Recensione ''Il birraio di Preston'' (Libro di Andrea Camilleri) - 4.9 out of 5 based on 12 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Il birraio di Preston''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Il birraio di Preston”.
  • Titolo originale: "Il birraio di Preston".
  • Autore: Andrea Camilleri;
  • Nazionalità Autore: Italiano;
  • Data di Pubblicazione: 1995;
  • Editore: Sellerio, collana La memoria;
  • Genere: Romanzo storico;
  • Pagine: 248 p., paperback;
  • Voto del Pubblico (IBS): 4,34 su 5.

 

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Recensione del Libro “Il birraio di Preston” di Andrea Camilleri del 1995, genere Romanzo storico. Evidenzieremo il riassunto del libro “Il birraio di Preston”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Il birraio di Preston” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''IL BIRRAIO DI PRESTON'':

Andrea Camilleri nasce a Porto Empedocle (AG) il 06 settembre del 1925, figlio di Carmelina Fragapane e Giuseppe Camilleri.

Nel docufilm del 2014 “Il maestro senza regole” Camilleri rivela che sua nonna Carolina e Luigi Pirandello erano cugini di primo grado e racconta il buffo incontro che egli ebbe da bambino con l'anziano premio Nobel per la Letteratura.

Il giovane Camilleri consegue la maturità classica al liceo Empedocle di Agrigento nel 1943 senza sostenere l'esame finale poichè le scuole erano state chiuse in vista dell'imminente sbarco delle forze alleate e si era deciso di considerare valido il secondo scrutinio trimestrale.

Già nel 1942 inizia a lavorare come regista teatrale e sceneggiatore. Dopo aver conseguito il diploma si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia ma non consegue la laurea.

Conclude invece gli studi nel 1952 presso l'accademia di Arte Drammatica Silvio d'Amico, alla quale viene ammesso come unico allievo regista nel 1949.

Da allora ha firmato la regia di più di cento opere televisive ma soprattutto teatrali, tra cui la prima rappresentazione di un'opera di Beckett in Italia (Finale di partita nel 1958).

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Nel 1957 entra alla RAI e si sposa con Rosetta Dello Siesto dalla quale ha tre figlie. Insegna al Centro sperimentale di cinematografia negli anni 60 ed dal 1977 al 1997 è titolare della cattedra di Regia all'accademia di Arte Drammatica Silvio d'Amico, dove ha come allievi nel corso della sua carriera grandi nomi del cinema italiano come Luigi Locascio, Luca Zingaretti, Fabrizio Gifuni, Emma Dante.

La carriera di scrittore di Andrea Camilleri, che inizia nel 1978 con il romanzo “Il corso delle cose”, si può dividere in due filoni:

A) I Romanzi tra i quali ricordiamo: “Il corso delle cose” (1978), “Un filo di fumo” (1980, romanzo storico), “La stagione della caccia” (1992), “Il birraio di Preston” (1995), “La concessione del telefono” (1998),

B) La “Serie del Commissario Montalbano” della quale ricordiamo i titoli “La forma dell'acqua” (1994), “Il cane di terracotta” (1996), “La voce del violino” (1997), “Acqua in bocca” (2010, con Carlo Lucarelli), “La piramide di fango” (2014).

Autore estremamente prolifico, ha scritto un'ottantina tra romanzi gialli, storici e svariati lavori di narrativa e non, quasi tutti con protagonista la sua Sicilia.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''IL BIRRAIO DI PRESTON'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il birraio di Preston''

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In una notte buia da far spavento il piccolo Gerd Hoffer, figlio dell'ingegnere minerario Fridolin Hoffer viene svegliato dal bisogno di far pipì.

Altre volte gli è capitato di bagnare il letto e di ricevere come punizione uno schiaffone dal padre, quindi per evitare che accada di nuovo si alza per andare al retrè.

Si rende così conto che l'alba sta sorgendo dalla parte sbagliata, quella di Vigata. Sveglia subito il padre, il quale capisce subito che si tratta non dell'alba ma di uno spaventoso incendio nella cittadina.

Subito accorre per poter testare una macchina a vapore che spegne le fiamme da lui stesso inventata.

