Recensione ''Il deserto dei Tartari'' (Libro di Dino Buzzati) - 5.0 out of 5 based on 4 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Il deserto dei Tartari''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Il deserto dei Tartari”.
  • Titolo originale: "La fortezza".
  • Autore: Dino Buzzati;
  • Nazionalità Autore: Italiana;
  • Data di Pubblicazione: 1940;
  • Editore: Arnoldo Mondadori;
  • Genere: Romanzo;
  • Pagine: 202;
  • Voto del Pubblico (IBS): 4,5 su 5

 

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BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''IL DESERTO DEI TARTARI'': 

Nato a San Pellegrino di Belluno nel 1906, Dino Buzzati appartiene ad una famiglia dell’alta borghesia che vanta una ricca tradizione culturale.

Ottenuto il diploma di maturità classica e poi la laurea in giurisprudenza, lo scrittore comincia una collaborazione con il Corriere della Sera.

Negli anni ‘30 inizia a dedicarsi alla scrittura di romanzi brevi e nel 1940 pubblica il Deserto dei Tartari, il cui titolo originale doveva essere La fortezza, ma poi fu cambiato.

Inviato e operatore militare durante la guerra, oltre alle attività di scrittore e giornalista Buzzati si interessa di teatro e segue alcuni importanti progetti come sceneggiatore.

In questo ambito lo vediamo coinvolto in una collaborazione con Federico Fellini, per la stesura di un progetto, Il viaggio di G. Mastorna, che non vide mai la luce.

Sempre riguardo l’ambito teatrale lo vediamo attivo come sceneggiatore di alcune delle rappresentazioni del compositore e direttore d’orchestra Luciano Chailly mentre come appassionato di pittura non manca la sua partecipazione ad alcune importanti mostre.

Ultima ma non per importanza, tra le passioni di Dino Buzzati che bisogna ricordare è quella dell’alpinismo, della scalata di montagne e delle arrampicate su roccia.

Muore nel 1972 a Milano, in seguito ad una grave malattia.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''IL DESERTO DEI TARTARI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il deserto dei Tartari''

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Il Deserto dei Tartari è la storia di una vita trascorsa nell’attesa di un evento che dia un senso all’esistenza. In particolare è la storia dell’ufficiale Giovanni Drogo, che come molti soldati intraprende la carriera militare nella speranza di poter vivere momenti di gloria.

Così trascorre la vita prestando servizio nella Fortezza nell’attesa di una guerra, mentre il tempo trascorre e preziosi anni della sua vita fuggono per non ritornare più.

Più volte ha la possibilità di terminare il servizio e tornare a condurre la propria vita in città, ma più il tempo passa più sente che la vita che conduceva prima non lo riguarda più.

Quando torna a casa non può fare a meno di percepire il tempo che passa e notare come le persone a cui era affezionato inevitabilmente non siano più le stesse: la mamma meno giovane, gli amici sposati e con famiglie, la complicità con l’amica di un tempo ormai perduta.

Nonostante la monotonia e l’indifferenza della vita nella Fortezza, Drogo continua ad aspettare un evento, che lo risarcisca della fatica di una vita trascorsa in solitudine.

Spesso i soldati si illudono di intuire preparativi per un assalto alla fortezza, ma troppe volte le loro prospettive si frantumano per credere davvero ancora all’attacco di una guerra.

Diventa inoltre un argomento di cui è sconsigliabile parlare e chiunque metta in giro voci false su un possibile attacco viene accusato.

Nonostante non se ne parli apertamente in molti soldati la speranza non riesce a spegnersi del tutto e Drogo non si sbaglia: opo più di quindici anni di servizio e illusioni, l’esercito nemico si prepara all’assalto. Non sarà però Drogo a vivere la guerra: troppo debole e malato, ormai anziano, è costretto a lasciare la Fortezza e con lei per sempre i suoi sogni di gloria.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''IL DESERTO DEI TARTARI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il deserto dei Tartari''

- Il protagonista del romanzo è Giovanni Drogo, ufficiale della Fortezza Bastiani.

