’autore come omaggio alla madre, Lilia. In russo infatti Lilin significa “di Lilia”. Questa scelta riflette il forte attaccamento dell’autore alla sua famiglia.

Gli antenati di Nicolai erano esploratori, fuorilegge e cacciatori siberiani che, dopo la rivoluzione comunista del 1917 furono costretti a rifugiarsi in Trasnistria per sfuggire alle persecuzioni in quanto accusati di brigantaggio.

Nicolai si è trasferito in Italia nel 2004, prima in Piemonte tra Torino e Cuneo. Attualmente vive e lavora a Milano.

Nel 2009 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, “Educazione siberiana”, scritto direttamente in lingua italiana e diventato ben presto un caso editoriale.

Educazione siberiana è stato tradotto in ventiquattro lingue ma, su esplicita richiesta dell’autore, non in russo. Alcuni sostengono che questa scelta sia motivata dal fatto che i riferimenti storici del libro non siano riscontrabili nelle bibliografie dei paesi russofoni.

Nel 2010 il nuovo romanzo, “Caduta libera”, vince il Premio Minerva per la “Letteratura di impegno civile” e il premio “La Magna Capitana” di Foggia. Infine nel 2011 Nicolai chiude la trilogia ispirata alle storie di vita vissuta dall’autore con “Il respiro del buio”.

Tra le numerose attività dell’autore vanno ricordate quelle legate all’arte e alla tradizione del disegno e della simbologia del tatuaggio siberiano. Nel 2013 infatti ha fondato un laboratorio di disegno e tatuaggio a Solesino, in provincia di Padova.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''IL RESPIRO DEL BUIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il respiro del buio''

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Il respiro del buio” comincia con un viaggio, dopo due anni di servizio militare in Cecenia Nicolai lascia la guerra per tornare a casa.

Il luogo in cui termina il suo viaggio di ritorno però non ha nulla di famigliare, la sua città sembra aver perso al sua identità per piegarsi alle mode dell’occidente. Ad essere cambiato più profondamente non è né la città né i vecchi amici, ma lo stesso Nicolai.

Non c’è nessun confine tra guerra e pace, non per Nicolai. Incapace di lasciarsi il conflitto alle spalle si circonda di armi importate illegalmente dalla Cecenia nel tentativo di sentirsi realmente a casa.

Chiuso in un isolamento volontario Nicolai attraversa un dopoguerra privatissimo e feroce: all’indifferenza muta che gli riserva il suo Paese, non trova altra risposta che l’odio. Odia gli edifici, le strade, l’umanità pacifica che gli appare fasulla, intollerabile nella sua pretesa di civiltà.

In un momento di lucidità si rende conto che sta imboccando una strada senza possibilità di ritorno. Deve trovare un modo per allontanarsi da quella civiltà superficiale e indifferente per riscoprire le vere radici della propria esistenza. Deve tornare in Siberia.

Tra vecchi ricordi d’infanzia e nuove speranze intraprende quindi il lungo viaggio per raggiungere suo nonno, un uomo rude ma giusto in perfetta sintonia con la natura selvaggia in cui vive.

Nella Taiga, lontano dalla così detta civiltà Nicolai riesce a ritrovare il proprio equilibrio e a riassaporare il desiderio di una vita normale.

Trasferitosi a San Pietroburgo dovrà però presto fare i conti con la realtà: la guerra non lo ha ancora abbandonato. Il servizio militare lo ha reso un soggetto che la società civile non riesce a tollerare, quasi lo percepisse estraneo.

Per una persona col passato di Nicolai esistono poche possibilità, e quando una di queste si presenta lui decide di coglierla al volo. Si trova così impiegato in un’agenzia di sicurezza privata, un lavoro ben pagato ma che lo catapulta in una nuova guerra, più nascosta ma altrettanto violenta.

Questa volta le vittime vengono mietute sulle strade delle grandi città, sotto gli occhi di civili inconsapevoli. È una guerra del terrore, che ruota tutta intono al potere delle informazioni, in grado di annientare qualunque forma di fiducia.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''IL RESPIRO DEL BUIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il respiro del buio''

-Nicolai: chiamato semplicemente “Kolima” è il protagonista e narratore delle vicende di “Il respiro del buio”.

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Dopo un’educazione quanto mai singolare all’interno di una comunità di criminali siberiani e dopo due anni di servizio militare in Cecenia Nicolai sembra la persona meno adatta ad una vita normale.

Fin dalle prime pagine appare evidente il profondi disturbo post traumatico nel quale comincia a scivolare il protagonista subito dopo il suo ritorno a casa.

Complice il profondo cambiamento sociale che coinvolgeva il suo paese in quegli anni Nicolai stenta a riconoscere la sua città. Si sente abbandonato dal paese per il quale ha visto morire tanti amici e per il quale a ucciso ancor più nemici.

Tutto ciò lo trasforma in un’ombra di se stesso, in lui non sembra rimasto niet’altro che odio. Riuscirà a vedere questo mutamento solo osservando il proprio riflesso negli occhi di un bambino, che sembra in grado di vedere il desiderio di morte che lo pervade costantemente.

Con questa presa di coscienza Nicolai riuscirà a risvegliarsi e cominciare a guarire. Tornare la persona che era prima della guerra è impossibile, ma quel ragazzo non è morto e nei boschi selvaggi della Siberia riesce a ritrovarlo, riconquistando quell’umanità che credeva di avere perduto.

