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Recensione, Analisi, Riassunto ed Opinioni del Libro ''Il piccolo principe''DATI ESSENZIALI:

  • Titolo: “Il piccolo principe”.
  • Titolo originale: "Le petit prince".
  • Autore: Antoine de Saint Exupéry; 
  • Nazionalità Autore: Francese; 
  • Data di Pubblicazione: per la prima volta in Gran Bretagna nel 1943; 
  • Editore: Bompiani; 
  • Genere: Narrativa per ragazzi; 
  • Pagine: 128 p., brossura; 
  • Voto del Pubblico (IBS): 4.75 su 5

 

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BIOGRAFIA DELL'AUTORE DEL LIBRO ''IL PICCOLO PRINCIPE'': 

Antoine de Saint Exupery nacque a Lione il 29 giugno del 1900 da una famiglia di nobili origini. Rimasto orfano di padre a soli 4 anni, fu cresciuto dalla madre Marie, pittrice di talento, che lo viziò crescendolo come un “piccolo principe”.

Una tappa decisiva della sua vita fu il 1921 quando partì per il servizio militare e divenne pilota. Gli anni che seguirono lo videro avvicendarsi in vari lavori, finchè nel 1925 si trasferì in Sud America per trasportare la posta attraverso le Ande con l’Aéropostal Argentina- France. Qui nel 1929 pubblicò il suo primo romanzo ''Corriere del Sud'' e due anni dopo il secondo, ''Volo di notte''. E qui conobbe la moglie, la scrittrice e pittrice salvadoregna Consuelo Zeceña de Gomez. Il loro matrimonio fu sempre molto turbolento, ma intensamente passionale.

Del 1939 è un altro romanzo di successo ''La terra degli uomini''. Durante la Seconda Guerra Mondiale si arruolò nell’Aeronautica Militare Francese, in una squadriglia di ricognizione aerea, perché le sue condizioni fisiche e la sua età non gli consentivano altri incarichi. È di questo periodo, precisamente del 1942,''Pilota di guerra''.

Sfortunatamente il suo aereo fu abbattuto da un caccia tedesco sul finire della guerra, il 31 luglio del 1944, sparendo sul Mar Tirreno di fronte alla città di Marsiglia. Il relitto fu recuperato solo nel 2004.

Saint Exupéry fu un pilota coraggioso con una vita sentimentale tormentata, ma la grande passione della sua vita fu la letteratura, tanto che arrivò a dire che la sua vita coincideva con lo scrivere. Nonostante tutta la sua produzione sia interessante (per la maggior parte si tratta di trasposizioni romantiche di spunti autobiografici), Saint Exupéry deve però la sua fama al romanzo ''Il piccolo principe'' del 1943, tradotto in duecentocinquanta lingue.

Nel centenario della nascita gli è stato intitolato l’aeroporto di Lione.

 

RIASSUNTO DEL LIBRO ''IL PICCOLO PRINCIPE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il piccolo principe''

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L’autore-narratore è caduto con il suo aereo nel Sahara a causa di un’avaria e sta cercando in ogni modo di far ripartire il velivolo. È completamente solo, più di “un marinaio abbandonato in mezzo all’oceano con la sua zattera”, ma una mattina, con suo grande stupore, viene svegliato da una vocina che gli domanda: “Per favore, mi disegni una pecora?”.

Il disegno si rivela più complicato del previsto, perché il giovane nuovo arrivato è molto esigente e vede le cose con gli occhi del cuore, non accontentandosi della loro apparenza esteriore. Solo dopo vari tentativi, disegnando un parallelepipedo, e cioè la scatola in cui trasportare la pecora, l’aviatore riuscirà a soddisfarlo. È così che Saint-Exupéry fa la conoscenza del piccolo principe.

Il bambino gli pone mille domande, ma non sembra mai sentire le sue e perciò solo dopo qualche tempo l’aviatore capisce che il piccolo principe proviene da un pianetino, poco più grande di una casa, l’asteroide B612, visto una sola volta dalla Terra al telescopio da un astronomo turco.

Il bambino ha lasciato il suo pianeta stufo delle continue pretese e lamentele di una rosa spuntata per caso, nata da un seme qualunque portato dal vento, ma eccezionalmente bella. Ora, dopo aver viaggiato per molti pianeti, ne sente la mancanza e si pente di averla abbandonata. Su ogni pianeta visitato nel suo viaggio ha incontrato personaggi stravaganti, caratterizzati da una mania o da un vizio tipica dell’umanità. Ora, dopo tante esperienze, solo nel deserto con l’aviatore, il piccolo principe è triste e si ritrova spesso malinconico ad osservare il tramonto. Ora capisce: era troppo giovane per saper amare la sua rosa e per capire perché fosse così speciale per lui! Tutti i tentativi del pilota per consolarlo, la tenerezza, il cullarlo, gli abbracci e le parole sono inutili.

Le esperienze vissute sulla Terra, il più grande tra i pianeti che il piccolo principe ha visitato, soprattutto la relazione che stabilisce con una volpe che gli svela il significato profondo della parola “addomesticare”, gli insegneranno i segreti del più dolce e nobile dei sentimenti in un’imprevedibile quanto commovente conclusione.

