Recensione ''Diario'' (Libro di Anne Frank) - 4.0 out of 5 based on 4 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Diario''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Diario”.
  • Titolo originale: "Het Achterhuis".
  • Autore: Anne Frank;
  • Nazionalità Autore: Tedesca;
  • Data di Pubblicazione: prima ed. originale 1947, prima ed. italiana 1954;
  • Editore: Einaudi;
  • Genere: Autobiografie;
  • Pagine: 360 p., tascabile;
  • Voto del Pubblico (IBS): 4,7 su 5.

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Recensione del Libro “Diario” di Anne Frank del 1954, genere Autobiografie, Narrativa straniera. Evidenzieremo il riassunto del libro “Diario”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Diario” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''DIARIO'':

Annelies Marie Frank, conosciuta come Anna, è nata a Francoforte nel 1929 e morta nel campo di concentramento di Bergen-Belsen nel febbraio/marzo del 1945. La famiglia, composta dal padre Otto, la madre Edith e la sorella maggiore Margot, ha vissuto in Germania fino al 1933.

Erano ebrei tedeschi benestanti; il padre lavorava come imprenditore e si dedicava all'educazione delle figlie. Nei confronti della sorella, Anna ha sempre vissuto un senso di inadeguatezza: Margot era infatti la più buona, la più intelligente, timida ed educata, mentre lei era vivace, ciarliera e caparbia.

Con l'ascesa al potere di Hitler e le prime rivendicazioni antisemite, il Signor Frank iniziò a temere per il futuro della sua famiglia e la trasferì in Olanda, perdendo così la cittadinanza tedesca. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e l'occupazione della Polonia, la situazione precipitò anche ad Amsterdam.

Le restrizioni alla vita sociale e pubblica degli ebrei divennero sempre più intense, fino a quando non fu imposto loro di indossare sopra gli abiti la stella gialla di riconoscimento. Nel luglio del 1942 Margot ricevette la chiamata delle SS per essere deportata in un campo di lavoro e Otto Frank trasferì la sua famiglia, quella dei Van Pels e il dentista Fritz Pfeffer in un nascondiglio nel retrocasa della sua azienda, che stava preparando da mesi con l'aiuto di alcuni suoi dipendenti.

Vi rimasero per più di due anni, tra conflitti personali dovuti alla convivenza obbligatoria, noia, terrore di essere scoperti, vivendo nel silenzio più assoluto, senza mai uscire, riforniti da alcuni collaboratori di Frank. Nel 1944 la Gestapo fece irruzione nell'alloggio segreto, grazie a una segnalazione mai identificata, e arrestò gli otto clandestini.

Furono portati come delinquenti comuni al campo di concentramento di Westerbork e successivamente smistati tra i vari Lager polacchi. L'unico a salvarsi fu il Signor Frank, che durante l'evacuazione di Auschwitz riuscì a nascondersi nell'infermeria. Le due sorelle morirono di tifo nel Lager di Bergen-Belsen, a poche settimane dalla liberazione russa.

Tornato ad Amsterdam, ad Otto Frank vennero consegnati, dalla segretaria che li aveva aiutati durante la clandestinità, tutti i fogli scritti da Anna che questa aveva trovato nel retrocasa dopo la perquisizione delle SS. Convinto da alcuni amici, Frank li fece pubblicare togliendo inizialmente alcune parti troppo private o irrispettose nei confronti degli altri clandestini.

Solo dopo la sua morte è stata pubblicata la versione completa del diario, che la ragazzina aveva già modificato perché desiderosa di poterlo un giorno diffondere, quando fosse finita la guerra e lei fosse diventata una vera scrittrice.

RIASSUNTO DEL LIBRO ''DIARIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Diario''

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Anna Frank ha 4 anni quando con il padre Otto, la madre Edith e la sorella maggiore Margot, lascia la Germania e si trasferisce in Olanda. Sono ebrei, anche se tedeschi, e le nuove leggi razziali imposte dai nazisti iniziano ad essere pericolose.

