Recensione ''I bastardi di Pizzofalcone'' (Libro di Maurizio De Giovanni) - 4.0 out of 5 based on 4 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''I bastardi di Pizzofalcone''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “I bastardi di Pizzofalcone”.
  • Titolo originale: "I bastardi di Pizzofalcone".
  • Autore: Maurizio De Giovanni. 
  • Data di Pubblicazione: 2013. 
  • Editore: Einaudi (collana ''Stile libero big''). 
  • Genere: Giallo. 
  • Pagine: 316 p., brossura. 
  • Voto del Pubblico (IBS): 4 su 5

 

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BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''I BASTARDI DI PIZZOFALCONE'':

Maurizio de Giovanni è nato nel 1958 a Napoli e qui vive e lavora. Nel 2005 partecipa, quasi per gioco, a un concorso riservato a giallisti emergenti con un racconto ambientato a Napoli, negli anni trenta, con protagonista il commissario Ricciardi. Il racconto vince il premio nazionale “Tiro rapido” e diventa la base del romanzo “Le lacrime del pagliaccio”, pubblicato nel 2006, e riedito l’anno successivo col titolo “Il senso del dolore”, che da inizio alla serie delle avventure del commissario Ricciardi.

Nel 2012 invece si cimenta con un noir ambientato nella Napoli dei giorni nostri, dal titolo “Il metodo del coccodrillo”, il cui protagonista sarà stavolta l’ispettore Lojacono. Questo romanzo ha vinto il prestigioso ‘premio Scerbanenco 2012’. “I bastardi di Pizzofalcone” è il secondo capitolo delle avventure dell’ispettore Lojacono, stavolta affiancato da una nuova squadra, seguito poco dopo dal libro “ Buio per i bastardi di Pizzofalcone”. Il pubblico ha accolto più che positivamente questo nuovo personaggio, dopo aver già amato l’ispettore Ricciardi, al punto che sono stati acquistati i diritti televisi di questa serie di romanzi, che presto diventeranno una fiction per Rai Uno.

La fama dei suoi personaggi ha già varcato i confini nazionali e i suoi libri sono già stati pubblicati in Spagna, America Latina, Germania, Francia, Usa, Danimarca e Gran Bretagna.

In quanto tifoso del Napoli, Maurizio De Giovanni ha pubblicato diversi racconti sulla sua squadra del cuore ed è ospite fisso di alcune trasmissioni sportive.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''I BASTARDI DI PIZZOFALCONE'': Indice dell'Analisi del Libro ''I bastardi di Pizzofalcone''

Pizzofalcone è un distretto di Napoli, poco vasto (all’incirca 3 km) ma molto popoloso, che abbraccia una parte dei quartieri spagnoli e arriva giù fino al lungomare.Uno dei più antichi commissariati della città: piccolo, ma strategico. Al commissariato arrivano dei nuovi elementi, tutti provenienti da zone diverse, tutti con qualcosa da dimenticare o da farsi perdonare. Il compito loro affidato è arduo: cancellare la macchia rappresentata da un grave reato commesso dai poliziotti che li avevano preceduti e ricreare un clima di fiducia intorno al commissariato. Un anno prima era infatti successo un episodio spiacevole: quattro colleghi avevano sequestrato un carico di droga, per poi dichiararne meno della metà e mettere su un commercio in proprio con la merce di cui si erano illecitamente appropriati. Così facendo, oltre al reato in sé, avevano screditato l’intero corpo di polizia della zona, facendo venire meno la fiducia dei cittadini, motivo per cui il commissariato rischiava di essere chiuso.

A condurre le indagini l’ispettore Giuseppe Lojacono, siciliano, mandato via dalla squadra mobile di Agrigento in seguito alle accuse mosse da un camorrista. Accanto a Giuseppe Lojacono il commissario Luigi Palma, uomo in gamba e capo eccellente che sprona i suoi a lavorare senza invadere il territorio altrui, e altri cinque poliziotti. Oggetto delle indagini l’omicidio di Cecilia De Santis, moglie di un famoso notaio, e la storia di una giovane ragazza che vive reclusa in un appartamento, mentre uno di loro si concentrerà su alcune morti, a suo avviso troppo frettolosamente archiviate come suicidi. Giuseppe Lojacono e l’agente scelto Marco Aragona si dedicheranno al caso della donna uccisa, muovendosi tra appartamenti di lusso e circoli nautici, arrivando alla soluzione del delitto solo grazie all’arguzia del primo e al gioco di squadra. Sarà proprio la collaborazione tra i membri del nuovo organico del commissariato di Pizzofalcone a sancire la duplice vittoria: la confessione del colpevole e la salvezza del commissariato di zona.