Domanda in giro cosa sia accaduto e riceve risposte sorprendenti da cui comprende che durante la rappresentazione di un'opera lirica il soprano ha stonato.

Gli avvenimenti della serata sono il risultato di una vicenda che inizia mesi prima. Il prefetto di Montelusa, il toscano Eugenio Bortuzzi, si è intestardito a voler rappresentare all'inaugurazione del teatro di Vigata l'opera di Luigi Ricci Il birraio di Presto, nonostante l'opposizione dei vigatesi, che un po' per antagonismo nei confronti di tutto ciò che viene da Montelusa e un po' perché davvero non apprezzano la musica di Ricci, non ne vogliono sapere dell'opera.

Il prefetto arriva addirittura a coinvolgere don Emanuele Ferraguto, uomo di rispetto, che coi metodi non ortodossi propri del mafioso che è fa di tutto per tacitare il dissenso nei confronti dell'iniziativa, arrivando a minacciare giornalisti e a far ingiustamente incarcerare un falegname intenditore di musica amato e rispettato da tutti che aveva espresso parere negativo nei confronti del Birraio.

L'ultimo atto di questa farsa che si trasforma in tragedia è proprio la rappresentazione dell'opera. Il prefetto mette i cavalleggeri a guardia delle porte del teatro, impedendo a chiunque l'uscita.

I poveri cantanti in scena devono subire commenti sarcastici di ogni tipo da parte del pubblico, e quando la platea si rende conto di esser stata chiusa dentro si scatena il panico generale, che avrà conseguenze funeste.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''IL BIRRAIO DI PRESTON'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il birraio di Preston''

- Eugenio Bortuzzi, prefetto di Montelusa: fiorentino, non conosce usi e modo di pensare dei siciliani e non fa nulla per colmare questa lacuna, preferendo non abbandonare mai le mura della Prefettura e della propria casa, avendo scarso interesse per la terra nella quale svolge il suo ruolo istituzionale.

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Convinto com'è che ci si debba piegare al volere dello Stato, che in relatà è il suo, smuove mari e monti per far rappresentare Il brirraio di Preston a Vigata, ricorrendo anche all'aiuto dell'equivoco Emanueleu Ferraguto.

- Emanuele Ferraguto, detto Don Memè o u zu Memè: uomo dal proverbiale largo sorriso, è un uomo di rispetto, ovvero un mafioso. Si narra che non perse il sorriso neanche quando gli mostrarono il corpo del figlio assassinato, ma prese nota minuziosamente delle menomazioni a cui era stato sottoposto e, avuti sottomano i responsabili si dedicò personalmente a riprodurle in ogni particolare.

- Delegato Puglisi: delegato della Pubblica Sicurezza di Vigata, cerca di vederci chiaro sull'origine dell'incendio. Ha una caratteristica particolare, da un colore agli odori. È un uomo più vicino alle persone comuni che alle alte sfere del potere, cosa che spesso lo rende inviso ai superiori.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''IL BIRRAIO DI PRESTON'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il birraio di Preston''

Ci troviamo ancora una volta nella Vigata dell'Ottocento, e la scena si muove in alcuni luoghi tipici della vita culturale dell'epoca, come ad esempio i circoli (Famiglia e Progresso), i teatri in cui venivano rappresentate le opere liriche, molto popolari, i palazzi del potere montelusani dove si muovono le figure del Prefetto, del questore, e anche gli ambienti della malavita che gravitano attorno alla figura equivoca di Don Memè.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''IL BIRRAIO DI PRESTON'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il birraio di Preston''

La vicenda è tutta compresa nell'arco di trentasei ore. Assistiamo dunque all'inutile agitarsi dei membri del circolo Famiglia e Progresso, appassionati melomani che non ritengono "Il Birraio di Preston" degno di essere rappresentato, alle proteste degli abitanti di Vigata che rifiutano tutto ciò che viene da Montelusa, all'intestardirsi del prefetto e all'affannarsi di Don Memè.

