Recensione ''Harry Potter e i doni della Morte'' (Libro di J. K. Rowling) - 5.0 out of 5 based on 4 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Harry Potter e i Doni della Morte''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Harry Potter e i doni della Morte”.
  • Titolo originale: "Harry Potter and the Deathly Hallows;".
  • Autore: J. K. Rowling;
  • Nazionalità Autore: Inglese;
  • Data di Pubblicazione: per la prima volta in Gran Bretagna nel 2007; 
  • Editore: Salani (collana ''Romanzo'');
  • Genere: Fantasy; 
  • Pagine: 656 p., rilegato;
  • Voto del Pubblico (IBS): 5 su 5

 

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Recensione del Libro “Harry Potter e i Doni della Morte” di J.K. Rowling del 2007, genere Biografie e autobiografie. Evidenzieremo il riassunto del libro “Harry Potter e i Doni della Morte”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Harry Potter e i Doni della Morte”con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE'': 

La scrittrice J. K. Rowling nasce a Chipping Sodbury, vicino Bristol, nel Regno Unito, il 31 luglio del 1965.

Già da piccola manifesta una fervida immaginazione e comincia a scrivere. Durante gli studi si appassiona alle lingue, mentre trova più ostico l’ambito scientifico.

Deve la sua fama alla saga di Harry Potter, un giovane mago che combatte contro le forze della Magia Nera.

L’idea le viene in mente durante un breve viaggio in treno da Manchester a Londra e impiegherà cinque anni a scrivere l’intreccio generale dell’intera opera.

Nel 1997 pubblica il primo volume della saga del piccolo mago, intitolato “Harry Potter e la pietra filosofale”.

Il successo del romanzo, che viene inizialmente accettato solo da una piccola casa editrice, la Bloomsbury, dopo essere stato rifiutato da vari editori, supera di gran lunga ogni aspettativa.

L’autrice è praticamente sconosciuta, senza appoggi editoriali e il genere fantasy è considerato letteratura minore, ma la storia affascina subito milioni di lettori di tutte le età.

Nel 1998 compare il secondo volume, “Harry Potter e la camera dei segreti” e nel 1999 il terzo libro, “Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban”, con cui la Rowling vince tre volte di fila lo Smarties Prize.

Nel 2000 compare il quarto dei 7 volumi che caratterizzano l'intera saga, ossia “Harry Potter e il calice di fuoco”, che vende tre milioni di copie già solo negli Stati Uniti, senza contare tutte quelle acquistate nel mondo dai milioni di fans.

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Ormai la saga di Harry Potter è un fenomeno mondiale e nel 2003 vede la luce “Harry Potter e l’ordine della fenice” e nel 2005 “Harry Potter e il principe mezzosangue”.

Nel 2007 viene pubblicato il settimo ed ultimo volume della saga con il titolo “Harry Potter e i doni della morte”, che viene definito dal Telegraph il miglior libro scritto nel decennio 1999-2009.

Tutta l’idea della saga epica è concepita in un breve viaggio in treno da Manchester a Londra e per nove anni la scrittrice tesse i fili di questa trama superba del genere fantasy senza dimenticare fatti o personaggi, anzi dando loro la consistenza della vita reale.

Al termine della saga, la scrittrice si è cimentata in altri generi: una raccolta di fiabe, “Le fiabe di Beda il Bardo” nel 2008, e gialli “Il seggio vacante” del 2012, “Il richiamo del cuculo” del 2013 e “Il baco da seta” dove, con lo pseudonimo maschile di Robert Galbraith, crea l’investigatore Cormoran Strike.

Sposata due volte, madre di tre figli, è nota per le sue opere di beneficenza e nel 2011 è stata inserita nella classifica di Forbes tra le donne più ricche più ricche del Regno Unito.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Harry Potter e i Doni della Morte''

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Il primo capitolo si apre nella casa di Lucius Malfoy durante una conversazione tra Severus Piton e Voldemort: il professore informa il Signore del Male che il sabato successivo Harry sarà spostato dal “luogo sicuro” in cui si trova e i due pianificano di rapirlo durante il trasferimento.

