Recensione ''È un problema'' (Libro di Agatha Christie) - 5.0 out of 5 based on 3 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''È un problema''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “È un problema”.
  • Titolo originale: "The Crooked House".
  • Autore: Agatha Christie;
  • Nazionalità Autore: Inglese;
  • Data di Pubblicazione: per la prima volta in Gran Bretagna nel 1949 e in Italia nel 1950;
  • Editore: Mondadori;
  • Genere: Giallo;
  • Pagine: 168 p., brossura;
  • Voto del Pubblico (IBS): 4,66 su 5.

 

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Recensione del Libro “È un problema” di Agatha Christie del 1949, genere Giallo. Evidenzieremo il riassunto del libro “È un problema”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “È un problema” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''È UN PROBLEMA'':

Agatha Mary Clarissa Miller nasce nel 1890 a Torquay, in Inghilterra da padre americano.

Tra le sue opere si annoverano, oltre ai romanzi gialli che l'hanno resa celebre, anche alcuni romanzi rosa scritti con lo pseudonimo di Mary Westmacott.

Quando la piccola è ancora in tenera età, la famiglia si trasferisce a Parigi dove la futura scrittrice intraprende fra l'altro studi di canto. Orfana di padre a soli dieci anni, viene allevata dalla madre.

L'infanzia della Christie sarebbe una normale infanzia borghese se non fosse per il fatto che non andò mai a scuola. Anche della sua educazione scolastica si incaricò direttamente la madre, nonché talvolta le varie governanti di casa.

Inoltre, nell'adolescenza fece molta vita di società fino al matrimonio, nel 1914, con Archie Christie.

Il discreto successo di “Poirot a Styles Court” convince la giovane scrittrice a insistere su quella strada, ma con risultati modesti fino al 1926 quando, con “Dalle nove alle dieci” (The Murder of Roger Ackroyd), Agatha Christie conosce il vero successo diventando una delle autrici più lette d'Inghilterra.

I suoi personaggi maggiori sono famosi in tutto il mondo: i più celebri, protagonisti di buona parte della sua produzione letteraria e di una serie corposissima di adattamenti cinematografici e televisivi, sono l'investigatore belga Hercule Poirot e la simpatica vecchietta, nonché acuta indagatrice, Miss Marple.

Dopo la morte della madre e l'abbandono del marito Archie Christie, Agatha scompare e, dopo una ricerca condotta in tutto il paese, viene ritrovata ad Harrogate nell'Inghilterra settentrionale sotto l'effetto di un'amnesia.

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Un viaggio in treno per Bagdad le ispirò “Assassinio sull'Orient Express” (1934, Murder on the Orient Express) e la fece innamorare dell'archeologo Max Mallowan (di vari anni più giovane di lei!) che sposò nel 1930.

Inoltre nel 1930 fonda il Detection Club, un’associazione che riunisce i più grandi scrittori di libri gialli britannici, tenta un romanzo non poliziesco “Musica barbara”, scrive per il teatro l’opera “Akhenaton”, ambientata in Egitto.

La Seconda Guerra Mondiale ha non poche conseguenze sulla vita della scrittrice:

- i suoi diritti d’autore restano bloccati negli Stati Uniti per il conflitto;

- la figlia Rosalind si sposa e ha un bambino, ma resta ben presto vedova perché il marito cade in guerra; 

- deve momentaneamente abbandonare la residenza di Greenway Estate, ora trasformata in museo.

Anche se lo pubblicherà solo nel 1975, è proprio durante la Seconda Guerra Mondiale che la scrittrice scrive “Sipario” (1975, Curtain), il libro nel quale fa morire il suo personaggio più celebre, Poirot.

Dal 1950 scrive circa un romanzo l’anno e compone numerosi gialli teatrali.

