Recensione ''I fiori del male'' (Libro di Charles Baudelaire) - 5.0 out of 5 based on 6 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''I fiori del male''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “I fiori del male”.
  • Titolo originale: "Les fleurs du mal".
  • Autore: Charles Baudelaire;
  • Nazionalità Autore: Francese;
  • Data di Pubblicazione: per la prima volta in Francia nel 1857.
  • Editore: Feltrinelli;
  • Genere: Classici;
  • Pagine: 406 p., rilegato;
  • Voto del Pubblico (IBS): 5,00 su 5.

 

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Recensione del Libro “I fiori del male” di Charles Baudelaire del 1857, genere Poesia. Evidenzieremo il riassunto del libro “I fiori del male”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “I fiori del male” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''I FIORI DEL MALE'':

Charles Baudelaire nacque a Parigi il 9 aprile 1821. È considerato uno dei maggiori poeti francesi e un precursore del Simbolismo.

Frequentò il College Louis Le Grande dove vinse il secondo premio nella composizione di poesie in latino, ma da cui fu cacciato nel 1839.

Da allora divenne famoso per la sua vita bohémienne in opposizione ai valori borghesi, incarnati dalla madre Caroline e dal patrigno, il Colonnello Aupick.

Riuscì comunque a diplomarsi al Liceo Saint Louis, nonostante avesse già cominciato a condurre una vita bohemienne.

Nel 1841 il patrigno lo mandò a fare un viaggio verso l’India, sperando di farlo ravvedere dalla sua vita dissoluta e scandalosa. Il viaggio si arrestò nelle isole La Reunion e Saint Louis.

Ma al ritorno, si rese conto che i “paradisi artificiali” amplificavano la sua capacità creativa e riprese la vita viziosa, contraendo tra l’altro la sifilide.

Inoltre, appena tornato, conobbe Jeanne Duval, la donna che, prima sentimentalmente e poi dal punto di vista finanziario, dominò la sua vita per quasi vent’anni.

Nel 1847 pubblicò la sua unica opera di narrativa “La Fanfarlo”.

Nel 1848 partecipò alle barricate di febbraio e sostenne la libertà di stampa pubblicando i primi due numeri di una gazzetta “Titolo dell'op La Salute Pubblica era”. Più tardi condivise l’odio di Flaubert e Hugo contro Napoleone III, ma senza mai intervenire apertamente.

Quando nel 1857 pubblicò i “Fiori del Male”, venne accusato di oltraggio alla morale religiosa e alla morale pubblica.

Nel 1864 si recò per delle conferenze in Belgio e fece frequenti visite a Hugo, esule volontario.

Tornato a Parigi vi morì di sifilide nel 1867.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''I FIORI DEL MALE'': Indice dell'Analisi del Libro ''I fiori del male''

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I “Fiori del male” sono il capolavoro della produzione letteraria di Charles Baudelaire, una raccolta di centoventisei poesie.

L’opera si apre con la poesia “Al lettore”, una sorta di patto tra scrittore e fruitore dell’opera, che mette l’accento sulla fraternità tra gli uomini accumunati in un destino da dannati, da vittime.

C’è poi la sezione più lunga, composta da ottantacinque poesie, raccolte dal sottotitolo “Speen e Ideale”. Qui viene rappresentata la lacerazione che distrugge l’animo del poeta: da un lato l’anelito, l’aspirazione all’ideale; dall’altro lo spleen, inteso come angoscia, noia e male di vivere.

Si passa poi alla sezione “Quadri parigini”: trenta poesie in cui Parigi viene dipinta come una città caotica e piena di sogni. Qui si manifesta l’angoscia del poeta di fronte allo spettacolo offerto dalle strade.

La terza sezione è composta da cinque poesie e s’intitola “Il vino”: il frutto della spremitura dell’uva è il primo dei paradisi artificiali a cui gli artisti possono ricorrere per sfuggire allo spleen, all’angoscia, per cercare una via di fuga alla banalità e alla lordura del quotidiano in un mondo alternativo.

Si passa poi alla sezione “I fiori del male”, a cui appartengono nove poesie e in cui si analizza il secondo paradiso artificiale: quello degli amori proibiti.

La penultima sezione “Rivolta” racchiude tre poesie. Si abbandonano le tentazioni carnali e si cerca una soddisfazione spirituale. Ma non è Dio, l’Ente Supremo a cui si rivolge il poeta, bensì Satana, principe delle persone deluse e disilluse, con cui si stipula un’alleanza.