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Fin dal suo arrivo nella Fortezza viene colto da una sensazione strana, la consapevolezza di trovarsi di fronte a qualcosa di misterioso insieme ad un senso di solitudine che silenziosamente si insinua dentro di lui.

Più volte pensa di lasciare l’incarico e tornare in città alla vita di tutti i giorni, ma provando non riesce più ad apprezzarla.

Spera di trovare le persone come le ha lasciate, ma in realtà fin dal giorno della sua prima partenza percepisce che qualcosa sta cambiando e un epoca, quella della sua giovinezza, si sta chiudendo inesorabilmente. Questo lo porta a trascorrere la vita nell’illusione di qualcosa che si realizza troppo tardi, quando non è più capace di apprezzarla.

- Lo stesso vale per gli ufficiali che come lui vivono nella silenziosa speranza di partecipare alla guerra come Angustina, il maggiore Matti, il tenente Ortiz.

Ciò che accomuna questi personaggi è la speranza di poter vivere un momento glorioso che però non sembra arrivare mai; la monotonia della vita trascorsa nell’attesa indurisce gli animi e impedisce una vera vicinanza tra le persone, aumentando il senso di solitudine che poi emerge nell’apatia di Angustina, nella scontrosità di Matti, nella rassegnazione di Ortiz.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''IL DESERTO DEI TARTARI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il deserto dei Tartari''

La Fortezza Bastiani rappresenta il cuore della vicenda: questo luogo dalle mura giallognole isolato sulle montagne, appare circondato da un’ aurea di mistero.

La vista spazia su un deserto, il deserto dei Tartari, da cui ci si aspetta l’arrivo dei nemici. In passato la pianura si è rivelata luogo di frequenti incursioni, tuttavia da molto tempo la minaccia sembra essere scomparsa mentre la fortezza Bastiani rimane lasciata a sé e dimenticata dalla civiltà.

Pochi sono i segni della presenza dell’uomo: la Fortezza appare immersa nelle montagne e circondata da rupi, predominano gli elementi naturali che con la loro forza rendono grezzo l’animo degli uomini.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''IL DESERTO DEI TARTARI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il deserto dei Tartari''

La vicenda, raccontata al passato, si distende nel corso degli anni: all’inizio vediamo Giovanni Drogo alla fine della giovinezza che con l’inizio dell’incarico alla Fortezza comincia anche la sua vita da adulto.

Quattro anni dopo vediamo come la spensieratezza giovanile lo abbia abbandonato, per lasciare il posto ai sogni di gesta gloriose di cui non riesce a liberarsi.

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Passano altri quindici anni, Giovanni Drogo si trasforma in un ufficiale ormai maturo e sebbene l’illusione nella quale ha vissuto cominci a diventare labile, e aumenti la consapevolezza di aver trascorso gran parte della sua vita, comunque non riesce ad abbandonare la speranza di un destino che lo possa riscattare.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''IL DESERTO DEI TARTARI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il deserto dei Tartari''

Il romanzo è caratterizzato da uno stile narrativo, ma non mancano descrizioni soprattutto delle ambientazioni naturali, che fanno da sfondo al trascorrere del tempo. Il narratore ci rende partecipi dei monologhi interiori e dei pensieri oltre che delle sensazioni che vive Giovanni Drogo.

Lo stile di scrittura riesce ad evocare lo stato d’animo di Drogo, un uomo che non può opporsi allo scorrere fugace del tempo e convive con la solitudine.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''IL DESERTO DEI TARTARI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il deserto dei Tartari''

La storia è narrata in terza persona, il narratore non è un personaggio attivo del libro, è esterno alla vicenda ma il punto di vista che assume è spesso quello di una focalizzazione interna.