Dalla loro conversazione veniamo a sapere che Ninfadora ha sposato Lupin e che Voldemort ha infiltrato dei Mangiamorte fin all’interno del Ministero della Magia.

Gli oppositori vengono torturati senza pietà e anche mentre ha luogo la conversazione, risuonano urla di dolore.

Nel frattempo Harry è dai Dursley: sta riponendo gli oggetti che gli erano serviti per la scuola di Hogwarts negli anni precedenti, ora che ha deciso di non frequentare l’ultimo anno della scuola e di andare invece alla ricerca degli Horcrux, come gli ha suggerito Silente prima di morire.

Il ragazzo si ferma per leggere due articoli sul giornale: una commemorazione di Albus che ne narra la vita e le gesta, e un’intervista a Rita Skeeter che ha appena pubblicato un romanzo-shock “Vita e bugie di Albus Silente”.

Alla partenza di Harry, anche gli zii e il cugino vengono portati via per essere nascosti dall’Ordine della Fenice, perché al compimento del diciassettesimo anno di Harry, tutti gli incantesimi che li proteggono scompariranno. Prima della partenza, Dudley sorprende Harry esprimendogli la sua riconoscenza per essere stato protetto dai Dissennatori l’estate precedente.

Mentre Hagrid sta portando Harry al nascondiglio segreto, i due vengono attaccati da un gruppo di Mangiamorte, tra cui c’è lo stesso Voldemort che vuole uccidere Harry personalmente. Harry è paralizzato dalla paura, ma si ritrova la bacchetta in mano e riesce a lanciare un incantesimo che disarma l’avversario.

Il ragazzo si risveglia a casa di Tonks: le sue ferite e quelle di Hagrid sono state curate e un incantesimo impedisce ai Mangiamorte di seguirli. Attraverso un passaporta i due raggiungono casa Weasley e li discutono con tutti gli altri alleati chi possa averli traditi.

Improvvisamente Harry prova una terribile fitta alla cicatrice e ha una visione di ciò che sta facendo Voldemort in quel momento. Quando glielo racconta, Hermione gli ingiunge di bloccare immediatamente la connessione mentale con il Signore del Male.

Harry, Ron ed Hermione hanno deciso di partire alla ricerca degli Horcrux, nonostante i tentativi di papà Weasley di distrarli e si sono preparati: Hermione ha spedito i suoi genitori babbani in Australia dopo aver cambiato i loro nomi e aver fatto loro dimenticare di avere una figlia. Ron ha dato le sue sembianze ad un molliccio, e lo ha riempito di pustole in modo che i genitori possano dire che non rientra a Hogwarts a causa di una malattia infettiva.

Il giorno del suo diciassettesimo compleanno, momento da cui può praticare liberamente la magia senza incorrere in sanzioni, arriva il Ministro della Magia che comunica ai tre ragazzi ciò che è stato lasciato loro da Silente: un deluminatore a Ron, un libro di favole a Hermione, e ad Harry il primo boccino conquistato ad Hogwarts che l’anziano mago aveva conservato per lui e la spada di Griffondoro: ma quella il Ministro non la può consegnare perché appartiene alla scuola di Hogwarts e non era un bene privato di cui Silente potesse disporre.

Sia il ministro che i tre ragazzi si chiedono la ragione di quei lasciti apparentemente così frivoli e inappropriati. Quando l’uomo se ne va, Harry ricorda agli amici che la prima volta aveva preso il boccino mettendoselo in bocca, ripete il gesto e su di esso appare una scritta: “Mi apro alla chiusura”.

Il pomeriggio del giorno successivo al compleanno di Harry, i Weasley ospitano il matrimonio del figlio Bill con Fleur Delacour. Harry sarà presente camuffato. Al matrimonio spiccano Luna Lovegood e suo padre in sgargianti abiti gialli e Victor Krum con cui Harry si era scontrato durante il Torneo Tremaghi in “Harry Potter e il calice di fuoco”.

