Recensione ''Il mio Dante'' (Libro di Roberto Benigni) - 4.0 out of 5 based on 2 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Il mio Dante''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Il mio Dante”.
  • Titolo originale: "IL MIO DANTE".
  • Autore: Roberto Benigni;
  • Nazionalità Autore: Italiana; 
  • Data di Pubblicazione: pubblicato nel settembre del 2008;
  • Editore: Einaudi. Stile libero Big;
  • Genere: Esegesi;
  • Pagine: 145 p. con rilegatura;
  • Voto del Pubblico (IBS): 3.12 su 5

 

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BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''IL MIO DANTE'': 

Roberto Benigni è nato il 27 ottobre del 1952 a Manciano La Misericordia; è un attore, sceneggiatore, comico, regista e showman.

Ha regalato al suo pubblico film indimenticabili come “Non ci resta che piangere” (1984), scritto, diretto e interpretato con Massimo Troisi; “Il piccolo diavolo” (1988), in cui recita con Walter Matthau; “Johnny Stecchino” (1991), nel quale rivisita in chiave comica il fenomeno del pentitismo mafioso; “Il mostro” (1994), con l’allusivo riferimento al famigerato mostro di Firenze. Tuttavia, è nel 1994 che Benigni, con un film incentrato sulla tematica dell’olocausto, si rende cinematograficamente immortale agli occhi di pubblico e critica: con “La vita è bella”, infatti, raggiunge le più alte vette di un meritato successo e, presentato alla notte degli Oscar del 1999, ne vince ben tre: quello per la miglior colonna sonora (a Nicola Piovani), quello come miglior film straniero e quello per il miglior attore protagonista (a Roberto Benigni).

Cinema a parte, egli si cimenta come scrittore: molti dei film appena citati sono stati pubblicati da case editrici di prestigio come Mondadori, Longanesi ed Einaudi ma, in questa sede, si sottolinea l’esperienza dell’artista con “Tutto Dante”, una serie di spettacoli svoltasi nelle maggiori piazze italiane ed estere in cui Benigni dimostra la sua cultura e passione per il Sommo Poeta, guadagnandosi plausi soprattutto per il suo modo di spiegare il poema, un modo diretto, semplice e accattivante che conquista. E ne viene fuori un libro: “Il mio Dante”, con una deliziosa prefazione di Umberto Eco, una premessa altrettanto gustosa di Roberto Benigni e una puntuale postfazione di Valentina Pattavina, non è altro che una raccolta dei passi più significativi, divertenti ed emozionanti del tour incentrato sulla “Divina Commedia”. Ancora una volta un viaggio, in cui si è accompagnati dall’artista toscano di oggi ad analizzare i versi del poeta toscano di ieri, che prima di tutti compì un viaggio intellettuale e spirituale nell’aldilà, e che Benigni “invade” con il suo linguaggio semplice e colto insieme, coinvolgendo la massa di lettori in un riavvicinamento con l’origine della nostra lingua e letteratura.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''IL MIO DANTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il mio Dante''

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“Il mio Dante”, dopo la prefazione di Umberto Eco e la premessa di Roberto Benigni, si apre con le seguenti parole: “ Quando si parla di Dante, mi si rigirano subito il corpo e l’anima; è un poeta eterno, che ho sempre sentito come un amico. Il mio vuole essere solo un omaggio: quello che dico non ha carattere scientifico, ma personale. Del resto, qualsiasi cosa si dica su Dante va sempre bene, perché è un contributo che diamo alla poesia, alla bellezza e alla gioia del vivere”.

L’autore, dunque, intende accompagnare il lettore lungo la strada percorsa secoli fa da Dante Alighieri; inizia a spiegare, dunque, chi sia stato questo poeta, com’è stata la sua esistenza, l’ambiente in cui il suo genio ha operato e i motivi per cui ha lavorato alla stesura di un libro tanto ricco, sfaccettato, totalizzante. Divagando piacevolmente tra aneddoti risalenti al tempo del Sommo Poeta, e intrecciando battute sulla società e sulla politica attuali, Benigni sviluppa il suo racconto della “Divina Commedia” con semplicità ed enfasi, trascrivendo, nel corso della sua narrazione, parti di canti con la sua spiegazione al seguito. Non manca la tipica verve comica, che non fa altro che catturare, in un misto di prosa e poesia, con efficacia comunicativa, l’attenzione del lettore:

“Poi ch’èi posato un poco il corpo lasso,

ripresi via per la piaggia diserta,

sì che ‘l piè fermo sempre era ‘l più basso.

