Recensione ''Diario di scuola'' (Libro di Daniel Pennac) - 5.0 out of 5 based on 2 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Diario di scuola''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Diario di scuola”.
  • Titolo originale: "Chagrins d’école".
  • Autore: Daniel Pennac, pseudonimo di Daniel Pennacchioni;
  • Nazionalità Autore: Francese;
  • Data di Pubblicazione: per la prima volta in Francia nel 2008;
  • Editore: Feltrinelli;
  • Genere: Saggio autobiografico;
  • Pagine: 243 p., brossura;
  • Voto del Pubblico (IBS): 4 su 5.

 

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Recensione del Libro “Diario di scuola” di Daniel Pennac del 2008, genere Saggio Autobiografico. Evidenzieremo il riassunto del libro “Diario di scuola”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Diario di scuola” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''DIARIO DI SCUOLA'':

Daniel Pennacchioni nasce a Casablanca il 1 dicembre 1944, dove il padre era ufficiale dell’esercito francese.

Non fu uno studente modello, come ammette in “ Diario di scuola ” del 2008, ma riesce a laurearsi in lettere nel 1970 all’Università di Nizza.

Da questo momento per 28 anni diventa professore di francese prima in una scuola media, poi in diversi licei.

Esordisce nel campo letterario nel 1973 con un’opera di scarso successo in cui utilizza subito lo pseudonimo di Pennac, ma solo nel 1995 lascerà l’insegnamento per dedicarsi interamente all’arte.

Il successo internazionale arriva con la saga incentrata sulla famiglia multietnica e squinternata dei Malaussène, che vive nella periferia di Parigi. L’idea nasce da una scommessa fatta con un amico di scrivere un giallo, mentre era in Brasile con la prima moglie. La saga è composta da sei romanzi scritti tra il 1985 e il 1996:

- “ Il paradiso degli orchi ” del 1985,

- “ La fata carabina ” del 1987,

- “ La Prosivendola ” del 1989,

- “ Signor Malaussène ” del 1995,

- “ La Passione secondo Thérèse ” del 1995 ,

- “ Ultime notizie dalla famiglia ” del 1997.

Ma ha scritto anche saggi, libri e fumetti per ragazzi, opere teatrali e ha vinto numerosi premi letterari come il Premio Renaudot nel 2007 proprio per “Diario di scuola”. Attualmente è sposato con Minne Pennac, anche lei scrittrice, con cui ha una figlia.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''DIARIO DI SCUOLA'': Indice dell'Analisi del Libro ''Diario di scuola''

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Daniel è l’ultimo di quattro figli e i primi tre sono sempre andati discretamente a scuola. Lui invece era

refrattario alla matematica, profondamente disortografico, poco incline alla memorizzazione delle date e alla localizzazione dei luoghi geografici, inadatto alle lingue straniere.

Sua madre perciò, ora che anziana e che confonde passato e presente, pur sapendo che il figlio è famoso, resta sempre in ansia per lui.

Il padre sembrava prendere i suoi insuccessi scolastici con ironia facendo battute, ma, nel rileggere una lettera che l’uomo gli aveva scritto appena era diventato professore, Pennac si rende conto che anche lui era stato sempre molto preoccupato.

Il fratello Bernard era l’unico che riuscisse ad aiutarlo a fare i compiti senza che Daniel si chiudesse a riccio ed è proprio a lui che l’autore comunica la sua intenzione di scrivere un libro sulla “sofferenza di essere somaro”.

Per la somaraggine di Pennac non c’era una causa familiare: la sua famiglia era affettuosa, senza conflitti o tare ereditarie o problemi. Daniel aveva solo una paura enorme della scuola.

Perciò, quando diventa insegnante, per lui diventa fondamentale diminuire la paura negli alunni peggiori per avere la possibilità di far passare il sapere e riceve spesso telefonate da mamme di somari per avere consigli.

La salvezza dal ruolo di eterno somaro avviene nella sua vita grazie ad un professore di francese in prima superiore. L’uomo aveva capito che le bugie per coprire i compiti non svolti rivelavano una grande creatività e, anziché punirlo, lo esonerò dai temi e gli commissionò un romanzo da consegnare a fine trimestre e da scrivere un capitolo alla settimana.

Pennac scrisse il romanzo con entusiasmo, correggendo tutte le parole con il dizionario. Inoltre cominciò a confidarsi con il vecchio professore sulle letture che faceva, in un periodo storico in cui leggere era considerato un passatempo ozioso da svolgere di nascosto.

A salvarlo fu anche l’amore. Infatti si laureò in fretta per poter trovare un lavoro e poterlo vivere pienamente.

Un’altra convinzione di Pennac è che le prediche non servano a niente, neanche se fatte per incoraggiare. L’unica cosa che serve a migliorare è fare esercizio e se ne fare di più proprio nelle materie in cui si hanno maggiori difficoltà.

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L’autore passa poi in rassegna tutti gli anni passati ad insegnare in classi “differenziali” che sono quelle che danno maggiori soddisfazioni perché quei ragazzi difficili sono come rondini tramortite che bisogna rianimare.

