Recensione ''12 anni schiavo'' (Libro di Solomon Northup) - 4.4 out of 5 based on 7 votes

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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''12 anni schiavo''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “12 anni schiavo”.
  • Titolo originale: "Twelve Years a Slave".
  • Autore: Solomon Northup. 
  • Data di Pubblicazione: 1853 e successivamente nel 2014. 
  • Editore: Newton Compton (collana ''I volti della storia''). 
  • Genere: Biografie e autobiografie. 
  • Pagine: 278 p., rilegato. 
  • Voto del Pubblico (IBS): 3,75 su 5

 

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BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''12 ANNI SCHIAVO'':

Solomon Northup fu un famoso schiavo americano mulatto, nato a Minerva nel 1807. Pur essendo nato libero venne ridotto in schiavitù dopo essere stato rapito da alcuni trafficanti. Riacquistata la libertà dopo dodici anni di cattività, scrisse la sua autobiografia, assistito dall’avvocato David Wilson, già autore di due pubblicazioni sulla storia locale e in tema di abolizione della schiavitù. All’epoca l’autobiografia vendette trenta mila copie. Nell’ottobre del 2013 è uscito nelle sale il film “12 anni schiavo”, vincitore del premio oscar come miglior film nel 2014, prodotto da Brad Pitt e diretto dal regista Steve McQueen. Il personaggio di Solomon Northup è stato interpretato da Chiwetel Ejiofor, che ha ottenuto la nomination come miglior attore protagonista, mentre lo sceneggiatore John Ridley, che ha riadattato il testo del romanzo, ha vinto l’oscar per la miglior sceneggiatura non originale. L’attrice che interpreta la schiava Patsey, Lupita Nyong’o, ha vinto invece l’oscar come miglior attrice non protagonista.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''12 ANNI SCHIAVO'': Indice dell'Analisi del Libro ''12 anni schiavo''

Solomon Northup è un uomo nato libero. Suo padre, Mintus Northup, nato schiavo, fu emancipato dal suo padrone quindi i suoi figli, Solomon e Joseph Northup, sentirono solo racconti circa le condizioni di degrado in cui versavano le persone della loro razza e, a differenza della maggior parte dei bambini della loro estrazione sociale, ricevettero un’istruzione. Solomon Northup conduce una vita tranquilla: svolge diversi lavori, passa molto tempo libero sui libri, suona il violino e sposa Anne Hampton, una giovane donna di colore da cui avrà tre figli. La sua esistenza procede serenamente, nonostante gli ostacoli rappresentati dal colore della pelle e dalla bassa posizione sociale, finché un giorno due sconosciuti, dopo avergli proposto un ingaggio come violinista, lo assalgono nel cuore della notte, lo drogano e lo trascinano al mercato degli schiavi. Qui Solomon Northup viene minacciato di morte qualora avesse svelato la sua vera identità e comprende che gli schiavi hanno meno valore delle bestie. Iniziano così i terribili dodici anni di violenze, soprusi e sofferenze, che Solomon Northup ci narra quasi con freddezza, senza cadere in lamenti o vittimismi, limitandosi a fare un resoconto della sua vita in cattività, fino all’incontro con un “bianco” diverso dagli altri. La schiavitù, tema centrale del romanzo, è una delle pagine più atroci della storia americana, una storia di violenze e ingiustizie che si perpetuano di fronte all’indifferenza generale.

 

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ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''12 ANNI SCHIAVO'': Indice dell'Analisi del Libro ''12 anni schiavo''

Solomon Northup è il protagonista indiscusso di questo romanzo. All’epoca del rapimento era un uomo di circa trent’anni, mulatto, con i capelli crespi e gli occhi castani, sposato e padre di tre figli.

Dotato di un’intelligenza ben sviluppata e di grande versatilità, era stato educato con sani principi morali e credeva in un Dio che ama le sue creature allo stesso modo, a prescindere dal colore della pelle. Da uomo libero quindi non capisce come uno schiavo possa accontentarsi di vivere in condizioni così abiette, come la paura della punizione possa frenare il desiderio di libertà e come una legge o una dottrina religiosa possano legittimare la schiavitù. Le vicende successive lo porteranno a comprendere a pieno questa realtà, costringendolo a frenare la rabbia e a chinare il capo dinanzi al padrone, al solo scopo di salvarsi la vita.

Nonostante questa evoluzione la sua intelligenza e furbizia saranno una costante anche durante gli anni di cattività, facendo intendere anche a chi non conosce la sua origine di uomo libero le palesi differenze tra lui e gli altri schiavi.