C’è poi la zia di Ron, Muriel, che è a conoscenza di particolari inquietanti sulla vita di Silente e che rivela che il mago da ragazzo viveva a Godric’s Hollows, la stessa strada in cui sono morti i genitori di Harry.

Il matrimonio è interrotto dall’arrivo di un patrono, una lince bianca, che comunica che il ministro della magia è stato ucciso e che il ministero è ora ufficialmente in mano ai Mangiamorte, che stanno per arrivare anche a casa Weasley.

Tra gli invitati si diffonde il panico e tutti scappano. Quando i seguaci di Voldemort arrivano, Ron, Hermione ed Harry si teletrasportano a Tottenham, una caotica strada della Londra babbana. Hermione aveva già predisposto tutto per un’eventuale fuga preparando un leggero bagaglio a mano: il mantello dell’invisibilità di Harry, tutti i libri di magia che potevano essere utili, la pozione polisucco.

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I ragazzi vengono subito attaccati da due Mangiamorte e li sconfiggono a fatica. Né riescono a capire come possano essere stati raggiunti in così breve tempo. Decidono di rifiugiarsi a Grimmauld Place, la vecchia residenza di Sirius Black, sperando che gli incantesimi sulla casa possano resistere agli attacchi.

La connessione mentale tra Harry e Voldemort è ancora aperta e il ragazzo può vedere la rabbia del Signore del Male. Arriva il patrono del padre di Ron che avverte la famiglia è salva.

Nella loro ricerca degli Horcrux, i ragazzi chiamano Kreacher, l’elfo domestico, cercando informazioni sul medaglione di Regulus Black, ora scomparso, e scoprono che l’oggetto è in possesso di Dolores Umbridge.

Un’altra visione di Voldemort consente ad Harry di sapere che il Signore del Male sta cercando di avere risposte sul legame tra le loro bacchette. Il giorno dopo irrompono nel Ministero della Magia, sottraggono il medaglione , poi si teletrasportano in una foresta dove si accampano, proteggendo il luogo con degli incantesimi.

Non riuscendo ad aprire o a distruggere il medaglione, Harry decide di indossarlo al collo. Ma avvicinatosi ad un villaggio per rubare del cibo, il giovane protagonista non è in grado di evocare il suo patrono in presenza dei Dissennatori ed Hermione comprende che gli influssi negativi del medaglione bloccano le emozioni positive che possono evocare un patrono. I tre ragazzi decidono perciò di indossarlo a turno.

Una notte Ron ed Hermione sentono un goblin che racconta di come Ginny, Luna e Neville abbiano provato a rubare la spada di Griffondoro dall’ufficio di Piton. L’ultima volta la spada era stata vista in mano a Silente mentre distruggeva l’anello di Marvolo Gaunt e i tre ragazzi capiscono che quello è il modo per distruggere gli Horcrux, perché impregnata di veleno di basilisco.

Per questo Silente l’aveva menzionata nel suo testamento: per sottolineare ad Harry la sua importanza. Resta da scoprire dove Silente abbia nascosto la spada vera.

L’influsso del medaglione continua: Ron che lo sta indossando entra in contrasto con i suoi amici e scompare, dopo aver gettato via l’oggetto.

Nel frattempo, il ritratto di Phineas Nigellus, che Hermione ha preso da casa Black, rivela che Ginny, Luna e Neville stanno riorganizzando l’Esercito di Silente ad Hogwarts.

Harry ed Hermione decidono di recarsi a Godric’s Hollows: secondo Hermione potrebbe essere il luogo dove Silente ha nascosto la spada di Griffondoro affidandola a Bathilda Bagshot, perché lì è nato Godric Griffondoro.