 

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ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''I BASTARDI DI PIZZOFALCONE'': Indice dell'Analisi del Libro ''I bastardi di Pizzofalcone''

Giuseppe Lojacono è un siciliano poco più che quarantenne proveniente dal commissariato di san Gaetano, dagli zigomi alti, i capelli neri, lisci, disordinati, il fisico ossuto in perenne tensione, i tratti orientali che gli conferiscono il soprannome di “Cinese”, e l’espressione sempre indecifrabile. Cacciato dalla squadra mobile di Agrigento perché accusato da un collaboratore di giustizia di passare informazioni alla mafia, sebbene non fossero emersi riscontri a riguardo, si era preferito allontanarlo. Il commissario Palma richiede espressamente la sua presenza nel nuovo organico dopo averlo notato durante le indagini sul “Coccodrillo”, un vecchio anonimo e disperato che aveva ucciso quattro ragazzi. Giuseppe Lojacono, separato e con una figlia adolescente con cui ha da poco ripreso i contatti, è un tipo taciturno e riflessivo, che ama il suo lavoro, sebbene l’allontanamento dalla sua città e le accuse mosse lo abbiano profondamente ferito. Saranno la sua logica e il suo intuito, supportati dalla collaborazione del resto del commissariato, a condurre l’ispettore Giuseppe Lojacono passo dopo passo verso la soluzione del delitto.

Luigi Palma detto Gigi è il nuovo commissario di Pizzofalcone. Quarant’anni, capelli in disordine e aspetto sempre sgualcito, da l’impressione di essere in perenne attività. Il suo tono è allegro e l’atteggiamento bonario e il suo credo è lavorare onestamente e in maniera costante per ottenere i risultati desiderati. Pochi credono nella possibilità di salvare il commissariato di Pizzofalcone dalla chiusura eppure lui s’impegnerà per ottenere questo risultato, spronando i suoi uomini a lavorare sodo, e manifestando fiducia (nonostante gli errori precedenti che caratterizzano la storia lavorativa di ciascuno) senza intromettersi e invadere il loro campo d’indagine.

Ottavia Calabresi, il vice sovrintendente del commissariato, è una bella donna di quarant’anni, dalle forme generose e dal fisico tonico, che cerca di nascondere sotto abiti anonimi e fuori moda. In ufficio si occupa di ricerche informatiche e la sua collaborazione è fondamentale per i colleghi che operano sul campo. Nella vita privata è sposata con un uomo che l’adora e ha un figlio portatore di handicap. Eppure la sua vita le sta stretta e ormai lei non sopporta di restare troppo tempo tra le mura di casa. Vedremo questa donna forte e fragile allo stesso tempo, combattere con i suoi demoni interiori e desiderare una vita diversa.

Giorgio Pisanelli, sostituto commissario, è un uomo di sessantun anni ed è la memoria storica del commissariato, perché abita nel quartiere e conosce tutti. Le sue conoscenze saranno fondamentali perché le indagini compiano significativi passi avanti. La sua ossessione sono le indagini su alcune morti sospette, a suo avviso troppo frettolosamente archiviate come suicidi. Anche Giorgio Pisanelli, Come Ottavia Calabresi e gli altri, lotta con i suoi demoni interiori: la sua amata moglie si è suicidata perché non ha retto la paura del dolore che il cancro le avrebbe provocato. Da quel momento la disperazione che porta le persone al suicidio è diventata per lui un chiodo fisso, di cui non riesce a liberarsi. Alla fine però ci renderemo conto che le sensazioni spesso non vanno sottovalutate.

Alessandra Di Nardo, agente assistente di ventotto anni, è una ragazza sottile, vestita in maniera ordinata ma anonima. Proveniente dal commissariato del Decumano maggiore, era stata allontanata a causa di un colpo partito dalla sua pistola in circostanze poco chiare. Nella sua vita emergono due aspetti significativi: la passione per le armi e la figura del padre- tiranno che la rende succube. Anche in questo caso le vicende lavorative faranno emergere il gran cuore di questa donna e le perdoneremo alla fine la sua impulsività.

Marco Aragona, agente scelto proveniente dalla questura centrale, è un giovane ragazzo basso di statura, con una capigliatura alla Elvis e vestito buffamente come un detective dei telefilm. Nipote raccomandato di un prefetto della Basilicata, ha il vizio di guidare come un pazzo ma il pregio di riconoscere la maggiore esperienza del collega e di trarne insegnamento. Saranno le sue affermazioni a far scattare l’intuizione in Giuseppe Lojaono e a portare le indagini alla soluzione.

Romano Francesco, assistente capo proveniente da Posillipo, è un uomo massiccio dai capelli cortissimi, la mascella marcata e l’espressione corrucciata. Ha la brutta abitudine di alzare le mani e deve tenere a freno questa sua tendenza, a causa della quale anche la moglie lo allontana. Pagina dopo pagina anche lui ci dimostrerà cosa si nasconde in realtà dietro un uomo all’apparenza aggressivo e manesco.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''I BASTARDI DI PIZZOFALCONE'': Indice dell'Analisi del Libro ''I bastardi di Pizzofalcone''

Il romanzo è ambientato a Napoli. Tra stradine strette, circoli nautici e appartamenti di lusso, Maurizio De Giovanni ci conduce per mano attraverso le vie di questa città bellissima ma piena di contraddizioni (lusso sfrenato che si contrappone a una miseria infinita), descrivendola minuziosamente. Gli spazi aperti, così come gli interni, sono descritti così bene che sembra di trovarsi in quelle strade e in quelle stanze e di assistere, in prima fila, alle indagini condotte dall’ispettore Giuseppe Lojacono e dai suoi colleghi.Perennemente presente il vento sferzante che agita il mare e scuote ogni cosa, quasi a sottolineare i demoni interiori contro cui ognuno dei protagonisti sta combattendo.