Hitler ci ha fatto apolidi già da molto tempo. E veramente non esiste maggior inimicizia al mondo che fra tedeschi ed ebrei.

Ad Amsterdam, i Frank vivono una vita agiata, Anna frequenta scuole per soli ebrei, è molto apprezzata dai ragazzi, ma fatica a trovare una vera amica con cui confidarsi. Quando il giorno del suo tredicesimo compleanno le regalano un diario, questo diviene immediatamente il suo sfogo personale.

La ragazzina inizia a descrivere a Kitty (sua immaginaria amica) una vita difficile ma ancora sopportabile. Fino a quando le cose non precipitano rovinosamente: nel 1942 Margot riceve la convocazione delle SS per essere deportata in un campo di lavoro.

Non esiste altra scelta che nascondersi: il Signor Frank ha preparato da mesi un alloggio segreto nel retrocasa della sua fabbrica e vi trascina la sua famiglia, quella dei Van Pels, suoi collaboratori (Van Daan nel diario) e il dentista Pfeffer (Dussel). Inizia per gli otto clandestini una vita di silenzi, di noia, di reclusione e di forzata convivenza che inasprisce i rapporti.

Per tutto il 1943 Anna risente dei cambiamenti d'umore dovuti alla sua adolescenza; in uno dei momenti più difficili nella vita di una ragazza, non trova in nessuno dei clandestini una spalla su cui appoggiarsi. Il rapporto con la madre, già da sempre difficoltoso, diviene ancora più freddo e la giovane è costretta a crescere in fretta e da sola. Per tutti gli ospiti, Anna è un divertente pagliaccio: impossibile, quindi, trattarla da adulta.

Il secondo anno porta dei sostanziali cambiamenti: Anna diviene più padrona di se stessa, la forzata reclusione l'ha profondamente cambiata e ha accettato molti dei suoi difetti, cercando di migliorarli. La sorella maggiore diventa quell'alleata che non era mai stata, e Anna trova in Peter, il figlio dei Van Daan, un amico sincero e affettuoso al quale può aprire il suo cuore.

La relazione tra i due si fa più intima, anche se la ragazza è consapevole di non esserne innamorata; ma è un rapporto che aiuterà i due adolescenti a farsi forza a vicenda, nell'attesa della liberazione.

A metà del 1944, a due anni dall'inizio della clandestinità, Anna ha ormai 15 anni, è consapevole della sua dote di scrittrice e ha grandi progetti per il futuro. I russi sono alle porte della Polonia e la fede nell'uomo, incrollabile in lei, la sostiene ancora.

Questa maledetta guerra dovrà pur finire, e allora saremo di nuovo uomini, e non soltanto ebrei.

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''DIARIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Diario''

- Anna Frank: è una ragazzina ebrea di origine tedesca; ha 13 anni ma ha già l'intelligenza e la capacità di pensiero di un adulto. E' allegra, vivace, scherzosa, esuberante, tanto da essere considerata da tutti i clandestini una briccona e un divertente diversivo.

In realtà questo suo modo di fare nasconde un profondo malessere. Ha un rapporto complicato con i genitori (che la trattano in modo diverso da Margot) e il suo unico desiderio è ottenere quell'affetto di cui ha sempre sentito la mancanza. Durante la reclusione dovrà crescere da sola, divenendo una giovane donna sicura di sé e conscia delle sue possibilità e dei suoi sogni.

- Otto Frank: il Signor Frank è descritto dalla ragazzina come il padre più buono che esista. Ha un rapporto molto intenso con la figlia, che lo adora, anche se spesso Anna lo accusa di non prendere le sue difese davanti alla moglie. In generale è un uomo buono, onesto, estroverso e generoso: pensa sempre agli altri prima che a se stesso.

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- Edith Frank: la mamma di Anna è una donna tranquilla, calma ma risoluta. Ha un rapporto complice con Margot ma non altrettanto buono con la figlia minore. La riprende spesso con freddezza e sarcasmo e non ha mai gesti di affetto nei suoi confronti. Sa che Anna vuole più bene al padre e ne soffre molto, ma non è capace di cambiare la situazione.