Camuffati da Babbani di mezza età dalla Pozione Polisucco e nascosti dal Mantello dell’Invisibilità, i due giovani arrivano a Godric’s Hollows la vigilia di Natale. Si recano al cimitero a visitare le tombe della famiglia di Silente e della famiglia di Harry, poi entrano in casa Potter, lasciata in rovina per sedici anni e invisibile ad occhi babbani, come monumento per ricordare la violenza che ha distrutto quella famiglia.

Nonostante siano sotto il Mantello dell’Invisibilità, un’anziana donna, Bathilda, dice loro di seguirla. Nella sua casa maleodorante, Harry nota il ritratto di un ragazzo biondo, presente in una visione di Voldemort, di cui il ragazzo non conosce l’identità ma che nel libro di Rita Skeeter è indicato come il miglior amico di Silente adolescente.

Harry chiede a Bathilda chi sia il ragazzo, ma la donna non risponde. Chiede piuttosto al ragazzo di seguirla al piano superiore. Harry spera che voglia dargli la spada di Griffondoro, ma nella stanza della donna il ragazzo ha un’altra visione di Voldemort e quando ritorna alla realtà, la donna è morta e lui è attaccato dal serpente Nagini.

Apparentemente la donna è morta molto tempo prima e il serpente ne ha prese le sembianze. Hermione arriva appena in tempo per combattere con Harry contro Nagini. Poi si teletrasportano. Harry sente la frustrazione di Voldemort arrivato sul luogo ed ha un’altra visione, relativa a quella notte di sedici anni prima, quando Lily e James Potter furono uccisi.

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Quando Harry torna in sé, si accorge che la sua bacchetta è andata distrutta durante lo scontro con Nagini. Harry è terrorizzato perché il fatto che la sua bacchetta e quella di Voldemort contenessero entrambe una piuma della fenice di Silente lo aveva protetto fino a quel momento nei suoi scontri contro il Signore del Male. Come farà ora?

Hermione ha sottratto una copia del libro di Rita Skeeter da casa di Bathilda e la lettura del libro, mina profondamente la fiducia di Harry nell’ex preside di Hogwarts, nonostante Hermione cerchi di ricordargli che lui stesso aveva provato sulla sua pelle le bugie inventate dalla Skeeter.

Mentre ancora una volta sono accampati all’aperto, Harry segue un Molliccio nella foresta e si ritrova vicino ad un lago ghiacciato. Sul fondo del lago, sotto lo strato di ghiaccio, giace la spada di Griffondoro. Harry rompe il ghiaccio e si immerge, ma il medaglione comincia a strangolarlo. Perde conoscenza e si risveglia al bordo del lago: è stato salvato da Ron, che ha preso la spada e staccato l’Horcrux.

Decidono perciò che Harry aprirà il medaglione usando il Serpentese e Ron lo distruggerà con la spada di Griffondoro. Una volta aperto, il medaglione tenta di far appello alle paure più recondite di Ron, dando loro consistenza fisica: prima fra tutte quella che Hermione preferisca Harry a lui. Ma Ron resiste e, una volta distrutto il medaglione, Harry può rassicurarlo sulla natura del suo rapporto con la ragazza.

Ron rivela di essere riuscito a ritrovare i suoi amici grazie ad una luce apparsa nel deluminatore lasciatogli in eredità da Silente e dà al protagonista una bacchetta conquistata in uno scontro avuto in loro assenza.

Il trio decide di recarsi a casa Lovegood per avere informazioni sul simbolo che il padre di Luna indossava sugli abiti al matrimonio di Bill e Fleur. L’uomo rivela che si tratta del simbolo dei Doni della Morte, un’antica leggenda di cui si può trovare spiegazione nel libro di favole lasciato in eredità da Silente ad Hermione.

La leggenda è questa: tre fratelli nel loro cammino arrivarono a un fiume. Con la magia, costruirono un ponte per oltrepassarlo, ma mentre sono a metà dell’attraversamento compare la Morte.

É infastidita perché sono riusciti a sfuggirle, ma al tempo stesso compiaciuta della loro abilità. Perciò decide di ricompensarli con un dono ciascuno. Il maggiore chiede una bacchetta che possa vincere in tutti i duelli.