E di aneddoto in aneddoto, Pennac ci snocciola le sue convinzioni sul mondo dei giovani e sull’insegnamento.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''DIARIO DI SCUOLA'': Indice dell'Analisi del Libro ''Diario di scuola''

- Il protagonista è l’autore stesso che nel corso del romanzo matura e passa da somaro a professore e poi ancora a scrittore di successo. Siamo quindi di fronte ad un personaggio fortemente dinamico.

Sappiamo poco del suo aspetto fisico e del suo stile di vita presente, ma vengono analizzati con lucida ironia tutti gli episodi della sua carriera scolastica e sono ricchi di dettagli tutti gli episodi che ci illustrano il suo modo di insegnare.

Sappiamo che fin da piccolo aveva una fervida immaginazione, che amava giocare e che piaceva ai suoi compagni, anche alle “teste serie”.

- Sua madre è ormai anziana. Tende a confondere passato e presente e perciò resta in ansia per il figlio minore che in infanzia le dava tanti grattacapi con la scuola. Questo nonostante ora sia molto orgogliosa di lui e parli frequentemente con gli amici del suo successo come scrittore.

- Suo padre ha cercato di vivere con maggior leggerezza gli insuccessi scolastici del figlio, facendo battute e forse da lui Pennac ha ereditato la vena umoristica che contraddistingue i suoi scritti. Ma l’autore capisce che quelle battute erano solo un modo di sdrammatizzare la preoccupazione per l’avvenire del figlio. Ed è con tenerezza che Pennac nota come il padre anteponga il titolo di professore al suo nome in una lettera che gli invia quando finalmente riesce a laurearsi.

- Un personaggio centrale è quello del professore di francese in primo liceo che gli assegna come compito il suo primo romanzo. E’ proprio il professore che tutti avrebbero voluto avere, che non critica e non punisce, ma cerca di stimolare e motivare tutti gli studenti, anche quelli meno bravi, mettendo sempre l’accento sui loro punti di forza, in grado di sfruttare le loro potenzialità.

- Infine c’è il fratello Bernard, l’unico che riusciva ad aiutarlo nei compiti e a cui Daniel confessa la sua intenzione di scrivere un libro sulla scuola e in particolare “sulla sofferenza condivisa del somaro, dei genitori e degli insegnanti

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''DIARIO DI SCUOLA'': Indice dell'Analisi del Libro ''Diario di scuola''

L’opera è ambientata in Francia e molte sono le città francesi citate: Parigi, Lione…tutti i luoghi della sua dura battaglia con l’apprendimento e i luoghi dell’insegnamento.

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Ma i luoghi non sono mai descritti nei dettagli topografici, come se non avessero importanza. In realtà valgono solo per il loro significato affettivo della memoria e sono uno sfondo ad una storia universale che potrebbe essere ambientata ovunque: quella delle sofferenze di un “somaro” che non riesce a rendere come lui e la sua famiglia vorrebbero.

Piuttosto alcuni luoghi legati all’infanzia riappaiono nel ricordo trasfigurati dalla tenerezza, come il fiume Loup, su cui Daniel e Bernard passeggiano ormai signori di mezza età. E l’autore ricorda di come mezzo secolo prima si tuffavano in quella trasparenza, nuotando tra i cavedani per nulla spaventati dalla loro cagnara.

La familiarità dei pesci faceva pensare che quella felicità sarebbe durata per sempre….Il fiume scorreva tra le pareti di roccia e i due fratelli lo seguivano fino al mare, fischiando con le dita per ritrovarsi….Oggi l’acqua si è abbassata, i pesci sono scomparsi, una schiuma viscida e stagnante proclama la vittoria del detersivo sulla natura. Della nostra infanzia resta solo il canto delle cicale e il calore resinoso del sole. E poi sappiamo ancora fischiare con le dita; non ci siamo mai persi d’orecchio

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''DIARIO DI SCUOLA'': Indice dell'Analisi del Libro ''Diario di scuola''

In “Diario di scuola” viene raccontata tutta la vita di Pennac, dai primi giorni di scuola fino al presente, ora che è diventato uno scrittore famoso.

Poche sono le date riportate, forse per la sua difficoltà nel ricordarle, rivelatrice dello scarso interesse che si pone. E sono per lo più legate all’affettività: p.es. febbraio 1959 per una lettera scritta alla madre dal collegio e 30 settembre 1969, la data di una lettera del padre, fondamentale nella vita dell’autore.

Ma la narrazione non segue un andamento lineare. Infatti sono numerosi i salti temporali, le analessi e le prolessi.

I ricordi si confondono e spiegano il presente, per poi tornare di nuovo indietro ad accarezzare il passato in una sorta di Stream of consciousness, dove l’ortografia e la grammatica diventano centrali.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''DIARIO DI SCUOLA'': Indice dell'Analisi del Libro ''Diario di scuola''

Pennac è caratterizzato da uno stile fine e sottile, difficile da classificare perché utilizza tutti i registri: da quello piatto del teorico e del giornalista a quello tagliante del miglior umorista.

Nessuna parola è superflua o casuale.