I suoi libri sono stati tradotti in 103 lingue e ne sono stati venduti oltre 2 miliardi di copie. Fra i romanzi che ebbero più successo ricordiamo:

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- “Poirot a Styles Court” (1920, The Mysterious Affair at Styles);

- “Aiuto, Poirot!” (1923, The Murder on the Links);

- “L'uomo vestito di marrone” (1924, The Man in the Brown Suit);

- “L'assassinio di Roger Ackroyd” (1926, The Murder of Roger Ackroyd);

- “Assassinio sull'Orient-Express” (1934, Murder on the Orient Express);

- “Poirot sul Nilo” (1937, Death on the Nile);

- “Il Natale di Poirot” (1938, Hercule Poirot's Christmas);

- “Dieci piccoli indiani” o “10 piccoli indiani” (1939, Ten Little Niggers);

- “È un problema” (1949, Crooked House);

- “Miss Marple: giochi di prestigio” (1952, They Do It with Mirrors);

- “Poirot e la strage degli innocenti” (1969, Hallowe'en Party);

- “Miss Marple: Nemesi” (1971, Nemesis);

- “Sipario: l'ultima avventura di Poirot” (1975, Curtain);

- “Addio Miss Marple” (1976, Sleeping Murder).

L'ultimo romanzo che ha come protagonista Hercule Poirot (Sipario) venne pubblicato poco prima della morte dell'autrice; è proprio in quel romanzo che (ironia della sorte!) Agatha Christie decide di far morire il suo famoso investigatore.

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Il 12 gennaio 1976, all'età di 85 anni, Agatha Christie muore nella sua villa di campagna a Wallingford, vicino a Oxford, e ciò accade (ironia della sorte!) proprio quando lei stessa aveva decretato la morte dei suoi personaggi più celebri:

- pochi mesi prima si era decisa a pubblicare “Sipario: l'ultima avventura di Poirot” (o “Curtain”, pubblicato nel 1975, ma scritto 30 anni prima!) nel quale faceva morire il personaggio Poirot; 

- aveva terminato di scrivere “Addio Miss Marple” (o “Sleeping Murder”, pubblicato postumo nel 1976, Sleeping Murder) nel quale faceva morire il personaggio Miss Marple.

E’ sepolta nel cimitero di Cholsey e sulla sua lapide si può leggere l’epigrafe:

Tempo di riposo dopo tanto lavoro

Rifugio di pace dopo i giorni di tempesta

Riparo benedetto al termine della guerra

La morte è dolce dopo una vita così aspra”.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''È UN PROBLEMA'': Indice dell'Analisi del Libro ''È un problema''

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Durante la Seconda Guerra Mondiale, Charles Haywards si trova al Cairo come diplomatico e qui s’innamora della giovanissima Sophia Leonides.

Il suo sentimento è ricambiato, ma i due decidono di rinviare il fidanzamento al momento del loro rientro in Inghilterra.

Quando però si incontrano a Londra, è da poco morto il nonno di Sophia, il ricchissimo Aristide, nella cui strana casa “I Tre Camini” vivono, a causa della guerra, tutti i suoi familiari. Si sospetta che l’anziano sia stato assassinato e ad indagare è chiamato proprio il padre di Charles, coadiuvato dall’Ispettore Taverner di Scotland Yard.

La prima nella lista dei sospettati è la giovane vedova, Brenda, che somministrava al magnate la dose giornaliera di insulina, sostituita con un veleno particolare, l’eserina, contenuto in un collirio. Ma ci sono molti dubbi e tutti gli abitanti della casa potrebbero essere colpevoli secondo la polizia. Tutti hanno un possibile movente e nessuno ha un alibi.

Per esempio il figlio Roger ha sempre bisogno di soldi, perché è un uomo d’affari fallito. E Brenda ha una relazione con Laurence Brown, precettore dei giovanissimi Eustace e Josephine Leonides, come dimostra il ritrovamento di alcune lettere d’amore. I due vengono arrestati.

Poco dopo però la piccola Josephine dice di sapere chi sia l’assassino e viene trovata priva di sensi nel cortile, colpita alla testa da un pezzo di marmo caduto dall’alto della casa. Inoltre la baby-sitter dei bambini muore avvelenata dalla digitalina, nascosta in una tazza di cioccolata calda destinata a Josephine.

É ormai evidente che l’assassino è ancora all’interno della casa e che Brenda e Laurence non sono coinvolti nei delitti.