Il secondo chiede il potere di risuscitare i morti. Il terzo chiede qualcosa per poter lasciare il luogo senza essere seguito da lei ed ottiene il mantello dell’invisibilità. La Bacchetta Maggiore, la Pietra dell’Immortalità e il Mantello dell’invisibilità sono i Doni della Morte. Esisteranno veramente? Il mantello di Harry sembra proprio quello della leggenda secondo il Signor Lovegood.

Vedendo la stanza di Luna, Harry capisce che la ragazza non entra nella stanza da diverso tempo e, messo alle strette, il padre confessa che la ragazza è stata rapita dai seguaci di Voldemort per punirlo dei suoi articoli pro-Potter. Poi arrivano i Mangiamorte. Harry, Hermione e Ron riescono a sparire in tempo, non prima però che Hermione sia riuscita a fare sul padre di Luna un incantesimo per fargli dimenticare il loro incontro.

Rimasti soli i ragazzi ricostruiscono i fatti: la Pietra dell’Immortalità potrebbe essere quelle incastonata sull’anello di Marvolo Gaunt, che Silente potrebbe aver nascosto nel boccino lasciato in eredità ad Harry. E se Voldemort stesse cercando la bacchetta della leggenda? Il mantello dell’invisibilità potrebbe essere veramente quello posseduto da Harry.

Il ragazzo crede nella leggenda e vorrebbe riunire tutti i Doni della Morte, per poer sconfiggere gli Horcrux senza problemi. Ron ed Hermione vogliono invece continuare a cercare gli oggetti in cui è divisa l’anima di Voldemort, perché sono convinti che Silente avrebbe detto loro se i Doni della Morte fossero esistiti realmente. La separazione tra i ragazzi si approfondisce.

Mentre i tre ragazzi stanno decidendo come procedere nella loro ricerca, il loro nascondiglio viene scoperto da alcuni Ghermitori che li catturano, ma Hermione fa in tempo a trasfigurarli così che i cacciatori di taglie non possano riconoscerli.

Nel luogo dove sono imprigionati ritrovano il loro compagno Griffondoro Dean Thomas che rivela che i Ghermitori stanno catturando studenti di Hogwarts da vendere al Ministero della Magia.

Harry continua ad avere visioni di Voldemort. I cacciatori di taglie decidono di portare i tre prigionieri alla Residenza Malfoy. Qui Lucius e la moglie cercano di far identificare Harry, ancora irriconoscibile, da Draco, ma il ragazzo non ci riesce.

Arriva Bellatrix Lastrange che tortura Hermione e incarcera Harry e Ron in una cella sotterranea dove i ragazzi ritrovano Luna e Ollivander. Appare Dobby. L’elfo domestico, può apparire e sparire da Casa Malfoy portando umani con lui. Harry gli ordina di portare Luna, Ollivander e Dean a casa di Bill Weasley.

Ma il rumore di questa sparizione richiama l’attenzione dei Mangiamorte al piano superiore. Codaliscia è mandato a controllare e sta per uccidere Harry, quando il ragazzo gli ricorda che una volta aveva salvato la sua vita. Il Mangiamorte allenta la presa, ma viene strangolato dalla sua stessa mano per punizione del gesto di pietà compiuto.

Tutti si teletrasportano a casa di Bill. Ma qui l’elfo domestico muore per le ferite contratte nel tentativo di salvarli. Grazie al dolore per questa scomparsa, Harry riesce a chiudere la propria mente all’ingerenza di Voldemort. Ormai il giovane mago è deciso a cercare e distruggere gli Horcrux restanti, secondo il consiglio di Silente, abbandonando il progetto di riunire i Doni della Morte.

Poi Ollivander rivela di essere stato fatto prigioniero da Voldemort e di avergli rivelato che l’unico modo per sconfiggere Harry è di entrare in possesso della Bacchetta della Morte. Probabilmente Tu-sai-chi avrà capito, come Harry, che, di mano in mano, la Bacchetta è ora nascosta nella tomba di Silente. È ormai tardi per fermarlo ed Harry accetta il proprio destino.