Oltre al protagonista molti sono i personaggi che incontriamo proseguendo con la narrazione. Di seguito vi segnalo quelli, a mio avviso, più significativi.

Merrill Brown e Abram Hamilton sono i due uomini che, fingendo di ingaggiare Solomon Northup per un lavoro, lo conducono con loro fino a Washington, dove nella notte Solomon Northup viene rapito. Merrill Brown è un uomo di quarant’anni, basso e tarchiato, ma dotato di lineamenti che indicano astuzia. Abram Hamilton invece è un giovane dalla carnagione chiara, gli occhi azzurri, vestito alla moda, effeminato ma gradevole, con le maniere disinvolte dell’uomo di mondo. I due si comportano in maniera irreprensibile, addirittura consigliando a Solomon Northup di procurarsi documenti che attestino il suo stato di uomo libero, visto che stavano per recarsi in uno stato schiavista. Eppure rimane fino alla fine, nel protagonista e nel lettore, il dubbio circa il loro coinvolgimento nel rapimento di Solomon Northup.

James H. Burch è il mercante di schiavi nelle cui mani Solomon Northup si ritrova in seguito al rapimento. E’ un uomo corpulento di circa quarant’anni, con scuri capelli castani spruzzati di grigio, lineamenti grossolani e l’espressione crudele. Sarà lui ad accusare Solomon Northup di essere un fuggiasco proveniente dalla Georgia e lo picchierà così duramente da mettere a tacere le sue rivendicazioni di uomo libero. Inizia con questo personaggio la sfilza di padroni crudeli, che faranno capire a Solomon Northup perché gli schiavi hanno così paura e cosa li spinga ad abbassare la testa e obbedire.

William Ford invece è uno dei custodi gentili che Solomon Northup incontra durante la sua cattività. Predicatore battista, degno ministro di Dio e proprietario di una piantagione in Louisiana, William Ford rappresenta l’altra faccia della medaglia. Sebbene cieco nei confronti dell’errore insito nel concetto stesso di schiavitù, a causa del modo in cui è cresciuto, è un padrone modello, che tratta gli schiavi gentilmente e legge loro le Sacre Scritture, al fine di insegnare agli stessi sentimenti di reciproca gentilezza e fede in Dio. Durante la narrazione vedremo come il suo intervento sarà provvidenziale per salvare la vita di Solomon Northup.

Edwin Epps, l’ultimo dei padroni di Solomon Northup, è in assoluto il peggiore di tutti. Uomo dai capelli chiari, zigomi alti, naso aquilino e occhi azzurri, sgradevole nei modi e dallo sguardo penetrante e acuto, ha il vizio di alzare il gomito e di sfogare la sua crudeltà picchiando indiscriminatamente gli schiavi. Per lui gli uomini di colore non sono esseri umani ma li considera una sua proprietà, alla stregua delle bestie, di cui disporre a piacimento. Durante i dieci anni che Solomon Northup trascorrerà come proprietà di Edwin Epps cercherà varie volte di fuggire, subirà tremende sevizie e alla fine incontrerà proprio nella proprietà di Edwion Epps un “bianco” diverso dagli altri.

Samuel Bass, uomo di circa cinquant’anni con i capelli e la pelle chiara, amante delle discussioni ma assennato e capace di interloquire senza offendere, è il carpentiere che Solomon Northup incontrerà nella proprietà di Edwin Epps e che, in quanto contrario alla schiavitù, si offrirà di aiutarlo, esponendosi in prima persona a molti rischi.

 

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LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''12 ANNI SCHIAVO'': Indice dell'Analisi del Libro ''12 anni schiavo''

Il romanzo è ambientato in America, inizialmente nella contea di New York e successivamente in quella di Washington. Nei frequenti spostamenti di Solomon Northup, come uomo libero prima e schiavo poi, si fa riferimento a numerose cittadine, con accurate descrizioni dell’aspetto dei luoghi visitati. Le vicende narrate si svolgono prevalentemente in luoghi aperti quindi il paesaggio circostante assume quasi il ruolo di protagonista.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''12 ANNI SCHIAVO'': Indice dell'Analisi del Libro ''12 anni schiavo''