- Margot Frank: la sorella maggiore di Anna è buona, educata, gentile e intelligente. Anna ne ha grande stima e vorrebbe essere come lei. Dopo il primo anno di convivenza riescono finalmente ad instaurare un rapporto complice e sincero.

- Signor Van Daan: è un uomo che parla molto ed è convinto che la sua opinione valga più di quella degli altri. Discute continuamente con la moglie, di cui non sopporta il carattere e che lo contraddice sempre.

- Signora Van Daan: è una donna chiacchierona, sempre pronta a riprendere Anna per il suo comportamento, arrivando persino ad accusarla di aver ricevuto un'educazione sbagliata. Si lamenta spesso per i suoi vari mali ed è estremamente paurosa. Degli otto inquilini è certamente l'elemento più debole. Anna la considera egoista e avara, ma sostiene anche che con lei si può parlare di tutto.

- Peter Van Daan: il figlio dei Van Daan ha 15 anni quando entra nell'alloggio segreto. Fin da subito si mostra molto silenzioso e timido, ma dopo il primo periodo Anna capisce che si tratta di un ragazzo desideroso di affetto, come lei. Nonostante il loro intimo rapporto di amicizia, lo considera introverso, convinto di essere inferiore agli altri perché meno intelligente e incapace di prendere una posizione.

- Albert Dussel: è un dentista ebreo al quale i clandestini offrono l'ultimo posto libero nell'alloggio segreto. La sua fidanzata è riuscita a fuggire all'estero e questa lontananza lo rende nervoso e insofferente. E' molto geloso dei suoi spazi, a scapito di Anna, con cui divide la camera. Risulta subito propenso alle ramanzine e alle prediche e Anna non ne ha una grossa stima.

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''DIARIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Diario''

Le vicende raccontate nel "Diario" si svolgono ad Amsterdam.

Pochissime settimane dopo che il diario le viene regalato, Anna Frank e gli altri sette clandestini sono costretti a nascondersi velocemente nell'alloggio segreto. I due anni successivi li passeranno al piano superiore della fabbrica che il Signor Frank possedeva prima di scappare.

Nei mesi precedenti la fuga, il padre di Anna aveva provveduto a spostare parte dei loro mobili e dei loro averi in questo appartamento, riempiendo il magazzino di viveri. La porta d'entrata è nascosta da una libreria girevole, fissata al muro in modo da poter essere spostata solo da chi ne conosce il segreto.

Anna descrive meticolosamente i vari ambienti, che risultano essenziali e fin troppo piccoli per tutti i residenti, soprattutto il piccolo bagno in comune. Spesso, depressa per la reclusione forzata e la mancanza d'aria, la ragazza passa ore intere a guardare fuori dalla finestra un mondo che non le appartiene più ma che le manca; osserva il cielo, la natura che fiorisce nel giardino e gli olandesi che continuano la loro vita per le strade della città.

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''DIARIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Diario''

Il "Diario" raccoglie gli scritti di Anna Frank dal 12/06/1942, giorno del suo tredicesimo compleanno (in cui le viene regalato il quadernetto a quadri rossi e bianchi), fino al 01/08/1944.

In questi due anni Anna scrive in ordine cronologico, con tanto di data e a volte persino orario. Le capita saltuariamente di ripercorrere con la memoria esperienze di quando era bambina, ma in linea di massima si tratta di descrizioni del giorno stesso o di pochi giorni precedenti.

Il diario si interrompe bruscamente il 1 agosto: pochi giorni dopo, infatti, la Gestapo farà irruzione nell'alloggio segreto arrestando tutti i clandestini e lasciando le pagine scritte sparse sul pavimento.

All'interno del retrocasa il tempo scorre lento quasi come nelle pagine di Anna: la noia pervade infatti la loro permanenza e spesso anche i pensieri della ragazzina, che cerca disperatamente delle novità a cui aggrapparsi.

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''DIARIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Diario''

Lo stile di scrittura di Anna è semplice e spontaneo, molto descrittivo, cosa caratteristica nei diari personali.