Harry, Ron ed Hermione entrano alla Gringott’s e si impossessano di una coppa, un altro Horcrux, poi fuggono volando via sul dorso di un drago.

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Harry ha un’altra visione di Voldemort, che ha appena capito che Harry e i suoi amici stanno distruggendo tutti gli Horcrux. Fino a quel momento non se ne era reso conto, perché non provava nulla nel momento delle distruzioni.

Il Signore del Male decide perciò di tenere il serpente Nagini, un altro Horcrux, sempre vicino a lui e di cercare l’ultimo Horcrux ad Hogwarts. Harry condivide la visione con gli amici e insieme decidono di recarsi nella Scuola di Magia per fermarlo.

Qui si svolgerà l’epico scontro finale, in un concitato e travolgente finale dall’esito imprevedibile fino all’ultimo istante.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Harry Potter e i Doni della Morte''

Ogni romanzo della Rowling ripropone personaggi già incontrati nella saga e ne approfondisce l’analisi, seguendo la loro maturazione come avviene nella vita reale. Soffermarci su tutti è impossibile perché siamo davanti ad una vera e propria umanità, ma alcuni meritano una particolare attenzione per la loro evoluzione e la loro complessità.

- Il personaggio più dinamico in “Harry Potter e i doni della morte” è Ron Weasley, miglior amico e fedele compagno di tutte le avventure di Harry. Qui il giovane dai capelli rossi è messo a dura prova e costretto ad evolversi, più dell’altro aiutante del mago di Howgarts, Hermione Granger.

Per diversi capitoli, egli abbandona i compagni e la ricerca che hanno intrapreso insieme: questo è un gesto che proprio non ci saremmo aspettati da lui. Ma Harry, come il lettore, riesce a perdonarlo perché al suo ritorno si comprende quale lotta interiore abbia dovuto affrontare per mantenere la propria integrità e superare le proprie paure e la propria immaturità.

Sempre leale nei confronti di Harry fino al sacrificio, come abbiamo visto nella partita a scacchi finale di “Harry Potter e la pietra filosofale”, ha vissuto però per sette anni all’ ombra del protagonista e questo ha minato la sua già fragile autostima.

Solo quando comprende quale amore profondo provino alcune persone per lui, prima fra tutte Hermione, riesce ad evolvere e ad assumere un ruolo veramente attivo nella vicenda.

- Un altro personaggio centrale è Severus Piton. Harry, che lo rivede dopo un anno quando il professore è in punto di morte, ha dimenticato i particolari del suo aspetto:

quegli unti capelli neri che pendevano come due tende ai lati del volto e l’espressione morta, gelida del viso”...

Finalmente dopo sette romanzi, nel capitolo 33 si scioglie il mistero su questo personaggio enigmatico e contraddittorio, la cui reale militanza e fedeltà è sempre stata dubbia e che ha rappresentato l’unico motivo di divergenza di opinioni tra Harry Potter e Albus Silente.

Innamorato, non ricambiato di Lily Potter fin dall’infanzia, ex Mangiamorte pentito secondo l’anziano preside di Hogwarts, scostante rappresentante della Casa di Serpeverde, uccide Silente in “Harry Potter e il principe mezzosangue” davanti ad un Harry Potter letteralmente impietrito.

Ma solo ora, come Harry Potter, riusciremo a capire le vere ragioni dei suoi comportamenti e la profondità dei suoi sentimenti, tanto da farglielo e farcelo annoverare, insieme ad Albus Silente, come uno dei migliori presidi di Hogwarts.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Harry Potter e i Doni della Morte''

Le sequenze descrittive sono ridotte al minimo ed esse si intersecano continuamente con le sequenze narrative: si tratta infatti prevalentemente di descrizioni diegetiche movimentate dai personaggi attraverso le loro azioni, che non rallentano la narrazione ma servono piuttosto ad arricchirla di connotazioni psicologiche.

