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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Non volevo il vestito bianco''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Non volevo il vestito bianco”.
  • Titolo originale: "Hypocrite in a pouffy white dress".
  • Autore: Susan Jane Gilman;
  • Nazionalità Autore: Americana;
  • Data di Pubblicazione: 20 Luglio 2009;
  • Editore: Piemme (collana Bestseller);
  • Genere: Biografie e autobiografie;
  • Pagine: 397 p., brossura;
  • Voto del Pubblico (IBS): 4 su 5.

 

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Recensione del Libro “Non volevo il vestito bianco” esordio di Susan Jane Gilman del 2009, genere Biografie e autobiografie. Evidenzieremo il riassunto del libro “Non volevo il vestito bianco”, l’analisi dei personaggi, i luoghi d’ambientazione, la collocazione temporale, lo stile di scrittura ed il narratore. Infine analizzeremo le tematiche trattate nel libro “Non volevo il vestito bianco” con tanto di commento ed opinione del recensore articolista.

 

 

BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''NON VOLEVO IL VESTITO BIANCO'':

Newyorkese di nascita, oggi vive a Washington.

“Romanziere, autrice, giornalista, umorista involontaria.” Sono queste le parole con le quali si definisce Susan Jane Gilman.

Ha ricevuto un MFA in scrittura creativa presso l'Università del Michigan. Prima di allora, ha frequentato la Brown University e Stuyvesant, dove il suo insegnante di inglese, Frank McCourt, è diventato il suo mentore ed è in gran parte il responsabile per il suo essere una scrittrice.

Attualmente divide il suo tempo tra Ginevra e New York.

Oltre ad essere l'autrice di tre libri di saggistica, "La fortuna di essere quel genere di ragazza", “Non volevo il vestito bianco”, “Ragazze non troppo per bene” e “La ragazza di Orchard Street” , ha contribuito a numerose antologie, lavorato come giornalista, e collaborato con molti giornali, dal «New York Times» al «Los Angeles Times», ha vinto numerosi premi per i suoi racconti e saggi. Per Piemme ha pubblicato con successo sia “Ragazze non troppo per bene” che “Non volevo il vestito bianco”, per settimane in cima alla classifica dei bestseller del «New York Times», ma anche entrambi gli altri romanzi.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''NON VOLEVO IL VESTITO BIANCO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Non volevo il vestito bianco''

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Un'autobiografia quantomai bizzarra, quella di Susan Jane Gilman.

Nessun membro della sua famiglia è, per così dire, "normale": se il tuo primo ricordo è la strampalata esperienza di un campeggio hippie a quattro anni, se ti ritrovi a crescere come una ragazzetta bianca che gironzola in tutù in un quartiere portoricano di New York, se tua madre, che è ebrea, vorrebbe tanto farsi suora e tuo padre è impantanato in una bizzarra fase di regressione adolescenziale, se il tuo imprinting con l'universo maschile è un rocambolesco incontro con una rockstar, il minimo che si possa dire della tua vita è che sembra un romanzo.

Oltre che delle stravaganze della sua famiglia, l'autrice parla anche del suo complicato rapporto con l'altro sesso: il racconto della sua prima volta, un'esperienza tragicomica con una rockstar, per poi passare ad una lunga collezione di uomini sbagliati.

Cosa c’è da dire sulla prima volta che non sia già stato detto un miliardo di volte? Probabilmente niente. Montare una libreria dell’IKEA richiede molta più abilità.

Una storia divertente e irriverente, che sembra voler fare da portavoce di un po' tutte le donne.

E, come per tutte le donne (o quasi, se vogliamo essere onesti), anche per Susan alla fine arriva l'uomo giusto, aggiungendo alla stravaganza della sua vita quel necessario tocco di felicità.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''NON VOLEVO IL VESTITO BIANCO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Non volevo il vestito bianco''

- Susan, protagonista e autrice di “Non volevo il vestito bianco”, è intelligente e brillante, non si tira indietro con le autocritiche e si prende in giro dalla prima all’ultima pagina!