La narrazione inizia con un breve riferimento alle origini di Solomon Northup, il racconto dell’emancipazione del padre, continuando con un excursus della sua vita da uomo libero prima e schiavo poi, fino alla liberazione, dodici anni dopo, nel gennaio 1853 e un accenno alle vicende processuali successive alla liberazione. La narrazione, sebbene ricopra un lungo arco temporale, non è lenta bensì procede in maniera fluida e non vi sono parti del libro che il lettore riterrà noiose o superflue. Anche le descrizioni della raccolta del cotone o delle altre attività degli schiavi sono ben inserite nel racconto e aiutano il lettore a comprendere a pieno gli avvenimenti successivamente narrati.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''12 ANNI SCHIAVO'': Indice dell'Analisi del Libro ''12 anni schiavo''

Inizialmente il romanzo ha uno stile alquanto ricercato, come se l’autore volesse farci capire che ha ricevuto un’istruzione e che è in grado di esprimersi in maniera forbita. Poi lo stile della narrazione cambia, diventando una sorta di cronaca di quanto accaduto, a tratti “fredda”. Infatti l’autore non si sofferma a lamentarsi dei torti subiti ma si limita a farne un resoconto, senza cercare un feeling con il lettore.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''12 ANNI SCHIAVO'': Indice dell'Analisi del Libro ''12 anni schiavo''

Solomon Northup è colui che ci racconta la storia, esprimendo le emozioni provate nei lunghi anni di cattività, ma cercando di narrare gli avvenimenti nella maniera più obiettiva possibile, per evitare di essere accusato di ingigantire ciò che è realmente accaduto.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''12 ANNI SCHIAVO'': Indice dell'Analisi del Libro ''12 anni schiavo''

La storia di Solomon Northup ci invita a riflettere sulla schiavitù, una delle pagine più vergognose della storia dell’umanità. Ciò che distingue questo romanzo dagli altri scritti sul tema è il linguaggio diretto e crudo utilizzato dall’autore, che si limita a testimoniare gli orrori subiti, senza cercare la nostra comprensione. Leggendo le pagine ci viene sottolineato come l’ambiente in cui cresciamo e siamo educati può influenzare il nostro modo d’essere. Ne sono un esempio uomini di cuore come padron Ford che, a causa dell’educazione ricevuta, non riescono a scorgere l’errore che c’è alla base del concetto di schiavitù.

Vediamo l’incapacità di questi stessi uomini, seppur istruiti e in alcuni casi ministri di Dio, di comprendere che il colore chiaro della pelle non è sinonimo di superiorità, e che nessun uomo ha il diritto di considerare l’altro di sua proprietà e di disporne, quasi fosse un oggetto. E infine l’importanza dell’istruzione. Come si può definire un uomo stupido se gli s’impedisce di prendere in mano un libro? Perché l’istruzione è uno strumento potente e imprigionare le menti è l’unico modo per avere la meglio sui propri simili. Un libro che ha delle tematiche eccezionali, sui cui riflettere soprattutto perché, sebbene la schiavitù sia stata abolita quasi dappertutto, sotto i nostri occhi ci sono nuove forme di cattività e noi forse le guardiamo con la stessa indifferenza con cui nell’800 si consideravano gli schiavi.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''12 ANNI SCHIAVO'': Indice dell'Analisi del Libro ''12 anni schiavo''

Prima di leggere questo romanzo avevo sentito a riguardo molte recensioni negative. In particolar modo ho letto molte lamentele sullo stile del libro e sulla freddezza con cui vengono narrati i fatti, in maniera quasi impersonale, senza lamentele o vittimismi, ma fornendo solo una testimonianza fedele dell’accaduto. Questo invece è proprio l’aspetto che ho maggiormente apprezzato io. Nonostante le atrocità descritte e le sofferenze patite, il linguaggio utilizzato dall’autore è secondo me il modo migliore per far riflettere, ponendo l’accento non tanto sulle emozioni di chi scrive ma sui fatti così come sono avvenuti. Non serve accentuare ulteriormente quello che di per sé è già un reato ovvero il non riconoscere in un altro uomo, solo per il colore della pelle, un proprio simile. Trovo che questo romanzo, così come quelli che si riferiscono alle persecuzioni subite dagli ebrei, sia assolutamente da leggere, perché fa riflettere sulla libertà, per noi un diritto assodato, per altri invece una conquista non così scontata. Leggendo queste pagine invece possiamo vedere i rischi che si corrono quando un uomo si definisce per futili motivi superiore a un altro e, come la storia ci insegna, le conseguenze di questi comportamenti sono gravissime. Ancora oggi orrori come la schiavitù rischiano di riproporsi (pensiamo alla prostituzione o allo sfruttamento minorile) e la conoscenza di queste pagine della storia è fondamentale per evitare che si ripetano. Un libro quindi bello, interessante e utile.

 

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