Recensione ''Il corso delle cose'' (Libro di Andrea Camilleri) - 5.0 out of 5 based on 42 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Il corso delle cose''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Il corso delle cose”.
  • Titolo originale: "Il corso delle cose".
  • Autore: Andrea Camilleri;
  • Nazionalità Autore: Italiana;
  • Data di Pubblicazione: 1978 da Lalli e 1998 da Sellerio;
  • Editore: Sellerio collana La Memoria;
  • Genere: Giallo; 
  • Pagine: 145 pagine formato paperback;
  • Voto del Pubblico (IBS): 4,12 su 5

 

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Recensione del libro "Il corso delle cose" del 1978 di Andrea Camilleri, genere giallo. Evidenzieremo il riassunto del libro “Il corso delle cose”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Il corso delle cose” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''IL CORSO DELLE COSE'': 

Andrea Camilleri nasce a Porto Empedocle (AG) il 06 settembre del 1925, figlio di Carmelina Fragapane e Giuseppe Camilleri.

Nel docufilm del 2014 “Il maestro senza regole” Camilleri rivela che sua nonna Carolina e Luigi Pirandello erano cugini di primo grado e racconta il buffo incontro che egli ebbe da bambino con l'anziano premio Nobel per la Letteratura.

Il giovane Camilleri consegue la maturità classica al liceo Empedocle di Agrigento nel 1943 senza sostenere l'esame finale poichè le scuole erano state chiuse in vista dell'imminente sbarco delle forze alleate e si era deciso di considerare valido il secondo scrutinio trimestrale.

Già nel 1942 inizia a lavorare come regista teatrale e sceneggiatore. Dopo aver conseguito il diploma si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia ma non consegue la laurea.

Conclude invece gli studi nel 1952 presso l'accademia di Arte Drammatica Silvio d'Amico, alla quale viene ammesso come unico allievo regista nel 1949.

Da allora ha firmato la regia di più di cento opere televisive ma soprattutto teatrali, tra cui la prima rappresentazione di un'opera di Beckett in Italia (Finale di partita nel 1958).

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Nel 1957 entra alla RAI e si sposa con Rosetta Dello Siesto dalla quale ha tre figlie. Insegna al Centro sperimentale di cinematografia negli anni 60 ed dal 1977 al 1997 è titolare della cattedra di Regia all'accademia di Arte Drammatica Silvio d'Amico, dove ha come allievi nel corso della sua carriera grandi nomi del cinema italiano come Luigi Locascio, Luca Zingaretti, Fabrizio Gifuni, Emma Dante.

La carriera di scrittore di Andrea Camilleri, che inizia nel 1978 con il romanzo “Il corso delle cose”, si può dividere in due filoni:

A) I Romanzi tra i quali ricordiamo: “Il corso delle cose” (1978), “Un filo di fumo” (1980, romanzo storico), “La stagione della caccia” (1992), “Il birraio di Preston” (1995), “La concessione del telefono” (1998),

B) La “Serie del Commissario Montalbano” della quale ricordiamo i titoli “La forma dell'acqua” (1994), “Il cane di terracotta” (1996), “La voce del violino” (1997), “Acqua in bocca” (2010, con Carlo Lucarelli), “La piramide di fango” (2014).

Autore estremamente prolifico, ha scritto un'ottantina tra romanzi gialli, storici e svariati lavori di narrativa e non, quasi tutti con protagonista la sua Sicilia.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''IL CORSO DELLE COSE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il corso delle cose''

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Il romanzo si apre negli anni '50 in un paesino della Sicilia. In una zona di campagna occupata da orti e allevamenti viene ritrovato un cadavere con le scarpe collocate sul petto.

Il maresciallo Corbo, da siciliano, sa benissimo il significato di quel simbolo: il morto voleva scappare. Si tratta certamente di un crimine commesso da un'organizzazione che vuol mandare un messaggio.

La stessa sera, mentre torna a casa, Don Vito, uomo tranquillo che fa di tutto per passare inosservato e non fare torto a nessuno, viene mancato da due colpi d'arma da fuoco. Che si siano sbagliati? O si tratta di un avvertimento?

