Recensione ''Candido o l'ottimismo'' (Libro di Voltaire) - 4.3 out of 5 based on 7 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Candido o l'ottimismo''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Candido o l’ottimismo”.
  • Titolo originale: "Candide ou de l’optimisme".
  • Autore: Voltaire, pseudonimo di François-Marie Arouet; 
  • Nazionalità Autore: Francese;
  • Data di Pubblicazione: per la prima volta a Ginevra nel 1759;
  • Editore: Einaudi (collana ''Classici'');
  • Genere: Classici, Romanzo;
  • Pagine: p. XLI-128, brossura;
  • Voto del Pubblico (IBS): 3,57 su 5

 

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BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''CANDIDO O L'OTTIMISMO'': 

François-Marie Arouet, pseudonimo di Voltaire, nacque a Parigi nel 1694 in un ambiente borghese agiato e colto. Dall’età di di 7 anni frequentò il Collège Louis-le-Grand, diretto dai Gesuiti.

Studente brillante, acquisì una solida preparazione letteraria, ma i suoi insegnanti lo rimproveravano spesso per la sua impertinenza e per l’indipendenza del suo pensiero. A scuola stringerà amicizia con molti ragazzi nobili che diverranno poi suoi protettori.

Terminato il Collège, comincia a scrivere, ma nel 1723 si scontra con un giovane cavaliere e perciò viene prima rinchiuso alla Bastiglia e poi, nel 1726, viene mandato in esilio in Inghilterra. Questa disavventura si rivelerà comunque proficua per la sua formazione, arricchendo il suo spirito e facendo di lui il magnifico filosofo che tutti conoscono.

Nel 1729 ottiene il permesso di tornare in Francia dove compone le sue opere migliori: la tragedia "Zaire" del 1732, le "25 Lettere Inglesi", trattati filosofici in cui l’Inghilterra appare come il paese della libertà in tutte le sue form, il racconto "Zadig" del 1747, la sintesi storica "Il secolo di Luigi XIV" (1751), "Micromegas" (1752) e "Candido o l'ottimismo" nel 1759.

Nel 1760 si stabilisce a Ferney e qui muore nel 1778, diventato ormai una leggenda come filosofo illuminista per antonomasia e scrittore della monumentale Enciclopedie.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''CANDIDO O L'OTTIMISMO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Candido o l'ottimismo''

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Candido riceve la sua istruzione nel castello del barone di Thunder-ten-tronck in Westfalia, insieme ai due figli del proprietario. Il loro precettore è Pangloss, seguace di Leibniz, il cui insegnamento fondamentale è che nel mondo “Tutto va per il meglio nel migliore dei mondi possibili”.

Candido s’innamora però della bellissima figlia del barone, Cunegonda, e per questo viene cacciato e mentre viaggia in cerca di una sistemazione viene reclutato forzatamente nell’esercito bulgaro e si ritrova coinvolto in una battaglia tra Bulgari e Abari, poi diserta.

Fugge quindi in Olanda dove ritrova Pangloss, ridotto in uno stato pietoso, sia fisico che economico e psicologico: verrà così a sapere dal suo precettore che il castello di Thunder-ten-tronck è stato bruciato e che tutti i suoi abitanti sono stati massacrati.

Insieme i due uomini decidono di andare in Portogallo, ma proprio quando arrivano a Lisbona si verifica il terribile terremoto del 1755; i due uomini sono inoltre arrestati e condannati a morte dall’Inquisizione, ma verranno salvati da Cunegonda, inaspettatamente e rocambolescamente scappata dal massacro della sua famiglia.

Ma le disavventure dei tre sopravvissuti non finiscono qui: Cunegonda è arrestata dal Grande Inquisitore che vorrebbe abusare di lei e per salvarla Candido deve uccidere un ebreo e il terribile gesuita. Ricercati come i peggiori delinquenti, i due amanti saranno costretti a imbarcarsi per l’America e le avventure del giovane Candido continueranno nel Nuovo Mondo trasportando il lettore nelle situazioni più incredibili, tra Argentina, Paraguay e persino con un passaggio nel regno immaginario di Eldorado, terra dell’opulenza e della felicità.