 

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TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''I BASTARDI DI PIZZOFALCONE'': Indice dell'Analisi del Libro ''I bastardi di Pizzofalcone''

La vicenda, a differenza dei romanzi di Maurizio De Giovanni appartenenti al ciclo dell’ispettore Ricciardi, si svolge nei giorni nostri. Le indagini descritte durante la narrazione iniziano nel mese di marzo e si concludono in breve tempo. La caratteristica principale del romanzo è che non ci sono tempi morti ma le indagini seguono un filo logico e sono dinamiche al punto da mantenere viva l’attenzione di chi legge, senza che questo comporti dei voli pindarici incomprensibili. Tra un capitolo e l’altro lo schema consequenziale delle indagini si svolge e lo scrittore Maurizio De Giovanni passa la parola direttamente all’assassino, oppure alla giovane ragazza chiusa nell’appartamento o alla vecchia che sta per finire sotto il tram, spostando momentaneamente i riflettori dal filo principale del racconto.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''I BASTARDI DI PIZZOFALCONE'': Indice dell'Analisi del Libro ''I bastardi di Pizzofalcone''

Lo stile di questo romanzo è molto scorrevole e lineare. I capitoli sono abbastanza brevi e le descrizioni accurate. Il narratore racconta il corso delle indagini alternando dialoghi tra i protagonisti e riferimenti agli avvenimenti passati, inerenti sia al delitto sia alla vita dei personaggi, al fine di rendere più comprensibile a chi legge cosa accade e perché. I personaggi sono caratterizzati a tal punto che al lettore sembra di conoscerli.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''I BASTARDI DI PIZZOFALCONE'': Indice dell'Analisi del Libro ''I bastardi di Pizzofalcone''

Il narratore è esterno al romanzo e racconta gli avvenimenti mettendo in luce di volta in volta ciò che prova ogni singolo personaggio. A volte la narrazione s’interrompe e a parlare non è più il narratore esterno ma direttamente alcuni dei personaggi (l’assassino, la ragazza chiusa nell’appartamento, la donna dai capelli grigi).

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''I BASTARDI DI PIZZOFALCONE'': Indice dell'Analisi del Libro ''I bastardi di Pizzofalcone''

Molti sono i temi su cui la lettura di queste pagine richiamano l’attenzione. In primo luogo il difficile lavoro dei poliziotti (e delle forze dell’ordine in generale) quando a commettere un reato è stato uno di loro. Naturalmente la cittadinanza fa di tutta l’erba un fascio a causa della perdita di fiducia in colore che dovrebbero rappresentare la legge, dimenticando che esistono anche persone oneste, impegnate a fare solo il proprio lavoro. E’ questa la situazione che i nuovi arrivati devono affrontare: dimostrare che non tutte le mele sono marce. Nella vita di ognuno però il lavoro non è tutto. Spesso le vicende personali hanno un peso enorme. Non è facile andare a lavorare quando la mente è presa da questioni personali. Eppure bisogna farlo, è quello che facciamo tutti, ogni giorno. Ma questo libro ci invita anche a riflettere sull’amore e sulle sue diverse forme: quello di una donna che accetta tutti i tradimenti pur di non perdere il marito o quello dell’assassino che non accetta un rifiuto a un amore che è nato solo nella sua testa ma anche quello dell’uomo che tiene rinchiusa la giovane ragazza o l’amore della famiglia di lei, sempre se di amore si può parlare in questo caso.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''I BASTARDI DI PIZZOFALCONE'': Indice dell'Analisi del Libro ''I bastardi di Pizzofalcone''

I romanzi gialli sono in assoluto la mia categoria di libri preferiti e sebbene questo sia il primo libro di Maurizio De Giovanni che leggo, mi è piaciuto a tal punto che non vedo l’ora di prendere in mano un altro suo lavoro. Mi è piaciuto questo libro perché mi piace seguire il corso delle indagini mentre leggo e amo particolarmente quei libri in cui è possibile comprendere ciò che sta per capitare, facendo anche delle supposizioni e arrivando insieme agli investigatori a scoprire il colpevole. Di questo romanzo ho anche apprezzato l’ambientazione. Napoli è una città che mi piace, esattamente per quello che è. Per la sua confusione, per la varietà di persone che puoi trovarci e per gli splendidi panorami. Maurizio De Giovanni oltre a descriverla l’ha dipinta, cogliendone la bellezza e la veracità. E mentre leggi ti sembra di essere lì e vedere quelle donne, quegli uomini, quel mare e di sentire il vento che spazza via ogni cosa. Un ulteriore apprezzamento alla caratterizzazione dei personaggi. Durante la narrazione ci viene pian piano raccontato tutto ciò che serve per conoscerli e per capire le motivazioni vere alla base dei loro gesti, per andare oltre l’apparenza e il pregiudizio.

 

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