Nonostante sia solo una ragazzina di 13 anni il linguaggio è molto preciso, segno di una buonissima educazione e di una ricercatezza che probabilmente avrà sviluppato dopo aver sentito alla radio la volontà del Ministro dell'Istruzione olandese di pubblicare, a guerra finita, le descrizioni dell'Olocausto. Anna rivedrà infatti tutto il suo diario, convinta di volerlo dare alla stampa una volta uscita dall'alloggio.

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Man mano che i mesi passano, Anna si fa più matura e così anche la sua scrittura: i testi diventano più elaborati e introspettivi. La ragazza ragiona costantemente su se stessa e sui vari clandestini che abitano con lei, rendendo a volte più lenta la lettura; d'altronde non ci sono spesso novità a modificare l'andamento della sua opera: la noia e la monotonia che pervadono il retrocasa si ripercuotono direttamente nelle pagine del diario.

Tuttavia lo scritto si legge con estrema facilità, probabilmente anche grazie al fatto che sia stato ideato da una ragazzina.

NARRATORE DEL LIBRO ''DIARIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Diario''

Il "Diario" di Anna Frank è narrato dalla protagonista stessa in prima persona. Anna si rivolge ad un'amica immaginaria, Kitty, (la stesura originale del diario è in olandese) raccontandole giorno dopo giorno cosa succede all'interno dell'alloggio segreto, ma soprattutto dentro se stessa.

Lo stile della narrazione è altalenante: la ragazzina passa dalla leggerezza delle descrizioni dei suoi battibecchi con la Signora Van Daan, o della sua infatuazione per Peter, alle riflessioni profonde e drammatiche sulla guerra e sul destino di tutti quegli ebrei che non hanno potuto nascondersi.

Il punto di vista è sempre soggettivo: vediamo gli altri clandestini con i suoi occhi e ascoltiamo le notizie che provengono da fuori con le sue orecchie.

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''DIARIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Diario''

Il "Diario" di Anna Frank è uno dei documenti più importanti e significativi della storia dell'Olocausto.

Rappresenta un punto di vista differente, per esempio, rispetto a quello di Primo Levi in "Se questo è un uomo". Ci mostra infatti un aspetto diverso della Shoah; non i campi di concentramento e quello che vi è stato fatto, ma la vita al di fuori, la semi-vita di tutti quegli ebrei che hanno tentato di salvarsi nascondendosi per mesi, a volte per anni.

C'è una nota positiva e confortante di fondo, che Anna racchiude in uno dei suoi pensieri più famosi: la convinzione che fuori ci siano ancora uomini buoni.

Uomini che rischiano la propria vita per aiutare i clandestini, portando loro per due anni, viveri e notizie dall'esterno. Uomini che pur non partecipando direttamente alla loro fuga, hanno intuito la verità, ma hanno preferito mantenere il silenzio del segreto, proseguendo nella loro vita come se non ci fosse nessun retrocasa.

Sono queste persone che infondono negli otto clandestini un minimo di speranza e di rispetto ancora per l'umanità.

Nei confronti dei nazisti, invece, credo che le idee di tutto il rifugio siano chiaramente espresse da una delle regole che compongono la guida all'alloggio segreto, redatta dal Signor Van Daan. Alla voce "lingue d'uso" vi si legge infatti: “Si prega di parlar sempre piano; sono ammesse tutte le lingue civili, e quindi non la tedesca”.

Le considerazioni di Anna non esprimono mai odio diretto, più che altro incapacità di comprendere. La ragazzina è tedesca, eppure quello che doveva essere il suo popolo l'ha tradita e messa al bando senza nessuna ragione valida.

Anna ascolta con dolore le notizie di nuove morti alla radio, osserva dalle finestre bambini strappati alleloro famiglie e ha pietà di loro e della loro sofferenza. All'inizio del suo racconto è felice di essersi trasferita in Olanda, si sente molto più legata a questo popolo che non al suo. Eppure due anni di reclusione le faranno cambiare idea: alla fine avrà parole dure anche per loro, che hanno ceduto ai nazisti e non hanno saputo ribellarsi alle ingiustizie a cui assistevano ogni giorno ai danni degli ebrei.