Riusciranno Charles e Scotland Yard a fermare il killer prima che ci siano nuove morti?

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''È UN PROBLEMA'': Indice dell'Analisi del Libro ''È un problema''

I personaggi appartengono quasi tutti alla famiglia Leonides o sono ad essa legati. Prima di tutto c’è

- Aristide Leonides, la vittima. Alto circa due metri, ha ottant’anni passati quando viene ucciso e Sophia ne sottolinea subito la forte personalità.

Originario di Smirne in Grecia, è diventato ricchissimo in Inghilterra, costruendo la sua fortuna dall’apertura di un piccolo ristorante. Dotato di un vero fiuto per gli affari, non è però mai uscito dai limiti della legalità.

Sophia dice di lui, quando è ancora vivo “Nessuno riuscirà a portargli via le sue ricchezze. Sarà lui a escogitare espedienti per assorbire quelle degli altri”.

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E l’Ispettatore Taverner, dopo l’omicidio, lo definisce così: “… Un uomo affascinante. Una fortissima personalità che, con un potere quasi magnetico, tirava dalla sua uomini e donne”.

- C’è poi Sophia Leonides, pronipote della vittima. La ragazza ha un’intelligenza brillantissima che le ha procurato un posto importante alle dipendenze del Foreign Office al Cairo, nonostante abbia solo ventidue anni all’inizio del romanzo.

Dotata di un “delizioso senso dell’umorismo” e di una finissima eleganza, ha capelli neri, ondulati, occhi azzurri e luminosi, mento piccolo e volitivo insieme, naso regolare. Tipicamente inglese in tutte le sue espressioni, è un’ottima ascoltatrice e non ammette mezzi termini nel matrimonio.

Sa essere altruista fino al sacrificio se ama qualcuno e sarebbe disposta a non sposare Charles per non rovinargli la carriera diplomatica.

Ha intrattenuto sempre rapporti affettuosi con il nonno, che le aveva già garantito una forte rendita e che l’ha resa sua erede universale, perché la ritiene l’unica con la tempra di carattere necessaria a continuare i suoi affari e a prendere in mano le redini della famiglia.

- Si possa poi a Brenda Leonides, giovane vedova della vittima. Ex pasticciera dalla bellezza delicata, è sospettata di aver fatto un matrimonio d’interesse con il ricco Aristide, molto più anziano di lei, e di averlo avvelenato per ereditare.

Ha un carattere chiuso e l’aria di una grossa gatta indolente che faccia le fusa. Le piace la bella vita. Sophia la definisce “scaltra e prudente … pigra, morbosamente attratta da dolciumi, vestiti, gioielli ”, incapace di impegolarsi in una situazione pericolosa come un assassinio.

In casa di Aristide, di cui subiva il fascino, Brenda si sente come una regina o come la favorita di un sultano e vive una sorta di eccitazione romantica.

- Nella casa dei “Tre Comignoli” vive anche Edith de Haviland, sorella della prima moglie di Aristide. È una donna dai modi bruschi che ha accettato di restare nella casa del cognato dopo il suo secondo matrimonio per sovraintendere all’educazione dei nipoti.

- Ci sono poi Roger Leonides, figlio di Aristide, e sua moglie, Clemency, una scienziata. Roger è subentrato al padre nella gestione degli affari di famiglia, ma ha sfiorato la bancarotta perché non ha alcuna propensione per il mondo dell’economia, anzi sogna di poter vivere in qualche posto tranquillo e lontano.

- Clemency, austera e inaffettiva, non ha mai saputo apprezzare e godersi il benessere offertole dal vivere con il suocero.

- C’è poi Philip, l’altro figlio di Aristide. L’uomo ha sofferto per la preferenza del padre nei confronti del fratello e ora vive estraniato dal mondo nella sua biblioteca attorniato dai suoi libri. Domina i suoi sentimenti con quello che la figlia Sophia definisce un “esagerato autocontrollo”.

La sua voce, mentre risponde alle domande sulla morte, non è incrinata da alcuna emozione. Il suo sorriso è gelido. “Quello ne ha di sangue freddo … più di un pesce”, pensa Charles dopo l’interrogatorio dell’uomo.