E tra imprevisti , delitti in cui il giovane si trova coinvolto suo malgrado, tra incalzanti colpi di scena, separazioni e ritrovamenti, dopo il ritorno in Europa e un viaggio a Costantinopoli, si arriverà alla disarmante e filosofica conclusione e alla celebre frase finale “Ciò nonostante bisogna coltivare il nostro giardino”.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''CANDIDO O L'OTTIMISMO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Candido o l'ottimismo''

Il nome stesso del protagonista, Candido, ci dice qualcosa del suo carattere ingenuo e fiducioso che lo caratterizza per tutto il racconto. Ha modi aristocratici, grazie all’istruzione ricevuta, ma questo non lo farà mai accettare completamente dai nobili, tanto che il barone di Thunder-den- Tronck non esita un attimo dal cacciarlo quando lo vede baciare la figlia. Poco si sa del suo aspetto fisico.

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Cunegonda, la figlia del barone di Thunder-ten-tronck di cui Candido s’innamora, all’inizio della narrazione ha 17 anni ed è fresca e grassotta “da far gola”. Ma nel corso del racconto non sempre resta fedele al suo amato, anzi spesso, per salvarsi, si concede al potente di turno e questa perdita di valori morali la porta nel giro di un anno e mezzo a perdere anche la propria bellezza.

Pangloss, il precettore, seguace di Leibniz, resta fedele alla dottrina del suo ispiratore, nonostante nel corso di un anno e mezzo gliene capitino di tutti i colori: viene quasi ucciso in Portogallo e si ammala di sifilide solo per dirne alcune. Ma resta convinto che tutte le disavventure a cui la sorte ha sottoposto lui e i suoi amici rientrino in un disegno più ampio del destino per far loro comprendere meglio che l’unica cosa che rende sopportabile la vita è il lavoro, convinzione ancora più paradossale se si pensa che fin dall’inizio del racconto mostra una marcata propensione ai piaceri del sesso.

Cacambo è il servitore che segue Candido dal Portogallo, offrendogli sempre i suoi servigi con estrema fedeltà. Nonostante le sue umili origini conosce quasi tutte le lingue del mondo.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''CANDIDO O L'OTTIMISMO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Candido o l'ottimismo''

Non c’è luogo del mondo conosciuto nel XVIII secolo che Candido non raggiunga nel corso del racconto. Si tratta prevalentemente di spazi aperti. L’Europa c’è tutta: dalla Westfalia al Portogallo, dalla Francia all’Inghilterra e così via. Il Sud America è presente persino con il regno immaginario di Eldorado.

Candido arriva anche a Costantinopoli, in Asia Minore, per consultare un vecchio Turco e chiedergli la ricetta della felicità e qui si stabilirà alla fine della narrazione per vivere umilmente in una fattoria. Ma tutti gli ambienti non sono che uno sfondo,come il castello dell’inizio, splendido e “dotato anche di porte e finestre” e sono pertanto ininfluenti sulla vicenda, exemplum della storia dell’umanità intera, e di conseguenza descritti in modo privo di emozioni.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''CANDIDO O L'OTTIMISMO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Candido o l'ottimismo''

Tempo della scrittura e tempo della narrazione coincidono. Siamo a metà del XVIII secolo, epoca contraddittoria, di cui si riconoscono nel testo alcuni avvenimenti fondamentali, come il terremoto del 1755.

Tutto avviene in un lasso di tempo di circa un anno e mezzo. Frequente è il ricorso all’analessi, cioè al racconto retrospettivo delle vicende vissute dai personaggi quando questi si rincontrano dopo essersi persi di vista e non aver saputo più nulla gli uni degli altri per un periodo prolungato.

Nella narrazione sii alternano tempi lenti dove vengono riferite le riflessioni dei personaggi con sequenze dialogiche rapide e incalzanti scene d’azione.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''CANDIDO O L'OTTIMISMO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Candido o l'ottimismo''

Lo stile di Voltaire è caratterizzato da una chiarezza e da una naturalezza che non escludono il pittoresco e le emozioni, seppur sempre dosati. L’autore scrive con la stessa lucidità con cui pensa. È chiaro, preciso e per ottenere questa chiarezza egli rinuncia allo stile oratorio del suo tempo. Le frasi sono corte, vigorose, tagliate in modo netto, ma non per questo mancano il colore, il movimento e la vivacità delle immagini.