E trattando un argomento che è stato la marca di gran parte della sua esistenza, l’apprendere, ci troviamo davanti un fiume di parole: un saggio che è anche uno sfogo e una catarsi secondo la migliore tradizione dello stream of consciousness, senza però la disgregazione della sintassi e perciò accessibile e condivisibile.

 

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NARRATORE DEL LIBRO ''DIARIO DI SCUOLA'': Indice dell'Analisi del Libro ''Diario di scuola''

Il narratore è infatti interno e coincide con l’autore che ripercorre molti anni salienti della propria vita, dai primi anni d’infanzia, quando ha cominciato ad andare a scuola fino a tutti i suoi anni d’insegnamento come professore liceale. La narrazione procede pertanto in prima persona.

E il narratore matura ed evolve con il protagonista.

L’io narrato degli anni della scuola, immaturo e disorientato, che ci fa sorridere delle sue disavventure scolastiche deformandole attraverso la lente d’ingrandimento dell’ironia diventa l’io narrante della seconda parte, il professore stimato che ci offre la propria visione della pedagogia e della didattica. Talvolta con riferimenti teorici, ma anche con aneddoti umoristici o animati da profonda tenerezza.

Anche la focalizzazione è interna.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''DIARIO DI SCUOLA'': Indice dell'Analisi del Libro ''Diario di scuola''

Tematica centrale è quella dell’insegnamento, soprattutto inteso come ricerca di un modo di far passare il sapere anche a ragazzi “difficili”. Perché tutti i giovani, di tutte le generazioni, anche i “somari”, sono animati da un’insaziabile fame di conoscere.

E attraverso questa riflessione si analizza il mondo dei giovani con le sue contraddizioni e le sue problematiche e si riflette sul significato più profondo della pedagogia.

Il bravo insegnante riesce così a superare le disfunzioni croniche del mondo dell’istruzione che nessuna riforma è mai riuscita a sanare. Nonostante le delusioni e la frustrazione della distanza “tanto dalla materia quanto dalla classe”.

Perché “nella pedagogia è come in tutto il resto: appena smettiamo di riflettere sui casi particolari (e, in questo ambito, tutti i casi sono particolari), per regolarci nelle nostre azioni , noi cerchiamo l’ombra della buona dottrina, la protezione dell’autorità competente, l’avallo del decreto , la firma in bianco ideologica”.

Se la freddezza e la rigidità si oppongono alla sofferenza e al magma della voglia di sapere l’insegnamento è destinato all’insuccesso.

Ma quello che Pennac propone non è il modello di un insegnante perfetto.

La sua esperienza di studente nutre e ispira la sua azione pedagogica e gli permette di ottenere successi insperati da ragazzi “difficili”, con disturbi specifici d’apprendimento, con situazioni sociali degradate.

Ma conosce anche l’insuccesso, legato prevalentemente al vissuto dell’insegnante e non al limite dell’alunno. E allora resta

il rimorso di alcune lezioni preparate in fretta e furia, di alcuni pacchi di compiti consegnati in ritardo nonostante i buoni propositi…….

Lo spazio chiuse delle nostre improvvise stanchezze, dove possiamo misurare le nostre rinunce. Una stramaledetta prigione. In cui giriamo a vuoto, solitamente più preoccupati di cercare dei colpevoli che di trovare delle soluzioni.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''DIARIO DI SCUOLA'': Indice dell'Analisi del Libro ''Diario di scuola''

Il libro è come diviso in due parti. La prima è divertente, disincantata, ironica.

Gli occhi di Pennac bambino portano in primo piano le ansie e le inadeguatezze dei giovani, ma anche le contraddizioni e le assurdità del mondo degli adulti, soprattutto di quello della scuola.

Utilizzando un espediente tipico del padre nei suoi anni d’infanzia Daniel Pennac esorcizza la sofferenza e la frustrazione del se stesso “somaro” attraverso l’ironia e ci fa sorridere spesso.

La seconda è più seria, matura, consapevole. Pennac analizza nei dettagli il proprio di insegnare a volte anche in modo tecnico, ma senza mai perdere la propria lucidità d’analisi e la capacità di penetrare e comprendere il mondo e il funzionamento psico-emotivo dei giovani.

Anche in questa parte non mancano pagine divertenti. Una graffiante ironia è il marchio della scrittura dell’autore francese, ma siamo di fronte ad un’ironia di stampo pirandelliano: sentimento del contrario che viene suscitato da chi si oppone con tutte le proprie forze, talvolta anche esageratamente, alla sofferenza.

Per concludere, un libro adatto e divertente per tutti: perché tutti siamo stati alunni e ai tempi della scuola avremo sicuramente trovato qualcosa di incomprensibile tra gli argomenti studiati, ma anche nei professori che ci trovavamo davanti e nei loro comportamenti e avremo sofferto .

E soprattutto un libro fantastico per gli insegnanti che vi ritroveranno la propria vita, la propria furia creativa, la propria frustrazione, le loro piccole gioie e i molti piccoli drammi.

 

+30k Ornella Rizzo

+20k M.R.

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