- Sua moglie, Magda West, attrice e madre di Sophia, è un’egoista patologica e vive ogni evento, anche l’omicidio come un’opera teatrale in cui cercare di assumere un ruolo da protagonista.

- I due figli minori, Josephine e Eustache, sono diametralmente opposti tra loro per temperamento.

Eustace, sedicenne, è bello e intelligente, ma inasprito dalla malattia invalidante che lo limita: la poliomelite.

Josephine, dodicenne, è brutta e ossessionata dai romanzi gialli. Spia continuamente gli altri membri della famiglia, sottolineando a tutti il fatto che appunta tutte le sue osservazioni su un diario segreto.

- Ospite della casa è Laurence Brown, istitutore privato di Josephine ed Eustace, sospettato di avere una relazione con Brenda. Obiettore di coscienza, ha ottime referenze come precettore e il suo insegnamento ai giovani Leonides è sempre stato serio e coscienzioso.

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Ci sono poi gli investigatori, primo fra tutti Charles Hayward, coinvolto direttamente con la famiglia per la sua relazione con Sophia. Ama molto il padre, ma senza smancerie. È un uomo tenace che lotta per la verità e per difendere i propri sentimenti. Desidera un amore duraturo in un mondo che vede dominato da amori effimeri e da matrimoni subito spezzati.

Ci sono poi: 

- l’ispettore Taverner, incaricato dell’indagine, che ha un’aria sicura di sé, quando arriva ad interrogare gli indiziati e -

- “L’uomo Anziano”, procuratore capo di Scotland Yard, padre di Charles Hayward, non molto ortodosso nei metodi. Non esita infatti ad infiltrare il figlio nella casa della vittima, ma anche della propria fidanzata, per spiare e conoscere meglio i membri della famiglia Leonides.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''È UN PROBLEMA'': Indice dell'Analisi del Libro ''È un problema''

L’omicidio di Aristide Leonides ha luogo in una “casa strana” nel ricco sobborgo londinese di Swinly Dean, che “vanta tre magnifici campi da golf per i finanziari della City”. L’abitazione evoca alla mente nei personaggi del romanzo una filastrocca per bambini:

C’era volta una un uomo deforme su una strada tutta tortuosa. Trovò un’acciaccata moneta vicino a una scala sbilenca. Aveva un gatto rognoso che catturò un topo sciancato. E vissero tutti insieme in una piccola scala deforme.

É un classico villino inglese, ma tutto in esso è gigantesco, e tutta l’abitazione, fuori da ogni proporzione, sembra cresciuta come un fungo durante la notte.

All’interno è ammobiliata come un albergo di lusso ed è circondata da un grande giardino roccioso alquanto trascurato da cui si gode però uno splendido panorama.

La città del Cairo in cui è ambientato il prologo non è né descritta né connotata.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''È UN PROBLEMA'': Indice dell'Analisi del Libro ''È un problema''

Il romanzo si apre nel corso della Seconda Guerra Mondiale. È in questo periodo che Charles e Sophia si conoscono e s’innamorano al Cairo. Il riferimento alla guerra resta però solo sullo sfondo, come atmosfera di morte, come minaccia per l’incolumità dei personaggi, come impossibilità di fare progetti a lunga scadenza.

Poi c’è un salto temporale di due anni e i due giovani si ritrovano a Londra, dove è appena avvenuto l’omicidio di Aristide Leonides.

Da questo punto in poi l’azione si svolge con un andamento temporale sostanzialmente lineare, interrotto solo qua e là da rapidi flashbacks (analessi) che servono a definire il passato e la storia dei diversi personaggi.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''È UN PROBLEMA'': Indice dell'Analisi del Libro ''È un problema''

Come in tutti i romanzi della Christie, anche in “È un problema” la caratterizzazione dei personaggi è il punto di forza. Con rapidi tratti, essi si definiscono a tutto tondo e s’impongono sulla pagina e nella mente del lettore.