 

ANALISI DEI PERSONAGGI DEL LIBRO ''IL PICCOLO PRINCIPE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il piccolo principe''

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Il piccolo principe ha capelli biondi come spighe di grano. Guardando il disegno fatto dall’aviatore ad illustrazione del libro potremmo dire che indossi una specie di uniforme bianca, un mantello regale ampio azzurro cielo, stivali dello stesso colore e una piccola spada di cui in tutto il racconto non si comprende l’utilizzo: probabilmente solo un simbolo di regalità. Ma si sa i disegni dell’aviatore non vanno presi alla lettera!

Fin dal suo primo apparire nel deserto non sembra affaticato o impaurito e subito dimostra la sua capacità di vedere le cose con gli occhi del cuore: riconosce infatti immediatamente il disegno del boa che ingoia un elefante che aveva procurato tanto cruccio all’aviatore in infanzia e che nessun adulto era mai stato in grado di decifrare.

È smanioso di farsi nuovi amici, di fare nuove conoscenze ed è molto curioso: vuole conoscere e comprendere gli uomini e le loro abitudini; di ogni situazione vuole sapere tutto, ma proprio tutto e pone domande insistenti fino a quando non riceve una risposta. Ma non sempre risponde alle domande che gli vengono poste, perchè poche destano la sua attenzione e il suo interesse.

Altra caratteristica saliente del piccolo principe è l’ingenuità che lo lascia spesso disarmato davanti alle contraddizioni della vita e incapace di comprendere le contraddittorie e irrazionali motivazioni umane.

L’aviatore è consapevole di essere isolato in un mondo di adulti che considerano sensibile una persona solo se sa parlare di bridge, di golf, di politica e di cravatte, ma non sanno andare oltre le apparenze o parlare di stelle. Scoraggiato dall’incomprensione dei grandi, ha abbandonato l’idea di fare il pittore che aveva in infanzia e si è dedicato alla geografia, alla storia e alla grammatica finendo poi con il diventare pilota.

Non si perde d’animo quando si ritrova nel deserto del Sahara in avaria, impossibilitato a riprendere il volo o a chiedere soccorso, con acqua sufficiente solo per una settimana. E si accinge da solo a riparare il guasto. Quindi possiede una discreta abilità meccanica.

É piuttosto permaloso e vuole che le sue disgrazie vengano prese sul serio come tutti gli ipersensibili, ma altrettanta sensibilità e attenzione dedica agli altri e al loro ascolto: nonostante la grave situazione d’urgenza in cui si trova, ascolta con attenzione quello che gli racconta il piccolo principe, risponde pazientemente alle sue domande incalzanti, lo consola, ne coglie sfumature e turbamenti dell’animo.

Sullo sfondo, ma non per questo meno importante, anzi perennemente presente nei pensieri del protagonista, c’è la “sua rosa”. Per il piccolo principe questo fiore è l’essere più importante nell’universo: egli la cura con devozione nonostante i suoi capricci e la “tirannia” che esercita su di lui per civetteria. In un momento di insofferenza il bambino l’ha lasciata sola e se ne è andato dal suo pianetino ma ora pensa continuamente a lei; ogni suo pensiero è imperniato su di lei e sul modo per tornare da lei a curarla e proteggerla: questo è il movente celato dietro ogni sua domanda e ogni sua azione. Per tornare da lei sarebbe disposto a qualunque sacrificio.

Infine, pur facendo solo un’apparizione di pochi brevi capitoli, un ruolo centrale lo detiene la volpe: personaggio importante perché insegna al piccolo principe il valore e il significato dell’amicizia e dei rapporti interpersonali in genere, spiegando con molta saggezza tutte le tappe che portano all’instaurarsi di una relazione affettiva valida e duratura.

 

LUOGHI D'AMBIENTAZIONE DEL LIBRO ''IL PICCOLO PRINCIPE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il piccolo principe''

Tutti gli spazi del racconto sono spazi aperti; il principale è il deserto del Sahara dove si incontrano il pilota e il piccolo principe; poi l’asteroide B612 e gli altri pianetini visitati dal bambino. Le descrizioni dei luoghi sono comunque ridotte al minimo.

L’unico di cui sappiamo qualcosa è il pianeta d’origine del bambino, ma ogni informazione ha più che altro un valore simbolico-allegorico. Sappiamo che sull’asteroide B612 attecchiscono semi buoni e semi cattivi: quelli buoni danno vita a rosai, quelli cattivi produrranno baobab e vanno estirpati subito se si vuole evitare che infestino il pianeta fino a portarlo alla distruzione. Sappiamo che ci sono due piccoli vulcani attivi sull’asteroide per scaldare la colazione e un vulcano spento. Ma non sappiamo altro e non importa.

 

TEMPO (COLLOCAZIONE TEMPORALE) DEL LIBRO ''IL PICCOLO PRINCIPE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il piccolo principe''

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I fatti narrati si riferiscono ad uno spunto autobiografico: un’avaria sul Sahara risalente al dicembre 1935 e la permanenza di aviatore e bambino nel deserto copre un arco di tempo di circa 8 giorni. Ma non c’è corrispondenza tra fabula e intreccio. Frequente è infatti nel racconto il ricorso all’analessi con la presenza di flashbacks, che raccontano il viaggio e le esperienze del piccolo principe su diversi pianeti.