L’ultima sezione infine s’intitola “La morte” ed è composta da sei poesie. La morte è vista come l’unica salvezza, l’unico sollievo alla sofferenza, momento incognito che preannuncia un qualcosa che potrebbe essere migliore di ciò che si vive e si sperimenta.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''I FIORI DEL MALE'': Indice dell'Analisi del Libro ''I fiori del male''

Tre donne furono centrali nella vita di Baudelaire ed ispirarono a turno alcune delle poesie più belle della raccolta. Ma bisogna ricordare che si trattò di simboli, di altrettanti archetipi femminili, più che di vere e proprie muse ispiratrici, considerate nella loro individualità.

Esse furono:

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- Jeanne Duval che rappresenta la sensualità, la pura animalità e a cui sono dedicate, tra le altre, le poesie “Il balcone”, “La capigliatura” e “Profumo esotico”. Nata ad Haiti, probabilmente a Jacmel, mulatta, arriva a Parigi nel 1840, circa ventenne.

É sinuosa come un serpente che danza; ha occhi neri e indifferenti, simili a freddi gioielli e indossa vestiti ondeggianti (“Serpente che danza”). Spesso è caratterizzata dalla sua pigrizia. Nella poesia “Un fantasma”, Baudelaire si riferisce a lei come la Venere nera, dalla sognante andatura orientale.

Madame Sabatier, rappresenta invece l’amore spirituale; una sorta di donna angelicata, in opposizione al demone, alla “strega” Jeanne Duval. Le poesie a lei dedicate sono caratterizzate da calma e tenerezza e la donna, che nella realtà teneva un Salone letterario, appare sempre circondata dal lusso.

Marie Daubrun, infine, celebre attrice di teatro, ebbe con Baudelaire una breve relazione nel 1847. A lei sono dedicate una dozzina di poesie nella raccolta, tra cui “Il Veleno” e “Canto d’autunno”. Qui il poeta sottolinea il suo tratto distintivo: gli occhi verdi, cangianti, di giada.

Ma soprattutto il protagonista della raccolta è il poeta, essere maledetto e incompreso, con i suoi pensieri e le sue emozioni, che coglie le analogie tra reale e invisibile, in una perenne ebbrezza, ma anche in una perenne insoddisfazione.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''I FIORI DEL MALE'': Indice dell'Analisi del Libro ''I fiori del male''

Nella seconda sezione, “Quadri parigini”, la capitale francese diventa per la prima volta il setting privilegiato di una raccolta di poesie.

La folla è il velo attraverso il quale il poeta trasfigura la città familiare, ma al tempo stesso mostruosa nella sua enormità, in una fantasmagoria seducente.

E basta un esempio per tutti: l’incipit della poesia “I sette vecchi”.

Brulicante città, piena di sogni,

dove lo spettro in pieno giorno ferma il passante!

Dappertutto i misteri scorrono come linfe

dentro i canali angusti del colosso possente!

Una mattina, mentre nella squallida via

le case, che la nebbia rendeva ancora più alte,

mimavano le rive di un grande fiume in piena,

e, paesaggio simile all’anima del guitto,

una nebbia giallastra inondava lo spazio,

io seguivo con i nervi tesi, come un eroe,

discutendo con la mia anima, già stanca,

il viale sconquassato dai pesanti carriaggi”.

 

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TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''I FIORI DEL MALE'': Indice dell'Analisi del Libro ''I fiori del male''

La raccolta di poesie fu pubblicata la prima volta nel 1857, ma fu subito condannata dalla censura e gli editori furono costretti a pagare una multa.

Perciò nella successiva edizione del 1861, sei liriche furono eliminate. Ne furono però aggiunte trentacinque, prevalentemente nella nuova sezione “Quadri parigini”.

Tutte le poesie sono ambientate nella realtà contemporanea che il poeta osserva e descrive, cercando di trascenderla per raggiungere l’invisibile.

Si tratta però prevalentemente di una realtà quotidiana fatta di piccoli gesti e gli avvenimenti storici di metà ’800, a cui pure Baudelaire partecipò attivamente, non vengono citati.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''I FIORI DEL MALE'': Indice dell'Analisi del Libro ''I fiori del male''

Erede del Romanticismo, in particolare di Chateaubriand e di Hugo che ammira, Baudelaire considera il poeta come un essere maledetto e incompreso, con una missione da portare a termine: scoprire il senso profondo delle cose, penetrare le apparenze per rivelare l’invisibile.

Il poeta coglie delle analogie tra la vita reale e l’ineffabile e tra le diverse sensazioni. Perciò frequente è la presenza di sinestesie. E attraverso la sua immaginazione e un linguaggio purificato, ma al tempo stesso concreto, il poeta fa emergere l’invisibile e realizza a livello stilistico la teoria portante delle corrispondenze.