Vito non riesce a capire e nella sua disperazione cerca di mettere assieme i vari pezzi senza venirne a capo. Nel frattempo il maresciallo ha intuito che tra l'omicidio e il tentato assassinio di Don Vito vi è un collegamento e comincia per questo a fare spesso visita all'uomo nel tentativo di vederci chiaro.

Questo mette in allarme le persone che hanno mandato degli avvertimenti a Vito, accelerando pericolosamente il corso degli eventi.

La festa di San Calogero, santo dalla pelle nera amatissimo dai paesani, con i suoi riti particolari, come il lancio delle offerte di pane dai balconi e la passeggiata del santo nelle vie malfamate della città dopo la processione ufficiale, porta con sè un nuovo agguato nei confronti di Don Vito che si salva poichè non torna a casa e viene nascosto da un anziano amico di famiglia.

Vito infine viene colpito come da uno schiaffo quando capisce di essere finito suo malgrado in un gioco di interessi molto pericolosi e coi quali non credeva di avere nulla a che fare, messosi in moto a seguito di una sua azione innocente compiuta durante un matrimonio che viene interpretata come una sfida dai criminali del paese.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''IL CORSO DELLE COSE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il corso delle cose''

Don Vito: è un uomo tranquillo, resta sempre in disparte nelle diatribe e cerca di non esprimere mai un parere. Persino da bambino era soprannominato l'ombra, perschè riusciva a dileguarsi al minimo accenno di litigi e discussioni.

Mammarosa: ormai anziano garzone di bottega dle padre di Vito, gli è rimasto affezionato. Dopo la morte del suo datore di lavoro e la malattia che lo ha portato alla cecità considera Vituzzo un figlio e si preoccupa per lui.

Masino: amico fraterno di Vito dai tempi della scuola. Impetuoso e coraggioso, al contrario dell'amico è sempre pronto a scatenare discussioni anche accesissime.

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Maresciallo Corbo: investigatore molto perspicace che segue non solo la logica ma anche un istinto quasi sempre infallibile, arriverà alla soluzione del mistero che coinvolge Vito.

Dottor Scimeni: vedovo, con una figlia resa claudicante dalla poliomielite che l'ha colpita da piccola, è un uomo schivo e riservato.

Peppi Monacu: appena uscito dal carcere Peppi viene a sapere che la moglie durante la sua assenza ha avuto rapporti con praticamente tutti gli uomini del paese.

Dopo l'iniziale smarrimento e separazione dalla moglie decide di andare comunque a trovarla per fare sesso con lei, ma entrando dalla finestra come di solito fanno gli amanti, rendendo così tutti gli uomini del paese, che quando vanno a trovare la moglie passano dalla porta, i veri cornuti.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''IL CORSO DELLE COSE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il corso delle cose''

Il racconto è ambientato in Sicilia, precisamente in provincia di Agrigento, come si intuisce dal riferimento a Capo Rossello e alla distanza relativamente breve che separa il paese dalla città di Agrigento.

Possiamo solo immaginare visti i riferimenti al mare che a dare l'ispirazione per l'ambientazione sia stato il paesino natale di Camilleri, Porto Empedocle, che in seguito sarebbe stato il modello usato per la creazione dell'immaginaria cittadina di Vigata, dove sono ambientati i romanzi storici e civili e le storie che hanno come protagonista il commissario Salvo Montalbano.

Parte dell'azione si svolge nelle campagne circostanti il paese, dove viene ritrovato il cadavere all'inizio del racconto, non lontano dal luogo in cui sorge il pollaio di Don Vito. Il resto della narrazione prende corpo all'interno del paese, dove sorge la casa di Don Vito.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''IL CORSO DELLE COSE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il corso delle cose''

La vicenda si svolge in un momento imprecisato degli anni 50. Quando viene ritrovato il cadavere all’inizio del libro si fa riferimento alla pioggia settembrina.

L’intreccio si sviluppa tutto in pochi giorni all’inizio del mese di settembre, infatti abbiamo un altro riferimento temporale, ci viene detto che la festa di San Calogero, il santo nero veneratissimo nel paese e al quale si rivolge anche Don Vito in preda alla disperazione, cade ogni prima domenica di settembre.