Il romanzo stesso si apre con un ricordo dell’infanzia dell’aviatore, a sei anni, momento in cui da un’esperienza dolorosa il pilota ha iniziato a maturare la consapevolezza della differenza di sensibilità tra adulti e bambini. E i continui salti nel tempo sono espressione del tempo soggettivo della coscienza in una sorta di stream of consciousness.

 

STILE DI SCRITTURA USATO NEL LIBRO ''IL PICCOLO PRINCIPE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il piccolo principe''

Lo stile è semplice, lineare, di facile lettura e prevale il discorso diretto. Le descrizioni degli ambienti sono ridotte al minimo e i caratteri si definiscono attraverso le parole e le azioni dei personaggi, ma l’autore aggiunge al testo scritto degli acquarelli prodotti negli anni precedenti che diventano parte integrante dell’opera, come se dei flashs e delle immagini di quello che diventerà un capolavoro classico della letteratura per ragazzi fossero già da tempo in embrione nella sua coscienza.

 

NARRATORE DEL LIBRO ''IL PICCOLO PRINCIPE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il piccolo principe''

Il narratore è il pilota, cioè lo scrittore stesso. Quindi siamo di fronte ad un narratore interno che normalmente narra in prima persona. Quando però si passa ai flashbacks delle avventure del piccolo principe sui vari pianeti visitati nel suo viaggio di formazione, la narrazione avviene in terza persona. Numerosi, ma brevissimi, sono gli inserti di metalinguaggio in cui il narratore-coprotagonista-autore spiega le proprie scelte narrative.

 

TEMATICHE TRATTATE NEL LIBRO ''IL PICCOLO PRINCIPE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il piccolo principe''

''Il piccolo principe '' è solo in apparenza una favola per bambini. In realtà è un racconto filosofico.

Prima di tutto Antoine de Saint Exupéry sottolinea l’importanza di andare oltre le apparenze per trovare la vera essenza di cose e persone.

La tematica è centrale fin dalla dedica retroattiva all’amico d’infanzia Léon Werth, considerato non come adulto ma come l’amico che fu, ed è presente fin dalle prime pagine in cui l’aviatore racconta la storia del suo primo disegno: quello del serpente boa che divora un elefante, arrotolato e srotolato, disegno che la maggior parte degli adulti non capiscono perché hanno smesso di vivere in armonia con l’universo e giudicano solo dalle apparenze riportando tutto a numeri e prezzi.

L’autore stesso si sente un po’ invecchiato sotto questo punto di vista, ma è convinto che un incontro speciale, come è per lui quello con il piccolo principe, possa risvegliare il bambino sopito in ognuno di noi.

C’è poi nel testo, delineata con pochi tratti allusivi, una descrizione profonda dei limiti dell’umanità. I personaggi bizzarri incontrati dal piccolo principe sui diversi pianeti sono archetipi, simboli delle miopie dei grandi, di deformate interpretazioni della vita, del potere e dell’amore: un sovrano assoluto, ma illuminato, un vanitoso, un uomo d’affari, un ubriaco…

 

COMMENTO DEL LIBRO ''IL PICCOLO PRINCIPE'': Indice dell'Analisi del Libro ''Il piccolo principe''

La prima volta che lessi ''Il piccolo principe '' avevo quattordici anni e mi era stato imposto in lingua originale al primo anno di Liceo Linguistico. Da allora l’ho riletto in italiano più volte, da sola e con i miei figli, e ancora non mi annoia, anzi ogni volta scopro nuovi spunti di riflessione e mi commuovo.

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È una lettura che mi sento di consigliare senza perplessità perché chiunque, a prescindere dall’età, dalla professione, dal momento della vita che si trova ad attraversare, può trovarvi qualcosa di sé: un valore, uno stato d’animo, un pensiero passeggero, balenato per un attimo alla mente, che non avrebbe saputo esprimere a parole e che poi, improvvisamente, compare lì sulla pagina, limpido e chiarissimo.

''Il piccolo principe '' è uno scrigno in cui sono racchiusi quei valori semplici ed essenziali che tutte le persone sensibili, dovunque vivano nell’universo, condividono e su cui basano la propria vita. Per questo, secondo me, è stato tradotto in tante lingue e a questo si deve il suo successo intramontabile. Perché, nonostante il consumismo imperante, tutti poi sappiamo che l’essenziale è invisibile agli occhi e che bisogna saper guardare il mondo con gli occhi di un bambino per vivere in armonia.

 

+30k Ornella Rizzo

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Avatar di Elisabetta
Elisabetta ha risposto alla discussione #62 6 Anni 9 Mesi fa
Amo questo libro. Nella sua brevità potrei definirlo un capolavoro di sintesi. La sua dolcezza è incredibile come lo è anche la semplicità con cui ci "parla" della profondità della vita...
"L’essenziale è invisibile agli occhi"... ecco il suo segreto... :)