Rispetto alla Susan che avevamo conosciuto leggendo "La fortuna di essere quel genere di ragazza", qui conosciamo altri aspetti di lei che ci erano sconosciuti.

È stata una bambina cocciuta e un tantino egocentrica, voleva fare la ballerina ed è andata all’asilo con indosso uno splendido tutù finchè anche tutte le altre non hanno fatto come lei e allora ha deciso di cambiare. Questo ci fa capire anche che è stata una bambina, ma anche una ragazza e una donna in seguito, che non ha mai amato unificarsi alla massa... anzi!

Per non parlare di quando intorno ai 12 anni sognava di andare in giro con un abito da comunione portoricano!

Crescendo poi è diventata una femminista convinta e immaginate un po’ il dramma quando, pronta per andare all’altare ed essere sposata da una strega wicca, si è resa conto che l’unico vestito adatto a lei era un classicissimo abito ampio bianco!

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Insomma in questa sua prima biografia Susan ci fa conoscere tutte le sfaccettature del suo carattere.

- Ad “accompagnare” Susan nella sua vita, ovviamente troviamo i membri della sua famiglia: mamma, papà e suo fratello. Quello dei tre ad essere più “normale” è probabilmente il fratello, che crescendo ha dovuto sopportare insieme a Susan tutte le stramberie dei genitori; a partire dalle mamma che ad un certo momento sogna di farsi suora, fino alla fase macrobiotica, durante la quale in casa non si fa che mangiare germogli e legumi.

Fino al papà che, dopo il divorzio, inizia a comportarsi più come un amico che come un padre, chiedendo consigli e facendo le tipiche sciocchezze che si fanno da ragazzi.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''NON VOLEVO IL VESTITO BIANCO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Non volevo il vestito bianco''

“Non volevo il vestito bianco” è ambientato principalmente nella città di New York, luogo di nascita dell’autrice/protagonista. Tutti i luoghi frequentati da Susan generalmente sono descritti in modo un po’ vago, infatti l’autrice da più importanza agli eventi che non ai luoghi in cui avvengono.

Anche nelle situazioni in cui i luoghi acquisiscono un’importanza maggiore, le descrizioni non sono mai noiose anzi, riescono a risultare divertenti.

«E allora, è arrivata la parete attrezzata?» domandai. Ma prima che potessero rispondere lo vidi da me. Era impossibile non farlo. Alta fino al soffitto, occupava tutta la parete orientale del nostro appartamento.

 

Colossale e color fegato, sembrava non tanto un mobile quanto un gigantesco pannello di controllo, un enorme monolite pieno di cerniere e di pomoli di ottone. Gli armadietti retrattili assomigliavano più a botole e cripte, e le antine scure sembravano impenetrabili, dandole un che di sinistro.

Era così massiccia e incombente che soffocava tutto il resto. Ti dava la netta sensazione che da un momento all’altro ti sarebbe precipitata addosso e ti avrebbe schiacciato. Era orrenda, la Morte Nera dei mobili.”

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''NON VOLEVO IL VESTITO BIANCO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Non volevo il vestito bianco''

In “Non volevo il vestito bianco” viviamo diversi degli anni della vita di Susan, da quando aveva circa quattro anni fino al giorno del suo matrimonio intorno ai trent’anni.

Con la sua infanzia riviviamo i famosi anni ’60 con i genitori hippie, nell’adolescenza gli anni del femminismo più sentito, fino all’età adulta in cui il suo femminismo continua a essere vivo e a questo si unisce il suo desiderio di individualutà (peraltro sempre piuttosto marcato anche nell’infanzia)

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''NON VOLEVO IL VESTITO BIANCO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Non volevo il vestito bianco''

La scrittrice inizia con questo suo primo esilarante racconto a divertire con un linguaggio particolareggiato e ben scelto, una struttura semplice e un ritmo comico che “costringono” a leggere, in un unico atto, l’autobiografia-romanzo.