Tutti gli avvenimenti portano alla sera del 10 dicembre 1864, la sera dell'inaugurazione del teatro e dell'incendio.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''IL BIRRAIO DI PRESTON'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il birraio di Preston''

Questo romanzo di Camilleri è altamente sperimentale sia per quanto riguarda la struttura che per quanto concerne la lingua. Troviamo una gran varietà di dialetti, dal toscano del Prefetto Bortuzzi, in cui troviamo l'accorgimento grafico di sostituire alla "c" una "h", in modo da rendere la pronuncia della gorgia toscana nei dialoghi che il personaggio sostiene, al milanese che il questore parla quando è solo con la moglie, al romanesco del giovane agitatore mazziniano.

Non solo Camilleri usa lingue diverse, ma anche linguaggi settoriali, come quello utilizzato dalla vedova Concetta Riguccio, che parla solo con termini legati al mondo della marineria, di cui lo scrittore si serve per creare un effetto comico.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''IL BIRRAIO DI PRESTON'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il birraio di Preston''

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Il narratore è esterno alla storia (eterodiegetico). Assistiamo a molti dialoghi intervalalti dai pensieri dei personaggi, dunque conosciamo il loro modo di pensare e il loro punto di vista, anche se data la coralità del romanzo, non abbiamo mai un punto di vista che prevale sugli altri.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''IL BIRRAIO DI PRESTON'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il birraio di Preston''

La tematica principale è l'arroganza di chi detiene il potere. Il prefetto arriva addirittura a far compiere azioni illegali pur di soddisfare il proprio desiderio che a noi lettori e agli altri personaggi pare esser dettato da un capriccio. All'interno di questa tematica si annida un problema ben più rilevante e radicato nella storia della Sicilia.

Chi viene inviato dal governo centrale ad amministrala è quasi sempre forestiero, e questo termine non si riferisce solo alle diverse origini etniche ma indivuìdua anche una distanza mentale e culturale. Al prefetto non interessa affatto conoscere i gli usi e loa cultura della popolazione siciliana, che considera barbara e bisognosa di essere elevata culturalmente.

Non si rende conto csì di creare una insanabile frattura tra i rappresentanti dello Stato e la gente, frattura in cui si inserirà in modo abilissimo la mafia, anzi, la maffia come la si chiamava nel 1800. La criminalità organizzata rrivava infatti laddove il potere, avvertito come estraneo, non si era mai preoccupato di arrivare.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''IL BIRRAIO DI PRESTON'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il birraio di Preston''

Ancora una volta Andrea Camilleri trae ispirazione dall'Inchiesta sulle condizioni sociali ed economiche della Sicilia. Nell'inchiesta si accenna al comportamento diel prefetto Fortuzzi, funzionario particolarmente inviso alla popolazione, che aveva obbligato il teatro di Caltanissetta a mettere in scena Il birraio di Preston per l'inaugurazione. Nessuno riuscì mai a capire perché si fosse impuntato proprio su quell'opera.

Attorno a questo spunto iniziale Camilleri costruisce un'opera particolare dal punto di vista della struttura. I capitoli, come lo stesso autore segnala in una nota all'indice, sono interscambiabili, ci si può dilettare a leggerli nell'ordine che più ci aggrada.

Il titolo di ciascun capitolo riprende una frase di un'opera letteraria, a partire da "Era una notte che faceva spavento" che parafrasa l'incipit delle storie di Edward Bulwer-Lytton che hanno come protagonista Snoopy, proseguendo negli atri capitoli con Checov, Conrad, Melville, Sciascia ed altri.

Impossibile non notare la citazione manzoniana all'interno del capitolo "Oh che bella giornada" in cui, durante un dialogo tra due amanti adulteri leggiamo "“la svinturata rispose, riecheggiando il racconto del dialogo tra Gertrude ad Egidio. L'originale struttura dell'opera la rende diversa dai precendenti romanzi di Camilleri, e forse se ne può apprezzare la meravigliosa complessità solo leggendola più di una volta.

La prima volta si sarà naturlamente portati a seguire l'ordine dei capitoli, ma le volte successive si potrà iniziare da un capitolo a caso, proseguire a leggerne un altro senza seguire un ordine e meravigliarsi di quanto la storia sia splendidamente scritta e perfettamente comprensibile da qualsiasi punto la si inizi.

 

Carla Biolchini

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