Su questo ultimo verso sono state scritte intere biblioteche; dal mio punto di vista il suo significato è molto semplice: […]. Certe volte, purtroppo, la dantistica tende a esagerare, ed esaspera la ricerca di significati nascosti costringendoci ad avere reazioni scherzose e fuori luogo, come quella di chi ha scritto sul lungarno: «Esattamente sotto a questa striscia, ci veniva Dante a far la piscia»”.

Proseguendo nella sua esegesi, farcita di aneddoti narrati con un linguaggio colloquiale e leggero, Benigni spiega l’origine della terzina, il suo successo immediato e la sua ripresa dopo Dante; offre lo spunto per battute sul titolo dell’opera in questione, ma immediatamente dopo ne elogia la scelta di registro; racconta con emozione la storia di Paolo e Francesca, con gusto aneddotico quella di Ciacco, e di tanti altri personaggi; si sofferma sul concetto secondo il quale Dante venne additato da alcuni come profeta, grazie alla sua scelta di ambientare la Commedia nel 1300, anno trascorso, al momento dell’inizio della stesura, già da sei. Comunque Benigni utilizza questo argomento per sgranchirsi con un po’ di immancabile satira politica: “È come se io scrivessi oggi una cosa datandola nel 1885 e affermassi: «In Italia arriverà uno piccino da Arcore… Piglierà il potere… non ci sarà verso di fermarlo… Si metterà una bandana… Vallo a fermare, quel bischero… E arriverà uno su una bicicletta da Bologna per fermarlo, ma lui lo rivince… Poi quello sulla bicicletta da Bologna rivince lui…». Il bello è che Dante questo gioco lo realizza utilizzando un personaggio popolare, non un protagonista della Storia. Ecco la grandezza”. Dunque, alternanza di argomenti attuali e spiegazione di versi danteschi.

I canti che Benigni sceglie di raccogliere e raccontare nel suo libro sono tutti appartenenti alla prima cantica (Inferno), tranne l’ultimo: il canto XXXIII del Paradiso. E nella seconda parte del libro, dopo la spiegazione e la divagazione, ripropone tutti i canti presenti nella prima parte, rispettando lo stesso iter del suo spettacolo teatrale: Benigni spiega, diverte, regala particolari gustosi. Poi recita. Così, nel libro, lascia a noi il piacere della lettura dei canti appena analizzati.

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ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''IL MIO DANTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il mio Dante''

“Il mio Dante” non è un tipo di libro da cui si possano estrarre personaggi da analizzare: coloro che Benigni cita sono gli stessi che Dante ha inserito nei suoi gironi infernali e nel suo ultimo canto del Paradiso.

È vero, lo scrittore narra di Dante in particolare, ma non come il protagonista di un romanzo.

Questo libro è un’esegesi, un’interpretazione critica di un’opera, pertanto non si presta all’analisi dei personaggi.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''IL MIO DANTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il mio Dante''

L’ambientazione presente nel libro “Il mio Dante” è composta da un miscuglio di passato e presente, oltre che di spirituale e terreno. Trattandosi di un’analisi di alcuni canti della “Divina Commedia”, il lettore si può far coinvolgere da atmosfere infernali, caratterizzate da personaggi che soffrono e animali simbolici, ma arrivando alla pagina seguente può trovarsi in una piazza trecentesca, che sia Firenze o Bologna, e ancora dopo pochi paragrafi ritornare a spazi attuali, nell’Italia di oggi. È, pertanto, un’atmosfera eterogenea e non definibile come quella di un romanzo.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''IL MIO DANTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il mio Dante''

Il tempo in cui è immerso il libro “Il mio Dante” è, così come accade per l’ambientazione, un tempo “misto”: si passa dal 1300 ai giorni nostri con rapidità e senza scossoni, poiché non si tratta di un romanzo dalla trama lineare, ma di una raccolta dei più significativi spezzoni del tour di Benigni (“Tutto Dante”).