 

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NARRATORE DEL LIBRO ''NON VOLEVO IL VESTITO BIANCO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Non volevo il vestito bianco''

Considetata la tipologia del libro, in “Non volevo il vestito bianco” è abbastanza giusto e scontato trovare un narratore interno.

È infatti la voce di Susan a raccontarci alcuni degli eventi più salienti della sua vita.

Di capitolo in capitolo, il lettore scopre le sue delusioni scolastiche, le ore ad aspettare Mick Jagger e Keith Richards, l’esperienza del college, gli amori dell’università, i primi passi nel mondo del lavoro giornalistico, le bizzarre iniziative di Ellen, la madre e il carattere remissivo del padre, insomma tutta l’esistenza di Susan Jane Gilman.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''NON VOLEVO IL VESTITO BIANCO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Non volevo il vestito bianco''

Susan Gilman con un’ironia al limite del demenziale e del dissacrante descrive la sua famiglia e la sua società, con un tono disincantanto ironico e con una punta di cinismo.

Descirve anche la disillusione della gioventù e la sua crescita personale che l'ha portata a diventare una famosa giornalista, con un riquadro di personaggi molto variopinti.

Come una moderna Bridget Johnes alla ricerca del vestito giusto e il crollo delle sue ideologie quando capisce che l'unico vestito che le entra, è quello che non coincide con le sue ideologie.

Ma dalla tragicomica esperienza della prima volta alla scoperta di un talento da collezionista di uomini sbagliati, dalla ribellione dei giorni della scuola allo scontro frontale con il mondo del lavoro, la storia di Susan è anche la storia di una generazione di ragazze e di donne, magari di due, e forse un po' di tutte.

 

Le persone troppo religiose mi rendevano irritabile. Invece di spingermi a essere più pia, la loro rettitudine e le loro certezze morali mi facevano venir voglia di comportarmi ancora peggio.

In loro presenza sentivo spesso l'impulso di dimenarmi orgiasticamente sopra un tavolo da biliardo e di versarmi della sangria sulle tette, non fosse altro che per rimettere in equilibrio l'universo.

Mi veniva voglia di essere lo yin per fare da contrappeso al loro yang, di essere il peccatore là dove loro erano i santi, Godzilla là dove loro erano Bambi.

Oltre all'ironia vi sono delle parti agrodolci e temi seri, ovviamente trattati con la giusta delicatezza, come l'Olocausto.

 

COMMENTO DEL LIBRO ''NON VOLEVO IL VESTITO BIANCO'': Indice dell'Analisi del Libro ''Non volevo il vestito bianco''

Il libro parte dalla nascita di Susan e arriva al suo matrimonio celebrato da una strega wicca, passando anche per un lavoro per il governo americano.

È divertente ma non solo, credo che questo libro rappresenti bene la vita piena di avventure e di stramberie che molti vorrebbero avere.

È un romanzo assolutamente anticonvenzionale e molte volte nonostante sia comico e buffo non ha un lieto fine,ma ha delle esperienze negative o finite non come voleva la protagonista. Proprio perchè anche se il libro sembra essere tratto da "Sex in the City",in realtà è proprio l'autobiografia della nostra autrice.

Mi è piaciuta la sua simpatica ironia, la sua trasgressione, ma più di tutto la sua spavalderia senza risultare arrogante e il modo di essere maldestra.

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Strappa delle sincere e allegre risate.

È un libro decisamente disimpegnato, ma sa veramente coinvolgere.

Può essere considerata una delle crittrici di commedia, da accostare benissimo con quelle due pioniere della commedia come Helen Fielding e Sophie Kinsella.

È uno spaccato scherzoso della vita moderna e delle problematiche che la vita ti mette davanti,che a quanto pare non variano col passare delle epoche. Lo consiglierei vivamente anche alle adolescenti, credo che troverebbero spunti e argomenti interessanti,vissuti da una persona ironica come la Gilman.

 

+27k Melissa Radice

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