Proprio al termine della colorata e particolarissima processione del Santo Don Vito capisce la causa di tutti i suoi guai e si giunge alla conclusione del romanzo

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''IL CORSO DELLE COSE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il corso delle cose''

Lo stile di scrittura è molto lineare, ricco di dialoghi. Lo stile è diverso da quello che siamo abituati a riscontrare nei lavori successivi di Camilleri, soprattutto per quanto riguarda la lingua. Tanto le parti raccontate dal narratore quanto i dialoghi sono scritti in lingua italiana. Elementi di siciliano emergono qua e là nei pensieri o nei dialoghi, ma si tratta di singole parole e non di periodi interi.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''IL CORSO DELLE COSE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il corso delle cose''

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Il narratore è onnisciente ed eterodiegetico (esterno alla storia). La narrazione avviene in terza persona e di volta in volta il narratore ci fa conoscere i pensieri e gli stati d’animo dei protagonisti, descrivendoci spesso le situazioni in cui sono coinvolti.

Molto raramente vengono narrate vicende precedenti attraverso i ricordi dei personaggi, quasi sempre la narrazione è contemporanea all’azione. 

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''IL CORSO DELLE COSE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il corso delle cose''

Il libro si apre con un citazione di Maurice Merleau-Ponty: il corso delle cose é sinuoso, dalla quale Camilleri ricava il tiolo del romanzo. Questa citazione sta a significare che spesso non riteniamo che certi avvenimenti ci riguardino e invece scopriamo che appunto per un loro sinuoso percorso arrivano ad avere conseguenze anche per noi.

Questa é proprio la tematica principale del romanzo. Il protagonista difatti non riesce a spiegarsi come mai qualcuno ce l'abbia con lui, é convinto di non avere fatto nulla per disturbare le persone "di riguardo" del paese, nè nessun altro.

Invece scoprirà con meraviglia, spavento e rabbia che quello che a lui era parso un gesto senza rilevanza compiuto in un momento di svago e con assoluta casualità era stato interpretato come un segnale da queste persone di rispetto abituate a comunucare con gesti simbolici.

Altro tema è proprio il sistema di simboli che in Sicilia costituisce la comunucazione non verbale alla base degli scambi della criminalità organizzata.

Accade così che di ogni gesto venga ricercato il significato nascosto, e quando non c'é, come nel caso di Vito, si metta in moto una catena di evenmti che risulta incomprensibile per l'ignaro che l'ha scatenata.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''IL CORSO DELLE COSE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il corso delle cose''

Il corso delle cose è il primo romanzo di Camilleri, che prima aveva scritto testi teatrali e poesie nel periodo della gioventù. Usci nel 1978, a distanza di quasi dieci anni dalla stesura.

L’autore ci dice che aveva sempre avuto il desiderio di raccontare una storia propria e con le proprie parole e in alcune interviste racconta la genesi del romanzo durante il ricovero in ospedale di suo padre. Camilleri raccontò la storia al padre e dovette promettergli di scriverla esattamente come l’aveva raccontata dato che al genitore era piaciuta molto.

 La trama è avvincente e la vicenda in cui è coinvolto il protagonista porta automaticamente a simpatizzare con un uomo che intuiamo mite e del tutto estraneo a maneggi criminali, mentre gustosamente veniamo a conoscere tradizioni e colori di una cittadina che può essere rappresentativa di un’isola intera.

Il racconto è costruito in modo tale che siamo costretti ad indagare assieme al protagonista, ad interrogarci, e veniamo a scoprire la spiegazione del mistero praticamente assieme a lui.

Il gusto per il racconto al limite tra la commedia e il dramma che rende così godibile lo stile dello scrittore è già presente seppure in misura minore, ma il divertimento nel raccontare situazioni e personaggi al limite dell’assurdo accompagna il lettore rendendo la lettura non solo scorrevole ma addirittura frenetica.

Consiglierei questo libro a chi vuole scoprire un Camilleri diverso da quello dei libri con protagonista il commissario Montalbano, o a chi vuole avvicinarsi a questo scrittore ma non se la sente di iniziare subito con i romanzi scritti in siciliano più stretto. 

 

Carla Biolchini

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