Azione narrativa e descrizione dello spazio sono in questo caso in reciproca corrispondenza, perciò sequenze descrittive e narrative si incrociano continuamente.

Ugualmente si alternano spazi aperti e spazi chiusi, questi ultimi in genere più minacciosi ed insidiosi.

In quest’ultimo romanzo della saga il Castello di Hogwarts, che era stato l’ambientazione principale dei precedenti romanzi, compare solo alla fine per fare da sfondo all’epica battaglia finale.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Harry Potter e i Doni della Morte''

Come al solito nella saga, la vicenda copre l’arco di un anno scolastico, ma stavolta il tempo della narrazione non è scandito dal calendario di Hogwarts.

Harry infatti ha abbandonato gli studi per dedicarsi alla ricerca degli Horcrux e tutto ciò che è avvenuto alla Scuola di Magia ci viene riassunto da Neville Paciock quando il giovane protagonista ritorna al castello per cercare l’ultimo simulacro, tra quelli in cui Voldemort ha nascosto frammenti della sua anima.

Numerosi sono i casi di analessi presenti nel testo: come nel cap. 33 quando, attraverso una serie di flashbacks, Harry ripercorre la vita di Severus Piton e la storia del suo amore per Lily.

Il capitolo finale è una lunga prolessi che narra al lettore cosa è avvenuto dei personaggi sopravvissuti alla battaglia finale diciannove anni dopo la sua fine.

 

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STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Harry Potter e i Doni della Morte''

Come sempre di tenuta perfetta è il patto narrativo che si instaura tra scrittrice e lettore. Quest’ultimo è portato a sospendere la propria incredulità, a considerare come veri personaggi e mondo della narrazione, ad immedesimarsi. A tal fine la Rowling evita accuratamente intrusioni del narratore o interventi metanarrativi.

I toni di questo romanzo sono ancora più cupi di quelli di “Harry Poetter e il Principe Mezzosangue”. Siamo di fronte allo scontro finale tra forze del Bene e forze del Male; quest’ultime sembrano addirittura essere destinate ad avere la meglio.

La paura per le sorti dei propri cari e per il mondo intero pervade il romanzo fin dalle prime pagine e solo il sacrificio di ciò che si ha di più caro potrà riportare il sereno

 

NARRATORE DEL LIBRO ''HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Harry Potter e i Doni della Morte''

Anche questo ultimo romanzo della saga, come in tutti gli altri da “Harry Potter e la pietra filosofale”, presenta una narrazione in terza persona.

Il narratore è sempre nascosto e tende ad identificarsi con il punto di vista del protagonista, rivelando al lettore solo quello che Harry sa e vede. Fino all’ultimo per esempio protagonista e lettore non sanno quale sia la reale posizione del Professor Piton nella vicenda.

C’è una sorta di scomparsa del narratore che si limita a registrare i fatti nel modo più oggettivo possibile. La presenza di forme impersonali enfatizza questo effetto e il narratore non inventa od organizza la materia narrata, ma si limita a testimoniare i fatti e a riferire ciò che hanno visto, dedotto, sentito.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Harry Potter e i Doni della Morte''

Varie sono le tematiche che fanno da sottofondo a questo romanzo carico e intenso.

La prima da prendere in considerazione, presente nel titolo stesso , è il rapporto che gli uomini hanno con la morte: la temono e cercano di sottrarvisi in ogni modo, come tentarono di fare i tre fratelli a cui furono inizialmente consegnati i doni della morte. Il vero coraggio è quello di Harry che non la teme.

C’è poi la doppiezza della parola scritta e la sua possibilità di essere manipolata per strumentalizzare la mente di chi legge.

La vita di Silente, le sue amicizie da adolescente e i suoi gesti possono essere interpretati in modo diametralmente opposto da Rita Skeeter e dal signor Lovegood e lo stesso Harry, che deve all’anziano preside di Hogwarts la sua vita e che ha avuto in lui il suo miglior amico, un protettore paterno e un mentore fedele e disinteressato arriva a dubitare della sua bontà dell’anziano preside, ora defunto.