I periodi sono scorrevoli, affidati a proposizioni brevi, prevalentemente coordinate e il narratore interno esprime i propri pensieri, emozioni ed osservazioni con uno stile preciso che è espressione della sua cultura elevata e del suo acume, ma anche con un’immediatezza che tende ad inglobare il discorso diretto nella narrazione.

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Prevalgono le sequenze dinamiche e il ritmo è incalzante.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''È UN PROBLEMA'': Indice dell'Analisi del Libro ''È un problema''

Il romanzo è narrato in prima persona da Charles Hayward, fidanzato di Sophia Leonides, una degli eredi della vittima, e figlio dell’ispettore di Scotland Yard che indaga sul caso. Siamo quindi di fronte ad un narratore interno e tutt’altro che onnisciente.

Charles parteciperà alle indagini nell’abitazione dei Leonides, per cercare di raccogliere indizi dall’interno, inosservato. Ma, come il lettore, solo alla fine riuscirà a ricollegare tutti i tasselli del puzzle.

Anche perché la sua valutazione degli eventi è tutt’altro che oggettiva, preso com’è dall’amore per Sophia, fortemente indiziata nel momento in cui si scopre che Aristide ne aveva fatta la sua erede universale.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''È UN PROBLEMA'': Indice dell'Analisi del Libro ''È un problema''

Come in “Dieci piccoli indiani”, anche in “È un problema” Agatha Christie parte da una filastrocca per bambini che racchiude tutta l’essenza del racconto.

Qui un tema centrale è una vena di crudeltà latente presente nella famiglia Leonides. Sophia ne rintraccia tutti gli indizi in ognuno dei propri familiari e ne è terrorizzata. Nelle sue parole la crudeltà sembra essere una specie di morbo che corrompe e deturpa chiunque vi venga in contatto e che non risparmia neppure l’edificio in cui vivono, il cui aspetto evoca appunto il ricordo della filastrocca.

Ritorna poi il tema delle basi su cui costruire un rapporto d’amore duraturo, tanto caro alla scrittrice dal momento del suo divorzio nel 1926.

Charles e Sophia ne discutono a più riprese nel corso del romanzo e la risposta che si danno è questa: un amore duraturo nasce da una scelta consapevole, libera e indipendente, che rispetti le necessità dell’essere amato e non da un’infatuazione romantica, dalla seduzione di una personalità dominante come ha provato Brenda nei confronti dell’anziano Aristide.

Ma stavolta la scrittrice non si accanisce nei confronti della moglie adultera. La donna viene arrestata, ma non è l’assassina. Merita una punizione, ma la scrittrice non si accanisce. Forse perché il romanzo esce nel 1949 e la Christie ha ormai trovata da anni nel suo secondo matrimonio quella serenità che le fa vedere il tradimento del primo marito in una prospettiva meno rancorosa.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''È UN PROBLEMA'': Indice dell'Analisi del Libro ''È un problema''

In “ È un problema ” non compaiono né Poirot né Miss Marple, ciò nonostante Agatha Christie lo considerava uno dei suoi miglior romanzi ed il giudizio è assolutamente appropriato perché siamo davanti ad un vero e proprio cammeo letterario.

Una delle cose che mi è sempre piaciuta leggendo i romanzi della scrittrice britannica è che veramente chiunque può essere l’assassino e questo romanzo ne è la prova. Personalmente sono rimasta basita per l’esito sorprendente del caso.

Eppure ho letto “È un problema” dopo “Sipario: l’ultima avventura di Poirot” e pensavo veramente di poter prevedere e capire l’imprevedibile e l’imperscrutabile, come ogni vero appassionato di gialli spera di riuscire a fare, prima o poi.

Addentrarsi nei moventi di questa famiglia d’origine greca, ma profondamente britannica per tanti versi, in cui serpeggia una vena latente di crudeltà è disorientante, ma seducente come addentrarsi in un labirinto.

Lo consiglio vivamente a tutti gli appassionati del genere e anche a chi vi si avvicina per la prima volta, perché con lo stile snello e l’attenta caratterizzazione dei personaggi rappresenta davvero un grande classico.

 

+30k Ornella Rizzo

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