-Nonno Nicolaj: ha vissuto tutta la sua vita nella Taiga in perfetto equilibrio tra asprezza e incantato stupore. Dotato di una saggezza semplice in grado di placare anche lo spirito più inquieto.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''IL RESPIRO DEL BUIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il respiro del buio''

Il romanzo “Il respiro del buio” inizia a Bender, la città della Transnistria in cui il protagonista Nicolai è nato è cresciuto.

Sebbene in questa prima parte il protagonista viva in uno stato di reclusione volontaria riesce a trasmettere la sensazione di una città in cui il benestare economico è accompagnato da un degrado morale e sociale. Nel tentativo goffo di imitare lo stile di vita occidentale il paese perde la propria identità.

La Taiga siberiana pone uno stacco netto con il primo ambiente del romanzo. Qui tutto è rimasto immutato per secoli, e da l’impressione che rimarrà immutato fino alla fine dei tempi. Un luogo selvaggio e ostile ma dotato di uno spirito che la società moderna ha perso.

Infine torniamo in un ambiente urbano, nella città si San Pietroburgo, dove giochi di potere senza scrupoli devono stabilire la nuova gerarchia sociale.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''IL RESPIRO DEL BUIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il respiro del buio''

L’inizio di “Il respiro del buio” segue immediatamente la conclusione del romanzo “Caduta libera”, riprendendone addirittura alcuni momenti in modo da creare un quadro completo e indipendente dal precedente romanzo.

Sebbene non si faccia mai riferimento a un periodo storico definito il fatto che segua i due anni di servizio militare nella guerra Cecena ci aiuta a collocare le vicende del romanzo nei primi anni del 2.000.

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Tale periodo storico vede un profondo cambiamento sociale in Russia, dove vecchi poteri sono restii a lasciare il passo creando così conflitti interni e intricate trame politiche di cui il romanzo riuscirà a dare un quadro sfuggevole ma suggestivo.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''IL RESPIRO DEL BUIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il respiro del buio''

Proprio come nei primi due romanzi “Educazione siberiana” e “Caduta libera ” lo stile di Lilin è diretto e inconfondibile.

Racconta gli avvenimenti così come sono, lasciandoli liberi da interpretazioni personali dando così una sensazione di concretezza che si adatta splendidamente al contenuto della narrazione.

È uno stile quasi confidenziale, che cerca di ricostruire con la stessa cura l’ambiente circostante così come le sensazioni dell’autore nel loro stato naturale, così com’erano quando le ha vissute.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''IL RESPIRO DEL BUIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il respiro del buio''

Il romanzo “Il respiro del buio” racconta esperienze di vita vissuta dallo scrittore. Il protagonista delle vicende e il narratore sono la medesima persona, il che crea un grande senso di intimità con Nicolai.

Tutto è raccontato al passato dando la sensazione al lettore di accompagnare lo scrittore mentre rivive ad occhi aperti frammenti della sua vita passata.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''IL RESPIRO DEL BUIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il respiro del buio''

Il romanzo “Il respiro del buio” tocca molti temi delicati, che vanno dal sociale a semplici riflessioni sulla tormentata natura dell’uomo.

Tra questi viene particolarmente ben mostrato il profondo turbamento che in un modo o nell’altro affligge tutti i reduci di guerra.

Il disturbo post traumatico è conosciuto da molti ma raramente si ha avuto modo prima d’ora di guardarlo dagli occhi di chi lo ha vissuto.

In queste pagine viene mostrata una lenta spirale, fatta di piccoli passi di per se pochi significativi ma che messi insieme trascinano una persona in una bisso d’odio e rancore.

A tutto ciò si associa anche un’osservazione di natura sociale in quanto è evidente lo stato di abbandono in cui il paese lascia i propri soldati quando li rimanda a casa. Per coloro che hanno rischiato la vita per la patria sembra non esserci più posto nella così detta società civile.

Il libro affronta però la questione anche su un piano spirituale. Il ritorno alle proprie radici siberiane riporta il protagonista, e insieme a lui i lettori, in uno stato primordiale.

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Nel silenzio della natura selvaggia, che si contrappone al caos e alla superficialità della civiltà, si riesce a guardare alla propria vita da lontano, quasi non ci appartenesse ed è facile rendersi conto quanto siamo effimeri.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''IL RESPIRO DEL BUIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il respiro del buio''

Il respiro del buio” costituisce il terzo volume della così detta trilogia siberiana ma nonostante questo è stato scritto come un romanzo indipendente, dotato di un proprio inizio e una propria fine che si svincolano da “Educazione siberiana” e “Caduta libera ”.

Il romanzo “Il respiro del buio” riesce a riassumere l’essenza dei due romanzi che lo hanno preceduto. Le esperienze criminali dell’infanzia e quelle belliche della giovinezza si intrecciano andando a costruire l’identità di un individua adulto che tenta di trovare un posto nella società.

I contenuti hanno un tema centrale completamente diverso da quello dei precedenti romanzi, ora non si parla né dell’educazione né delle esperienze di guerra.

Se volessimo trovare un tema centrale al romanzo sarebbe “il ritorno”; un ritorno verso casa, verso le proprie radici culturali e verso la propria stessa identità. Un ritorno alle origini carichi però dell'esperienza della vita.

Consiglio “Il respiro del buio” a tutti coloro che si sono appassionati alla scrittura ruvida ma incisiva di Nicolai Lilin e, più in generale, a chiunque voglia vedere da vicino le ferite che la guerra lascia sullo spirito umano e la sua incredibile capacità di guarire.

 

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