C’è poi l’importanza dell’amicizia, che travalica i limiti della morte, motivo centrale in tutti i romanzi della saga e in quest’ultimo presente fin dall’epigrafe iniziale di William Penn:

Questo è il conforto degli amici: che, pur se si possono dir morti, la loro amicizia e compagnia sono sempre presenti, poiché immortali”.

Restare fedele agli insegnamenti che ci hanno lasciato coloro che se ne sono andati, continuare ad avere fiducia in loro e non dubitare del loro affetto non è semplice.

Harry fa del proprio meglio per portare a termine l’incarico che gli ha affidato Silente prima di morire, ma la discrezione dell’affetto che il preside provava per lui lascia nella sua giovane sensibilità un dubbio e un’incertezza che diventano l’ostacolo più difficile da superare durante la ricerca.

Le parole maligne della biografia di Rita Skeeter s’insinuano nella coscienza del giovane mago e solo la grandezza del suo animo permetterà ad Harry di superare il dubbio e la diffidenza e di ritrovare la vera essenza dell’amicizia.

Così le ultime tre tematiche si riunificano e giungono ad un epilogo.

Infine un’altra tematica, che appare molto più evidente che negli altri romanzi della saga, è quella dell’accettazione della crescita da parte degli adulti.

Già altre volte vari personaggi avevano cercato di proteggere Harry dagli attacchi di Voldemort, per quello che il giovane mago rappresenta nel mondo della magia, ma anche e soprattutto per l’affetto che provano per lui. Questo è particolarmente evidente in “Harry Potter e l’Odine della fenice”.

È difficile accettare che i propri figli sono cresciuti e vogliono decidere autonomamente della propria vita. I sacrifici a cui ci si sottopone per proteggerli non vorremmo che loro li facessero per noi e non vorremmo mai che si esponessero in prima linea, anche se per nobili ragioni.

Il personaggio che più mantiene questa posizione nel romanzo è Molly Weasley: all’inizio del romanzo, quando non vorrebbe che Ron, Hermione e Harry partissero alla ricerca degli Horcrux, ma soprattutto durante la battaglia finale, quando si slancia come una furia contro Bellatrix.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Harry Potter e i Doni della Morte''

Inutile dire che il settimo libro è coinvolgente ed elettrizzante come tutti gli altri della saga. Nonostante la lunghezza del romanzo, la lettura è agevole, facilitata dal ritmo incalzante degli eventi e dal susseguirsi di situazioni imprevedibili e avventurose.

Alcuni critici di matrice cattolici hanno criticato la saga e in particolare quest’ultimo romanzo, ma l’opera è tutt’altro che un apologia della stregoneria.

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È un travolgente romanzo fantasy che si tinge d’epico nella battaglia finale e s’incentra sulla difesa di valori positivi che dovrebbero essere fondamentale nell’educazioni di tutti i giovani: l’importanza della famiglia che va protetta a tutti i costi, la fedeltà, il potere invincibile dell’amore e l’amicizia, tanto per citarne alcuni.

Harry Potter e i Doni della Morte” è più che altro un’allegoria dei buoni sentimenti come “Le Cronache di Narnia”. Tutti i personaggi sono disposti ad enormi sacrifici, fino a quello della vita, per fare sempre “la cosa sempre”: il primo è Harry, nuovo Gesù disposto ad immolarsi per la causa del Bene.

Ma al di là di tutte le buone ragioni che esistono per leggere questo libro, che vanno dallo stile snello, all’ottima caratterizzazione dei personaggi, vi consiglio il romanzo perché l’universo parallelo in cui esso ci immerge ci avviluppa nelle sue spire e non riuscirete a staccarvi dalla pagina, alla ricerca di sempre nuove risposte e soluzioni alle sempre nuove domande e situazioni partorite dalla fervida immaginazione della Rowling.

 

+30k Ornella Rizzo

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