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''IL MIO DANTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il mio Dante''

Lo stile che caratterizza il lavoro di Benigni è quello che l’autore utilizza nei suoi spettacoli: la scrittura è, dunque, farcita di elementi del linguaggio colloquiale; si struttura in modo semplice, fluido, scorrevole, come se ascoltassimo Benigni parlare.

In quanto trasposizione di spezzoni del suo spettacolo, la scrittura risponde a una richiesta più tipica dei monologhi per il vasto pubblico: riporta, quindi, espressioni gergali, del dialetto toscano di oggi, tipiche del parlare dell’autore: “Immaginate quando la gente all’epoca leggeva la Commedia e spuntava fuori un nuovo personaggio senza che Dante ne facesse il nome. Tutti a chiedersi: e chi sarà mai? Poi Dante lo nominava, e si scopriva che era un loro conoscente.

- Madonna bona! È Ciacco!

- Come Ciacco?

- Sì, ha messo Ciacco all’inferno. Il figliolo dell’Emma, quella che stava a via de’ Pecci”.

Tuttavia, pur vestito di una forma volutamente grossolana, di un linguaggio informale e spesso dialettale, il contenuto è ricco: racchiude in sé momenti profondi, commoventi, divertenti. Il tutto sempre in funzione della spiegazione delle terzine: ciò che traspare è l’intenzione di Benigni di far arrivare Dante al cuore della persone: “È un poema che narra non solo delle passioni, ma dei ramarri, della brina, di come guarda un uomo dall’occhio pigro, di come ci si gratta il capo, di cosa si pensa quando si sta sdraiati sul letto a pancia sotto. Dante ha detto praticamente tutto, e nemmeno Shakespeare è al suo livello: Shakespeare ha abbracciato tutti gli uomini, ma non ha sfiorato il divino. E Dante non ha scritto la Divina Commedia solo perché Dio esiste, ma anche perché Dio esista”.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''IL MIO DANTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il mio Dante''

La voce narrante, nel libro “Il mio Dante”, coincide con quella dell’autore, per cui si tratta di un narratore onnisciente: è lo stesso Benigni che racconta di Dante e della sua Commedia, non è all’oscuro di nulla.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''IL MIO DANTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il mio Dante''

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Le tematiche presenti nel libro “Il mio Dante” sono varie, in quanto si tratta di un monologo che spazia tra racconti di aneddoti passati e presenti, i quali alleggeriscono l’analisi dei canti della Divina Commedia, selezionati da Benigni per scriverne l’interpretazione critica e offrirla, con l’immediatezza, l’umiltà e la gioia che contraddistinguono il suo modo di esprimersi, al pubblico di lettori.

È presente il tema dell’amore verso Dio, ma anche il senso di smarrimento così umanamente terreno e comune, è palpabile il concetto di salvezza, quello del libero arbitrio, e molti altri caratterizzanti la poesia dantesca. Benigni esalta questi temi, e li alterna ad altri che sceglie personalmente, indirizzando la sua comicità verso momenti di satira politica e sociale che non abbandona mai, e che ritornano, prepotenti, in ogni sua “creatura”, che sia libro, film o spettacolo dal vivo.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''IL MIO DANTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il mio Dante''

“Il mio Dante” è una lettura piacevole, che scorre grazie allo stile leggero e colloquiale, ma che offre interessanti spunti di riflessione sul testo di Dante.

Dalle pagine di questo lavoro, traspare chiaramente la volontà dell’autore: Benigni non intende certo innalzarsi al di sopra di critici e filologi danteschi, piuttosto cerca di arrivare all’anima del lettore con spiegazioni dal linguaggio semplice e immediato, nell’intenzione di raggiungere la più larga fetta di pubblico possibile. È una scelta volta a far riscoprire la poesia del Sommo Poeta ai più, attraverso una selezione dei canti forse più accattivanti e caratterizzati dai personaggi più noti della Commedia.

“Il capolavoro dantesco è uno dei racconti più cristallini, più semplici che siano stati scritti; bisogna avvicinarcisi con l’innocenza di un bambino, e solo in seguito impegnarsi a capire le allegorie e le metafore” (Roberto Benigni).

 

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Genere: Esegesi
Anno di Uscita: Dal 2001 al 2010,2008
Autori: Roberto Benigni
Editore: Einaudi Editore
Numero Pagine: Da 101 a 150 pagine
Nazione dell'Autore: Autore Italiano
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