Egli ci sa spiegare esattamente come si sente Giovanni Drogo e cosa pensa, così che noi assistiamo ad una storia narrata prevalentemente al passato, ma che introduce momenti descritti al tempo presente per dare maggior efficacia alle parole e far rimanere più impresso lo stato d’animo del protagonista.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''IL DESERTO DEI TARTARI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il deserto dei Tartari''

Il libro permette di sviluppare una riflessione sul senso della vita e sull’attesa. I personaggi vivono nella speranza che prima o poi accada qualcosa, una guerra, che possa realizzare i loro sogni di gloria. Questo ci fa riflettere sulla necessità di raggiungere qualcosa di speciale per essere soddisfatti della nostra vita.

Al tema della fuga del tempo inarrestabile, si ricollega quello della solitudine in cui l’uomo vive, concentrato sulla sua storia e sul suo mondo, accorgendosi solo nella fatica di dare importanza a cose fugaci e di breve durata, destinate a concludersi.

È nella solitudine della fortezza che l’uomo si accorge del tempo perso e delle cose davvero importanti che ha lasciato andare, aspettando qualcosa che forse non si realizzerà mai.

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Nella fatica e nella solitudine, proprio quando si avrebbe più bisogno di conforto, la natura umana tende ad isolarsi: così accade nella fortezza, nella quale ogni militare nasconde agli altri le proprie speranze, arrivando quasi a dimenticarle, in una sorta di competizione che può portare solo ad altra solitudine.

Sorge spontaneo chiedersi, come fa lo stesso Drogo, se non sarebbe più utile cercare di vivere la vita in modo tranquillo senza pretendere troppo, e trovare un compromesso tra ciò che vogliamo realizzare e quello che la vita ci da.

La scelta di Drogo non sarà questa, ma una volta invecchiato, guarderà con un senso di pena il giovane militare che sta intraprendendo il suo stesso percorso di vita, dispiaciuto per il rifiuto ancora una volta di una scelta diversa e forse migliore che questo avrebbe potuto fare.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''IL DESERTO DEI TARTARI'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il deserto dei Tartari''

Dino Buzzati scrive questo libro in un periodo particolare della sua vita, in cui egli stesso dice di essersi sentito “imprigionato” in una routine che sembrava non dovesse avere mai fine e che in questo modo avrebbe perso gran parte della sua vita.

Decidendo di scrivere un romanzo che parlasse di questo sentimento, l’autore affronta tematiche che possono toccare ciascuno di noi. Lo fa utilizzando un lessico semplice e uno stile scorrevole, dove parte importante hanno i discorsi diretti.

Mi hanno colpito soprattutto i momenti descrittivi in cui vengono a galla i pensieri e le emozioni di un uomo consapevole che la sua vita è ormai trascorsa e non può far altro che farsene una ragione.

Nonostante questo, il libro si conclude in modo più positivo di quanto potremmo esser portati a credere: il sorriso finale di Drogo, nella camera della locanda, è simbolo dell’ accettazione di una condizione immodificabile.

La frase esprime lo sforzo di andare incontro alla vita fino all’ ultimo:

«Facendosi forza, Giovanni raddrizza un po’ il busto, si assesta con una mano il colletto dell’uniforme, dà ancora uno sguardo fuori dalla finestra, una brevissima occhiata, per l’ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride»”.

Un esempio di coraggio che ho apprezzato molto.

 

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Avatar di Carla Biolchini
Carla Biolchini ha risposto alla discussione #214 3 Anni 9 Mesi fa
Trovo questa recensione davvero molto interessante, esaustiva e ben strutturata. Riesce a rendere pienamente l'atmosfera sospesa del libro, i silenzi, la solitudine. Ricordo di aver letto questo libro per un corso di Letteratura Comparata all'Università, proprio sul tema dell'attesa. Era un periodo particolare della mia vita in cui mi sentivo proprio come il protagonista del libro, impossibilitata a muovermi, in attesa di un qualche miracolo che mi smuovesse e ogni volta che mi pareva stesse arrivando qualcosa mi ritrovavo disillusa come Drogo, quindi probabilmente è per questo che l'ho apprezzato molto anche al di là della qualità della scrittura di Dino Buzzati. Non ho mai letto un romanzo come questo in cui in effetti non accade nulla ma questo nulla è meraviglioso. Ottima libro, ottima recensione.