La parte meno tragica, ma non per questo meno dolorosa per Anna, è il passaggio dall'infanzia all'adolescenza: la giovane ha 13 anni quando entra nell'alloggio e 15 quando ne esce.

Tutti i suoi cambiamenti più importanti, nel fisico e nella mente, avvengono da reclusa, situazione che li rende ancora più pesanti da sopportare. I genitori non sono di grande aiuto: la madre non la capisce e il padre, tanto amato all'inizio, non si accorge che la figlia sta crescendo velocemente, più in fretta di quanto dovrebbe.

Le viene quindi a mancare quell'affetto di cui un adolescente ha tanto bisogno, quell'appoggio disinteressato e non ossessivo che l'avrebbe aiutata a capire se stessa e a migliorarsi. Questo desiderio di essere compresa per quello che è veramente sarà costante per tutto il periodo di clandestinità.

L'amore si oppone alla morte in questo diario: Anna subisce la prima vera infatuazione, stringe un rapporto di intima amicizia con Peter, nonostante non ne sia innamorata. Ma ci racconta comunque le prime sensazioni piacevoli della vicinanza con un ragazzo, le prime carezze, i primi baci rubati.

Peter è per Anna quello che i genitori non riescono a essere: un confidente, una persona che vede il suo lato serio e profondo e con la quale può aprire il suo cuore e smettere di sostenere la parte della ragazzina esuberante e superficiale che non le si adatta più.

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COMMENTO DEL LIBRO ''DIARIO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Diario''

Saprò scrivere qualche cosa di grande, diverrò mai giornalista e scrittrice? Lo spero, perché scrivendo posso fissare tutto, i miei pensieri, i miei ideali e le mie fantasie. Voglio continuare a vivere dopo la mia morte!

Funesto presagio quello che Anna scriveva sul suo diario. Forse non ha visto esaudito il suo desiderio, ma è indubbio che il suo nome e il suo ricordo resteranno nella Storia per sempre. Anna Frank è riuscita a vivere oltre la sua morte.

E con lei vivono i sette clandestini con cui ha condiviso l'alloggio segreto; vive l'assurdità di un'esistenza che non deve essere propria di una ragazzina di 13 anni.

Nel momento più critico e felice della sua adolescenza, Anna si trova costretta a una non-vita, rinchiusa tra poche mura e molto buio, assordata dal silenzio del retrocasa e oppressa dalla mancanza di aria pura.

Questo diario si pone, come anche il romanzo di Primo Levi "Se questo è un uomo", come orma indelebile del nostro passato, di un momento oscuro della nostra Storia che non va dimenticato. Perché l'Olocausto non ha distrutto l'uomo solo con i campi di sterminio, ma anche con il terrore inflitto a chi è rimasto fuori.

Tanti sono stati gli ebrei che hanno tentato la fuga o si sono nascosti per mesi; lunghi momenti in cui la loro esistenza è rimasta in bilico tra la vita e la morte, spenta a poco a poco dalla paura, dalle malattie, dalla fame, dalla sfiducia nel prossimo.

Se inizia con una certa spensieratezza, tipica della vita di una tredicenne, questo diario ci trascina man mano in un abisso incomprensibile e in un intreccio di pensieri amaramente profondi. Ma quello che mi ha stupito davvero è la scarsa presenza di espressioni di odio nei confronti dei nazisti.

Ci sono, si, considerazioni fugaci di un sentimento di rabbia: Anna non riconosce più la Germania come sua patria, vorrebbe ottenere la cittadinanza olandese una volta finita la guerra, ma sono tutti pensieri che le occupano poco tempo. D'altronde, l'odio è un sentimento che va coltivato e ad Anna è mancato il tempo: tra le tante e varie emozioni che ha vissuto nella sua breve adolescenza, forse non c'era posto anche per quello.

E alla fine della lettura, con tristezza, posso dire che forse si, se le avessero concesso la possibilità, sarebbe stata una grande scrittrice.

Francesca Tessecini

+20k M.R.

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