Al tempo stesso Baudelaire eredita dalla scuola parnassiana l’esigenza di un lavoro formale rigoroso: dà alla parola un rilievo plastico che ne approfondisce il valore simbolico. Egli rende palpabile l’invisibile e trasfigura il realismo urbano e il grottesco facendo emergere la bellezza dal brutto e creando un mondo nuovo.

Il metro usato è spesso il pentametro giambico in versi composti così da dieci sillabe.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''I FIORI DEL MALE'': Indice dell'Analisi del Libro ''I fiori del male''

L’autore utilizza a volte la terza persona, a volte la prima, a seconda dell’importanza che attribuisce ai diversi punti di vista.

Nelle poesie in prima persona il narratore coincide con l’autore stesso. Ciò nonostante si tratta comunque di un narratore onnisciente che non conosce solo gli eventi narrati, ma anche i pensieri e le emozioni di tutti i personaggi: la disperazione della donna anziana, le vedove… nella poesia “Spleen” per esempio. Per l’autore è imperativo che il lettore comprenda i suoi stati d’animo rispetto alle scene descritte e quello dei personaggi descritti, tutti accumunati in un claustrante senso di angoscia.

Le poesie in terza persona sono in genere più distaccate e hanno in genere per soggetto l’Arte.

Nella poesia “Corrispondenze” infine si alternano la prima e la terza persona.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''I FIORI DEL MALE'': Indice dell'Analisi del Libro ''I fiori del male''

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Centrale nella raccolta è la teoria delle corrispondenze, di natura platonica. Secondo Baudelaire tutta la natura, pur nel suo caos e nel suo disordine, è composta da simboli che rimandano all’Ideale: solo il poeta lo può decifrare. Oltre a queste corrispondenze “verticali”, ve ne sono altre “orizzontali” che si traducono in una mescolanza di sensazioni che sembrano fondersi.

I profumi, i colori e i suoni si rispondono ” (“Corrispondenze” )

Altra tematica centrale è quella dello Spleen, termine difficile da definirsi perché estremamente connotativo. Sebbene in modo riduttivo, lo Spleen può essere definito come l’insieme dell’abbattimento profondo, del dolore e della melanconia provati dal poeta davanti alla presa di coscienza della maledizione insita nella condizione umana. Essa è infatti dominata dalla fragilità e dalla fugacità, dalla solitudine, dalla vanità, dalla noia, dai rimorsi….

Basti un verso per tutti: “Il cielo basso pesa come un coperchio” (da “Spleen”)

A questo tema si collega quello dell’Ideale: mondo invisibile, di cui quello reale non è che il pallido riflesso, inaccessibile in questa vita. Il poeta è però in grado di intravederlo talvolta, nei propri ricordi, nella propria immaginazione e nella propria potenza creativa, in un profumo, in una donna, in una capigliatura, in un paesaggio esotico…

C’è infine il tema dei paradisi artificiali: nell’amore erotico, nel vino, nelle droghe il poeta cerca una via di fuga e un po’ di sollievo all’angoscia che lo attanaglia, allo Spleen che pesa sulla sua esistenza come su quella di tutti gli esseri umani.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''I FIORI DEL MALE'': Indice dell'Analisi del Libro ''I fiori del male''

Ho riletto questa raccolta dopo tanti anni: l’avevo analizzata all’università, oggetto di una monografia del Prof. Luigi De Nardis. Anche ad una lettura meno approfondita, legata al puro diletto, ogni lirica mi ha conquistato con il suo linguaggio plastico ed avvolgente.

Alcune poesie sono dei veri cammei. È il caso di “Il serpente che danza” dove la sensualità di Jeanne Duval s’impone sulla pagina: il suo corpo sinuoso, i suoi capelli dal profumo esotico, i suoi occhi impenetrabili affascinano il lettore e lo lasciano senza fiato.

O il sonetto “Tristezza della luna” in cui l’astro notturno si umanizza e si concretizza: bellezza assopita su cuscini in atteggiamento indolente come quello della donna amata, nelle cui lacrime languide il poeta insonne trova conforto.

O ancora quando evoca un paesaggio mediterraneo in “Viaggio a Citera”: i mirti verdi, pieni di fiori schiusi, il cielo senza nubi, gli animali al pascolo…. E tutto reso in modo plasticamente concreto e al tempo stesso simbolicamente evocativo e carico di suggestioni.

E questo solo per fare qualche esempio. Ogni poesia ha un suo fascino. Insomma: una lettura da non perdere

 

+30k Ornella Rizzo

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