Voltaire apprezza il valore esplicativo dei paragoni e delle similitudini, che non sono mai un ornamento, ma sempre un chiarimento necessario delle idee esposte. Inoltre egli ama far ridere e per raggiungere il suo obiettivo utilizza la ripetizione di leit motifs e i contrasti. Gli episodi s’incatenano gli uni agli altri con rapidità e servono da pretesto alla sua critica illuminista.

A volte la narrazione parte di slancio, a volte rallenta, a volte l’autore ci sorride. Il tono cambia costantemente e l’attenzione del lettore è costantemente sollecitata, come sul chi vive. La lettura di Candido è una deliziosa palestra per l’intelligenza.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''CANDIDO O L'OTTIMISMO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Candido o l'ottimismo''

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Il narratore esterno è l’autore stesso. Egli si nasconde dietro i personaggi minori e si palesa nel protagonista. Il pensiero di Candido è quello di Voltaire stesso che, come un burattinaio ci trasporta di paese in paese e d’avventura in avventura fino alla conclusione filosofica, affidata al protagonista, che è poi l’unica cosa che gli interessa.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''CANDIDO O L'OTTIMISMO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Candido o l'ottimismo''

Scrittore illuminista, Voltaire, in Candido, riprende le tematiche fondamentali della sua corrente di pensiero ma attacca la dottrina ottimista di Leibniz, per cui il nostro è il migliore dei mondi possibili, e lo fa nel modo originale proprio dei geni. Secondo i maggiori illuministi, il corso universale degli eventi dimostra l’esistenza di un’inarrestabile tendenza umana al progresso, grazie alla luce della ragione. Questa tensione verso il progresso è però ostacolata dalla stupidità, dalle superstizioni e dal fanatismo, particolarmente forti nel XVIII secolo in cui ovunque nel mondo imperversava il tribunale dell’Inquisizione. L’amore per l’umanità deve insegnare invece, secondo Voltaire, la tolleranza. Il terremoto di Lisbona gli fornisce degli argomenti contro l’idea della Provvidenza divina sostenuta dal suo contemporaneo Bossuet e contro l’ottimismo filosofico.

Quale disegno della Provvidenza si può nascondere dietro la distruzione della capitale portoghese?

A quale progresso può portare la morte di migliaia d’innocenti?

Perché tante sofferenze sulla terra?

Voltaire conclude che le ragioni universali sfuggono alla nostra intelligenza, ma che se il male esiste in natura, almeno l’uomo non deve aggiungervi le proprie colpe morali e deve trovare un equilibrio semplice e condurre un’esistenza semplice godendo delle semplici gioie quotidiane che nascono dagli affetti e da un lavoro ben fatto. L’opera contiene un’arte di vivere e un programma d’azione. Testimonia un amore profondo per gli uomini e comunque una fede profonda nel progresso.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''CANDIDO O L'OTTIMISMO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Candido o l'ottimismo''

Voltaire in Candido sottolinea l’incoerenza del mondo e l’assurdità della vita. Il suo eroe è coinvolto in una serie di disavventure dalla crudeltà del destino. Ovunque si assiste al trionfo del male: la natura provoca malattie e terribili cataclismi; la stragrande maggioranza degli uomini sono motivati solo dalla stupidità, dal fanatismo e dal vizio. Attraverso le pagine di Candido sfilano commercianti truffatori, soldati brutali, donne debosciate, feroci inquisitori; è una giungla scatenata dove il forte vive sulle spalle del più debole e il furbo a spese dall’ingenuo. Ma Voltaire non cade mai nella disperazione e la conclusione del racconto contiene una perla di saggezza.

Ciò nonostante bisogna coltivare il nostro giardino”: queste sono le ultime parole pronunciate da Candido nel racconto e ciò vuol dire che ognuno deve dedicarsi a semplici attività quotidiane, ognuno secondo le proprie capacità. Ogni attività semplice ben svolta è un rimedio al pessimismo in cui inevitabilmente la cattiveria del mondo fa sprofondare l’uomo e può permettergli di raggiungere quella felicità a cui aspira. Inutili lanciarsi sempre in nuove avventure o dedicarsi alle speculazioni filosofiche. La vera felicità è nelle cose semplici. Con stile sapiente, ironia e sensibilità di cuore Voltaire ci lascia un classico senza tempo, lettura ideale per tutte le età e in tutte le epoche.

 

+30k Ornella Rizzo

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